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sabato, agosto 28, 2004

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postato da: biblaria | 22:22 | commenti

BIBLIOTECA & CITTADINO

   
   Gr2 Cultura  
   
Viaggio nelle biblioteche d'agosto


Inchiesta sulle chiusure estive delle biblioteche in cinque grandi città italiane
(11—21 agosto)
a cura di Giorgio Zanchini

ASCOLTA con RealPlayer

21 agosto 2004, ore 19,50
Intervista a Berardino Simone sul'accesso al libro antico.


21 agosto 2004, ore 7,46
Biblioteche di PALERMO

14 agosto, ore 7,49
Biblioteche di NAPOLI

12 agosto, ore 7,49
Biblioteche di TORINO

11 agosto, ore 7,49
Biblioteche di ROMA,
con intervista a Igino Poggiali

BIBLIOTECHE D'AGOSTO
  Articolo denuncia su «La Stampa» 
«decenni di lotte durissime con i bibliotecari»
«Le biblioteche sono un servizio pubblico e come tali dovrebbero sforzarsi di rendere agevole il lavoro degli studiosi, soprattutto dei giovani e degli studenti che lavorano»
[La Stampa 10-08-04 p.22]
clicca sopra per leggere l'edizione tipografica in PDF

La Stampa, martedì 10 agosto 2004, pag. 22

        LETTERE DAL C A M P U S        

Biblioteca d'agosto
ricercatore mio
non ti conosco


Maurizio Viroli

LA vita di chi voglia o debba far ricerca in Italia d'estate è grama. Coerenti con il costume nazionale, le biblioteche entrano prima in regime di orario ridotto poi, in agosto, chiudono.
 
 Nelle poche ora che restano aperte si industriano, con regolamenti raffinatissimi, di rendere ancora più dura la vita dei poveri studiosi.
   Qualche giorno fa, un sabato mattina, nella bellissima Biblioteca Casanatense di Roma, ho avuto un' esperienza esemplare. Mi presento al banco di buon mattino (carta d'ingresso n. 1) e chiedo due edizioni del Cinquecento. Primo ostacolo: «I libri con questa collocazione possiamo prelevarli soltanto dalle 8.00 alle 9.00 con un'apposita attrezzatura, per ragioni di sicurezza». Faccio timidamente osservare che sono le 8.30 e quindi sarebbe entro le norme. Ma ecco sorgere un'altra e ben più potente difficoltà: «Dal 19 luglio è in vigore una nuova normativa che impone di avere speciale permesso per libri rari e antichi». «Posso avere il permesso?, sono un docente universitario», dico con un filo di voce (odio presentare titoli, ma è una condizione d'emergenza). «No», mi rispondono: «i funzionari che possono rilasciare il permesso ci sono soltanto lunedì, sa le ferie hanno ridotto il personale. Oggi può solo prenotare i libri».
   Avvilito, compilo la mia povera richiesta, e mi siedo nella sala di lettura rassegnato ad aspettare fino a lunedì. Non faccio a tempo a sedermi che un'altra bibliotecaria mi ingiunge di alzarmi: «Professore, questa sala è riservata alla lettura dei microfilm, deve andare nell'altra, mi dispiace». «Non si preoccupi, rispondo, sono rassegnato a tutto». Raccolgo computer e scartoffie ed emigro nell'altra (splendida) sala di lettura e consultazione.
  Cerco di riprendermi dalla disperazione quando per miracolo una bibliotecaria si muove a pietà e decide di farmi avere il permesso e i libri evitando i regolamenti. Come spesso succede in Italia l'umanità e la saggezza di qualche brava persona riesce ad attenuare i mali della cattiva organizzazione.
   L'esperienza romana mi ha fatto tornare alla mente decenni di lotte durissime con i bibliotecari, fin dai tempi dell'Università, a Bologna, dove avere un libro era una conquista. Per non parlare poi della Biblioteca Nazionale di Firenze, con il suo regolamento che prevedeva orari ferrei per la consegna delle richieste, attese snervanti e soprattutto l'alta probabilità di non ricevere i libri. Infine, ma l'elenco potrebbe essere lungo, la Biblioteca Nazionale di Napoli: edificio splendido; assolutamente impossibile lavorare. Motivo? Bibliotecari che parlano a gruppi ad alta voce, telefoni cellulari che squillano senza sosta e studenti che ridono e scherzano fra di loro senza il benché minimo sospetto che la Biblioteca sia luogo di silenzio.
   L'ultima volta che ci sono andato mi sono permesso di chiedere con buona maniera ad alcuni impiegati di fare silenzio. Hanno resistito tre minuti. Ho protestato di nuovo e quelli mi hanno guardato con occhi minacciosi. Il mio vicino di tavolo, un uomo di modi squisiti, si avvicina e mi chiede sottovoce: «È la prima volta che lei viene qui?» «Sì», rispondo. «L'avevo capito», e si china sui suoi testi del Settecento.
   Per contrasto, ho ripensato alle biblioteche universitarie inglesi e americane, con i loro scaffali accessibili, la sobria e severa efficienza dei bibliotecari, il silenzio quasi religioso delle sale di lettura, e soprattutto il piacere di trovarle sempre aperte, agosto compreso.
   Le biblioteche sono un servizio pubblico e come tali dovrebbero sforzarsi di rendere agevole il lavoro degli studiosi, soprattutto dei giovani e degli studenti che lavorano. Ma sono soprattutto anche luoghi di civiltà da proteggere con ogni cura.


