Accade in Sicilia

giornale d'informazione civile

a cura di Carlo Ruta

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L'Antonveneta

dai "miracoli" del nord-est agli intrighi siciliani

 

Caso Carbone-Antonveneta

 

30 novembre 2003

Nasce nel ragusano Opposizione Civile

Diversi cittadini dell'area ragusana, aventi interessi in ambiti differenti, mondo ecclesistico, cultura, cronaca, illegalità territoriali, politica nazionale ed internazionale, ambiente, ma tutti indisponibili all'allineamento e all'appiattimento, quindi consapevolmente critici, e aventi in comune il grande rispetto della legalità, della libertà e della tolleranza, hanno iniziato ad incontrarsi e dibattere su un possibile intervento nel territorio ibleo! Ben presto è nata la rappresentanza di Opposizione Civile.

Opposizione Civile è stata fondata a Roma dal Prof. Paolo Sylos Labini, dall’On. Elio Veltri e dal giornalista Enzo Marzo, per contrastare i pericoli e le trame dell’era "Berlusconi". Il Prof. Paolo Sylos Labini è uno studioso insigne, ricercatore e formatore sulle macroeconomie presso "la Sapienza" di Roma oltre che componente dell’Accademia dei Lincei. L’On. Elio Veltri fa parte del gruppo Misto-Ulivo alla Camera, ed è membro della Commissione Giustizia. Enzo Marzo oltre ad essere giornalista e scrittore, è il presidente della Fondazione Critica Liberale fondata da Norberto Bobbio, di cui è sempre il presidente onorario.

Quale prima iniziativa si è deciso di partecipare alla mobilitazione per il rientro delle truppe italiane dall’Iraq, con l'esposizione del relativo appello in più punti della città d’Ispica e sul sito internet www.opposizionecivile.it\sicilia.htm. E stanno pervenendo già delle sottoscrizioni.

Seguiranno altre iniziative, e si sta valutando con attenzione l'opportunità di creare un "foglio" a stampa che, in tempi brevi, possa uscire periodicamente nel nostro territorio.

Giovanni Franzò

Info, comunicazioni e altro: Giovanni Franzò - Ispica (RG) - ispicaleft@opposizionecivile.it

Opposizione Civile - Sicilia
documenti - testimonianze - analisi

 

Su Vittoria e sull'onore

Lettera aperta al sindaco di Vittoria di Giovanni Cirnigliaro

I Dezio comandano a Vittoria

Il palio di Vittoria è un regalo alla mafia

Dicono no al palio di Vittoria

Tragica Vittoria. Le istituzioni dello Stato facciano il loro dovere

Emergenza mafia in Sicilia. Il tentativo di delegittimare la presidenza dell'Antimafia regionale

Comune di Vittoria e abusivismo. Escussione ex segretario DS, Palazzo di Giustizia Palermo

Interrogazione di Angela Napoli, vice presidente Antimafia

Rapporto prefettizio del gennaio 1993

Lettera di un prefetto

Notizie di reato Bruno Carbonaro + 171

presente
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libri
ricerca

 

 

xL'immagine storica del ..sud-est siciliano

x

 

xxCasi italiani

Viaggiatori nel sud-est

 

 

xI viaggiatori stranieri e la xmafia

xTesti e analisi

xRiflessioni

 

Giovanni Spampinato: un caso aperto

Trent'anni fa, il 27 ottobre 1972, veniva ucciso a Ragusa il giornalista de L'Ora e de L'Unità Giovanni Spampinato. Aveva scoperto una trama delittuosa che riuniva esponenti della città bene, squadristi e malavita. Gli ispiratori del delitto, coperti dalle omissioni della città ufficiale, a partire dalla Procura ragusana, non sono stati mai identificati. Se ne dà il risalto dovuto nella sezione dedicata al giornalista, che presenta i documenti qui indicati.

Inchieste di Giovanni Spampinato

Sul delitto Spampinato

 

 

 

 

Nella sezione Giuliano e lo Stato

Una strana lettera del maggio 1947

Lo Stato che tortura. Testimonianze raccolte da Danilo Dolci

Le vittime comuniste in Sicilia in un documento riservato del Viminale. 1947

Girolamo Li Causi. Un intervento partlamentare del 26 ottobre 1951

Le collusioni fra istituzioni, banditi e mafia in alcuni passaggi della sentenza di Viterbo del 3 maggio 1952

Il governo e l'uccisione di Giuliano nella relazione di minoranza dell'Antimafia. 1976

Le relazioni dell'Antimafia sul caso Giuliano

Rapporto della questura di Palermo sull'eccidio di Portella della Ginestra. Rapporto della Legione Carabinieri di Palermo sull'attentato di Partinico. L'attentato di Partinico ricostruito da Giuseppe Casarrubea. Fonte: Associazione "Non solo Portella"

L'inchiesta di Nicola Adelfi sulla morte di Giuliano

Rapporto del capitano Giallombardo sul conflitto a fuoco del 27 giugno 1947. Rapporto del prefetto di Palermo Vicari del 25 aprile 1950. Appello a firma di Giuliano del giugno 1947. Fonte: Associazione "Non solo Portella"

La sentenza sulla strage di Portella della Ginestra emessa dalla seconda Corte di Appello di Roma il 10 agosto 1956. Fonte: Associazione Non solo Portella.

