Welcome in Venice!

POESIA IN AZIONE - UNA RETE DI VOCI ORSOGRILL DELLE ARTIGLIERIE - 49ma BIENNALE DI VENEZIA - "AZIONE PARALLEA" IN CONNESSIONE CON IL SITO KARENINA.IT / 7 GIUGNO 2001 / POETRY IN ACTION - A NET OF VOICES - ORSOGRILL DELLE ARTIGLIERIE - 49th VENICE BIENNIAL -  "PARALLEL ACTION" IN NET CONNECTION WITH THE WEB SITE KARENINA.IT / JUNE 7TH 2001 /

Home | Bunker Poetico | 110 poesie del Bunker

  • JUNE 7th / 11.00 AM until 6.30 PM send to Karenina.it Redaction clprezi@tin.it your poem or your intervention about "poetry and/against power", "intellectuals and power", "poetry as defence of mankind", "freedom of thinking". Write in your language or in English.
    Write in the subject: AZIONE PARALLELA - BUNKER
  • Per partecipare inviate il 7 giugno dalle 11.00 alle 18.30 il vostro contributo sui temi del Bunker ("Poesia e potere", "poesia come difesa e strumento dell'uomo") con e-mail alla redazione di Karenina.it: clprezi@tin.it  Scrivere nel subject: AZIONE PARALLELA - BUNKER
  • Seguono i vostri interventi / Your contributions follow

    Platea dell'umanità La Biennale di Harald Szeemann presenta:

    Bunker Poetico a cura di Marco Nereo Rotelli

    Happening virtuale a cura di Caterina Davinio e Karenina.it, foto di Giorgio Longo


    MARIO LUNETTA

    Che resta più ormai, in questa putrida sbavatura di millennio, quando tutto torna sotto forma miserevolmende paròdica, risibilmente gaglioffa; che resta più, dico, di tutto il generoso,  goffo intelligente, ingenuo, irruento, sottile patrimonio di idee, proposte,ipotesi, progetti, invenzioni, formulari poetiche, ecc., che dagli anni Cinquanta fino a tutti i Settanta hanno dato una ragione plausibile (e in molti casi inevitabile) alla produzione di senso letterario, soprattutto in Europa, e soprattutto in Francia, Germania e Italia? Si nominarono, le "voci" fondamentali di questo patrimonio sempre naturalmente con la saggia provvisorietà dei gesti e dei fatti che nascono "in situazione" e si nutrono golosamente dello Spirito del Tempo; "realismo", "controrealismo", "sperimentalismo", "noveau roman", "nuove avanguardie", "nouvelle critique", "gruppi" (47, 67, 70), ecc. Nati tutti, e cresciuti, in un groviglio serrato (eppure chiarissimo, dotato di una sua limpidezza di fondo) di duellamenti, scontri, convergenze, fratture, furbizie, cinismi e altro, dentro un orizzonte d'attesa che presupponeva comunque, (anche) attraverso l'azione letteraria e la scrittura non convenzionale e fuori statuto, la possibilità impellente di un modello di convivenza produttiva e sociale davvero liberata dai modi di produzione-consumo-spreco inscritti nel DNA del capitale, così come oggi appare, nel suo catastrofico autocannibalismo.

    Dalla mostruosità di certi processi si accorse a suao tempo, pur se con troppi ottimismi, chi faceva scrittura e cultura non allineata, cogliendo non soltanto il benjaminiano nesso qualità-tendenza in termini di testualità, ma il nesso tra assetto della proprietà dei mezzi di produzione culturali, sistema dei media e singoli produttori di testi. Insomma, il nodo dell'ideologia dentro una società divisa, nel campo di forza magnetizzato dal capitale, cui si opponevano, con molta e apprezzabile enfasi, azioni di disturbo numerose contro una tendenza alla restaurazione dura che nei due decenni successivi è stata dilagante. Passione e ideologia, diceva religiosamente Pasolini. Qualcun altro, come Sanguineti ma non solo, diceva del rapporto inestricabile tra ideologia e linguaggio: su un versante laico e materialistico.

    Ha poi vinto, in concomitanza con la pervasività azzerante della controffensiva del capitale, dopo la caduta di tutte le barriere (anche un po' sordide, certo) e di tutti i muri targati "socialismo reale", la destituzione progressiva ma celerrima dell'intelligenza, del pensiero complesso, della formalizzazione riccamente polisensa. Ha vinto la strategia del messaggio elementare, fatto e diffuso per non permettere lo spazio della libertà mentale e imporre il ring del consumo/consenso, nella cecità che gli sparring partners del pugile-padrone gestiscono con ributtante arroganza. E contemporaneamente si è tolto ossigeno alla pratica di una scrittura d'invenzione che non ripetesse le parole d'ordine (anche stilistiche: banali e supine) del Pensiero Unico e dei suoi derivati, in ambito di simil-letteratura e in ambito mediatico di pi più estesa fruibilità.

    Si è trattato di una glaciazione rovinosa: e le istituzioni hanno portato solo acqua ghiacciata al Mulino Bianco dell'Infinita Idiozia Italiana. Non si è mai parlato meno che in questi anni del rapporto cultura-società, che tra i Cinquanta e i Sessanta ha giocato generalmente a bassa quota su schematismi facili e ripiegamenti a vite. Non si chiede certo qualcosa di simnile, per carità: ma almeno la coscienza che la cultura, e la letteratura nella fattispecie, sono fenomeni sociali, proseguono (parafrasando Klausewitz) la politica con altri mezzi. Che sono pratiche di senso e produzioni ideologiche: "degnità" di cui non si rendono troppo conto neppure molti degli addetti ai lavori.

    Il fatto è che non esiste forse più qualcosa che possa chiamarsi società, oggi, in questo paese che sempre più somiglia allo Stato Pontificio e sempre meno a una repubblica democraticamente moderna, dotata pur nell'assetto capitalistico-borghese di privatismo secco, di una qualche decenza: come in altri paesi capitalistici e borghesi accade. E allora, ecco che i "grandi" editori, perfino quelli che si fregiano di medaglieri cospicui, paiono ambire ad essere scambiati per degli stilisti (decotti): creano le mode, ma non sanno poi neanche venderle troppo bene. E ci si avvede ogni giorno di più come il vero, centrale disastro della storia italiana sia stata la presenza della Chiesa di Roma, che in duemila anni ha capillarmente pervaso anche la produzione di senso letterario della penisola. Già, perché, alla fine, la nostra letteratura - dalla Controriforma in specie - ha un carattere marcatamente cattolico, con punte di bigottismo feroce. I nostri testi letterari (900 incluso) sono scritti al 90% in una lingua che risente nel midollo della ligua dei preti, vaga, ispirata e autopunitiva. E sempre, ça va sans dire, ricattatoria e minacciosa.

    L'editoria e i ministeri addetti (dalla Pubblica Istruzione ai Beni Culturali), che non fanno che parlare di Europa (senza neppure conoscere i meccanismi che dinamizzano le più aperte tra le civiltà europee), non si sono mai seriamente preoccupati di lavorare per la produzione non puramente mercantile dell'identità nazionale artistico-letteraria, della coscienza intellettuale dei cittadini (meglio: dei sudditi-consumatori); di un progetto globale insomma di ri-costruzione di una cultura laica: coi risultati che vediamo e soffriamo. A proposito di tanta saggistica sui nostri classici, dice Carmelo Bene ("Il manifesto", sabato 12 dicembre 1996) che è come girare intorno a un obitorio, che è la situazione dell'editoria attuale...". E che dire del decreto legislativo 20 ottobre 1998 per l'istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, nel quale è data attenzione "con riferimento particolare" alle attività teatrali, musicali, cinematografiche; e per il libro, il lavoro di scrittura in termini materiali, la sua valorizzazione culturale e non consumistica, non si spende un briciolo di considerazione?

    L'incultura dei nostri politici è proverbiale; ma, senza pretendere troppo, crediamo basterebbe si corredassero (per vergognarsene, e per cominciare ad agire) di un minimo di informazione su ciò che si è fatto e si fa in altri paesi del continente: in quei paesi, intendo, in cui i cittadini non sono ancora scaduti a gente, e nei quali anche la letteratura è parte profonda dell'identità nazionale, della memoria storica e presente, perfino dell'orgoglio della lingua, nel contraddittorio (e obbligatorio, e obbligato) percorso verso un'autentica comunità europea che non sia solo di Banche, Borse e Finanza.

    Con un abbraccio affettuoso

    Mario Lunetta


    reiner strasser

    Worte verloren im Blut der Vergänglichkeit

    words lost in the blood of vacancy

    erinnerte ich mich an den ersten Schrei

    i remembered my first shout

    und die Wärme der Luft

    and the warmth of the air

    die mich umhüllte

    which veiled me






    reiner

    :::::::::::::::::
    Reiner Strasser


    caterina davinio

    Cari amici, visitata mezza Biennale (domani la seconda metà), piedi in fumo, splendido padiglione Spagna; presto novità e foto dell'happening reale delle artiglierie, gli interventi arrivati con fax a studio. Non smettete di scrivermi: l'unica vera platea dell'umanità è la rete...

    Tanti cari saluti a tutti.

    Caterina Davinio - Karenina.it


     Michel Delville

    ON ADMET

    volontiers que
    le fascisme est bien la synthèse
    du mysticisme et du bestialisme
    -- c'est à dire la coincidence paradoxale
    de la jouissance et de l'inhibition --
    mais on est plus réticent
    à envisager les conséquences
    des transformations courantes
    du sentiment commun
    de peur en un discours
    égalitaire, civilisé et
    résolument moderne sur les
    rapports économiques et
    sociaux

      OR


    la pensée sociale

    se trouve fréquemment au
    cour de nos préoccupations
    les plus urgentes - elle nous
    procure un alibi où se
    dorlotent les confusions et les
    sentiments les plus ignobles, les
    plus inavouables

    quand le cauchemar de l'entropie
    nous guette
    dans un bouillonement d'humeurs où
    tout écoulement volontaire
    ou fortuit
    est une déperdition d'énergie
    quand tout rapport sexuel s'apparente
    à un suicide
    quand l'afflux du sang disperse ces pensées
    enfin
    on tente malgré tout de maintenir
    l'accord des extrémités sensibles
    du corps aux objets qui l'entourent

    quand ces moments-là
    surviennent
    on voudrait apprendre à
    consentir à sa propre fin
    qui n'est ni dans le monde
    ni hors du monde

    -- Michel Delville


    CLIC

    cucù coucou cou cou cou cou... caterina, ci 6?
    fabfab


    In the lobby

     

    dressed up

     

    in newspaper

     

    playing

     

    kings,

     

    knights, war?

     

    for &

     

    against

     

    waiting for

     

    mom, dad

     

    sitter?

     

    defend against

     

    your healers

     

    lift

     

    child 

     

    shadow

     

    defense

     

    from--or--towards

     

    street

     

    before you

     

    leave

     

    the building

     

    go

     

    I'll

     

    see

     

    think

     

    counsel

     

    peace

     

    between

     

    here &

     

    young

     

    & something more

     

    or as much as

     

    us.