  
 Indagine del Garante
     [miniatura lettera]
Il 12 gennaio, il GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Dipartimento libertà pubbliche e sanità) ha avviato degli accertamenti circa le politiche di accesso degli utenti praticate dalla BNCF (vedi QUI ).


:: TESTO dell'articolo "Fruizione negata del libro" [*]

:: INTERVENTI sul Biblog in occasione del convegno
    "
Quanto sono pubbliche le biblioteche italiane?"
 

    [*] di Berardino Simone <dinosimone@virgilio.it>
(autore di "La Certificazione nelle Pubbliche Amministrazioni. Quale rapporto tra norme giuridiche e norme ISO?" [il caso della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze], in DE QUALITATE, ottobre 2002, p.27 - vedi una sintesi in <http://www.crogef.it/newsletter/news1.htm>).

Per commentare sul Biblog basta cliccare sul link (verde) commenti in calce a questo pezzo e scrivere nella finestrella che si apre (o incollarvi un testo già scritto): il commento andrà subito in linea e tutti lo potranno leggere.


"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 12:14 | commenti

mercoledì, agosto 18, 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO

   
    [miniatura lettera Dif. Civico Lazio]
La lettera del Difensore Civico del Lazio
del 16 luglio 2004
LA FRUIZIONE DEL LIBRO NEGATA
   Roma / 16 luglio 2004 
IL DIFENSORE CIVICO DEL LAZIO SOLLECITA CHIARIMENTI
AL MINISTERO BENI CULTURALI


     Consiglio Regionale del Lazio
Area Autonoma del Difensore Civico
       Il
Difensore Civico
                                  ————————



                                    Alla Direzione Generale
                                    Beni Librari
                                    del Ministero per i Beni e le
                                    Attività Culturali
                                    Via A. Mercati, 4
                                    00197  R O M A


Oggetto: Esposto sig. XXX XXX
         Impossibilità di accesso alla consultazione
         dei Beni Artistici Librari

  La lettera del Difensore Civico del Lazio
Nella lettera, il Difensore Civico del Lazio, Dr. Felice Maria Filocamo, si rivolge alla Direzione Generale Beni Librari del Ministero per i Beni e le Attività culturali sollecitando una risposta alla richiesta di chiarimenti inviata a quella stessa Direzione due mesi prima a seguito dell'esposto di un cittadino sulla "Impossibilità di accesso alla consultazione dei Beni Artistici Librari".

«In relazione – si legge nella lettera – alla nota di
questo Ufficio prot. n. 39788 del 18 maggio 2004,
che
comunque si allega, non è pervenuta alcuna risposta.

Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.»


Non è qui fuori luogo ricordare che a capo della Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali (DGBLIC):è stato recentemente nominato Luciano Scala, già direttore dell'ICCU (Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane) e socio dell'Associazione italiana biblioteche (AIB)..