Saggio introduttivo di Giuseppe Casarrubea

I due memoriali di Giuliano. Maggio-giugno 1950. Fonte: Associazione "Non solo Portella"

 

 

Scelba e la storia offesa

Cronologia sullo scelbismo e il banditismo in Sicilia

 

 

Non solo Portella

 

 

Sud-est siciliano

 

Nell'ovest siciliano

 
L'Iraq invaso
 

Il mondo arabo riempie le cronache dei nostri tempi. L'invasione anglo-americana dell'Iraq, il razzismo che si aggiorna, i profughi che approdano nelle coste italiane. E ancora, le paure di un Islam cruento, alimentate ad arte in ossequio all'impero atlantico. In un momento tanto concitato, può essere allora utile presentare il resoconto di un viaggiatore arabo, Ibn Hawqal, sulla Sicilia del decimo secolo: quando era governata dagli emiri.

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Agenda civile: progetti, iniziative, appuntamenti

Un lager in Sicilia

La drammatica testimonianza di un deputato all'ARS, Calogero Micciché, dal Centro di Permanenza Temporanea di Agrigento

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Serafino Amabile Guastella

Le parità e le storie morali dei nostri villani

La morale condivisa, la visione del potere pubblico, l'omertà, il senso della roba, la condizione della donna, nelle pagine di un disincantato osservatore dei costumi dei contadini siciliani nel secondo Ottocento.

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Lettera di Antonio Di Pietro sull'immunità parlamentare

 

Un sito importante di Bellavia e Palazzolo: www.falconeborsellino.net

Turisti giapponesi fra le macerie di guerra in Palestina

 

Zoomafie - documenti e inchieste

 

Osservatorio sulla legalità. UNITI CONTRO TUTTE LE MAFIE

Libera - Palermo. DOCUMENTO PER IL DECENNALE DELLE STRAGI

APPELLO PER LA LIBERTA' DI STAMPA NELLA LOTTA CONTRO LA MAFIA

E' possibile ottenere giustizia in Italia quando i crimini sono di stato?

5 maggio 2002

 

La macchina delle ingiustizie

E' possibile ottenere giustizia in Italia quando i crimini sono di stato?

Fintantoché esisteranno i servizi segreti alla sua domanda rispondo tranquillamente di NO, aggiungendo inoltre che tale problema riguarda OGNI stato mondiale guidato da persone in carne e ossa. Per servizi segreti non mi limito a considerare i soliti gruppetti tipo sismi, sisde, ecc, che alla fine fanno abbastanza ridere, ma a quelli internazionali e trasnazionali molto più complessi e intrigati.

Questi gruppi vivono grazie a sovvenzioni private, fondi neri e si autogestiscono con altri mezzi che non sto qui ad elencare. Nessuno è in grado di controllarli e verificarne i lavori anche se esistono ufficialmente comitati di controllo. Quindi nessuno li controlla, hanno potere economico, tutti gli accessi facilitati, spesso e volentieri vengono noleggiati per compiere lavoretti da poteri economici mondiali, a questo punto le faccio io una domanda: Come si può ottenere giustizia se una delle parti incriminate controlla e gestisce la giustizia?

Per risolvere questo problema o facciamo una rivolta popolare, ma ritengo che dalla violenza nasce solo violenza, oppure utilizziamo ogni mezzo e/o strumento, legale naturalmente, per far sì che più persone possibile vengano a conoscenza di altre verità, di altre realtà, che normalmente vengono taciute e nascoste per anni. Poi spetta a noi, al singolo individuo, seguire la verità cosiddetta ufficiale oppure quella più scomoda non-ufficiale.

La consapevolezza, secondo il mio modesto parere, porta ad un risveglio della coscienza. Nel momento in cui la persona prende coscienza di questo, non ci sarà più bisogno di rispondere alla sua o alla mia domanda. Prendere coscienza significa però trasformare le informazioni, dirle e metterle in pratica, cioè: pensare, dire e agire. Significa che ogni volta andiamo al supermercato o accendiamo la televisione diamo un voto politico, come pure quando inquiniamo in maniera gratuita, lo stesso dicasi se una persona assiste a qualche misfatto e non lo denuncia.

Alla fine sommando tutti i voti, vedremo che il governo ufficiale e il conseguente governo ombra li rispecchiano in pieno. Noi facciamo sedere determinate persone al governo, noi ingrassiamo le casse delle multinazionali, casse che poi saranno usate per foraggiare i governi mondiali e le rispettive leggi e i conseguenti crimini. Quindi i crimini di stato non ottengono giustizia per colpa di tutti noi! Viviamo nello stesso universo, siamo tutti collegati che ci piaccia o no, se qualcosa non va bene si riflette su tutti.

Marcello (direttore di www.disinformazione.it)

 

 

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