     

    here is good

     

     

    --t o m   d e v a n e y,  n  y  c   0 6.  0 6.  0 1


    CLIC

    W la comunione fatica di B. Malinowski
    W la funzione fatica di R. Jakobson
    W la fatica di Caterina
    * possiamo parlare di tutto e di niente
    * posso pure parafrasare un autore bosniaco
    * quel signore intelligente che ci ha fatto credere che siamo perché
    pensiamo ci ha raccontato 1 balla; infatti, io sono quando e perché
    sono-pensato
    * grazie del pensiero
    - fabfab -


     

    looks great, thanks for the inspiration,
    obrigado,
    mac dunlop


    ANTONIO SASSU

                     SINESTETICO
     
     
                                                               ANNUSARE
     
     
                        IL  SILENZIO
     
     
                           GUSTARE
     
                                                                             LO SPAZIO
     
                                                                                      SENTIRE
     
     
                               IL  TATTO
     
     
                                  VISITARE
     
                                   CON  L' UDITO
     
                                                                                         

    Da NOVECENTO by elda torres

     

    tempo del vivere

    vita del tempo

    noi qui a stupirci

    novecento amata terra del tempo

    punto dei punti

    della millenaria storia del nostro vivere

    qui umani umanoidi

    servi e padroni

    miseri grandi crudeli e afflitti

    qui irati o depressi o affamati

    dai pensieri sospesi

    in un caos di ragione

    di motivi mediocri

    mentre siamo trottole in bilico

    sull'orlo del solito abisso

    facendo tutti finta di niente

    stupiti dalla radicata presunzione

    d'essere il centro

    povera natura che abbiamo reso pazza

    così guardiamo il fondo

    che è nero

    dell'anima

    della storia

    acciaccati da

    pianti e desideri

    malizie e candori

    tra globale e parziale

    tra soavi tormenti abituali

     

    io e te

    parabola dell'esistenza

    penduli sbilenchi

    gualciti

    in cerca di una possibile intesa

    tra effimeri equilibri fugaci

    strabici

    un occhio all'indietro

    un altro in avanti

    tra vero e sogno

    la parola sbagliata

    tra intricati intrecci

    tra apparenza dell'esistere

    e vera morte

    nell'attesa feroce

    di vita vera

    © by elda torres 1993

    da NOVECENTO 1993-94

     

    Da NOTTE by elda torres

     

    che fare di noi stessi

    quando il cielo ingrigia

    l'anima ingrinsisce e il cuore è esangue?

    dissolvimento ultimo desiderio rimasto

    e accorgersi il mattino dopo

    che ogni cosa è rimasta eguale

    che la banalità ci possiede come sempre

    che il formicolio della folla e della mente

    è quello di ogni altro giorno

    che il progresso è solo apparenza

    che il duemila è ottica dell'occidente

    che abbiamo troppo domandato per sapere così poco

    che il tutto è solo giochi di specchi

    allora che fare di noi stessi?

    Lontano urla vagano nel buio

    Una qualsiasi donna piange il suo qualsiasi uomo

    Qualcuno sta uccidendo qualcun altro

    Il ronzio degli aerei come mosche sospette

    Mostri vaganti sopra letti addormentati

    L'alba è lontana e bisogna pure arrivarci

    Cani latrano come lupi lugubri e vigliacchi

    Tornerà ben presto il giorno

    e la luce cristallina sopra la pietra bianca

    a ristorarci gli occhi

    © by elda torres 1986 da NOTTE 1989

     


    PAOLO GUZZI

    MORDERE
    nerofumo ovunque sull'affresco,
    cancella la nereide del neo-greco:il tempio
    penetra nel neozoico, ecco il coccodrillo di gesso,
    scaglie di muschio per l'allucinato:
    l'oppio è quella cariatide d'ombra.
    Quel cornuto ostaggio, già canuto,
    vuole capitolare ad ogni capoverso.
    Le capriate sono indebolite, cartigli
    fragiano palazzi austeri,
    appartàti dal sentiero abituale.
    Come vecchi cavaioli della costiera,
    camminano in fila ciechi assenti,
    t'invitano a cartolare il tuo diritto:
    nella casistica, non è chiara la linea di condotta,
    né certa, nella luce mentale,
    la guida che ti serve.
    Allora lasciala, abbandona la strada facile,
    làsciati disperdere tra alti camppi di mais,
    l'estate non t'imbianchi la polvere insetticida,
    che ti inonda, inutile fuggitivo, ti segnala
    tra i larghi spruzzi del disinfestante.
    Il colpevole insegue l'innocente,
    né sa quale cassazione lo chiamerà fuori,
    dall'eterno accusatore,
    diade che compare sull'ara,
    libertà dal sacrificio;
    desuèto determinnismo, inutile ostacolo di libertà,
    detrattore costante,
    detrimento d'ogni volontà.
     
     
    paolo GUZZI
     

    Ellen F. Steinberg, Ph.D.

    Dr. Barry Stephen Alpert

    >
    > DONALD JUDD'S PAROLE
    >
    >
    > developed the possibility
    > of acquiring buildings,
    > not destroying the buildings
    > as they were built.
    > Little canon for the
    > door like ordinary suburban . . .
    >
    > Just as the picture in the frame.
    > Undefine the general political stagnation.
    > Done.
    > Done by one artist
    > so--in order to do work comparable.
    >
    > Pretty much turns to be,
    > and skeptical of that.
    > Relatively simple proportions.
    > Or a third dimension; work of art
    > lost in it for
    > example:
    >
    >
    > DONALD JUDD'S PAROLE
    >
    >
    > Division someone made.
    > Color not so particular:
    > Continues throughout.  Everywhere
    > millions, to be safe.
    >


    Ilona Wenek-Ziemba

    UNIVERSAL DANCE FOR PEACE

    Palms turned inwards toward the centre of the circle
    we repeat the sacred words
    passing from face to face
    the energy vibrates
    in dance
    we link arms
    we are so close
    it transfuses us all

    against the wall
    a child
    bored
    jealously breaking the circle he takes
    a stand
    between the woman
    and the man


    Ilona Wenek-Ziemba
    from my poetry book "The Conquering of Selene"

     


    Mauricio Guerrero

    >>>>>>>>>>>>>>>
    JUST THINKING

    >>>>>>>>>>>>>> any word could be told
    >>>>>>>>>>>>>>>before every man and woman could choise
    the
    >>>>>>> civilization
    >>>>>>>>>>>they want to live

    >>>>>not any votes
    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>not any laws
    >>>> just a empty space
    >>>just a non place

    >>just a beautiful and rare word by anyone known
    >living living
    living
    and writing in english that's power an poetry.

    Mauricio Guerrero/Mexico


    ELIZA BERRY

    poetry precedes power
    diminishing the deeper a point is driven
    in.
    Power harvested fills prisons of weeping poetry.
    Poets sift power gently
    even in stagnant rage.
    Anger unravelled wraps up power
    and squeezes it like icing onto the cake
    of ills that greedy black men eat.
    Chains, ropes, and now cake
    what binding slippery thing
    can power not use to poetically and pathetically
    syphon strength.
    Eliza Berry


    Gene.o.trash Labels

    *.[this is not my colourful codepoetry
    images of a small velveteenish head
    all slippery N binary-glitched]

    Newscl.o.ning through Ceramically-C][lashed N l][o][a][ded Teeth

    *.[barcode rings and ICANN singing
    "i can icann i will"]


    *.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*..**...**...*


    Yr predict.cabled dark Statistical Response.*

    ][non][ X.pressi][ng on yr soft bellied throat][ve
    P][oint][.O][f][.C][ontact][.*

    Volume 1.3 of a L][ewd][urker ][re:][Orientation.*

    Non-responsive][ness][-sided Participant Chip M.bedd.*

    [S][l][ee.ping][count 1 seconds][s out of sight.*

    .O.vert ][wo][Manifest Con][sciousness][tent.*

    N.][di][visible Rawswarming(c).*

    Free-Radi.cal N.al.y.sis][ter][ Clouding.*

    Over.arch.ing Maleinglist Blue-Printing.*

    An ][re:][Active De.sign.][posted][ation.*


    *..**...**...**.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.**.*.*.*.*.*.




    --massed ][re:][genders clinging upwards

    --filling e.volu][mes][tionary gap.pages

    --swimming in shoals of beta-blocker infomash

    --vehicular datatraffic back-breakage

    --reified t][heory][onnage slapped against ][tesla][ c.oils
     
    -- .XX. -porno units of floating density

    --we swamp N stitch blond baggage in2 ochred tones of re][a][d




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    [A.D.D  D.D.T  D][u][CT T.A.G]

             --



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    & flick yr Nouvelle Vague.node-mode.off
    twinned cauls of ][t][here N now.*

     


    *********************






    _Our GenoTrash Fetish_


    This is not my traditional colourful codework. Instead, imagine small dual
    velveteenish heads, permutation curls all slippery and binary-glitched.
    Remember newscloning through ceramically-clashing teeth with barcode labels
    hollering in the background, all sonata screaming and ICANNically singing
    "I can iiiiicccccccccaaaaannnn i will"?



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    And then, your predictable dark statistical response. No expressive
    point-of-contact via your soft bellied throat here. Skimming your Volume
    1.3 of _Lewd Lurker Reorientation_, my non-responsive-sided Participant
    Chip Embed seeping out of site while its ping count rises to 1 second.



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    Your distinctly overt manifest content. Potentially invisible
    raw-data-swarming, copyrighted to the hilt and echoing concept chambers.
    Free-Radical analysis clouding all overarching mailing-list blueprints. A
    reactive sign-posted designation. Massed genders clinging upwards and
    filling evolutionary page gaps, swimming in shoals of beta-blocker infomash
    and vehicular datatraffic back-breakages. Reified theory tonnage slaps
    against concept coils.

    You X-nominate porno units of floating density. We swamp and stitch blond
    baggage into ochred tones of red.



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    My Attention Deficit Disorder meets your DichloroDiphenylTrichloroethane
    [duct taped and tagged].
    We end up flagging a future stun-gunned strand and flicking our Nouvelle
    Vague node-mode off. We are twinned cauls of here and now.


    .           .    ....         .....
             net.wurker][mez][
          n.sert x.coins.x .here. xXXx               


    Bruno Capatti


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    Bruno Capatti

    Bill Freind

    Bank of America


    When the junta offered cornflakes, I realized they were basically nice
    guys. "Go ahead," they insisted, "borrow our leisurewear." Afterward
    they walked us to the gate, chatting affably with modern grammar,
    insisting their lawns were merely a result of historical conditions. And
    such lovely satellite photos - you could almost imagine the borders. I
    was left with an urge to recreate the self, to record  the authentic
    sound of emotional blockage. Kid yourself, if you want: your schnauzer
    is racist.


    Bill Freind



    grace wychowanska

    AZIONE PARALLELA - BUNKER

    Mysl wolna ( Free thought )

    Mysl wolna

    Slowa, zdania,

    Potok kojarzen,

    Formy, kolory, pytania…

    Odpowiedz czeslo zamglona

    Niepewnosc, strach rozpoznania

    Slowa w emocji znieksztalcone

    Emocje w kolory rozszczepione

    Zdania bolesnie zlozone

    Tecze bolu i rozkoszy

    Reakcje na reakcje.

    Moc niesamowita

    Wolnych drog szuka

    Wyraz uksztalca, rozwija, poznaje

    Proces uwiencza, zwycieza…

    Istnieje.

     

    (c)Grace Wychowanska

    Rotterdam 2001

    -----------------


    poetry against intellectuals \ power asdefence of thinking \ freedom and freedom and against \ intellectuals and power

    Love,
    mashica


    GIORGIO BARONI

    sparkle in the dark

    passioni dell' IO scintillante
    consumarono
    le pendici di un cuore
    ancora inesplorato.

    il ragazzo che fui
    non ha pi� parentele
    col giovane vecchio
    bagnato solo
    da mattini nostalgici.

    l'altrui vita
    libera in me
    l'alibi d'un presente
    in cui la pervicacia dell' ESISTERE
    non trova motivo di continuazione.

    un prossimo IO scintillante
    mi salverˆ da me stesso
    sconfinato nell'oblio
    del dolce ricordo
    edulcorato dalla promessa
    di ci˜
    che mai fui in grado d'essere.