  
Lettera del Garante  [miniatura lettera]
Il 12 gennaio, il GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Dipartimento libertà pubbliche e sanità) ha avviato degli accertamenti circa le politiche di accesso degli utenti praticate dalla Biblioteca Nazionale di Firenze e dalle altre biblioteche pubbliche statali
(vedi QUI ).


:: TESTO dell'articolo "Fruizione negata del libro
:: di Berardino SIMONE [*]

:: INTERVENTI sul Biblog in occasione del convegno
    "
Quanto sono pubbliche le biblioteche italiane?"
 

    [*] Berardino Simone <dinosimone@virgilio.it>
(autore di "La Certificazione nelle Pubbliche Amministrazioni. Quale rapporto tra norme giuridiche e norme ISO?" [il caso della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze], in DE QUALITATE, ottobre 2002, p.27 - vedi una sintesi in <http://www.crogef.it/newsletter/news1.htm>).


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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 13:14 | commenti

mercoledì, agosto 11, 2004

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CAMPAGNA EUROPEA CONTRO IL PRESTITO A PAGAMENTO
      il manifesto     | ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,   l'appello a Prodi |
ed. in francese   | ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, |         français        |
ed. in english      | ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, i          english        |
_   ed. spagnola     | ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, i       spagnolo       |
_   ed. in danese    | ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, i         danese         |

M A T E R I A L I
——————–
  
  In preparazione:

Manifesto
- volantino
- poster

Appello
- volantino
- poster

Firma anche tu
- volantino
- poster


Segnalibro

[segnalibro]


Camera dei deputati
INTERROGAZIONI E RISPOSTE
SUL PRESTITO A PAGAMENTO

Vener
dì 16 luglio 2004

COMMISSIONE POLITICHE COMUNITARIE

Seduta n. 492 del 16/7/2004

Interrogazione a risposta in Commissione:

BELLINI, BOVA, ALBERTA DE SIMONE e OTTONE. - Al Ministro per le politiche comunitarie. - Per sapere - premesso che:
la Commissione europea ha inviato una richiesta di informazione, tramite «lettere di costituzione in mora», ad alcuni Stati europei, tra cui l'Italia, per la mancata attuazione della direttiva 92/100 sul diritto di locazione, diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d'autore, in particolare per non aver applicato il diritto di prestito pubblico;
la direttiva europea 92/100/CE introduce un diritto esclusivo di prestito per le opere protette dal diritto d'autore a favore degli autori e degli altri titolari del diritto, con la possibilità per gli Stati di deroga per i prestiti effettuati da istituzioni pubbliche, a condizione che gli autori ricevano una equa remunerazione (articolo 5);

la direttiva introduce, in sostanza, un ticket sul prestito del libri, iniziativa assolutamente non condivisibile visto che la cultura è un bene comune, la cui fruizione deve essere garantita a tutti, ad ognuno vanno assicurati uguali punti di partenza e il diritto all'uguaglianza sancito dall'articolo 3 della nostra Costituzione;
il sottosegretario Nicola Bono, per i beni e le attività culturali, nella seduta della Camera dei deputati del 21 aprile 2004, ha dichiarato che il Governo non è insensibile a tale questione e che non ha proceduto al recepimento della normativa comunitaria, concernente il pagamento obbligatorio dei ticket per la fruizione dei libri nelle biblioteche pubbliche, nella convinzione che la fruizione della cultura nelle biblioteche pubbliche deve essere gratuita -:
quali iniziative intenda adottare il Governo per tutelare un importante diritto come quello della fruizione pubblica della cultura, per rispondere alle istituzioni comunitarie che hanno già avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia.

(5-03374)



Giovedì 1° luglio 2004

Commissione VII (Cultura, scienza e istruzione)

Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Interrogazione n. 5-03318 Butti: Diritto d’autore e prestito delle biblioteche pubbliche.

