L'emigrazione siciliana dal 1870 al 1950
Sicilian emigration from 1870 to 1950


Nel grande fenomeno dell'emigrazione, che tanta parte ha avuto nella trasformazione sociale,
economica e morale dell'Italia durante gli ultimi 80 anni, la Sicilia  è venuta per ultima. La sua emigrazione infatti si è svolta soltanto dopo il 1900, ma divenne ben presto intensa, superando in breve fasi di sviluppo che altrove richiesero molto più tempo. Tuttavia, assai prima di questa emigrazione, si era svolta quella verso la Tunisia (nel 1870 il 94 % dell'emigrazione siciliana), di cui l'isola può essere orgogliosa. Questa emigrazione prese le mosse specialmente dalla parte Ovest e Sud, essa fu incoraggiata da tradizionali istituti giuridici arabi, che rendevano facile il graduale acquisto del suolo, e formò nel vicino paese africano un'imponente colonia di proprietari coltivatori, che rese fiorenti con tenace lavoro terre da sempre trascurate. Su circa 100.000 persone della colonia italiana in Tunisia 4/5 erano di origine siciliana. L'emigrazione transoceanica dall'isola cominciò a prevalere verso il 1885 raggiungendo poi un numero molto elevato di individui nel nostro secolo: nel 1900 si contarono 28.838 emigranti, 106.208 nel 1905, ben 127.603 nel 1906. Conobbe in seguito un piccolo calo, sempre rimanendo però intensa e toccando il massimo nel 1913 con 146.061 individui; dopo la prima guerra mondiale riprese con 108.718 partenti nel 1920, successivamente si scese a cifre modeste, per cause generali, interne o internazionali, e con un bilanciamento tra il numero degli espatriati e quello dei ritornati, mentre fino al 1914 il numero dei rimpatriati era assai limitato.
L'emigrazione siciliana, nella quasi totalità, si rivolgeva agli Stati Uniti (nel 1920 ben l'87 %), dove com'è noto, i nuclei di siciliani sono importanti e hanno dato alla nuova patria anche personalità eminenti.
Nella ripresa dopo la seconda guerra mondiale,la Sicilia si è collocata al secondo posto tra le regioni italiane, per numero di emigranti, seguendo da vicino la Calabria. Nel triennio 1946-48 gli emigranti siciliani per paesi transoceanici furono circa 21.000, cifra poi quasi raggiunta nel 1950.
L'influenza del movimento emigratorio in Sicilia è stata indubbiamente rilevante. durante alcuni anni in cui l'esodo fu più forte, parecchi Comuni ebbero una diminuzione di popolazione; in qualche luogo si presentò la scarsità di mano d'opera agricola, provocando il rialzo delle  merci, e si ebbero anche momentanei diminuzioni delle colture. D'altra parte si ebbero i vantaggi delle "rimesse" degli emigranti e dal ritorno dei cosidetti "americani", i quali divennero proprietari terrieri, introducendo un miglioramento se pur lieve nel tenore di vita delle classi rurali.

 In the big phenomenon of the emigration, that had a such grat part in the social  social, economic and moral transformation of Italy during the last 80 years, Sicily has come for last. His emigration in fact is been turned on only after the 1900, but it became quickly intensive, overcoming shortly development phases that elsewhere required much more time. But, before this emigration, there was another one which was turn toward the Tunisia (in the 1870 the 94% of the emigration was Sicilian), the island could be proud of this. This emigration taking the movements especially from the West and South parts, she was encouraged from traditional juridical Arabs institutes, that made easy the gradual acquires of the ground, and formed in the near African country an imposing colony of growers owners; and they made flourishing with tenacities job earths for a long time neglected. On around 100.000 people of the Italian colony in Tunisia 4/ 5 was of Sicilian origin. The emigration across the Ocean from the island began to prevail toward the 1885 reaching then a very elevated number of individuals in our century: they were counted 28.838 in the 1900, 106.208 in the 1905, and 127.603 in the 1906. This phenomenon knew then a small decrease, however always staying intense and touching the maximum in the 1913 with 146.061 individuals; after the first world war it restarted with 108.718 leaving in the 1920, subsequently it was come down to modest figures, for general, inside or international causes, and with a balancing between the number of the expatriated and that of the returned ones, while until 1914 the number of the repatriates was limited.
The Sicilian emigration, in the almost totality, addressed to the United States (in the 1920 it was 87%), where as it is known, the nucleuses of Sicilians are important and have also given to the new country eminent personality. After the second war world, Sicily placed to the second place between the Italian regions, for the emigrants number, following from near the Calabria. In the period between 1946-48 the Sicilian emigrants for across Oceans' countries was around 21.000, figure then almost reached in the 1950. The influence of the migratory's movement in Sicily has been undoubtedly remarkable. during some years in which the exodus was more strongly, quite a lot Communes had a diminution of population; in any place presented itself the shortage of hand of agricultural work, provoking the rise of the goods, and there were had momentary diminutions also of the crops. On the other hand there were the advantages of the "replacements" of the emigrants and from the return of the so called "Americans," which became lands owners, introducing an amelioration, also if not so evident, in the way of life of the rural classes.

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Leone dei Grifasi - (immagine riservata)
A. Grifasi 25/02/98
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