                                                                      ©2001giorgio baroni


    John Boone

    CRITICAL REVIEW


    BRILLIANT ...

    ASTOUNDING ...
    SMART ...
    HILARIOUS ...
    SURPRISING ...
    COMIC PASSION ...
    ORIGINAL ...
    RADICAL ...
    SCANDALOUS ...
    OUTRAGEOUS ...
    IRRESISTIBLE ...
    ENTERTAINING ...
    DANGEROUS ...
    OUTLANDISH ...
    PROVOCATIVE ...
    BOLD ...
    THE PERFORMANCE OF A LIFETIME ...
    DARING ...
    SUPERB ...
    IMPRESSIVE ...
    ASTONISHING ...
    TRIUMPHANT ...
    CONTAGIOUS ...
    HILARIOUS ...
    COMEDIC MASTERPIECE ...
    NON-STOP LAUGHS ...
    CRAZY ...
    FUNNY ...
    CHARMING ...
    AUDACIOUS ...
    UNIQUE ...
    INVIGORATING ...
    OUTRAGEOUSLY HIP ...
    FUNKY ...
    DARN FUNNY ...
    BRAVE ...
    UNLIKE ANYTHING ELSE ...
    DRIVEN ...
    CLEVER ...
    DIFFERENT ...
    ONE OF A KIND ...
    GUTSY ...
    SHARP ...
    DELIRIOUSLY BIZARRE ...
    EDGY IN YOUR FACE ...
    WITTY ...
    ENERGETIC ...
    HIPPEST NASTIEST FUNNIEST ...
    RAUCOUS ...
    RAGING ...
    SUPERARTICULATE ...
    TOUR DE FORCE ...
    POWERFULLY PROVOCATIVE ...
    CUTTING EDGE SATIRE ...
    COURAGEOUS ...
    SAVAGELY FUNNY ...
    REMARKABLE ...
    STUNNING ...
    THE BEST ...
    FLAWLESS ...
    FASCINATING ...
    ENERGIZED ...
    REFRESHINGLY DIFFERENT ...
    VISUALLY EXCITING ...
    ZINGS WITH WIT ...
    HAS AN EDGE ...
    ANGRY ...
    SHOCKING ...
    ENTERTAINING ...
    RARE ...
    PRECIOUS QUALITY ...
    AMUSING ...
    GENIUS ...
    EXHILARATING ...
    RAUCOUSLY HONEST ...
    FEARLESS ...
    ORIGINAL ...
    UPROARIOUSLY INSPIRED ...
    SCORCHINGLY FUNNY ...
    NERVY ...
    POLISHED ...
    ANYTHING GOES ...

     


    patricia Jacomella-Bonola


    B U N K E R    è come  U B N E R K   ma anche come

    K E R B U N    è come  K E R B U N   ma anche  uguale a

    N U B K E R    oppure a  E R K U N B  ma magari anche a

    R U B E N K  no, forse a  R U B N K E e che ne dici di

    B E R K U N , sì, BERKUN mi piace, mi piace proprio, è una

    parola che significa molto per me, se non la capisci te la compito,

    allora:

    B  come Bravo
    E  come Erotico
    R  come Romantico
    K  come Kursal
    U  come Ultrafantastico
    N  come Nuovo


     

    Klaus Peter Dencker 

    zu meinem text "über die zeit...."

    das gedicht ist ein gedicht mit doppelter bedeutung:
    es kann als eine momentaufnahme des krieges und
    zugleich als ein sylvesterfeuerwerk gelesen werden.
    für mich ist es aber in erster linie ein bild - ich bin
    visueller poet und mache solche gedichte sehr selten.
    meine "gedichte", die ich hauptsächlich herstelle,sind
    sequenzen visueller poesie, die alltagsmaterialien als
    collageteile verwenden, die den versuch machen, neue
    poetische welten zu entwerfen. es sind neue, aber zu-
    gleich auch machtlose welten gegen bestehende, weil
    sie vordergründig nichts bewirken. dennoch sind sie
    ein verschwindend geringer bestandteil einer welt künst-
    lerischer äußerungen, die durch ihre pure existenz die
    ausbreitung und vor allem die herrschaft von macht
    zumindest begrenzen helfen.
    zur zeit (april bis juli 2001) läuft eine ausstellung mit
    über 200 blättern von mir im hamburger bahnhof/
    nationalgalerie in  berlin. die sequenzen visueller
    poesie laufen wie ein band um die wände des aus-
    stellungsraums. beobachtet man die besucher, dann
    spürt man, wie nach einiger zeit die gespräche beim
    betreten des raumes leiser werden und verschwinden,
    wie die besucher sich von blatt zu blatt lesend "einzu-
    richten" beginnen oder nur mit den augen über die
    blätter wandern:- allein mit sich und den assoziationen,
    die die blätter auslösen - ein friedlicher vorgang.........
    die poesie bietet an, sich ohne machtgebärden einzu-
    lassen auf das abenteuer der poetischen kunst - es liegt
    am menschen selbst, ob er es annimmt, ob er es für
    sich für wichtig hält. davon gibt es viele, und alle diese
    sind multiplikatoren, und insofern kann poesie doch
    etwas bewirken, zumindest im bewußtsein der menschen
    und im zurückdrängen zerstörerischer haltungen.
    ein bunker poetico könnte das beste beispiel für eine
    poetische kraftquelle, für bewußtseinsanstöße und selbst-
    reflexion sein.
    danke marco nereo rotelli, danke caterina davinio
    sagt klaus peter dencker am 6.juni 2001


    FAITH FULL

    (singing) "Doo wa diddy diddy dum diddy doo..."

    Pigeons circle above the car.
    All the cars drive by
    the road now in front of you,

    perpendicular to
    the one we all set out upon
    at birth.

    The day
    breaks into being,

    nurtured by a lost horizon
    broadcast onto the line of sight.

    Equidistant, atmospheric, conditions apply:
    like
    conception,
    like
    science,
    like
    myths

    growing tumescent with time capsules

    digested and disgorged
    recorded and ignored.

    In futures past now
    we will silence our skins
    waiting for god.

    Bequeathing some limited stength to being,
    strength such as makes
    gods die.

    Churches fall
    like football
    upon the question "Why?"

    settling down to meeting with the makers
    ultimately, untimely sacrifice:

    (singing) "Martyr-dom doo wa diddy diddy dom diddy doo"


    19/5/01


    a poem by Mac Dunlop


    LYING ALLY

    A lie is my ally
    driving ruins that, marble-white,
    reflect the light of azure skies
    and distant warmth.

    Fluid enters the world,
    it's brightness strikes the eye
    its streaming - unsustainable - truths
    growing civilizations.

    Some fixed myth
    crawling to believe,
    tattooed in reflection
    ruptured in shadows
    shimmering on a receding
    splash
    of blood
    humming across the oceans.

    What if
    sound after all
    had some influence on life
    what would the first noise be?
    echoing
    or passing through space
    "click", perhaps, "click-click"?

    Some invisible scent or texture
    that made me a girl or
    you a boy,
    grown from flourescent wheat
    on a dusty plain
    without a sound, smell or feel
    to wake up to in holy ground.

    Down comes the sky,
    up goes the white flag
    giving, giving up, giving over, giving off,
    Transient senses hiding
    in an "akimbo" world
    rippling in rags under the same clouds
    -shock pink skyline sunset-
    raped by the nightly whip...

    "click", perhaps "click-click".



    a poem by Mac Dunlop

    (Inspired by historical evidence of pornographic writing used to encourage rebellion in pre- revolution Paris of the 18th century, Scab's Banquet is a paean against the abuse of modern democratic power by commercially motivated multinational interests.) <?bigger><?bigger>

    SCAB'S BANQUET
    (G8 and so on)
    <?/bigger><?/bigger>
    The news is, in every sense a sensation,
    broadcast by a condescending angel,
    wearing lingerie sewn from sound byte weaves
    in which heated parliments conceed
    that they pimp of victimed bodies of those most in need.

    Having felt the warmth of corruption's erotic feel,
    speech-soaked panties wet with excited, breathless zeal
    are as flags fluttering over debtor's jungles,
    worn upon y-fronted tumescent dongles
    whipped out with a militant, steady grace
    once upon a time wanked away in private lives
    now voted in and thrust into the public's face.

    Somewhere around the state's common grounds
    the latest craze is to replace the moaning sounds
    -surepticiously uttered by the speaker of the house-
    with daily counts of more shaking hands than can be announced -
    with hard ons tied up in bungee jumping knots
    laying on thick the sadism toward those that time, or they forgot...

    All those adults-only elected boys and girls,
    sat upon their common seats atwist atwirl,
    twiddling each other's breathless breasts,
    so bored they verbally wank over each other's puffed-out chests,

    Or manouver round to take the opposition from behind,
    demanding that the people's mouthpieces suck them dry,
    pointing their pricks in each other's dilating eyes,
    -"who dares wins" says the history of multi-orgasmic fashion-
    ejaculating improvised laws against collective action.

    Before retiring to privatised chambers,
    -bedecked in public schooling loins-
    they whip each other's throbbing groins
    and wank away interpreting again
    that dream in which an american friend,
    offered up a fresh cigar
    licked in a nymphet's honey-ed jar.

    "But how but what? Who'd smoke the thing?"
    The public leaders groan permissively again:
    As all that glistens newly christened,
    like the common sense, cum-stained officious
    blue dress of Billy's what-not will he come
    on her, or, across all right?
    pouring over the latest polls, in bondage gear and skool girl tights.

    "Oh billy I wanked upon your head."
    Oh tony come take me here in bed."
    Oh jean stop photographing us all,
    come here and let us touch your balls."
    "We'll get robin round to call his dress up friend."
    "Or george to bring the navy in."

    Or madam widdey can spank us all,
    bring not liberty for cannon fodder, but fucks for all,
    and sleazy squeeze our cheeks apart,
    to penetrate to the nation's hearts.

    Before yet another parlimentary session
    played in camera, at "question time" - god bless 'em,
    the queeries echo, polled again and again
    "How much do these masters/mistresses enjoy their blame?"

    (e.g) "How frustrating The table microphones have disappeared..."
    up trousered legs and full length skirts
    (some wear orgasmic smiles, others take pleasure in the fact it hurts)

    Sat astride a throbbing picket fence, giving head
    rewinding that video of themselves in bed,
    tut-tutting at the traffic jams/the sales of arms,
    jerking off to the smell of guns
    or worse,
    forcing "meaklies" to swallow whole the inherited earth.

    Politely telling the poor that they are fucked
    those who survive will be given lemons to suck,
    and strung in knots with torn out page threes scattered round,
    a dildo for every orifice - the politics of the gagged and bound.

    "Thank god that animals aren't allowed in here,"
    -the speaker says,
    while each side, in turn cat calls and brays-
    "or I'd have one myself upon my knee,
    a snake perhaps, that slithers secretly
    beneath my robes then I'd pass it round, y' see
    m'luds, to and fro
    to be licked to buggery before I go

    shooting off like members do,
    speaking for myself on the news,
    before the house,
    -camera chest high, breasted suit and busty spouse-
    while, out of shot and down below
    the loyal constituents are giving blow
    beneath cum sprays shooting over head,
    "Thanks, now I must off down the pub, "phew", and finally, off to bed."