Alessio BUTTI (AN) illustra l’interrogazione
in titolo, soffermandosi in particolare
sulla necessita` di garantire il permanere
della gratuita` del prestito effettuato
dalle biblioteche pubbliche, paventando il
rischio che l’esigenza di conformarsi a
recenti pronunce degli organi di giustizia
comunitari possa condurre ad adottare
provvedimenti che, di fatto, disincentivino
la diffusione della lettura.

Il sottosegretario per i beni e le attività culturali Mario PESCANTE risponde all’interrogazione in titolo.

TESTO DELLA RISPOSTA
Si risponde alla richiesta degli interroganti circa gli orientamenti del Governo in relazione alla procedura di infrazione intrapresa dalla Commissione europea nei confronti dello Stato italiano per inadempienza rispetto alle prescrizioni della direttiva europea 92/100/CE del Consiglio del 19 novembre 1992, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d’autore in materia di proprieta` intellettuale, per la parte relativa al diritto di prestito pubblico.
La direttiva in questione e` stata recepita nell’ ordinamento italiano con decreto legislativo 16 novembre 1994 n. 685 che ha modificato l’articolo 69 della legge 22 aprile 1941 n. 633. L’ultima formulazione dell’articolo 69, stabilita dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, prevede il prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche di Stato e degli enti pubblici, ai fini esclusivi di promozione culturale e di studio personale, non e` soggetto ad autorizzazione da parte del titolare del relativo diritto, al quale non e` dovuta alcuna remunerazione.
Risulta che la Commissione europea ha aperto un’analoga procedura d’infrazione anche nei confronti della Francia, della Spagna, del Portogallo, del Lussemburgo e dell’Irlanda, il Regno del Belgio, con sentenza della Corte di Giustizia delle Comunita` europee dcl 16 ottobre 2003 e` stato dichiarato inadempiente per gli obblighi imposti dagli articoli 1-5 della direttiva in argomento.
Il Ministero per i beni e le attivita`culturali, considerata la rilevanza della questione, ha sottoposto all’attenzione del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore il problema del diritto di prestito pubblico.
Tale Comitato ha rilevato la necessita`di adeguare la normativa interna a quella comunitaria bilanciando, pero` , i diversi interessi costituzionalmente tutelati e ha sostenuto l’opportunita` di adottare un provvedimento legislativo che intervenga sull’articolo 69 della legge n. 633 del 1941.
Questo provvedimento dovrebbe tenere conto della necessita` di non gravare sull’utente finale e sulle biblioteche, mediante una soluzione che contemperi i differenti interessi delle parti (diritto allo studio e alla informazione e diritti economici degli editori e degli autori).

Si e` parallelamente provveduto a costituire un tavolo di lavoro al quale sono stati invitati i rappresentanti di tutte le amministrazioni e degli enti interessati (Ministero dell’istruzione, universita` e ricerca, Presidenza della Conferenza dei rettori delle universita` italiane, Associazione nazionale dei comuni italiani, Unione province italiane, Coordinamento assessori regionali alla cultura, Associazione italiana biblioteche e Ministero delle politiche comunitarie).

Tale gruppo di lavoro ha predisposto un documento che individua un ventaglio di possibili soluzioni operative per l’integrazione della procedura dı` recepimento della direttiva comunitaria anche nella parte relativa al diritto di prestito pubblico.

Le molteplici posizioni relative alle modalita` di copertura degli oneri relativi ai diritti da riconoscersi a favore degli autori emerse dai lavori del gruppo sopra menzionato sono sintetizzate nell’elenco che segue: trasferimento degli oneri di cui trattasi sui bilanci delle amministrazioni di riferimento delle biblioteche; creazione, da parte dello Stato, di un fondo di protezione degli autori italiani, al quale potrebbero contribuire anche le regioni stesse con loro risorse dirette; aumento in percentuale minima del prezzo dei libri in vendita, sul modello di quanto fatto attualmente per l’acquisto di supporti vergini (cassette, nastri e CD); applicazione di uno sconto minore da parte degli editori per i libri acquistati dalle biblioteche, applicando un meccanismo di mercato per determinare le modalita` di calcolo; previsione di una percentuale sul deposito legale, tenendo conto dei dati ISTAT sulla produzione editoriale nazionale, calcolata mediamente sulle 50.000 edizioni ogni anno tra le prime edizioni e successive ristampe, tenendo conto, altresı`, della parte relativa agli autori italiani all’interno della produzione editoriale.
Nei prossimi mesi saranno messe a fuoco e valutate tutte le soluzioni che consentano di non incidere sul diritto di prestito, che deve essere promosso e agevolato in quanto servizio base, attesi i bassi indici di lettura italiani. E` ferma convinzione che la circolazione del libro e la diffusione della lettura siano obiettivi di primaria importanza; per tali ragioni la politica culturale di questo Ministero non potra` non essere orientata, nell’affrontare le problematiche relative all’integrale recepimento della direttiva in argomento, al riconoscimento del ruolo strategico svolto dalle biblioteche pubbliche nella promozione del libro.

