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sabato 3 luglio 2004 - 17:22 Scrivi alla redazione | Contatti | Pubblicità
 
Sei in: Home | Speciali | Sardegna | In tre anni oltre 220 attentati
Sardegna, in un anno
oltre 220 attentati
 

Una ricerca di Kataweb. Presi di mira sindaci e amministratori locali, forze di polizia e politici. Bombe e auto bruciate

di PASQUALE PORCU



SASSARI -- Sono stati almeno 223 gli attentati compiuti in Sardegna tra il 1 gennaio e il 15 marzo 2004. Il conteggio è stato effettuato sulla base delle notizie pubblicate nel canale regionale di Kataweb e integrato da altre informazioni giornalistiche. La ricerca è stata fatta sulla base degli attentati o delle minacce nei confronti di amministrazioni pubbliche, funzionari e dipendenti di esse, politici e sindacalisti.

Nell'elenco sono stati compresi anche attentati contro strutture private di interesse pubblico (dalle banche ai distributori di benzina). Dalla ricerca sono stati esclusi quegli atti (numerosissimi in Sardegna) diretti contro privati cittadini e alle loro proprietà. Atti riconducibili a questioni di tipo personale o inquadrabili tra quelle di cosiddetta "criminalità comune".

La ricerca non ha, ovviamente, la pretesa di riportare in maniera esatta tutti gli attentati compiuti nella nostra isola negli ultimi tre anni. Dall'elenco, a esempio, mancano gli attentati compiuti a Villaputzu (uno contro l'ufficio tecnico comunale; un proiettile spedito all'indirizzo del sindaco; un atto contro un escavatore di proprietà comunale; un ordigno piazzato in municipio e una lettera minatoria contro gli amministratori comunali).

La stragrande maggioranza degli atti intimidatori o degli attentati non sono stati rivendicati anche perché all'origine degli attentati, spesso, ci sono cause non precisamente decifrabili. E quindi sono stati classificati sotto un'unica voce quelli rivendicati esplicitamente da gruppi politici radicali; quelli contro amministrazioni comunali o loro dipendenti dettati da interessi economici (una mancata concessione edilizia ad esempio, o l'eliminazione dall'elenco degli aventi diritto a un alloggio di proprietà comunale); atti contro amministrazioni provinciali o regionali; atti contro sindacalisti per motivazioni 'nazionali' o 'locali'; atti contro funzionari o operai degli enti di riforestazione.

Per quanto riguarda gli obbiettivi, la classificazione comprende sotto una sola voce gli atti contro edifici, strutture, dipendenti o eletti nei comuni, province e regioni. Un'altra voce comprende attentati contro le forze dell'ordine, una contro funzionari o dipendenti della Forestale. La voce 'stampa' comprende atti contro le redazioni o i giornalisti sardi.

Strumenti: sotto la voce 'minacce' sono comprese tutte le lettere, le scritte sui muri o messaggi minatori non compresi negli altri raggruppamenti. Mentre si fa una distinzione tra incendi generici e incendi di auto, la voce 'ordigni esplosivi' comprende quelli effettivamente esplosi che quelli che potevano esplodere e anche quelli che non avrebbero potuto esplodere per calcolo o errore dell'attentatore.

Basta dare un'occhiata ai puntini disseminati nella cartina della Sardegna riprodotta qui sotto, per capire come il fenomeno degli attentati abbia interessato tutta l'isola. Non tutti gli attentati sono uguali e neanche paragonabili. E si va dalla sequenza di attentati contro i distributori di carburante, che hanno interessato, nei mesi scorsi, molti centri del Cagliaritano agli attentati contro gli amministratori. Tra questi ultimi assume un significato particolare la serie di atti contro gli amministratori dei paesi dell'interno che hanno avuto il loro tragico apice nella uccisione del padre del sindaco di Burgos. Particolarmente gravi gli atti compiuti contro l'amministrazione di Gairo o Lula.

Ma non sono esenti da questo fenomeno neanche Porto Cervo, Santa Teresa di Gallura e Alghero (con atti contro il sindaco e l'ingegnere capo del Comune). Olbia è stata teatro di numerosi attentati: il più grave, forse, quello contro il Municipio (un ordigno fortunatamente inesploso). ll Cagliari ha avuto il momento più alto della tensione negli attentati contro la sede della Cisl di via Ancona, contro la sede della associazione degli industriali di viale Diaz e nelle lettere contro i sindacalisti della Cisl e della Uil, contro Forza Italia (Pili e Pittalis) e An (Italo Masala). Nel Cagliaritano si sono anche consumati atti di matrice anarchica (rivendicati da un attentatore solitario).

Più complessa la situazione nel Sassarese: intensa in città l'attività dei "bombaroli", presi di mira ripetitori telefonici, banche e attività commerciali. Tra i gesti "terroristicamente" più significativi gli attentati contro un dirigente del Comune di Sassari (Davide Zolezzi), contro la "Toro" assicurazioni e l'incendio del municipio di Sennori.