    Ministers speak of worldy matters,
    like the time they had the queen mother,
    and a jolly good natter.
    And oh, the war?
    You'd better ask the yanks,
    "Oh say can you see" the vid of Bill and Hill's
    re-election pranks?
    Where she lubes cigars up willy's bum,
    and smokes them while he makes her cum.

    At present, between calls to Kremlin mates
    on the hot-line of kings they wank and wait,
    'Remember when boris was getting on a bit?
    He'd just tell the generals to get on with it:
    "Fuck Checenia, and fuck the rest,
    get vlad round here now, he wanks us best,
    and those cigars from billy boy,
    have they arrived? I want a chew,

    and bring that dildo stalin used
    up his hole and down his trews...
    oh, and tell the chinese premier zang
    I loved the tibetan monkey gang bang
    and the smuggled vid of those Euro-bulging muscles,
    exploding all over those tits in brussels..."

    The pubes in tony's perfect smile,
    the way chirac can spurt a mile.
    That secret way the tories toil
    with stringy sperm in baths of oil,

    The beefy cops planting it between the cheeks
    of those who think our fundamental rights a little weak
    -about equal say, to being fucked all night
    by terrorists in rubber suits
    sweating under amateur video lights.

    Members fondling quivering MP breasts
    attaching pegs to nipples, and all the rest,
    drugging their fucks into their beds,

    Encouraging paedophiles to disclose
    the uncommon places they've put their nose
    to spite their face, covered in spunk
    from writing down as they get drunk
    all the fantasies they remember
    that get passed around in private chambers
    between every elected or inherited member.

    Across the ocean in an oriental bed
    the prime minister has sunk his head
    into a giesha's open legs
    relaxing while they wait
    staying hard for the next G8,
    where world leaders can compare notes
    and masturbate

    remembering fondly back
    when power was an unknown crave,
    discussing the pro's and con's of desecrating graves
    how did they ever find the time to compose
    necrophilic treaties about pubescent sex
    and the "inevitable" spread of GMO's?

    A tax upon the petrol pumps
    a pox upon the roads
    a way with words when problems rise
    an ignorance of the world

    just survey the current trends
    and think of them as childhood friends
    who'd pull you off, then fuck your brains.
    Wrapped in blindfolds and arousing chat
    getting excited when someone translates "tit for tat".

    In the end, you could say its process led,
    the choice is: you get fucked or you get bled,
    and when you can't afford to have, let alone make your bed,
    don't forget, money's not the only thing that can fuck up your head.





    mac dunlop


    OLIVER HOCKENHULL

    __________________________________________

    The reader imagines

    "I don't exist in relation to the writing."

    A wondrous but cheap disappearing act appears here.
    __________________________________________



    Gilbertto Prado


    Neva em Madrid
    mulheres com
    suas gordas bucetas brancas
    e vestidos curtos negros
    se misturam à
    fumaça das frituras
    e dos puros

    Neva em Madrid



    PAOLO GUZZI

    TREDICI MAGGIO
    Dicono i francesi: pericolo alla porta delle Alpi?
    Pericolo?
    alla porta
    delle Alpi?
    Funesti alleati, destra dura?
    Plebiscitato, questo mussolini telematico, o l'altro
    Che lo segue o lo guida nei campi elisi della padania,
    non vuol perdere, non vuole, si vendicherà:
    nel nome dell'apparenza, è solo apparenza,
    vuole cambiare: ma quale cambiamento
    per un conservatore, se non tornare indietro?
     
    Nipoti della televisione, look imperante,
    con grandi bicchieri di cocacola e di popcorn,
    guardano l'esercito americano subire l'offesa di Pearl Harbor:
    il popolo poi si vendica, ah se si vendica,
    popolo di rivincite oltre il possibile, popolo ingenuo:
    applausi al fallimento intellettuale,
    applausi finalmente al...
    nella croda il covile, crapula indegna, idolatria per l'idra.
     
     
                                                                          Paolo Guzzi

    ALESSANDRO LUDOVICO

     

    Sequestro digitale.

    Sigilli di ceralacca,
    su sottili film
    magnetici e ottici.
    Commosti organici
    che reprimono
    codice binario
    gia' replicatosi altrove.
    Un mandato è fatto di
    carta e timbri,
    l'informazione è fatta di
    libertà.

    Alessandro Ludovico


     

    Helvídio Neto

    FILHOS DO ILUMINISMO


    O capitalismo e o socialismo são filhos do iluminismo
    E o neoliberalismo é a barbárie do mercado
    As massas tem de sair do ostracismo
    E fazer política totalmente apaixonados!

    Capitalismo é movido a máquina; e a máquina-econômica é à petróleo
    No socialismo a falta de respeito à desigualdade ontológica é notório
    Um mata pela oprimissão, desigualdade de condição
    O outro por ser fazedor de monstros controladores e falta de produção

    O desafio está em encontrar um modelo de sociedade
    Que supere capitalismo-arrivismo, socialismo e neoliberalismo
    Dois terços do planeta é pobre e miserável na realidade
    a camada de ozônio se transforma em âmago da infelicidade

    A arte de viver se torna bem difícil
    Quando se encontra em uma roda viva de espinhos
    Regida por imponentes e invisíveis ideais mesquinhos
    Desde seu fatídico e inoportuno início..

    O capitalismo e o socialismo são filhos do iluminismo
    E o neoliberalismo é a barbárie do mercado
    As massas tem de sair do ostracismo
    E fazer política totalmente apaixonados!

     
    Helvídio Neto
     
     
    OS EXTREMOS FILOSÓFICOS
     
    Nos extremos reside o desejo de morte disfarçado
    Nos extremos reside a má sorte do desgraçado
     
    Não queremos a publicização
    Que gera a Ditadura do Estado
    Não queremos a privatização
    Que institui a Ditadura do Mercado
     
    O Estado englobando o povo
    Aprisiona-o e decide seu destino
    O Estado abandonando o povo
    Joga aos leões ferozes nossos meninos
     
    Educação não é questão de poder (cuja esquerda e direita são dicotomia)
    É uma possível ponte para uma situação plena, serena.. Esse "governo dos  deuses"
    Aonde essa utopia nunca antes acontecida na história acontecerá com  harmonia
    Utopia que é o não-lugar, que é um lugar que poderia ser esse lugar. Que se  chama Democracia.
     
    Nos extremos reside o desejo de morte disfarçado
    Nos extremos reside a má sorte do desgraçado
     
    Não queremos a publicização
    Que gera a Ditadura do Estado
    Não queremos a privatização
    Que institui a Ditadura do Mercado
     
    Nos extremos reside o desejo de morte disfarçado
    Nos extremos reside a má sorte do desgraçado
     
    Helvídio Neto
     

    CHILDREN OF ILUMINISM 
     
     
    Capitalism and Socialism are children of the Iluminism 
    And neoliberalism is the barbarism of the market 
    Masses have to leave the ostracism 
    And do politics totally passionate! 
     
    Capitalism is moved the machine; and the machine-economical is to petroleum 
    In the socialism the lack of respect to the inequality is well-known 
    One kills by the oprimission, condition inequality 
    The other for being maker of controlling monsters and production lack 
     
    The challenge is in finding a society model 
    That overcomes capitalism-arrivism, socialism and neoliberalism 
    Two thirds of the planet are poor and miserable in the reality 
    the layer of ozone becomes heart of the unhappiness 
     
    The art of living turns very difficult 
    When is in an alive wheel of thorns 
    Governed by imposing and invisible mean ideals 
    Since his fatidical and inopportune beginning.. 
     
    capitalism and socialism are children of the iluminism 
    And the neoliberalism is the barbarism of the market 
    masses have to leave the ostracism 
    And do politics totally passionate! 
     
      
    THE PHILOSOPHICAL ENDS 
     
     
    In the ends the death desire lives disguised 
    In the ends the bad luck of the unfortunate lives 
     
    We don't want the publicização 
    That it generates the Dictatorship of the State 
    We don't want the privatization 
    That it institutes the Dictatorship of the Market 
     
    The State including the people 
    It arrests him and he/she decides his/her destiny 
    The State abandoning the people 
    It plays the ferocious lions our boys 
     
    Education is not subject of power (whose left and right are dichotomy) 
    It is a possible bridge for a full situation, it calms.. That "government of the  
       [gods" 
    The where that Utopia never before happened in the history will happen with  
      [harmony 
    Utopia that is the no-place, that is a place that could be that place. That if  
    [he/she calls Democracy. 
     
    In the ends the death desire lives disguised 
    In the ends the bad luck of the unfortunate lives 
     
    We don't want the publicização 
    That it generates the Dictatorship of the State 
    We don't want the privatization 
    That it institutes the Dictatorship of the Market 
     
    In the ends the death desire lives disguised 
    In the ends the bad luck of the unfortunate lives 
     

     
     
     

    Radical Winter change
    Life in a minor key,
    Winter sun´s pall.

    Hope that you can use this,
    all the best,
    ciao-allora,
    Paul Murphy


    RICHARD CARFAGNA

    Hi, here are a few small contributions,
    I don't know if they are what you're looking for,
    but thank you for considering them.
    Ric Carfagna


    Selections from  Notes On NonExistence :

    ----------------------------------------------------------------------------
    -------------------------

          the diplomats have been taken to the atrocity sites

     a background noise
    torches for the absent
    sufficient to stray
    from signs of life
    taken
    to speak of
    all are not
    all as one believes
    to be
    wholly holding
    an anchorite insularity
    at a tenuous distance
    between the absolutes
    dissolutions
    to encounter
    what is of white
    among the trees
    is not
    of purity
    laying to rest
    this vestige
    which seems
    to unite
    the differences
    we speak of much
    availing itself
    with the vaporous
    elucidating foregrounds
    we chose not to frequent
    nor to speak
    of
    again



    ----------------------------------------------------------------------------
    -------------------------


                                        a pale divestiture

        I
                the wash of integrity
    settles
    between a condescendent
    explication       :
    you need not infer a comment . . .
    to choose
    to reprimand
    to contend
    to understand
    to rehearse in random chaos
    an opposing collateral
      distillation of similar antecedents -      
              rework this       into a veracity
    misrepresented
    as fiction
    vexed
    with quandaried insolence
    a taut prismatic
    altitude refracted
    contemplative
    imputrescible  process
       is a latchkey   loosening
      the tries which blind
        years after immutable changelings
    sit in judgement
    to falsifying
    the complex elementals
          and the means which control
    the deceptive
       curvatures
    of unforeseen subornation -

             II

     a case to enumerate objectives
               predisposes one to errant convention
    not likely to rescind
    the culpability
    which wind raises       to justify
    a natural occurrence
    predominating
    (an) airy sclerosis
    of permanent vectorization
    the timbre of confines
    distinguishing imbrications
    of voluminous similarities
      barred from erasures
      the assurance
    in an ideal
          held with pithy relevance
    to a seeping
    arrogated integration
              harmonic plat of hegemonic middleground
                     scouring the cumulative
                     interpolations
                                         resisting infallibility
            which knows no ease
    to quiet the restive
    jaunts
        deploying
    a broadloom alienation
    as cowering cordons
    hold no prospectives
    pretentiously
    breaching the contestable
    verisimilitude

    III

        moving in isolatable magnitude
    as a schema which manifests
    pulsations
        distorting
    definitive constellation
    one order to revile
    and dim below the treeline
    burnt from pallid alignments
    jagged plains
    ascertain
    a ground zeroed
    against
         an equaling forensic
           anesthetizing effacements
               reattaching
          the self
              with deprecative appeasement
        slimmed to a blur
    altering
          the antithetical
             line of slighted conclusion
                - - - - -