REPLICA DELL'INTERROGANTE

Alessio BUTTI (AN), replicando,
esprime apprezzamento per l’analiticita`
della risposta fornita dal rappresentante di
Governo e se ne dichiara soddisfatto, atteso
che ne emerge il chiaro orientamento
di continuare a garantire la gratuita` del
servizio di prestito realizzato dalle biblioteche
pubbliche. In merito alle possibili
opzioni indicate nella risposta del Governo,
esprime peraltro perplessita` in ordine
all’opportunita` di trasferire gli oneri
connessi al prestito in capo alle
amministrazioni
locali di riferimento,
considerato che queste ultime risultano gia`
pesantemente gravate da ulteriori oneri di
natura economica.

Concludendo, ribadisce che, pur essendo
consapevole della necessita` di garantire
la tutela dei diritti economici degli
editori e degli autori, si deve ritenere
comunque preminente il diritto alla cultura
e allo studio, di cui deve essere
assicurata la piu` ampia protezione, anche
attraverso la gratuita` del prestito pubblico.



TRADUZIONI DELL'APPELLO A PRODI
il manifesto in difesa del prestito gratuito e l'apello al Presidente della Commissione europea Romano Prodi (che è stato sottoscritto anche dall'AIB), sono già dis- ponibili in alcune versioni internazionali in
 
spagnolo 
inglese | francese |  danese   che sono state curate da Bibl'aria.


Visitate  www.nopago.org
Visitate la pagina sulla campagna di AIB-WEB



2004
16

luglio

Commissione Politiche comunitarie
Interrogazione a risposta in Commissione al Ministro per le politiche comunitarie.






2004
1

luglio

Commissione VII
(Cultura, scienza e istruzione)

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
al Governo
di Alessio BUTTI.
RISPOSTA del
sottosegretario Mario PESCANTE






2004
3

marzo

Camera dei Deputati
SEDUTA DEL 3 MARZO 2004


Interrogazione a risposta scritta:
REALACCI e COLASIO. — Al Ministro
per i beni e le attivita` culturali. —
Per sapere – premesso che: nei giorni scorsi organi di stampa e servizi radiotelevisivi nazionali e regionali hanno riportato la notizia che potrebbe essere introdotto a breve un ticket per poter usufruire del prestito di libri dalle dodicimila biblioteche pubbliche; ...
[ leggi tutto (PDF) ]

postato da: biblaria | 17:58 | commenti

mercoledì, agosto 04, 2004

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postato da: biblaria | 19:22 | commenti

domenica, agosto 01, 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 1-08-04, p. I ]
la Repubblica Palermo 1° agosto 2004

PALERMO

  Biblioteche che chiudono 
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE


 
Palermo «Capitale del libro negato»

I lavori alla Biblioteca comunale dovevano essere consegnati cinque anni fa, si indichino dei responsabili. Chi alla biblioteca comunale volesse consultare un testo deve lasciare la richiesta il giorno prima, di modo che gli impiegati possano prelevarlo facendosi strada fra muratori e ponteggi. La biblioteca vive accampata, non può ospitare le collezioni della Biblioteca del Banco, ha problemi ad accedere alle proprie. Piuttosto, c'è un "polo" SBN –la rete del Servizio Bibliotecario Nazionale–. Fa tanto moderno ed efficiente. A guardare un po' da vicino troviamo solo una pretenziosa scatoletta pressoché vuota, E dal sito internet del Comune la biblioteca diventa una finestra in un mondo fittizio, dove la città gioca ad impersonare il ruolo di futura capitale mediterranea del libro.


