percorsi dell'anima.
scritto da pupa p. alle 4:28:27 PM | (Millevocidentro, 19 novembre 02)
Dolorometro.
Okey. Sta morendo. Credo che non arriverà a Natale.
E te lo farò sapere via Internet, che se n'è andato, come per Marc Grin che so' sbottata a piange perché quella sceneggiatura era come l'avessi scritta io.
Dolorometro.
Se fossi nata in America, come diceva il genio ErreCcì, sarei diventata ngrande sceneggiatore e da quest'agonia solitaria forse ci'avrei cavato soldi a bizzeffe.
Ma tant'è, come se dice a Roma, panza piena npenza a panza vòta.
O forse il mio è soltanto moralismo d'accatto, bieco cattocomunismo, ricatto psicologico, tragedismo, autolesionismo, egocentrismo, padreternismo, mitomania ... sotto acchì vo' sprime lurtimo giudizzio su marìmariò! me n'avete dette talmente tante che nce faccio più caso...
Dolorometro: a casa mia una volta si chiamava disperazione. Per solitaria, totale, disperante mancanza di solidarietà umana.
E da ogggi mi firmerò Cassandra. Quella che vedeva e prevedeva ma nessuno l'ascoltava mai.
Dolorometro. Grazie Dio, grazie anche per questo...
Nel ringraziarti PietroBrogOrtre d'esserti messo in contatto con l'incommensurabile Gianni Minà invito tutti gli amici brogger a non lasciar cadere nel vuoto dell'indifferenza i mille argomenti che il nuovo quotidianoBrog di Pietro ha posto in evidenza. Grazie, Pietro, a buon rendere da parte della Vita.
Stanotte fa un freddo cane, a Roma quasi nevica, in ogni caso diluvia acqua gelata.
Per non dimenticare...
CI HA SCOSSO.
Anzi, direi che il mondo ci è crollato in testa.
Urla e polvere e poi tutto si è attutito e si è spento per un attimo.
Ora però siamo qui a fluttuare,
qui sopra di voi che ci piangete.
No, sotto quelle macerie sono solo le nostre carcasse.
Noi siamo qui, leggeri leggeri...
Dai, voltatevi in su: "dolcetto o scherzetto?" (di Giulio Pianese)
Ventisei piccole bare nel più gelato dei cimiteri,
quello della Comune Dimenticanza.
Migliaia di persone senzatetto
a immaginare che forse sarebbe stato meglio crepare subito
piuttosto che quest'agonia fatta di freddo gelato.
Che porterà comunque alla morte
di vecchi che non volevano morire.
O di chissacchì, incapace di sopportare
perché troppo fragile.
Ci ha scosso, Zu.
Ma, come al solito, non abbastanza.
Mariemarion
mar, novembr 19
è morto oggidì il mio monitor sony diciassette pollici. pace all'anima sua. e vaffanculo.
questi sono i miei estremi bancari:
ABI 03015 CAB 03200 n. conto 141125.
chi volesse farmi un bonifico per aiutarmi a comprarmene uno nuovo, o anche solo per far la spesa, perché ho scoperto di essere senza soldi, propio. ma senza senza. presempio, domani sera non vado al cinema, e credo mangerò solo caffellatte, colazione pranzo cena, fino a dicembre almeno (ovviamente, di gin non se ne parla).
grazie.
lun, novembr 18
chiedo scusa se ci son stati dei link rotti, ma fastweb m'ha lasciato a piedi tutt'oggi...
per la cronaca cartaigienicaweb ha fatto che pubblicare il mio piccolo racconto bastardo #2...
questo test (thanks to hotel messico) m'ha detto che morirò il 9 aprile del 2048. al 34 percento per un cancro. al 23 percento per alcolismo. tralascio il resto e metto firma.
da ArsenioBravuomo, 19 novembre 2002)
Della serie: quando ho finalmente deciso di suicidarmi del tutto capita sempre che qualcuno sta peggio di me...
Caro Arsenio erano ANNI che non mi capitava di sbottare a ridere tutt'an botto mentre leggevo il messaggio di cui sopra. Io lo ribadisco: sei Grande! Tu risponderai: sai checazzo menefrega vaffanculo pure attè. Mo' che siamo pari vorrei poterti rispondere che ti sto inviando un miliardo e mezzo di euro o tre migliardi di dollari ch'è meio ma purtroppo ... non che me la passi male, figuriamoci! Nci'ò na lira manco p'andà dar dentista che ci'ò nmale cane a nsocché dente.
Però una cosa la posso fare:
BROGGER D'ASSALTO! lo so che siamo tutti poveri ma credo poveri da veroArtista come Arsenio me sa de no. Nse po' fa' che chiunque abbia intenzione d'andà SABATO SERA da quarche parte rinuncia a spende quei dieci o venti euro pe mandalli ar GrandArsegnio? Tanto che vefrega: sabato sera piove e forse c'è financo la pocalisse, alla tele ce sta mariadefilippo, all'una la rai dà ir firme der sabato sera di solito un cult... che ce rimettete?
La mia stima, ci rimettete! che non regalo a nessuno che non si spacchi il culo per meritarla! Nfamo poi che scrivemo: libero Sofri, liberi noi... Nfamo che parliamo di violenza fascista sul "povero" si fa per dire Caruso che tutto è tranne che povero e poi nciabbiamo due lire da mandare al vicino di casa o vicino di brog.
E ci rimettete la vostra fortuna! perché ammè la vita ha insegnato che più ho donato da povera più m'è ritornato da chissà quale parte che ancora me devo da spiegà come..
Infine, anzi pe la prima, ci RIMETTIAMO TUTTI che senza Arsegnio che cacchio famo tra i brog? Nse sentiremo mpo' tanto soli?
Se fossimo nella sana Italia dell'arrangio Anni Sessanta se poterebbe da rimedià ncompiuter novo novo magari di dubbia provenienza. Ma da quando la Sinisca ci'à costretto a diventare tutti "onesti" si fa per dire... ecchece qua: i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri neanche in grado da rimedià quarcosa di dubbia provenienza.