    ----------------------------------------------------------------------------
    -------------------------


                         disrupture

    you have received less
            in perceiving the instant
        as phenomenological
    breakdowns
           break   down
    the future           &
    past
        as one moment      :
    seeing tassel-scraps of barren trees
              to remove    what
    portends
          a natural occurrence
    from the incidence of age    -
        and what of . . .
    clouds
    unfolding the eye
                to the unequivocal     distance
    even when our bodies
      appear
                enveloped . . .
    it is always an unreachable purview
    distinct from the immediate
    apprehension
    at each juncture
    revealing
    a ontological realism
        within each    (a) terminology
    assimilating
    the obliquity
            of (terminal) disjunction

    ----------------------------------------------------------------------------
    -------------------------



    fractus sonnetto

              sensations have vanished
                                     with vulnerability
           construed     as a constant    movement
                 against the static    moorings
                 of a wasted priority
                    numbed from random wolves
              devouring the self     apparitions
                      drossed from introspection
        having sired      a similitude
                                           disinclined to speak     as
    one
                   inveighing    the function gravity mirrors
                               here between   the iconic
    silhouettes
                         which   clouds    inflict
                               momentarily          stilled  with
    permanency

    ----------------------------------------------------------------------------
    -------------------------


       provision for doorways


    i think what is ambivalent
    to the collective ego
    awash with ambient backwashed thot
    a dialectic for incrementalizing
    words which infer recurrence
    pushing thru the atomized
    indistingushables
    lapsong from the immaterialized
    memory
    of erudite think tanks
    transforming simplicities
    to a lobotomized progeny
    of labyrinthine semantics


    i distance myself from establishing
    a  premeditated mindset
    in order to acclimate my sight
    to a finer distillation
    conceptualized as purity
    hovering above
    a voided cranial instability
    removing impositions     (ex catherda)
    to the malleability of subconscious
    subterfuge


    troping a logistical ideology
    reticent to expose
    a premasticated cognition
    to an indiscriminate correlation
    of faulty inertial immunity
    fashioning a refunction from form
    to expedite enervations
    at the point where digressions
    elucidate blatant deficiencies
    in a blacker seclusion
    without this solemnity of place
    piercing thots which accumulate as rubble
    evulsing meaning
    from a recrudescent resolution

    ________________________________________________________________________


    £$£$£$£$£$£$£$££$£$£$£$£$£

     Rock and Roll is the new political
     Manifesto where Left becomes Right
     And the subversive angry radical
     Buys into real estate and starts to write
     Tory propaganda for New Labour
     While Socialism-Chic struts the catwalk
     Yesterday's alternative comics bore
     Us with their ads for those they used to talk
     Of in such a way that we'd laugh and think.
     Now they run corporate training courses
     My heroes have joined Entertainment Inc.
     Singing the praises of market forces
     And I wonder if, should I get famous,
     Will I sell out or stay this dangerous?

        Arthur Chappell


    Bears Stealing Food
    (c) 1993by Steven H. Koenig


    I heard it on the news this morning:
    Bears stealing food
    that didn’t belong to them.
    I missed whose land this took place on
    but it must’ve been someone important.

    The federal government paid property taxes of
    one point seven million dollars on its spy headquarters,
    four years under construction,
    in an effort to disguise it as a private office complex.
    Now it wants the money back.
    I missed whose land this took place on, but
    County officials say, “Someone is smoking something
    if they think that’s going to happen.”

    After 130 years,
    Mississippi voted to ratify the Thirteenth amendment
    abolishing slavery.  March 17, 1995.
    I missed whose land this took place on.
    It must’ve been someone important.

    The nun said “They interrogated me
    and burned my back with cigarettes
    one hundred eleven times, and they raped me...
    they lowered me into an open pit...
    filled with human bodies.”
    I missed whose land this took place on,
    but it must’ve been someone important.

    The state representative, talking about a plan
    to bill prisoners for preventive health care, claims,
    “There’s such a thing as spontaneous remission.
    Someone dying of cancer could seek other care--
    I’m taking about prayer or hope medicine--
    and two years later, lo and behold,
    the cancer gets better.”
    I missed whose land this took place on,
    but it must’ve been someone important

    The Lesbian Avengers summoned a plague of locusts
    upon Exodus International, which uses intensive counseling
    to cure people of their homosexuality.
    “There are lesbians here with bugs!” they panicked,
    but 911 ignores prank calls.
    I missed which state this took place in,
    but it must’ve been somewhere important.

    Televisions are allowed, but not typewriters.
    The loss of television is too high a price to pay
    for any show of resistance.  Death row.
    Today, instead of two hours recreation,
    yard in after ten minutes.  “Don’t you boys know
    thunder’n lightning is dangerous?”
    I forget which people these are,
    but they must be someone important.


    SCARECROW
    (c) 1998 by Steven H. Koenig

    scarecrow
    wanted to make friends
    and didnt know where it was going
    scarecrow was an it
    because this is an angry poem
    and i must not let the scarecrow down
    if i give it humanity
    the story of the scarecrow will sear the papers
    the ink turn sulfurous and fiery
    and i must not let the scarecrow down
    and some will not let him down
    a propped up martyr, a hero, a joke
    a sacrificial victim
    to blame for letting the crows
    peck out his eyeballs
    i mean it’s eyeballs
    i mean: balls!
    he must not have humanity
    it will hurt too much
    must be: a straw figure
    subhuman
    sitting in dirt
    in mocking clothes
    only to be mocked
    a target, rather
    a set-up
    a toss-up
    a set-up
    a fuck-up
    and the reapers plant scarecrows
    the reapers harvest scarecrows
    in the dirt
    the richest soil
    which scarecrows may not touch
    but only guard
    their riches, their treasures
    a symbol of their humanity
    made in their (holy) form
    an icon
    a scarecrow to stand
    and fall
    because when the crows come
    scarecrow already has  a stick up its back
    and even if scarecrow takes that first step
    toward its own harvest
    it is set up to flop
    scarecrow
    is set up
    and like the fields
    someone decides it is time to slash and burn
    to tie to a fence
    to set on fire
    like a cross burning
    a twisted mis-symbol
    if none of this is making sense
    this is an angry poem
    and when a stick is up your back
    and folks fan the flame
    a knife is at your nape
    a jab is at your jaw
    and perhaps
    you’ll know the scarecrow
    and you’ll know that even protesting your condition
    or looking for love
    you’ll know the crows
    are ready to pluck your eyes out
    even as you are just learning to see
    its so easy to set up scarecrow
    make it think it matters
    tell it it can date
    it is a straw dog
    it is a bad joke
    it is an angry poem
    what’s another dead scarecrow
    lay it on the fence
    take out your baseball bats
    i know,
    you didnt think he was actually going to die
    i know,
    it wasnt premeditated
    just a bunch of friends talking
    a few days before
    set up some scarecrow
    im a scarecrow too
    kiss me
    though it cant scream
    though i cant scream
    it has no mouth
    a scream in a field of scarecrow
    surrounded by crow
    is not heard above
    the clatter of wings and pecks
    scarecrow
    makes no sound
    and this is an angry screaming poem
    with pyro acidic tint and vitriol
    it cannot compare to acid reflux
    to ulcers to qualms and quease
    its a fire that
    could make your eyeballs blind
    there are other options
    as long as there is life
    but scarecrow, lynched, dead
    and other scarecrows
    now more aware of the sticks in their backs
    this is  not  support
    this is a set-up
    to aim your balls at the sun
    and go blind
    when you stare too long
    at your humiliation
    a blind rage and fury
    this straw will set fires
    it will no longer be on the rack
    play both sides of the fence
    scarecrow wants to make friends
    and those attracted to the blaze
    warmed by the fire and passion
    those who dont mind the flaming
    will find warmth here
    the scarecrow is blind
    the scarecrow is dead
    the straw lives on
    scattered like seed planted on charred soil
    and possibilities sprout
    like violence and hope
    and candles and flame
    scarecrow is set up
    scarecrow evolves
    scarecrow will not be scared


    10.13.98

    q train/franklin shuttle
    for matthew sheppherd


    TRILOGIA “PERLA”
    por Steven Koenig
    (C)1997


    1. Llamame Perla

    Llamama Perla
    Olvida tus viejas metaforos religiosas,
    olvida tus antiguas leyes.  Yo soy Perla.
    Perla de júbilo.  Perla de sangre.  Perla de llanto.
    Sangre, júbilo y lágrimas.
    Llamame Quietzalcoatl o Fenix.
    Muchos emplumados, esplendorosos.
    Yo no soy vacilante.  Soy escorpion tambien,
    y amante de Cuauhtemoc, traidor de Cortez;
    pieles de serpientes, cráneos, cruces,
    chaquiras de vidrio verde, ropas tejidas de viruela,
    y mi pacto no es ninguno excepto este:
    de ti hacía mi.

    Tu llegaste en caballos. Ellos no conocian
    la leyenda del centauro
    monstruos cuando se miran.
    Jorobados sobre cvabezas de caballos,
    lanzas en mano, los monstruos de varias cabezas
    como Shiva, Vengador, Destructor.  Mis elegidos
    ellos tambien tienen imágenesde creaneos y serpientes.
    ¿ Pensaste que sólo los budistas mataror un indú?
    ¿ Pensaste que sólo era una escultura?
    ¿ Pensaste que en pie en el ecuello
    significa una cosa diferente en un museo,
    un cuarto oscuro, o una esquina desierta?

    Los dioses tienen lenguas, prueban, desean.
    Los dioses pierden armargura a través
    del filtro de la piedras
    el filtro de la arena
    el filtro dls deseo.
    Ves agua enrojecida hacia el cielo
    donde se sacia nuestra sed.
    La vida es el pasaje breve.
    La vida es el pasaje largo.

    Mensualmente sangrando en los hojas de maiz,
    desnudo, solo en un bosque,
    Ve de frente:
    incitame, incitame,
    antojo de antojo
    con crueldad sólo para complacerme.
    Yo acepto tu regalo.
    No hacerlo serîa descortes.
    Quizá comas un corazon estremecedor
    en una pieza de pan de maíz.

    ¿He preguntado por la sangre?
    Todos nosotros sacrificamos.
    Todos nosotros hacemos peregrinajes
    Incluso Perla debe visitar la mareas.
    El viaje es el arte original; viaja a mi.
    Sangra y sufre sumisión.
    Sacrifica tus hijos para mi.
    No he preguntado por ellos.  No los he pedido.
    Queiro entenderte, parta concocer tu bromas.
    Ser tu dios es lo que soy; es lo que hago.  Yo soy Perla.
    Cuando lloras, lloro contigo.
    ¿Que más puedo hacer?  Yo soy tu Perla.


    2. Perla Descendiendo 


    Llamame Perla.
    Perla de sangre, Perla de lágrimas.
    perla quen no tienen algo para vestir
    y hás sido invocado descendiendo.
    Rie si quieres
    pero soy Perla, tambien conocido como San Franscisco,
    iqual que la Virgen de Guadalupe.
    Hoy soy conocida como Quetzalcoatl
    y estoy para ser recibida como sacerdote
    vestida en la pieles de sus sacrificados como ellos giran

    brazos y piernas aleteando, cabezas en el mano derecha
    bailando como pesesionados de partes del mundo
    aun no puden imaginar.

    Pero he vista todo; yo soy Perla.
    Los sacerdotes estan poniendose las pieled de los sacrificados
    sobre sus propias desnudeces.
    Ellos lo hacen en mi nomre
    ofreciendome y estoy invocado.
    No uso testigos.
    este barbarismo cercano
    pero ellos han aprendido las palabras
    y soy invocado, no tengo eleccíon,
    Yo soy Perla. No tengo eleccíon.