Il 1° AGOSTO la Repubblica Palermo ritorna in prima pagina, commento d'apertura, sulla situazione delle biblioteche nella capitale siciliana. L'articolo su Palermo «Capitale del libro negato» è firmato dalla storica e giornalista Amelia Crisantino e richiama esplicitamente la situazione denunciata nell'appello per le biblioteche siciliane pubblicato il 22 giugno, il tema della "fruizione pubblica" del patrimonio librario e documentale rimane in Sicilia uno dei principali problemi aperti di politica culturale, della Regione, del Comune di Palermo nonché delle altre città ed enti locali dell'Isola. Al governo regionale è richiesto un rilancio di alto profilo della politica dei beni librari, e una legislazione per l'intero settore. Alla comunità professionale delle biblioteche sapere interpretare tale esigenza. Anche di fronte all'opinione pubblica che ha saputo esprimerla senza più reticenze.
Palermo è un grande territorio metropolitano, non meriterebbe una conferenza pubblica cittadina sulle biblioteche e la fruizione documentale?




Repubblica-Palermo dedica all'iniziativa uno speciale sul sito del quotidiano: QUI
Nello stesso spazio si trova il link alla casella e-mail
appellobibliosicilia
per chi volesse comunque dare ancora la sua adesione o inviare dei MESSAGGI. L'elenco delle firme e i messaggi che arrivano sono anch'essi pubblicati.

Riportiamo di seguito l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

La Repubblica
DOMENICA 1 AGOSTO 2004
Pagina I - Palermo
——————               ——————
CAPITALE DEL LIBRO NEGATO

AMELIA CRISANTINO

Forse la biblioteca del Banco di Sicilia riuscirà a salvarsi. La buona notizia è che Salvatore Butera, presidente della Fondazione Banco di Sicilia, interviene dichiarando la disponibilità della Fondazione a contribuire anche con «un sacrificio economico». Intuiamo il suo coinvolgimento personale nella vicenda, dal momento che per oltre 15 anni e sino al 1997 il professore Butera ha guidato il Servizio studi del Banco di Sicilia. Cioè, quella biblioteca lui ha contribuito a crearla e farla viva, prima che venisse separata dall'ufficio studi per poi subire una tragica razionalizzazione dei costi coincidente con una lenta agonia «naturalmente» conclusa con la sua annunciata chiusura.
   Il professore Butera è stato tra i firmatari delliappello al ministro Urbani sulle condizioni delle biblioteche siciliane, non si può dire che non conosca le incancrenite situazioni che quell'appello denunciava.
   Le sue dichiarazioni sono misurate, si limita a dire che la Fondazione si offre di gestire la biblioteca nei tempi e con le formule che saranno ritenute più idonee: in pratica oltre a proporre un concreto aiuto dà anche una lezione di understatement, di cui nella patria della boria retorica si sente un gran bisogno. Speriamo quindi che la biblioteca del Banco possa restare aperta.

