Narrativa. Non convince l�intimit� di Kureishi
di Barbara Mennitti

Dopo che il film liberamente tratto da questo libro si � aggiudicato l�orso d�oro al festival del cinema di Berlino, Bompiani rilancia in libreria nella collana tascabili best seller, a solo un anno dalla prima pubblicazione, �Nell�intimit� di Hanif Kureishi, affermato sceneggiatore londinese candidato all�oscar nel 1985 per la sceneggiatura di �My beautiful laundrette�, che da una decina d�anni si cimenta con la narrativa.

Jay, il protagonista forse in parte alter ego dell�autore (nel senso che fa lo sceneggiatore o, come dice un amico illuminato, �trasforma la letteratura in pappa�), ha deciso di lasciare la compagna della sua vita e i suoi figli di cinque e tre anni la mattina seguente e ha deciso di andarsene da vigliacco, senza dire niente, lasciando un semplice biglietto. Il romanzo assume quindi la forma di una lunga meditazione che va dalla disintegrazione del suo rapporto con Susan, alla sua relazione di sesso e forse amore con una ragazza giovane �che percorrerebbe qualsiasi distanza per un rave�, per giungere a temi come la monogamia, la paternit�, l�infelicit� e, naturalmente, l�intimit�. Con queste premesse, Kureishi avrebbe potuto scrivere un buon libro (alla maniera di Einrich Boell e del suo �Opinioni di un clown�) e invece ha partorito una deprimente tragedia meditativa sull�insoddisfazione dell�et� adulta.

In barba alle sue origini pakistane, Kureishi � riuscito a scrivere un libro molto britannico in cui la prima cosa che colpisce � la totale mancanza di comunicazione emotiva fra persone che pure intrattengono rapporti fortemente intimi. Susan, la madre dei figli di Jay, che un tempo egli aveva amato per la sua capacit� di affrontare le situazioni, � divenuta il suo nemico numero uno, il ricettacolo del suo disprezzo. E tuttavia, fino all�ultimo momento, egli spera in un gesto di arrendevolezza e di intimit� da parte della sua donna, spera che si lasci �scopare per terra� per non dovere andare pi� via, senza mai chiedersi perch� certi gesti non arrivano. Ed � proprio la completa assenza di consapevolezza di s� da parte dell�io narrante che rende vane e, a un certo punto, anche irritanti tutte le elucubrazioni mentali di cui si compone questo libro. Jay risulta, alla fine, una parodia di un uomo pavido e narcisista, velleitario, incapace di crescere e di prendersi responsabilit� e, soprattutto, che incolpa costantemente qualcun altro per la sua pusillanimit�. Il quadro di una triste e patetica generazione incompleta, che voleva troppo e non si ritrova in mano niente.

Dopo un centinaio di pagine cos�, Jay finalmente prende in mano la valigia (e quanto inchiostro per decidere se portare il doppiopetto gessato o il vestito nuovo marrone) e varca la soglia per trasferirsi dal suo amico Victor, altro squallido esemplare di uomo di mezza et� pieno di rimpianti. Fino all�ultimo abbiamo temuto che restasse, l�hai scampata per un pelo, Susan.

15 giugno 2001

bamennitti@ideazione.com

Hanif Kureishi, Nell�intimit�, Tascabili Bompiani, Milano 2001, 107 pagine, lire 10.000.



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