    3. Perla en Tuxtla Gutierrez


    Llamame Perla.
    Perla de sangre, Perla de lágrimas.
    Lllamas a tu padre,
    sabe que los muertos no puder oír
    per bum-bum-tara 
    los marimbistas tocan una polka
    y ves tus padres bailando.
    Tu quiero bailar.
    Hay mujeres bailando juntas.
    Los hombred no le pueden hacer.
    Me llamas a mí, Perla.
    Quieres cortarle los lóbulos de las orejas
    dejer caer la sangre, hacia el cemento
    donde un niño pregunta, “¿Por que te sientas?”
    chupando un chupachups.  Cuesta mucho entenderlo
    y el niño a plasta una lata debajo de su pie y corre.

    Llama a Changó, al mono,
    e incluso un oído no puede satisfacer el silencio
    las parejas bailar alrededor del cúpulo
    y los marimbistas tocan.
    Changó, mono, Perla; no podemas ayudarte,
    solo podemos escuchar como tus lágrimas,
    jalan tu sangre ala tierra
    donde ayudará s que crezcan las cosas.
    No hay manera para que sepas esto
    ni que te pueda ayudar

    Soy Perla.  Perla de sangre, Perla de lágrimas.
    A veces es triste.
    Sientate, llora, apoyate en la pasamanos
    mientras que la gente baila alrededor de tí,
    mientras el aplauso saludo el grupo siguiente,
    mientras los niños juegan sobre los peldaños,
    se balancean sobre el cemento
    sin que nadie está preocupado sobre sus niños.
    Aqui hay una libertád, saben solamente temer
    cuando se crezcan que pan de maíz está llena de sangre
    Soy Perla.  no te puedo ayudar,
    Solo puedo absorber la sangre que se te cae.

    Quiero empezar como un escándalo, pero no
    hay ningún hombres aquí
    suficiente hombre para hacer esto.
    Sola hace falta un foxtrot.
    No hay ningún lobo aquí y solo puedo
    absorber la sangre que dejas.
    Tu amigo pregunta,
    “¿Por qué no te pidas una mujer bailar?”
    Así regresas al tecer piso de hotel sín teléfono
    Incluso con un chico agradable
    tu quisieras regresar y te diran “no” en el lobby.
    El no Tiene navaja,
    soló un condon para protejarse,
    y no es suficiente.
    Incluso un beso en cuello
    puede abrazar una navaja en la espalda.
    Aunque deseo no estes espartando,
    yo soy Perla.  Perla de sangre, Perla de lágrimas.
    Pude estar equivocado.
    Pudo haber más sangre y lágrimas y hay suficiente.
    Matan tu tipo aquí en Chiapas.

    New York y Chiapas, 1997


    THE PEARL TRILOGY
    by Steven Koenig
    (C)1997

    Call Me Pearl

    Call me Pearl.
    Forget your old
    religious metaphors.  Forget your old laws. I am Pearl.
    Pearl of joy.  Perla de sangre.
    Perla de lagrima.  Blood, joy and and tears,
    Call me Quetzelcóatl or Phoenix,
    many-feathered, splendiforous.  I am not hesitant.
    I’m Scorpio all the same
    and lover of Cuahtemoc, betrayer of Cortez;
    snakeskins, skulls, crosses
    green glass beads, clothes knit from smallpox,
    and my allegiances are none except this:
    of you to me.

    You arrived on horses.  They knew not the legend of the centaur
    but all know monsters when they see them,
    hunched backs over horses’ heads,
    spears in hand, the many-headed monster,
    like Shiva, avenger, destroyer.  My chosen ones
    also had images of skulls and snakes.  Did you think it was
    only a Buddhist killing a Hindu?  Did you think it was just a sculpture?
    Did you think a foot on the neck
    means a different thing in a museum, a backroom, or an
    avoided streetcorner?

    Gods have tongues, taste, desire
    Gods lose bitterness through the filter of rock
    the filter of sand
    the filter of desire.
    You see water join red to the sky
    where it quenches our thirst.
    The life is the brief passage.
    The life is the long passage
    Monthly bleeding on corn leaves, naked,
    alone in the forests.
    Go Ahead.
    Humor me, whim to whim,
    cruelty meant only to please me.
    I accept your gift
    To not do so would be impolite.
    You may eat a quivering heart
    on a piece of corn cake.

    Did I ever ask for blood?
    We all sacrifice
    We all make pilgrimmage

    [more]

    Even Pearl must visit the tides.
    Journey is the original art.
    Journey to me,
    bleed and suffer submission.
    Sacrifice your children to me.
    I have not asked for this
    I want to understand you,
    to know your jokes.
    To be your god is what I am; it is what I do.
    I am Pearl.
    Perla de sangre.  Perla de lagrima.
    When you cry I cry with you.
    What else can I do? 
    I am your
    Pearl.


    Pearl Comes Down

    Call me Pearl
    Perla de sangre, perla de lagrimas
    Perla who doesn’t have a thing to wear
    and I’ve been summoned down
    Laugh if you want
    But I am Pearl, also known as St. Francis,
    even the Virgen de Guadalupe.
    Today I am known as Quetzalcoátl;
    and am to be received by the priests
    dressed in the skins of their sacrificed, as they whirl
    arms and legs flailing, heads held out in right hand,
    dancing like dervishes from parts of the the world
    they can’t even imagine.
    But I’ve seen it all; I am Pearl.
    The priests are wearing the skins of the sacrificed
    over their own bareness.  They are doing it in my name,
    in offering to me and I am summoned.
    I don’t usually witness
    this barbarism up close,
    but they have learned the words
    and I am summoned, I have no choice.
    I am Pearl. I have no choice.

    Pearl in Tuxtla

    Call me Pearl
    Pearl of blood, Pearl of tears.
    You call to your father
    You know the dead can’t hear
    but boom-boom-tarrah
    the marimbas play a polka
    and you see your mother and father dancing
    You want to dance
    There are women dancing together;
    The men cannot do this.
    You call to me, Pearl.
    You want to cut your earlobes
    drip blood, an offering to the concrete
    where a little boy asks, “Why are you sitting down?”
    sucking a lolly.  It takes three times to understand him
    and the boy crushes a can with his foot and runs away..
    You call to Changó, a mono,
    even one ear cupped can’t satisfy the silence
    as couples dance around the cupola
    as the marimbistas play.
    Changó, mono, Perla;
    We cannot help
    you.  We can only listen to your tears,
    pull your blood into the earth
    where it will help things grow.
    There is no way for you to know this.
    or that I can’t help you.
    I am Pearl  Perla de sangre.  Perla de lagrimas.
    It is sad sometimes.
    Sit, cry, hold the pole as people
    dance around you, as applause
    greets the next group, as the children
    play on the steps of the bandstand, swinging on concrete
    with no one worried every second
    about their children. There is a freedom here, they know.
    It is only when they grow up the corncakes fill with blood.
    I am Pearl.  I cannot help you.
    I can only absorb the blood you let.
    You want to start a scandal, but there is no man here,
    man enough to do this. All it takes is a fox trot.
    There are no foxes here, and I can only absorb the blood you let,
    ulcerous and sulfurous.
    Your friend asks, "Why don't you ask a woman to dance?”
    so you return to your third floor hotel without a telephone.
    Even with a nice boy
    you would come back and would be told no.in the lobby.
    He has no knife,
    only a condom to protect him.
    and it is not enough.
    Even a kiss in the throat can embrace a knife in the back
    and although I wish you were not scared, I am Pearl,
    Perla de sangre, Perla de lagrimas.  I could be wrong.
    There could be more blood and tears and there are enough.
    They kill your kind here in Chiapas.

    Dedicated to Lázaro Salvatierra, 1997


    BRUNO BASSI

    SILENZIO

    Silenzio visiva raffigurazione
    Silenzio saetta di ciglia
    Silenzio oziosa cicogna
    Silenzio buio cigno

    Silenzio privata circoncisione

    Silenzio mistico salmodiare
    Silenzio torbido ruscello
    Silenzio aquila sinistra
    Silenzio orfica nenia

    Silenzio privata circoncisione

    Silenzio miele del Sid

    Il ricordo

    Il ricordo
    rimane immobile come un bozzo

    Azione parallela


    NATHAN GORALNIK

                                                                                    [Kritiqual

                                                                                           S(elf)-Awareness       ~Nate

     There's just                                                          On    A Friday                           

                                    interpretation                                   Night]
    No [fixed!!],

    stable (real?)ity. /
    I l(ack!) intrin[sic.] essssssence       

    I'm f(lux) and relationality. /
    Structural interpellation, /
                    And        capitalist (alie(n)ation),       /
    Modern subject                    formation                           /              
    I'm lost  
    in                                                                             I don’t believe in innocent whiteness

    positionality. /                                                                         It perpetu(ate)s   racism./
                                                                                                                                    Anxiety—not  (auto)nomy –

    I de-structure hu{man}ism /

    Onto(logical??) relativity, /
    Reject all normativity,                / And perform your? subjectivity,
                        /  But esc(ape) from nihilism.

     

    I reject the modeRN narrative

    I es(chew) all teleology.      /
    I st[ick] to micro-politics     No Marxist es(chat)ology.
                    /               historicize             all structures,
    Try to cr(eat!)e a rupture, /
    At ~this~               h(y)storical juncture, /
                    I distrust your  

    mEthOdoLoLOGy. /

                                                                      I'm (dec{ent)er}ed and I'm disciplined  -  An (obj.)ect of control.

                                                                                                                                    /
                                                                            I'm all extrinsic f{eat}ures          just p(ART)s without a w[hole]. /
                                                                                                    I'm simulacra and simulation,
                                                                    /               An effect oF        subjectivation, /
                                                                                                    Some      insidious                                power relation, /
                                                                                                    And I doubt          I have a soul. /


    I was raised on Leon Trotsky            I used to b{e a R}ed./
    There is no (rat!)ionality

    /it's all inside your head.
    /      Don't t{rust} immutability!!!! /

    Metaphysics        

    [or           stability], /
    /Or Judeo-Christian HUMility, /
                                    Re(me)mber,

    God is dead.


    ADRIAN ARIAS

    DIBUJO

    Una casa
    un árbol
    dos cerros y un puente
    ¿a dónde va aquel señor tan apurado?
    creo que se ha equivocado de paisaje
    así que mejor lo borramos
    y ponemos una vaca.