Io non lo so, Arsenio Bravuomo, se hai scherzato o se veramente hai fuso ir compiute ma se è vero credo che di tragedia personale si possa davvero parlare per uno come te, veroArtista anche se t'offendi che te lo si dica. Famme nfavore se mi leggi ancora, mandami la tua data di nascita e come ho fatto per tanti altri ti chiuderò nel mio libro degli astri che da sé solo ti porterà fortuna. Per quanto riguarda chi t'ha detto che mori di cancro nsoquando nme ne frega niente, diie da parte mia d'annà affanculo...
ma tua guarda la matonna se se deve da sentì la gente che vo' predì ir futuro a cazzo di cane...
poi dice che so' na turpiloquatrice... eccheccazzo, nse ne po' più vaffanculo a tutti sti' portaiella der cazzo. E crepate voi, na vorta tanto!
Colunque, che tu ci creda o no, io porto fortuna. E che ti piaccia o no, l'accetti o no, te la porterò. Con affetto marie marion
no! la vita non va così. la vita non deve andare così. ci lamentiamo dei voti a scuola perchè pregiudicano il genio che continua a prendere quattro malgrado il suo genio che non s'esprime. ci lamentiamo dell'auditel, dell'audience, della competiattività, ci lamentiamo delle gare, dell'insegnante di nuoto che anzichè migliorare lo stile del ragazzo lo fustiga e gli insinua odio verso l'avversario. e oggi misuriamo anche i livelli di dolore, di solitudine, di sofferenza umana. no, ribadisco, la vita non è questo. la vita è non appiattire tutto e tutti. la vita non è omologazione, dove io alla voce solitudine sono al settantasettesimo posto di una classifica. no, io sono al primo posto della mia piccola e insignificante vita. la fallaci è al primo posto della sua strampalata gerarchia di sofferenze. il papa è al primo posto solo perchè è raccomandato da dio. la madonna è al primo posto perchè ha visto suo figlio morire e perchè è sulla bocca di tutti. ognuno ha le sue battaglie. le sue conquiste. i suoi smarrimenti. le sue piccole vicissitudini. i suoi sconforti. che sono solo suoi senza paragoni. senza vincitori e vinti. anche perchè io il premio del primo a soffrire proprio non lo vorrei!
scritto da pupa p. alle 10:50:58 AM | comments
Della serie: non condivido le tue idee e non do' nessuna vita per difenderle.
E' colpa tua ZU! Sono giorni che faccio control C e control V e se mi va bene fotocopio solo ciò che m'interessa, se mi va male, come stasera, ir compiuter m'ha fotocopiato DIECI PAGINE INTERE DI MILLEVOCI! Io volevo solo riportare il marchietto che incita alla disobbedienza civile per il prossimo 29 novembre. Il marchio ns'è presentato, per ovvi motivi di odio der mio compiute. Ma trecento pagine da cancellare der brog millevoci quelle sì, TUTTE!
Salvo quest'ultima perché la ritengo bellissima e non la commento neanche. Nc'è niente da commentà. Però è bella.
Giorni fa ho copiato un bellissimo pezzo di Voce Narrante. ME L'HA SCRITTO CINQUANTA VORTE MORTACCI SUA! Provate a cancellà cinquanta brani da una pagina con l'evidenziatore che gnìtanto diventa un lilla palliduccio e... boh, sparisce tutto devi ricominciare da capo! Ehi Vox! appena ir compiute si distrae rivado acchiappà quel tuo bellissimo pezzo sul dolore e (spero!) di riportarlo qua senza doverlo cancellare tre o quattromilavolte!
HELP BROGGER!
Io ve l'ho detto: AMME' IR COMPIUTER MI ODIA! Marie marion
Ecch'é: il diciotto febbraio di che anno? A che ora? ecch'è nsegreto de stato?
.
CI O' I LINK!!!!!!
Quando l'ho visti ho pensato: me sta che so' morta e nme ne so' accorta. Puo' esse che questi qui davanti all'occhi mia so' link, I MIEI LINK, I MIEI ADORATI PREFERITISSIMI LINK?....
Mpo' esse, ha borbottato il Cervello Razionale detto anche Superio. Uno che bofonchia sempre, vestito di nero, alto, bislungo coi capelli nero mpomatati da la brillantina che nessuno ià nsegnato ir gel. Un tipo che a vederlo fuori sembra un becchino e ti tocchi i testicoli anche se non ce l'hai. Uno che sta sempre ncamera sua a legge e studià manco dovesse risorve i probblemi der pianeta. Gnìtanto telefona al Padreterno e stanno ore al telefono neanche fosse Karl Marx e quando stanno per lasciarsi cominciano con la solita tiritera... nc'è più religgione... Insomma mpo' esse, ha ringhiato il bastardo che l'unica sua gioia posto che di gioia sia capace consiste nel ripetermi: nte' scordà che verme sei nata e verme morrai! Co' quella vocetta da... nso' manco da che. Da portaiella, tacci sua!
Invece ci'ò i link! Erano veri e in carne e ossa e funzionano pure!
Perché quell'imbecille del Superio nlo sa che mi' fiia, detta alla romana MI' FIIA! co' mille punti scramativi! quella mpo' Pupa mpo' Millevoci mpo' bbrea, mpo' artista, mpo fia de na matre gnota pe dilla alla latina che non sta bene mbocca a na signora come me, nsomma, quella fiia de na mignotta de mi' fiia è riuscita NSAPRO'MAICOME! e manco me lo chieto a ficcà dentro ar compiuter mio i miei adorati link! Che peraltro nso manco che so' si qualcuno, in arte Zu, si degnasse gnìtanto di tradurre in buon itagliano le cose der compiuter. Grazie al fatto che so' gegnio, ho ntuito che so' roba che ce l'hanno tutti a destra o a sinistra della testataBrog e se ce cricchi sopra s'apre quarcuno che è un mondo nuovo e poi se n'apre nartro ch'è nmondo ancor più nuovo finché ho capito che LINK vor di': "Io me chiamo così e son quel che scrivo, si te piace ricordate che ce sto".
Grazie a mi' fiia, signori Brogger, me sento mpo' meno verme dell'informatica e da oggi ndevo più andà a cricca sui preferiti che poi li devo levà sinnò nleggo la pagina intera e poi li devo rimette ncasino della matonna!
Gnìtanto n'è fiia de nebbrea come sembra. Gnìtanto è sempre LEI, Pupa Millevoci punto com.
