LE CHIESE
La Pieve di Garda conserva pregevoli opere d'arte. Molto bello il suo antico chiostro, nel quale si notano resti di affreschi medievali e di un ciborio longobardo. Ma Garda ha anche altre tre chiesette: Santo Stefano, poco fuori del centro storico, San Bernardo, ai piedi della Rocca, San Carlo, lungo le mura di villa degli Albertini, e San Vigilio.
Le linee architettoniche attuali della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta sono settecentesche. Si dice appartenga al pennello di Palma il Giovane la pala dell'altare di San Luigi, mentre dovrebbe essere del Paglia quella dell'Annunziata. Sulla parete di sinistra, accanto alla porta della torre campanaria, c'è una lapide che reca incisa una bolla pontificia: la dettò papa Innocenzo II per definire, nel 1138, una questione di decime (di denaro, quindi) fra la pieve di Garda e quella di Cisano. In sacrestia esiste un antico affresco, appartenente alla precedente Pieve. Sono di epoca longobarda un angelo in pietra murato nel campanile e un pezzo di ciborio nel muro sopra l'ingresso della canonica. Affascinante il chiostro, di sobria eleganza, con resti di affreschi.
Nella sua millenaria storia, la Pieve ha avuto come arcipreti addirittura dei cardinali e degli arcivescovi. Tra i più famosi troviamo, nel Quattrocento, Lorenzo Zane, nominato a soli ventisette anni arcivescovo di Spalato. Altro arciprete illustre del Quattrocento è Basilio Bessarione: durante il Conclave del 1455 molti lo volevano papa. Un suo ritratto è famoso: impersona il patriarca Aronne nel "Passaggio del Mar Rosso" dipinto da Piero di Cosimo nella Cappella Sistina, in Vaticano. Giovanni Michiel, nipote di papa Paolo Il, venne eletto cardinale nel 1468: a Garda lasciò la casa del vicario, che ancora oggi reca il suo stemma. Sulla Pieve ha avuto per secoli autorità l'Ospedale maggiore di Brescia, che solo il 10 agosto 1962 ha rinunciato ai diritti in seguito alla paziente opera di "ricucitura" condotta dall'arciprete monsignor Antonio Bagnara.
Una piccola, ma importante chiesa si trova ai piedi della Rocca: è dedicata a San Bernardo. La leggenda vuole che sorga nel luogo in cui il santo di Chiaravalle incontrò i fedeli di Garda, che, nel mezzo d'un violento temporale, si ripararono sotto un albero per ascoltare le sue parole. Il 20 agosto, giorno di San Bernardo, sono numerosissimi i gardesani che si ritrovano in quella piccola chiesa per la Messa. Alla sera c'è la sagra, coi giochi popolari e il luna park.
Un'altra piccola, bella chiesa è quella dedicata a Santo Stefano, a ridosso del ponte sul torrente Gusa, poco fuori della porta orientale del centro storico. All'interno c'è un'opera d'arte di pregio: il martirio di Santo Stefano dipinto dal Farinati.
Lungo le mura di cinta del parco di villa degli Albertini si nota la semplice facciata della chiesetta dedicata a San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano. Un dipinto, all'interno, raffigura scene della vita del santo. La chiesetta viene spesso aperta al pubblico per ospitare qualche matrimonio.
Un vero gioiellino è costituito dalla chiesetta di punta San Vigilio, di pertinenza di villa Guarienti. Alla chiesetta di San Vigilio i gardesani si recano ogni anno la mattina del 25 aprile, giorno di San Marco, per assistere alla celebrazione della Messa e fare poi una colazione sull'erba, in ricordo dell'antica pratica delle rogazioni, con le quali s'implorava l'aiuto divino per il buon andamento del raccolto.