    --------
    Adrian Arias


    Azione parallela - Bunker
    Participation- Agricola de Cologne

    Title of poem:
    Freedom of Colours

    certified mud laughing
    bombshell painful vibrator
    greenish fat annoyance
    dropping film foundation
    louring yorkshire pudding bluff
    male female blocking
    heather went black
    pop margins fail
    molly's dream
    perpetuum mobile suck
    legitimacy  drags lilac
    pitbull roll along

    i did not know that
    yellow can be such a nasty colour

    pink cascades ruin
    marine ejaculations groan
    pavement graffiti kick
    malicious virus cabinet
    peter slurp soup
    rosebud performing easels
    execute my brown mind
    get gander gambling gibbet
    judith has red eyes
    people's voice is lime green
    miraculous moss mouse morals

    my grand father said
    red is bad

    tangerine toilets tone toffee
    david's danish decoy decentralization defect
    gynological prize winning white barrel gun
    prime ministers have weak knees
    blossoms never bleach
    michael's intelligence bleeds out
    anti-revolutionay fiddlers immigration
    mahagony maiden maharadja

    why can't blue
    behave like you?

    copyright ® 2001 by Agricola de Cologne


    doctor hugo

    Art = factor x

    The horizon = factor x
    The horizon is what everything encloses
    The horizon divides earth / sea and sky
    The world is unthinkable without the horizon
    The horizon is a boundary where man cannot come
    The horizon exists between the visible and the invisible
    The horizon is not inside nor outside the world
    The horizon of art = factor x

    Because in reality there is no horizon
    Because we cannot get near the horizon
    Because we try to push the horizon further away
    Because all and everything appears within the horizon
    Because everybody has his own horizon
    Because behind every horizon there is another one
    Because art = factor x


    Da NOVECENTO by elda torres

     

    tempo del vivere

    vita del tempo

    noi qui a stupirci

    novecento amata terra del tempo

    punto dei punti

    della millenaria storia del nostro vivere

    qui umani umanoidi

    servi e padroni

    miseri grandi crudeli e afflitti

    qui irati o depressi o affamati

    dai pensieri sospesi

    in un caos di ragione

    di motivi mediocri

    mentre siamo trottole in bilico

    sull'orlo del solito abisso

    facendo tutti finta di niente

    stupiti dalla radicata presunzione

    d'essere il centro

    povera natura che abbiamo reso pazza

    così guardiamo il fondo

    che è nero

    dell'anima

    della storia

    acciaccati da

    pianti e desideri

    malizie e candori

    tra globale e parziale

    tra soavi tormenti abituali

     

    io e te

    parabola dell'esistenza

    penduli sbilenchi

    gualciti

    in cerca di una possibile intesa

    tra effimeri equilibri fugaci

    strabici

    un occhio all'indietro

    un altro in avanti

    tra vero e sogno

    la parola sbagliata

    tra intricati intrecci

    tra apparenza dell'esistere

    e vera morte

    nell'attesa feroce

    di vita vera

    © by elda torres 1993

    da NOVECENTO 1993-94


    Da NOTTE by elda torres

     

    che fare di noi stessi

    quando il cielo ingrigia

    l'anima ingrinsisce e il cuore esangue?

    dissolvimento ultimo desiderio rimasto

    e accorgersi il mattino dopo

    che ogni cosa è rimasta eguale

    che la banalità ci possiede come sempre

    che il formicolio della folla e della mente

    è quello di ogni altro giorno

    che il progresso è solo apparenze

    che il duemila è ottica dell'occidente

    che abbiamo troppo domandato per sapere così poco

    che il tutto è solo giochi di specchi

    allora che fare di noi stessi?

    Lontano urla vagano nel buio

    Una qualsiasi donna piange il suo qualsiasi uomo

    Qualcuno sta uccidendo qualcun altro

    Il ronzio degli aerei come mosche sospette

    Mostri vaganti sopra letti addormentati

    L'alba è lontana e bisogna pure arrivarci

    Cani latrano come lupi lugubri e vigliacchi

    Tornerà ben presto il giorno

    e la luce cristallina sopra la pietra bianca

    a ristorarci gli occhi

    © by elda torres 1986 da NOTTE 1989


     LIBERO

    "Sul mondo hanno elevato un'enorme recinzione di filo spinato. Voi, ciascuno di voi, deve decidere sa stare al di qua o al di là del filo spinato"(Raul Karelia)

                                                                      

    Abbattere la Grande Barriera Digitale (the Great Digitale Divide) significa in Internet affermare la libertà di essere liberi.

                                                                                

        La grafica dell'Antiarte 2000 è ispirata ai suoi principi.

            La CyberSpirale Frantumata Infinita del Primo Manifesto rappresenta la dissoluzione perpetua   della Forma Bunker e la riaffermazione perenne dello Spirito Artistico, il vero motore della Storia del Mondo.

         Per lo sfondo web abbiamo adottato il modello Construction Zone, ispirati dall'aforisma di Raul Karelia  sulla recinzione del mondo e sulla necessità per ciascuno di noi di scegliere se essere tra i veramente liberi o tra gli schiavi accecati dal progresso delle pseudodemocrazie.


    FRANCO ROMANò

    Cari amici,

    aderisco volentieri all'evento virtuale connesso a bunker poetico, inviandovi una poesia pubblicata nell'antologia ' Poesia contro guerra' a cura di Antonella Doria, ed. Punto Rosso, nata in occasione della guerra in Kossovo. La ritengo adatta a un'occasione come questa che ci invita a ragionare sul potere, di cui la guerra è la manifestazione più feroce ed estrema.

    Spero comunque che il dibattito su poesia e potere possa continuare in futuro anche in altre forme e oltre le definizioni più ovvie ed implicite della parola potere che non va collegata solo all'establishment politico-economico, ma anche a quello culturale e letterario.

     

    TEMPI DI GUERRA.

    Passeranno alla storia i generali

    ma che almeno non abbiano cantori.

    Che si parli allora degli invisibili

    dei popoli migranti i loro piedi;

    si frughi negli annali e sia dato

    un nome a chi accese il primo fuoco

    e fama ai due che nel far l’amore

    per primi si guardarono negli occhi.

     

    Franco Romanò.


    Agricola de Cologne,
    media artist from Germany.

    Freedom of Colours

    certified mud laughing
    bombshell painful vibrator
    greenish fat annoyance
    dropping film foundation
    louring yorkshire pudding bluff
    male female blocking
    heather went black
    pop margins fail
    molly's dream
    perpetuum mobile suck
    legitimacy  drags lilac
    pitbull roll along

    i did not know that
    yellow can be such a nasty colour

    pink cascades ruin
    marine ejaculations groan
    pavement graffiti kick
    malicious virum cabinet
    peter slurp soup
    rosebud performing easels
    execute my brown mind
    get gander gambling gibbet
    judith has red eyes
    people's voice is lime green
    miraculous moss mouse morals

    my grand father said
    red is bad

    tangerine toilets tone toffee
    david's danish decoy decentralization defect
    gynological prize winning white barrel gun
    prime ministers have weak knees
    blossoms never bleach
    michael's intelligence bleeds out
    anti-revolutionay fiddlers immigration
    mahagony maiden maharadja

    why can't blue
    behave like you?

    copyright ® 2001 by Agricola de Cologne


    JESSE GLASS

    Contribute

     

    I have been true of voice

    I am your phantom limb

     

    movement & itching

    scar in hypothalamus

     

    directionless pain as I spin

    metaphysical wheels of trophy-like

     

    Weeping

     

    rotor cup stuck on a brass hook

    1957 dimestore radiometers prompt cheap

     

    American artform prosthetic deism

    where the whole body surface

     

    is archived; arm pressed

    between matching salutes, a few diddling

     

    lines drying on the public tongue

    end over end

     

    in memoriam, a slo-mo stage

    in Disney hit single, though jungles

     

    warmer than bridal bouquets

    clenched its embrace of blue (blue)

     

    bottles.

     

    Arrived "all systems Saigon"

    on half an excess wafer,

     

    scratching in popular bedsteads

     

    tripping the hurdles. Claw

    the king’s right eye out "all over this land"

    decide to fuck off baseball cherry

     

    fell on my side rubbing leg hooks

    over chitin parabolas. dressed

     

    in Zaum Zoro all night

    surgeons deftly fashioned

     

    zany glo-bars

     

    videohouse porkfests

     

    a sort of christian pincers, separating long fore-

    arm bones & repeatedly grafting hell to heaven:

     

    We approve my

     

    route 66 to recovery, awkward

    at first bludgeoning but can now manipulate

     

    significant

     

    rituals of Our Culture

    to indifferent applause:

     

    salted

     

    national prostheses,

     

    veiled with one finger

     

    (touched with one finger)

     

    that finger shot away.


    JESSE GLASS

    Go Ha Ha Ha



    Infinity the



    size of a hen's egg

    on little amber wheels



    iron axles



    regularly causes

    gelastic seizures

    completely beyond my control         that



    "Laugh Is A Moral Laugh"

    remains an enigma



    to systematic justice. Me laugh?

    Why, it's almost Painless



    (likewise: you can

    make me scream)



    "You Don't Choose To Laugh"



    constant laughter



    laughing Center close to god

    center close to verbal acuity

    seat of Body/Mind



    push the red button



    seizure of Count Leo Tolstoi

    ha. ha. ha.

    into wife's open mouth

    at train station



    trepanning could stop it




    eskimo's 11 types laughter

    for each kind of snow



    lasers melt snow



    kicking bird, that name

    i wonder if he ever laughed



    face up in the river



    carbines could cure it



    stroke or tumor's

    big cube of salt

    knots up the thinkwaves



    scissors remove it

    .

    go ha ha ha

    when they tell you to

    go ha ha ha


    The Hunt



    to corner

    the waiting, listening thing



    hunched beneath yr. ribs

    sucking fists, touching head,



    to pound my living stake at its heart

    again & again



    while you on hands and knees

    practice Lilith's posture: face



    lost in pillow, long breasts

    dripping sweat. yr. husband's creature



    rides to the dark side of yr. bones

    a gash for a mouth, eye bud

    full of cigar smoke



    & you cry yr. warning to it

    telling it to hide



    as deep as Soul or Love or Eternity

    in the brain



    while I rock

    the soft foundations

    (grail engorged



    w/blood) & stretch

    to grab yr. ear w/ my teeth,



    suck yr. gritty hair

    into my lungs as the corbels collapse



    & we fall

    in a cloud of musk

    locked together like stone idols

    while the monkeys howl. my love



    my secret intent to snare it

    snag it, drag it forth, force it into sunlight



    where it will lie working its jaws

    shaping its father's name as you

    keen for its life in these rank sheets,



    my lips against yr. neck

    urging the low song forth,

    my hand across your mouth

    to stop it.


    JESSE GLASS


    DIE KUNST
                   DER KÖRPER


                   Endet der Körper an/mit der Haut, den Häuten ?
                   Wer beleibt, belebt, beseelt
                   all die Wucherungen und Ausstülpungen der Phantasie und
    Vorstellungskraft,
                   die Prothesen, Blutkonserven und Ersatzorgane,
                   die elektrischen Penise und die aufblasbaren Vaginas und
    Herzschrittmacher,
                   die endlosen Zahlenreihen in der Software der Computer ?
                   Lebt Marilyn Monroe weiter im Film, im Bild,
                   auf Celluloid, auf Papier, im Internet,
                   als zart geschwungene Linie ?
                   Kunst kommt von künstlich.
                   Künstler
                   sind
                   die Biologen,
                   die Bodybuilder,
                   die Programmierer,
                   die Transvestiten,
                   die Kopisten,
                   Dolly, das Schaf,
                   die Werbetexter, -grafiker und -psychologen,
                   die Schizoiden
                   und die, die immer noch die Stirn haben so zu tun als
    wären sie ganz normal,
                   die besonders.
                   Künstler,
                   mit einem Anliegen und einer Botschaft,
                   mit Begabung und Passion,
                   mit Handschrift und Stil,
                   mit Persönlichkeit und Individualität,
                   solch ein Künstler,
                   der es ernst meint oder lächerlich oder gut,
                   der malt und dichtet und inszeniert und arrangiert,
                   solch ein Künstler
                   ist jeder Mensch.
                   Schon seit Beuys.

     Susanne Gerber / Kunst und Kommunikation / kuukuk



    Wound
    -----
    I shut down the world by stapling my mind

    (c) T Wilcox 2001


     
    Vice Versa: Paris Annie
    -----------------------
     
    We have to become more like the wind,
    sand,
    the rain,
    and the
    sea 

    We must open up our hearts and minds...
    fling our bodies outward,
    into society

    ...begin to think about our lives,
    and liberation

    Instead of desiring to cling to
    sheets of misery and shame,
    that swells our heads and our hearts
    with regret and suffering.