Mi' fiia, si permettete. So' fiera de lei, ma no come i romani. Per lei mi sono commossa quando ha preso la patente, quando ha avuto la prima storia d'amore, quando s'è inventata l'informatica e m'ha aperto ir brog, E oggi, quando è riuscita a ficcare ner brog voi, i miei link preferiti. Me sento madre snaturata, ma tant'è, ammé mi' fiia me commuove co ste cose...
Grazie principessa Maya, a buon rendere co' meno parolacce sur brog! la "mamma" commossa e piena di fiera riconoscenza!
e io ho sempre creduto
ci sarebbe stato un giorno nuovo
(invece no)
commenta o vai in cima o torna alle pisciàte o daccapo
(da ArsenioBravuomoBrog, 16 novembre 02)
Io continuo a chiedermi cosa facciano in Italia gli Editori e i mestieranti della Tele. Me lo chiedo soprattutto quando leggo ArsBrog.
E non so cos'altro rispondermi se non con il mio più terrificante: VAFFANCULO! TESTE DI CAZZO SENZA PRESERVATIVO!!!
:: Posted by palomar at 2:29 ~ (PalomarBlog, 14 novembre 02)
IL BRANCO.
Certe volte sempre più spesso mi chiedo se, invecchiando, stia sclerotizzando il mio sacro libero cervello.
No. Credo di possedere nel dienneà un rigetto atavico per il branco.
La prima forma di branco, come per tutti, fu la scuola. La mattina tutte copiavano i compiti, io no. Non li facevo mai perché i miei pomeriggi erano immersi nella lettura dei classici. Il mattino dopo mi sembrava poco dignitoso copiare i compiti di chi aveva lavorato al posto mio. Regolarmente prendevo due. Regolarmente me ne fregavo. Regolarmente uscivo dalla classe appena enrava suor Felicita a farci religione. In una scuola di suore, negli anni Sessanta, non era facile come adesso.
Il branco lo ritrovai a Piazza di Spagna. Eravamo i beatniks, i primi capelloni con le patacche sulle magliette con su scritto make peace not war. Nessuno di noi si vergognava, o almeno così mi pareva, di essere additato al pubblico ludibrio dalla gente perbene che percorreva la scalinata in giacca e cravatta. Finché ci servirono i soldi per la pagnotta, più che altro per le sigarette, e così, appena diciassettenne, andai alla contigua redazione del Messaggero e a mie spese chiesi che fosse pubblicata la seguente richiesta di lavoro: giovani beatniks, NON DISPOSTI A TAGLIARSI I CAPELLI, accettano qualunque lavoro. Telefonare... al numero mio di casa. La prima telefonata la ricevette mia madre la quale, sempre sfigata io, quel giorno non era andata al lavoro. Però ricordo che sorrise, un po' ghignando tra sé. Mi disse: vedrai, non accetterà nessuno. Nessuno accettò, nessuno andò a lavorare da tutti quelli che risposero alla mia inserzione. Lasciai il branco e trovai l'uomo della mia vita. Che branco non è neanche se rinasce tra settemila anni.
Il Sessantotto lo passai di nuovo fuori dal branco, miei ricchi fratelli di Sinisca compresi. Io facevo la fame con mio marito, senza casa, incinta di mia figlia, loro mi disprezzavano perché non ero ad occupare la facoltà di Giurisprudenza. E quando parlavo dei miei problemi e dei miei sfratti mi rispondevano che dovevo "collettivizzare" i miei problemi. Altrimenti non mi si poteva dare ascolto da parte di quella loro Sinisca ricca e "rivoluzionaria"
Il terrore del branco mi prende sempre, non appena un movimento, del quale condivido appieno le idee, diventa istituzione, diventa branco che dall'alto delle sue "certezze" irride, deride, ghigna, fraseggia in una fintoarmonia senza dissonanze, insomma mi prende ir panico allo stomaco. Branco furono le femministe: io ancora devo capire dove sia l'uomo padrone che rende schiave le donne. E da sempre ho pensato che questi poveri maschi sono loro le nostre vittime, mai il contrario. Peraltro ritengo che li abbiamo rovinati, un giorno lo scriverò.
Branco infine all'interno degli ospedali lager. Laddove mi rivoltavo da sola semicieca contro tutta l'equipe medica primario compreso. Il branco infermieristico non mi parlava più, essendosi schierato subito dalla parte del "padrone". Il branco delle mie vicine di letto cui davo forza e consigli, mi irrideva perché non volevo farmi spaccare il sacro teschio che conteneva il mio sacro cervello. Loro tornavano già dalla sala operatoria direttamente in coma o direttamente morte, ma quelle che restavano continuavano ad accusarmi di follia perché non accettavo "la corte" del primario che prima ti corteggia poi ti butta nell'obitorio.
Il branco la pensa sempre al contrario di come la penso io, caro Palomar. E non ho mai capito se la genialità appartiene a loro o a me. La Verità è loro o mia. Diciamo che io la cerco sempre, chiedendomi CUI PRODEST?, perennemente. E tutto quel ch'hai scritto mi puzza puranco ammé. Che ci vuoi fare, può darsi che neanche il tuo sacro cervello appartenga al branco. E forse te ne stai accorgendo. Ma attenzione, io te lo devo avvertire: fuori dal branco la vita è tosta, tostissima, fors'anche disperata.
Mariemarion
PSICOSOMATICA.
Una volta si chiamava così, appena un'intuizione che partendo dai passi incerti dei fondatori della psicanalisi rovistava tra i panni sporchi della psiche alla ricerca di un legame tra lo squilibrio della mente e la malattia del corpo fisico (soma). In pochi a praticarla, in pochissimi ad avere il coraggio di divulgarla.
Con la divulgazione a suon di feccia umana delle teorie psicanalitiche nell'era postsessantottina la psicosomatica divenne moda, un eccesso che non teneva neanche più conto di un fatto oggettivo come l'aver oggettivamente assunto una bevanda ghiacciata a sessanta gradi di calore e provocarsi un accidente: tutto diventò "psicosomatico" al punto che ancora oggi senti qualche elemento di feccia umana impartirti lezioni di psicanalismo d'accatto con la solita bocca a culo di gallina per carità.
Oggi la vecchia psicosomatica ha assurto il valore di scienza. Si chiama "Psiconeuroendocrinoimmunologia". Oggi è stato provato che un grande dolore provoca l'impazzimento delle migliaia di cellule cancerogene che s'aggirano tranquille nell'organismo di tutti noi. Alla stessa stregua, una grande gioia può innescare il percorso all'incontrario.
Il nostro cervello, ormai volgarmente chiamato psiche anche da nonsoppiùcchì, è macchina meravigliosa della quale ancora conosciamo poco o niente. Un'hardisk che provvede da sé ad autoregolamentare il bene e il male all'interno del soma, senza che alcuno ci ficchi di suo teorie o peggio ancora terapie assassine. Un'hardisk, macchina meravigliosa e sconosciuta, dalla quale dipendono i sottosistemi che si chiamano appunto neurologico, endocrino e immunitario. Riprogrammare la psiche, l'hardisk a dirla con i figli di Internet, significa automaticamente, sottolineo: AUTOMATICAMENTE!, ristabilire l'equilibrio all'interno di quei sistemi che provvederanno a loro volta a produrre la guarigione dell'organo ammalato. E se visioniamo le teorie della psiconeuroendocrinoimmunologia alla luce della millenaria filosofia medica orientale il prodotto non cambia: ristabilire l'equilibrio psichico, ad esempio con l'agopuntura, significa sbloccare i nodi che al'improvviso formatisi per un qualunque problema psicologico automaticamente vietano all'Energia di fluire libera all'interno dell'organismo. In quest'ottica, che sia occidentale o orientale, va studiato quel problema "tumore" che BlogOmbra definisce sacrosantemente "un processo all'interno di noi stessi". Dunque un problema psicologico che prende forma all'interno del soma. Ma v'è di più: la scuola di Hamer, quella del professor Noget di Parigi, la scuola antroposofica di Steiner, la stessa Antipsichiatria di Fabrizio Ciappi, neuropsichiatra di grandissimo valore a Perugia, ormai sono d'accordo nel definire la malattia come un "salvavita". Qualcosa che riproduce all'interno del soma il malessere psicologico e lo "scarica" nella malattia a PREVENIRE LA MORTE!
Ormai, che la si studi da Ovest ad Est, gli scienziati d'ogni fede e religione, se onesti e non figli delle case farmaceutiche, sono tutti d'accordo nel ridefinire il significato stesso del termine "malattia". Che è "sana", sempre! Che se non arriva vuol dire che ci sono censure tali all'interno della psiche da condurre diritti diritti alla follia, o alla morte.
Una morte per CHEMIO o RADIOTERAPIA, laddove il dolore si concretizza nel tumore e di quella parola si resta vittima senza più altro cercare se non ciò che ti passano i biechi baroni della medicina a cui nulla interessa dello psichico, forgiati e sclerotizzati ormai nella "lotta" tout court alla massa maligna che tentano di distruggere distruggendo per primi quei neuroni salvavita che da soli, come dice Hamer, devono provvedere al ristabilimento di un equilibrio che diventa guarigione.
Il professor Luigi Di Bella, ad esempio, ha sperimentato su centinaia di migliaia di casi quella sua terapia che per prima rinnova la cellula dal di dentro, ridando forza a quei neuroni che a loro volta restituiranno forza ai sottosistemi neurologico, endocrino e immunitario. Per poi aggredire con la somatostatina direttamente la massa tumorale con annesse metastasi che, a seguire il pensiero di Hamer, regrediscono da sole nella misura in cui tutto il resto dell'organismo diventa un'esplosione di NUOVA VITA CELLULARE! Di vita, dunque. Il cosiddetto fallimento della terapia Di Bella non cercatelo nella terapia, ma su quella inutile, bieca, livida, invidiosa e incredula sperimentazione (sui premorti da chemio peraltro) fatta all'interno di reparti oncologici i cui primari o non ne hanno rispettato le dosi al micron, come pretende Di Bella, o l'hanno data... così, mi si perdoni la volgarità... a cazzo di cane e soprattutto sui mortammazzati reduci da quintali di chemio o di terrificanti raggi della morte.Il fallimento si fa per dire della terapia Di Bella, o della filosofia di Hamer, di Steiner, degli Antipsichiatri cercatelo in quei sessantamilamiliardi di fatturato da vendita dei chemioterapici. A voler restare marxisti, e leggere il percorso della storia sulle basi economiche e non politiche , il risultato è lo stesso: che si tratti di risoluzione dei problemi del TerzoMondo o di FantaMedicina, definiamola così, per me Fanta non lo è. Il Potere Economico blocca il Progresso da qualunque parte lo si voglia riconoscere.
Per questo dico affermo e risottoscrivo che la Rivoluzione non è il branco dei No Global ma sta all'interno di questo schermo nella misura in cui ci lasceranno liberamente esprimere il nostro sdegno verso qualunque forma di inciviltà economica.
La fintodemocrazia del fintoLiberismo lascia che il branco manifesti con striscioni e girotondi. Peraltro sorridendone con fintopaterno compiacimento.
Ma proviamo ad attaccarlo per davvero, quel Liberismo vero che non è più il Liberismo inglese della Rivoluzione industriale che ha riscritto la Storia. E' capitalismo di becera origine, è ricerca smodata di un profitto quale che sia purché diventi Potere Economico a costo di uccidere!
Il capitalismo è un serpente che divorerà se stesso e crollerà dal proprio interno, diceva Marx.
Ma il branco è in piazza a far girotondi e a manifestare rabbia per arresti ingiusti. Con la vecchia ottica della piazza figlia di un sindacalismo sclerotico e miope, comunque antistorico.
A me non interessa che chiudano il brog, non cerco gloria, casomai urlo il mio dissenso solitario finché mi sarà dato di farlo.