    (c) Theresa Wilcox 2001




    Vice Versa: Paris Annie
    -----------------------

    We have to become more like the wind,
    sand,
    the rain,
    and the
    sea 

    We must open up our hearts and minds...
    fling our bodies outward,
    into society

    ...begin to think about our lives,
    and liberation

    Instead of desiring to cling to
    sheets of misery and shame,
    that swells our heads and our hearts
    with regret and suffering.

    (c) Theresa Wilcox 2001


    Pierre Thoma: bunker-flower (may 01)

    b u n k e r
    b v n k e r
    b w n k e r
    b y n k e r
    b y o k e r
    b z o k e r
    b a o k e r
    b a o l e r
    b b o l e r
    b b o m e r
    b c o m e r
    b d o m e r
    b e o m e r
    b f o m e r
    c f o m e r
    d f o m e r
    d g o m e r
    e g o m e r
    e g o n e r
    e h o n e r
    e i o n e r
    e j o n e r
    e k o n e r
    e l o n e r
    e l o o e r
    e l o p e r
    e l o r e r
    e l o s e r
    e l o t e r
    f l o t e r
    f l o u e r
    f l o v e r
    f l o w e r

    -------------------------------------------------- 
    2) formatted shape
    --------------------------------------------------
     

    Pierre Thoma: bunker-flower (may 01)
    b u n k e r
    b v n k e r
    b w n k e r
    b y n k e r
    b y o k e r
    b z o k e r
    b a o k e r
    b a o l e r
    b b o l e r
    b b o m e r
    b c o m e r
    b d o m e r
    b e o m e r
    b f o m e r
    c f o m e r
    d f o m e r
    d g o m e r
    e g o m e r
    e g o n e r
    e h o n e r
    e i o n e r
    e j o n e r
    e k o n e r
    e l o n e r
    e l o o e r
    e l o p e r
    e l o r e r
    e l o s e r
    e l o t e r
    f l o t e r
    f l o u e r
    f l o v e r
    f l o w e r
     
     

     


    para la "AZIONE PARALLELA - BUNKER"

    ----------------------
    MENSAJE EN LAS UÑAS

    La naturaleza está poblada por criaturas que
    o necesitan matar para sobrevivir o escapan
    de alguien que los quiere matar.

    La belleza de la naturaleza nos vuelve ciegos
    y su crueldad pasa inadvertida.

    Cada grano de arena tiene un mensaje
    dos granos de arena nunca
    tienen los mismos minerales y
    es probable que en tus uñas
    guardes pequeños animales unicelulares
    o fósiles vegetales o quizá
    el origen de las especies,
    sólo espero que no guardes al que
    por fin nos destruirá.

    ------------------------------

    MESSAGE UNDER YOUR NAILS

    Nature is inhabited by creatures
    that need to kill to survive or escape
    from someone who wants to kill them.

    The beauty of nature makes us blind
    and its cruelty goes unseen.

    Every grain of sand has a message
    two grains of sand never
    have the same minerals and
    it's possible that under your nails
    you would keep small unicellular animals
    or plant fossils or perhaps
    the origin of the species,
    I only hope you would not keep the one
    that at last will destroy us.

    -----------------

    Adrian Arias


    Ecco come, secondo me la poesia può sintetizzare l'exploit tecnologico che a volte corrode la fantasia e l'emotività.
     

    MILLENNIUM BANG<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

     

     

    Link

    Techno-trance

    Minimal art

    Highway 61, the day after

    attraverso Basquiat

    suburbana aerosol-art

    Keith Haring-Style

    Surf -board

    rutilante acido anfetaminico

    cocktail mixato duro

    Airbag emotivo

    Travel su idromax ergonomico

    Aria di beach

    Yoga-trainer

    Gusto cool

    Design stilizzato

    Millennium-budget

    Vivere hard

    Campionare sound

    Compilare top-charts

    Curare il look

    Pensare post-punk

    Crescere on-line

    Maturare street-life

    Meditare lounge

    navigando new age

    Protominimale music

    ultraclub

    Rave/Rave/Rave

    Acidissimo rave omnidirezionale

    Sequencer

    Old fashion

    Sound- system

    New Trend

    Scatola cranica, ci sei?

    Cogito ergo sum

    Emotional time, eccomi.

    Bip-heart

    Inserire floppy disk

    Trasferire dati

    Download mnemonico.

    Spengo tutto.

    Buio.

    You’re in my mind.

     

    - Patricia Wolf -

     


    Cara Karenina
    rispondo con piacere all'invito, affascinato da tema, modi e luoghi dell'happening virtuale
    Invio quindi una poesia non poco ispirata al Ballard della Atrocity Exhibition (ma anche ad altro come vedrà). Sull'onda dell'entusiasmo ne mando anzi due, perché possiate eventualmente scegliere. Spero gradiate: intanto ringrazio.
    Vincenzo Bagnoli

    71-74, Randolph Carter (angoli)
    fade away and radiate per F.M. e M.B.

    Ho fatto un quadro un calcolo esatto
    della vergogna dei suoi movimenti
    ai quattro angoli del carrefour
    in su e in giù per la spina dorsale
    (angoli di strada cani rabbiosi
    a guardia dei cadaveri dei loro
    padroni le vie stese nell’ombra)
    gli angoli del muro e del soffitto
    hanno il segreto delle congiunzioni
    coniuctio carum trigoni e sestili
    di spazi esterni ostili Altri piani
    di superfici e inclinazioni diedri
    angoli di scale sbagliate e incontri
    di pelle e cheratine e di papille
    la trigonometria di situazioni
    la piega dell’ileo-psoas e del fianco
    la bianca geometria degli snodi                  
    prepara l’algoritmo scintillante
    delle traiettorie riflesse nel nero
    del quadratino di pixel sul video
    rischiara in fondo agli angoli d’insonnie
    sistemi di pulviscolo scoperti
    nel prato oscuro di antracite traccia
    le diagonali angolate dei sensi
    muove i cauti leopardi della veglia
    in corse scoscese lungo i rilievi
    di ripide forze e causalità
    disegna sismogrammi a sesto acuto
    creste e declivi di dune del tempo
    nell’aria attraversata dal silenzio
    angoli d’ombra frequenti o ricordati
    malinconia a cui va la preghiera
    dei bulbi oculari rovesciati
    prospettive oblique e connessioni
    morte tagli di luce e di buio
    sono gli istinti paralleli esatti
    isotropismo di alterni interni
    gomiti anche detrusori gola              
    l’angolo in cui romba il nuovo giorno

    80, Agricola
    (dove al poeta si chiede di fare silenzio la buona volta che è tardi e già chiuso)
    per R.R.


    La periferia ci impasta nei giri
    ci attrista  nei valzer  ai bordi  di un clima
    uguale  e ingiusto  nel tempo e  nel ritmo
    Con mille cerimonie poi s’inceppa il
    disco comincia e continua a saltare
    Su quelle frasi gentili cadenza
    le dolci Ovvietà rassicuranti
    dei docili animali ancora un giro
    poi la riverenza E non finisce
    Ricordi della crisi a fior di pelle
    supplizio delle colpe fatte in serie
    tutti I viaggi I giri non fatti
    e detti per niente restano sempre
    nel panorama deserto dei tetti
    di Una nazione schiava del cielo
    nei suoi frammenti più fuligginosi
    arresa al sorriso di avidi numi
    dei dell’incetta e dell’eucarestia
    insegne E vetrine iridescenti 
    come le anse grasse degli Oli
    sulla pozzanghera stagnante della
    notte troppa notte E troppo densa
    Così la città è solo un franare
    in pezzi oltre il rogo e i tribunali
    anatomie lungo i viali ad aprire
    lo stile di un desiderio inespresso
    onde profonde campiture lembi
    discorso di polverose catastrofi
    però sotto la soglia di attenzione
    gli organismi ceduti all’assenza
    debole riso di vasi e coglioni
    di morchia e
    vene azzurre senza sbocco


    MARCO NEREO ROTELLI

    Nel 1995 ho presentato il mio primo progetto poetico.

    Invitai poeti ad inviarmi versi contro la guerra che vennero stampati su manifesti ed affissi nei paesi balcanici.

    Ho sempre pensato che la poesia è un linguaggio intraducibile e che proprio nella sua intraducibilità abita la sua forza.

    Così mi rivolgo ai poeti pensandoli altrove, mentre l’innesto del loro "altro" nel mio linguaggio riesce a provocare un’energia spaesante.

    Come sempre la mia idea è quella di spingere la poesia nelle forme del mondo ed è per questo che ho deciso di utilizzare differenti supporti (porte, finestre, sedie, sacchi, etc.) per trascrivere i versi donati da più di 700 poeti da tutto il mondo sul tema de La Libertà di pensiero.

    Tutti gli oggetti utilizzati, raccolti in luoghi abbandonati, vecchie cascine, sono divenuti "materiale poetico", sogno, memoria, in un mondo sempre più immateriale e privo di sogni.

    Bunker poetico rappresenta una forma di resistenza dell’uomo e del suo essere qui, una presa di coscienza dei limiti dell’essere ed un tentativo di superare i vincoli fisici attraverso la lingua universale della poesia.

    Marco Nereo Rotelli

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  • FERNANDA PIVANO

    L’installazione "Bunker poetico" rappresenta un sogno di Marco Nereo Rotelli: comunicare una poesia che diventi opera. Cioè che non sia soffocata in un libro ma sia messa in esposizione in modo da rappresentare la vita: poesie scritte sugli specchi, sulle porte, sulle finestre, sempre su supporti che trasmettono una figura di passaggio.

    In questo caso la poesia è messa su un muro invalicabile, "l’Orsogril", che divide la zona dell’arte dalla zona militare all’Arsenale di Venezia.

    La poesia è qui pensata come una forma di riflessione sul limite. Quali sono i limiti di ogni luogo e soprattutto di ogni uomo ? Quale linguaggio possiamo attivare per creare un’ulteriore dimensione ? E’ chiaro che eliminare i limiti è un’utopia, ma è necessario battersi per questo fine col linguaggio dell’arte.

    Ci si può chiedere perché Marco abbia scelto il linguaggio della poesia invece di quello più vicino al sistema tradizionale; forse l’ha scelto perché pensa che la poesia non sia solo universale ma sia un’energia presente in tutti; come moto di libertà e dunque di speranza e dunque di fiducia nell’uomo.

    Questo discorso basato su un sogno, su un moto di libertà e dunque di speranza e dunque di fiducia nell’uomo è di quelli che si fanno tra amici giovani, quelli che ci difenderanno nel futuro, perché solo in un sogno come quello che Marco sta realizzando troveremo le emozioni che ci aiuteranno a vivere.

    Nel punto centrale dell’Orsogril c’è un bunker dove Marco vuole trascrivere le sentenze contro il film di Pier Paolo Pasolini. Assieme ad esse vorrebbe trascrivere una poesia che Pasolini presentò agli atti per dimostrare il senso di legittimità dell’episodio de La Ricotta, nel film Rogopag, per cui Pasolini venne accusato di vilipendio alla religione. La poesia, a torto o a ragione, e per Marco a ragione, in questo caso è stata usata in difesa delle ragioni dell’uomo, a supporto della libertà di pensiero e di espressione.

    Nanda Pivano

    Marco Rotelli

    Per Marco

    Fernanda, Milano 12 maggio 2001

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