Ma voi siete giovani, figli di Internet. Voi non potete non credere che la Nuova Rivoluzione si propagherà dalle vostre parole liberamente diffuse da questi microschermi. In quella specie di tam tam che s'allarga a tutti i computer del mondo per diventare Disobbedienza Civile, Libero Acquisto nei liberi mercati, libera scelta di non morire ammazzati da chi s'ingrassa a suon di chemioterapici alle spalle di chi, vivo e sano di mente, appunto perché malato, crede di stare sul punto di morire. E invece, soltanto sta rinascendo a una vita nuova ch'è Libertà di riconoscere fallimenti e dai propri fallimenti ricreare tavole di nuovi valori. E su quei nuovi valori, su quell'IO VOGLIO e non più IO DEVO di Nietsche, ricostruire la propria Rinascita Spirituale, e dunque la guarigione.
A OmbraBrog con grandissimo affetto. mariemarion
scritto da pupa p. (da Millevocidentro.blogspot, 16 novembre 02)
"una mattina, per i più come tante altre. Mi sono adagiato davanti a uno specchio e lì, tra luci e riflessi, c'era anche uno sguardo. Non era il mio. I capelli su quella testa bianca assurda falciati da quel veleno che ancora sentivo scorrere nelle vene, le mie....
Poi un urlo. BASTA! morto in gola prima di nascere. MAI PIU' quel profondo pozzo coperto senza luna. BASTA! con pasticche, veleni e compresse racchiusi in quelle scatole smodate adornate da assurdi foglietti privi di colore e di vita....
MAI PIU'! BASTA CON LA CHEMIO! Lascio quelle sacche pietrificate e quelle corsie d'ospedale troppo sorde per ascoltare lamenti che vanno "sedati", impediti, dimenticati in fretta.." (da Ombrablogspot, 14 novembre 02)
E' difficile capire certe sensazioni se non le hai vissute in prima persona, se certe lacrime salate non ti hanno già bruciato gli occhi e solcato il viso... Difficile condividere la gioia, figuriamoci il dolore quando non lo si è provato...
Ognuno svirgola per i suoi problemi, dice Ombra, e poi quando arrivano quelli veri, quelli per la sopravvivenza, potrebbe essere troppo tardi...
A raccontare i due pezzi a confronto sa di moralismo d'accatto, che non è nella mia natura.
Ogni dolore va rispettato anche se è un Non Dolore, ho detto sempre...
Dicevo...
Finché ci sono capitata io in mezzo a quei teschi spaccati, ai miei vicini in coma, ai rantoli della camera di rianimazione e l'inconfondibile rumore di quelle macchine... le chiamano di rianimazione... E la paura diventa psicosi...
MORTI PRIMA DI MORIRE siamo tutti, quando capita quel ch'è accaduto a Ombra, a me. Numeri senza più dignità. Senza parenti, amici, qualcuno che ti dica: sono qua, non preoccuparti che sono qua. Sei di loro proprietà e gli infermieri svociacciano a voce alta nella notte insonne appena riesci a credere d'essere addormentato dimenticando il lager per un attimo, un attimo soltanto per favore...
Sei un numero segnato sulla cartella clinica, rigorosamente LORO, tu non puoi metterci il naso, eppure è tua. Sei un numero quando ti s'avvicina il primario con un fare tra il fintopaternalistico e il minaccioso: allora, lo vogliamo fare quest'interventino da niente?
Non lo vuoi fare? il fintoriso s'agghigna e diventa dipietra.Ed è subito CANCRO...
Una parola che mozza il fiato e non è neanche paura. E' soltanto il sinonimo di quell'altra parola, quella per la quale non ti sembrava d'esser pronto, non ti pareva il tempo, ci stanno sempre un sacco di cose da fare, da vivere ancora. NON HO VISSUTO!, qualcuno urla dentro te parole disperate nella notte infame. Pensi che fuori hai tante di quelle cose da fare che non ti basteranno le prossime cento vite. Resti sveglio, con due occhi così, per intere nottate. E quando alle sei passano i maledetti dalle voci chiocce li accogli dentro te come fossero i Pink Floyd... Ma col nuovo giorno torna anche lo nero periglio, di nuovo i suoi occhi fintoallegri, fintopaterni, fintotutto. E tu ancora no. Di nuovo si raffredda il fintosorriso che torna all'antico maledetto odioso ghigno di minaccia: CANCRO!
E dopo che ti sei lasciato operare perché ... non sai... non sai... sei di loro proprietà, neanche il tuo medico di fiducia, posto che sia in grado di saperne di più dell'odiato primario...(e non lo è mai, ci mancherebbe!). NON SAPERE! e continuare ad essere di loro proprietà, un numero segnato sulla cartella clinica al quale per le ics ore bisogna preparare la ics terapia... E se si chiama CHEMIO, la ics terapia, accetti anche quella per disperazione. Nessuno t'aveva detto prima che sarà QUELLA CHEMIO, e non il CANCRO ad ucciderti...
60mila miliardi, l'intero PIL di un Paese come la Francia (dati L'Espresso 1998). Spartiti tra i primari oncologi e le case farmaceutiche di mezzo mondo...
Cosa vuoi amico mio. Che qualcuno venga a raccontarti che esiste Luigi Di Bella? Che esiste Hamer, che esiste la scuola antroposofica che si rifà a Steiner? E perché dovrebbero. Quei bei mediconi e primarioni dal viso abbronzato anche d'inverno. Lection one: fuggire a gambe levate dai medici abbronzati d'inverno, e possibilmente abbronzati anche d'estate. Lo scienziato, lo studioso, il missionario è sempre palliduccio estate/inverno, ma quello è il suo biglietto da visita, la garanzia per la vostra salute.
Ci vuole un coraggio a dir di no SENZA SAPERE ALTRO! affidandosi soltanto all'istinto che ti dice: mi stanno ammazzando, io sto morendo e non se ne accorge nessuno! Ci vuole un coraggio bestia a rifiutare i sorrisi del primarione abbronzato e sfidare il suo ghigno feroce subito dopo avergli detto più o meno vaffanculo. E quelle sue minacce che si propagano nel cervello a mo' di calunnia rossiniana o chi se lo ricorda più... Prova a smettere la chemio e quel CANCRO che ... magari non c'era nemmeno, ma sì, un tumoretto da niente... prova a smettere la chemio e ti s'allargherà dentro come il più grosso dei carcinoma con i suoi mille tentacoli chiamati metastasi e dopo le metastasi se ti va bene ti viene pure l'aids e magari il diabete, nse sa mai, io te l'ho avvertito.
E poi ci vuole coraggio a spiegarlo alla gente, agli amici, parenti e conoscenti, a moglie madri figli nipoti e zii d'America, che ti stavano uccidendo mentre dicevano sei salvo! Perché saranno tutti lì anche loro, con la loro bella solidarietà fintovera o magari pure vera a guatarti con occhi da giudice severo: occh'é, hai pure un figlio, hai una moglie, delle responsabilità. TU NON PUOI PERMETTERTI DI FARE IL PAZZO! non puoi permetterti di decidere della tua vita, come ti permetti...
Perché fa più comodo a tutti trincerarsi dietro "CIO' CHE DICE IL DOTTORE", piuttosto che alzare un telefono o cliccare su Internet alla ricerca disperata di un Luigi Di Bella che possa salvare il tuo amico.
E allora che ci fate, blogger d'assalto, che ci facciamo tutti su Internet. Mi chiedo!
Siamo tutti fintotutto. Vera è soltanto la solitudine di BlogOmbra, che fu anche la mia. mariemarion.
vai in un locale una sera con appena due martini con l'oliva in corpo, per conoscere un tale bob, del circo musicante di jack bannister, eppoi finisci a parlare con una tale stella, con una sorella che scrive meglio di me, finisci a ringraziare il barista che la seconda media rossa si dimentica di fartela pagare, finisci ad ascoltare tutto il blues che c'è, e anche un po' di più, a scroccare sigarette anche se fumi poco, e male. e riesci a capirci poco, quando te ne vai via, ma ti ritrovi in mano l'ultimo bicchiere dell'ultima piccola rossa, e ti sembra di barcollare abbastanza, e son le quattro di mattina e passerà a prenderti il tuo amico fioraio per portarti a lavorare, fra tre ore e un quarto, e ti accorgi che sei svenuto vestito, tanto per cambiare, e non hai nemmeno il tempo di pisciare quando il fioraio ti suona, e la sera dopo ritorni a casa in tram e senti un ragazzetto che prova a raccontare a una ragazzetta di un certo programma televisivo
- ... quello con quel tipo, comesichiama, miguel bosè, dai, quello portoghese...
e lei
- ah! sì, certo...
in casa ho solo più gin e succo d'arancia. più una bottiglia di barbera chepperò non posso toccare.
io, di per me, stasera, festicciola.
(ci saranno le sigarette che fan ridere, mi sa)
:o)z
ho sognato di un pellicano grande come un piper che mi indicava di salire a bordo e non fumare. e io che prima di salire trovavo giusto spogliarmi del tutto. del Tutto.
(ArsenioBravuomoBrog, 16 novembre oggiùddillì me so' scordata da legge la data)
Ci sono riuscita Zu, a fare control C e control V. E guarda caso, proprio per un brano che non mi sogno neanche di commentare.
I Grandi si commentano leggendoli senza aggiunger parole.
CLOSE YOUR MOUTH AND OPEN YOUR HEARTH.... l'Arte risòna dentro e diventa vibrazione cosmica. Tutto il resto è noia. marie.
Chi trova Giulio "Zu" Pianese trova un tesoro, compreso il verso qui sopra riportato fregato sul mitico Verba Manent pochi minuti fa.
Peccato ch'o' appena scoperto ch'è del Milan, io sono dell'Inter mannaccia! Gli voglio bene, anche se è del Milan e se mi sbatacchia con gli articoli 17 della Costituzione a cui appena m'andrà risponderò con l'articolo 3 della metesma Costituzione tagliana. Giulio Zu è un grande, e sa dire le cose senza dirtele, ma chi ha orecchie per intendere intende... e risponde come al solito senza mezzi termini. Lui conosce l'arte del dire e non dire, arte sopraffina per carità, io più bolscevica conosco solamente l'arte del parlare fuori dai denti cariati. Ciao Zu, prima o poi aspettati la tertia conferentia nternationale su ir tema: articolo 3, semo davvero tutti guali oppuramente quarcuno de noi è fiio de na mignotta e nse n'è accorto?
Ma chi trova Giulio "Zu" Pianese trova più di un tesoro, trova un amico. E gli perdona la sua passione rossonera e tutti gli articoli diciassette sui quali c'è da aprire una disquisizione firosoffico,socio,poritica e financo psicanaritica... che se ce capita d'andà ngalera nsieme hai voglia apparlà, finisce le rgastolo e nse ne semo accorti.
Lui, Zu, è l'unico tra i blogger ch'ha capito che so' demente cor compiute. Vorrei potergli raccontare di certo odiorancore che esso compiute nutre pe la sottoscritta, ma mi dispiacerebbe che lui pensasse di me che so' puranco paranoide che nso che significa ma nsta bene mbocca a na signora...
Insomma, stamane, delizia delle delizie, trovo una sua imeir con su scritte per bene e rigorosamente spiegate e financo comprensibilissime persino da me alcune spiegazioni del Zu circa il taglia incolla e copia. Quello che lo rende grande, a parte quella sua "macchia rossonera che nsta bene a un erudito come lui, come addire che cià la fedina penale sporca) (senz'offesa!)(c'è di peggio: i ROMANISTI!!!), quello che lo rende grande è il titolo dell'imeir: "La pigrizia aguzza l'ingegno". Che se lo unisci a uno dei suoi asterischi di VerbaManent (1o novembre): "la filosofia del minimo sforzo, con l'obiettivo del riposo, ha successo laddove la pigrizia aguzza l'ingegno"... c'è solo che da trascriverlo in bella grafia sul libro della Saggezza e buttarsi dal settimo piano perché di fronte a cotale arguzia oserei dire financo maravigliosa ntelligenza chiunque, IO sì, , se sente nverme e se butta affiume!
Chi trova un amico trova un tesoro. Chissà perché si dice "amico" e non "amica" , chissà perché i firossofi so' tutti maschi, chissà perché i scienziati so' tutti uomini senza eccezioni neanche per la nostra premio Nobel che... nsommma... senz'offesa...
Io li amo tutti, li adoro tutti questi miei uomini dai quali non esce altro che grande amicizia e vera solidarietà. Che non provano una punta di invidia e se esci dal seminato delle loro idee ti lasciano stare senza farti passare per un'imbecille o per chissaccosa, aspettando che tu ritrovi da te stesso metesmo il giusto rodaggio ai tuoi pensieri. (So' dura Zu, stavorta nce riesci....Me so' laureata all'università della fame, ricordatelo, è na gran brutta università...). Ma gli uomini non ti diventano improvvisamente "nemici" perché non la pensi come loro, tutt'al più, parlo di uomini veri per carità, omettono di offendere. E intanto continuano imperterriti senza urletti isterici a ragionare alla loro calmissima solita maniera. E tu, se anche non sei d'accordo, non puoi far altro che ammettere tra te e te metesmo: so' grandi! so' uomini, l'onore è veramente roba loro!
Grazie Zu, ti stimo e ti voglio bene. Un giorno ti racconterò perché gnìtanto nso' d'accordo con te. Ma adesso ti dico: sei un amico, trovare te è stato un onore. E ti dico anche che è la terza o quarta volta che su VerbaManent vado a cliccare su quella cosa a sinistra ... aspetta... è tutta un programma... "che xxxcchio stai a clikkà" una cosa del genere che se la poni in quei termini figuriamoci se non mi ci buttavo a pesce. Niente, nsapre mai gniente. Ti prego Zu, in nome della nostra calcistica inimicizia: che c'è dietro quella crikkata? na fregatura? na bomba tomica? uno che t'esce dar compiute cor segno de come portava l'ombrello mi' nonno? Billade? L'assassino der povero Samuele? Ir Conte de Montecristo? Ir segreto della baronessa di Carini? I Misteri di Taglia? Ir conte di Cavù che quand'ha capito de che se trattava s'è morto pe disperazione? Ir delitto di via Poma? L'assassino della contessina Agusta? Ir mistero dell 'avvelenamento di Napoleone a Sant'Elena? Tutankamon con annessa maledizione? Quarche UFO? IO LO DEVO DA SAPE' ZU! prima di premormi a me stessa per la troppa curiosità ch'è femmina! Io te lo dico pubbricamente fora daii denti cariati: FAMME SAPE' CHE C'E' LA' DIETRO SINNO' CHIUDO IR BROG!!! (Zu non glielo disse mai, e finalmente vissero tutti felici e contenti).
GRAZIE AMICO, m'è capitato nso' più dove di definirti Maestro. Un Maestro di tolleranza vera. Non imparerò mai, ma leggendoti... giuro che ci proverò! Mariemarion
"MA QUALE SOLIDARIETA' FEMMINILE!
Gli uomini sì, che hanno insito il concetto di branco, di solidarietà, di competizione rozza ma cristallina e dichiarata.
Noi donne tramiamo, coviamo invidie e rancori, viviamo di competizioni sotterranee. Neghiamo di provare sentimenti bassi come l'invidia.
Gli uomini no. Gli uomini si menano nei modi più schietti, elementari, barbari e dunque più sinceri. Si prendono a parolacce, si affrontano... e poi dimenticano.
Noi no. Noi agiamo quasi sempre alle spalle e sappiamo dosare il veleno in piccole gocce. Siamo più subdole. Più intelligenti, forse, ma più cattive...
... io detesto il femminismo perché si basa su una gigantesca ipocrisia di fondo: che le donne riescano ad essere solidali in qualcosa. Sciolti i cortei, sono sicura che ogni suffragetta andava a sputtanare l'altra come vuole la tradizione millenaria e come sarà sempre nei secoli dei secoli amen.Per questo dico che le vere rivoluzioni nascono dal quotidiano. Accetta che un'altra donna ti impartisca ordini. Riconosci la bellezza femminile! Riconosci l'intelligenza femminile. Riconosci il TALENTO femminile! Questa sarebbe la vera rivoluzione! Chiedi a un attore italiano chi è il suo mito. Lui ti risponderà nominando un attore vivente..... chiedilo a una donna. Lei ti farà il nome della Monroe o della Garbo, rigorosamente morte quindi non più rivali....
Bisognerebbe trovare il coraggio di confessare a noi stesse la nostra GENETICA MESCHINITA'... l'invidia è pericolosa, quando la si nega o le si ffibbia un altro nome. Quando la si traveste da moralità. Quando ci avvelena la vita...."
(da SELVAGGIA LUCARELLI DIARIO. it, 14 novembre 02)
Che poi, Selvaggia mia, io m'illumino d'immenso a star qui a cercare Parole e Poesia tra brog che a me non va già più di scrivere. Ci sono i geni? sfruttiamoli! Ci sono Parole e Poesia che ce l'hai dentro e fai na fatica immonda a cacciarle fuori di tuo? Le dicono Strelnik, Arsenio Bravuomo, Selvaggia Lucarelli? Ecch'e maraviglia a rilassarsi e leggendole riempire il cuore malato di antica maraviglia! Tutt'al più c'è la fatica di premere il pulsante della stampante. Una "fatica" meravigliosa, da che conosco i brog. I brog d'Autore voglio dire. Ma per riempirsi di tanta maraviglia bisogna essere "uomini" nel Pensiero, Selvaggia mia, come te, come me...
Femminismo? NO GRAZIE! La prima volta che salii con le gambe e il cuore tremanti il "tempio" del più antico e paludato giornale femminista, sotto la paterna protezione del Piccì, credevo che in quella nuova redazione avrei trovato ... che so, madri, amiche, sorelle, complici, maestre di vita e dunque comprensive del mio panico da veropovera. Ne venivo dal mitico Quotidiano Donna, mitico per davvero. La mia puntuale "fortuna" fu che neanche un anno dopo l'averci messo piede al Governo Vecchio, il comune di Sinisca le sfrattò, quelle del governo Vecchio che s'adoperavano con i propri soldi ad aiutare le donne. Ricordo una dolcissima Emanuela Moroli, mia prima direttrice. Una grande, dal cuore buono e sensibile ma dal polso di ferro. La mia prima intervista fu per telefono a una cooperativa di donne nata in Calabria. Si chiamava "L'altra metà del cielo". Quando ne ho riletto il nome su nonsoccosa ficcato drentro ar compiute ho bloccato il cric a mia figlia: eccolo, voglio essere inserita là, nfa gniente che so' donne.
Al Governo Vecchio la fame e la polvere ci si portava via. Giornali e riviste per terra, quintali di carta per terra, non c'erano manco i tavoli. Gnìtanto qua e là rimediavi un vecchio telefono di quelli neri che già non andavano più di moda. E aspettando il tuo turno mettevi su un'intervistina alla svelta, perché dietro te c'era la fila dei secoli. Ma si era tutte amiche, o per lo meno Emanuela Moroli lo fu per me, un grandissima AmicaMaestro.
A Trinità dei Pellegrini era tutto nuovo, financo le scale di un antichissimo palazzo della vecchia Roma con la guida strapulita in rosso fuoco. La porta ben chiusa del giornale, dovevi suonare e subito entravi in quel che sembrava un paradiso in terra: una reception come in America, telefoni bianchi e centralini dal nuovo trillo moderno, un silenzio di tomba. Son femministe, pensavo tra me e me mentre con un occhio maravigliato contemplavo tutto quello splendore ma con l'animo del verme vero povero dicevo a me stessa: che cacchio ci faccio in mezzo a una ricchezza simile? Son femministe, m'aiuteranno, dicevo a me stessa aspettando nella reception veroricco...
Me lo fecero pesare da subito, le femministe, che lì in mezzo a quel loro esser padreterni protetti dal Piccì io ncentravo ncazzo.
Me lo fecero talmente pesare che la direttora, della quale per fortuna ho dimenticato nome e faccia, mi ricevette scorbutica e "straindaffarata" da dietro la sua bellissima scrivania veroricco veroantico con dieci telefoni veroSip di lusso. Due parole, un'occhiata di torvo disprezzo e un ... Io non lo ricordo più un che... Ricordo che quando uscii tra mille occhiate di presupponenza tutta femministoPiccì, neanche un sorriso, un ciao caloroso, un niente, almeno un vaffanculo no, neanche quello, ridiscesi le scale di gran lusso di Trinità dei Pellegrini e mi parve per un attimo sentir che financo quelle lussuosissime scale mbronciate brontolassero: occh'é, come ti permetti? Nvedi che qua semo tutti ricchi e potenti? Va' va', torna affà la fame che nsei per noi! ... almeno così mi parve d'aver sentito, ma forse ero soltanto matta, come Arsenio...
La mia grande maestra di giornalismo, quell'Antonella Fantò che unica s'era accorta del talento e unica mi volle insegnare il mestiere, m'aveva rimediato un'intervista esclusiva con un geriatra sul tema: donne e menopausa.
Giornalisti si nasce, da quel tema m'uscì un dossier lungo quaranta pagine. Bellissimo perché nuovo. Fui la prima a scoprire che il settanta ottanta per cento delle casalinghe era alcolizzato. Dati Istat alla mano. Dati segreti che nessun giornalista o caporedattore aveva voluto pubblicare. Io me li presi e li ficcai nel dossier. Insieme ai consigli del geriatra e dell'amica Anna Powar, un'altra Grande, dottore in Scienza dell'Alimentazione a Berkeley, se mal non ricordo.Oggi Nutrizionista (vera!, e non "naturopata") e grande conoscitrice delle patologie allergiche. Antonella lesse il mio dossier mentre le mani mi tremavano, lei era economista di Paese sera, due palle così, conosceva Keyne e Galbreith personalmente, e scusate se è poco. Mi disse va', sei brava, hai fatto un lavoro meglio di quanto credessi.
Ritornai a Trinità dei pellegrini e le scale non ebbero il coraggio di prendermi per il culo. Avevo in mano qualcosa di grandioso, me l'aveva detto Antonella, me lo sentivo dentro.
Lo buttarono da una parte, la direttora nc'era e si c'era nci'aveva tempo per me. Aspettai un mese o due. Nessuno mi chiamò dalla redazione, neanche per dire vaffanculo, ch'hai scritto? Dopo un paio di mesi lo vidi pubblicato il mio dossier. Rifilato in un riquadratino in alto a destra, smembrato, censurato, distrutto. Il meglio era nelle pagine centrali, a firma di un'altra... Donna, appunto.
Tra me e NOI DONNE fu odio a prima e ultima vista.Trinità dei Pellegrini l'ho cancellata dal centro di Roma, e se ci passo da quelle parti giro al largo che più largo nse po'. Qualche giorno fa mi viene in mente di chiedere a Davide se esiste ancora. Mi risponde che non gli arriva più da anni. Magari non arriva da queste parti di feccia umana, ma se è fallito auguro a tutte loro di essere finite a pulire i cessi nelle metropolitane. E non per amore di un marito ammalato, com'ho fatto io l'inverno scorso al Policlinico. NO, PER FAME!
Perché manco gli puoi augurare il meretricio. E chi le vòle quelle là! pussa via brutta bertuccia!
Gnanca degne d'esser ciamade troie. Che volete, lo diceva mia madre. La mia grande madre mpo' comunista mpo' artista mpo' mignotta. Mio Dio, come sono fiera di lei...
mariemarion
"paroxetina
benzodiazepine
citalopram
fluoxetina
tutta roba inutile
tutta roba che a pomparsi nelle vene
fa venire i sorci verdi
fa consumare cavie da laboratorio
fa male al fegato
tipo il vino
ch'è il più economico
degli ansiolitici
il meglio antidepressivo
che c'è
l'ho scperto stamattina
(che il vino è un ansiolitico)
quindi sarò un tipo ansioso
e io cheppensavo d'esser uno pacifico
e pacioso...
Per la serie "problemi oziosi":
un matto che ti dice: "so d'esser matto"
è veramente matto?"
Lui pensa soltanto di chiamarsi "Arsenio Bravuomo punto it", un matto.
A me mi ricorda il Guccini incazzato di Dio è morto
Mi ricorda il Battiato di Prospettiva Nevskij
Mi ricorda il Battisti di Emozioni
Mi ricorda Prevert delle Foglie Morte
Mi ricorda Breil e i poeti maledetti
Mi ricorda che i pazzi veri
stanno fuori dal manicomio
e di se stessi dicono:
Ma per carità, io dar psicologo? Jamé!
Quei pazzi veri oggi al potere
padroni della loro Presunzione.
Mai padroni d'un cervello da poeta
maledetto e libero
come quello d'Arsenio Bravuomo punto it.
mariemarion