[PAGINA XV]
E NON solo: ma tornare viva, che le sue collezioni siano aggiornate anche in tempi di spese da tagliare. Un pensiero particolare lo dedichiamo alle riviste, alle collezioni di riviste giuridiche ed economiche che sono uno dei fiori all'occhiello di quella biblioteca. Un malinteso senso del risparmio ha portato a non rinnovare i loro abbonamenti, anche se non ci vuole molto a capire che una biblioteca dove gli abbonamenti vengono azzerati si condanna a una lenta agonia. Ma per una volta proviamo ad essere ottimisti, speriamo che si riesca a salvare la biblioteca del Banco e con lei anche un pezzetto della storia e dell'identità cittadina.
   Molto più cauti purtroppo ci sentiamo di essere rispetto alle dichiarazioni dell'assessore comunale Gianni Puglisi. Le sue sono ottime intenzioni, non c'è dubbio. Bellissimo sarebbe se riuscisse a fare di Palermo la capitale mediterranea del libro, già ci sentiamo in competizione con Alessandria d'Egitto. La sola perplessità è che non sembra parlare di Palermo, cioè della nostra città dove le condizioni delle biblioteche sono esemplarmente critiche. Generosamente, l'assessore Puglisi offre l'ospitalità della Biblioteca comunale. Insomma, pensa in grande. Peccato che, erede di una tradizione gloriosa, la biblioteca comunale viva da molti anni in condizioni di normale emergenza ed è molto lontana dal potere ospitare chicchessia. Anzi, lei stessa vive un po' da accampata. Lunghi lavori di ristrutturazione e restauro hanno provocato il 'temporaneo' trasloco dei cataloghi e della sala lettura nell'adiacente chiesa di san Michele.
   I lavori dovevano essere consegnati cinque anni fa, dicono gli impiegati a chi chiede spiegazioni. Cinque anni di ritardo sono tanti, ma cerchiamo di non urtare suscettibilità chiedendo ancora una volta che si indichino dei responsabili. I siciliani hanno molta pazienza, i frequentatori delle biblioteche, poi, hanno una pazienza infinita. Chi alla biblioteca comunale volesse consultare un testo deve lasciare la richiesta il giorno prima, di modo che gli impiegati possano prelevarlo facendosi strada fra muratori e ponteggi. Loro, gli impiegati, sono persone disponibili e miti, come quasi sempre diventa chi per suo mestiere sta in mezzo ai libri. Ma non di rado, anche dispiacendosi, non riescono ad accogliere le richieste dei lettori. Ci sono libri che non si posso prelevare perché stanno dietro ponteggi impraticabili, da un sacco di tempo. Ponteggi quasi immobili, visto che qualche volta fra una richiesta e l'altra, ugualmente inevasa, dello stesso libro è passato più di un anno. Esiste un servizio fotocopie, ma a chi scrive è capitato in diverse occasioni di sentirsi rispondere che le macchine sono guaste. Da qualche settimana il costo delle fotocopie è stato quasi raddoppiato, speriamo che gli eventuali guadagni servano ad aggiustare le macchine. Le collezioni delle riviste sono inaccessibili e chissà se sono aggiornate, l'impiegato è così costernato che sembra crudele infierire protestando.
   Eppure nel sito internet del comune di Palermo la biblioteca risplende di luce propria, non si parla di lavori in corso né di traslochi e nemmeno, figurarsi, di testi o intere collezioni inaccessibili. Piuttosto, c'è un "polo" SBN –la rete del Servizio Bibliotecario Nazionale–. Fa tanto moderno ed efficiente. A guardare un po' da vicino troviamo solo una pretenziosa scatoletta pressoché vuota, ma in fondo che importa? Davvero è come se vivessimo nel migliore dei mondi possibili, dove le sgradevoli inefficienze quotidiane non hanno alcun posto. E dal sito internet del Comune la biblioteca diventa una finestra in un mondo fittizio, dove la città gioca ad impersonare il ruolo di futura capitale mediterranea del libro.
AMELIA CRISANTINO

[ la Repubblica Palermo 1° agosto 2004, pag. I e XV ]

Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo (prima del 22/06/04)
:: Appello per le biblioteche siciliane (22 giugno 2004)
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 15:11 | commenti

venerdì, luglio 30, 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 30-07-04, p. IV ]
la Repubblica Palermo 30 luglio 2004, pag IV

PALERMO

  Biblioteche che chiudono 
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE


 
Per  la biblioteca del Banco in campo il Comune, "Salveremo la biblioteca".
E il presidente della Fondazione BdS, "Li gestiamo noi".


Dal primo agosto la Biblioteca del banco di Sicilia chiude. Ma all'indomani della denuncia comparsa ieri sulla Repubblica sono arrivate le prime reazioni che prospettano due diverse ipotesi di salvataggio di questa importante memoria culturale e documentaria.


Il 30 LUGLIO la Repubblica Palermo ritorna sul caso della Biblioteca del Banco [riportato qui nel pezzo di ieri] con un servizio redazionale di cronaca. Ne riportiamo di seguito il testo pubblicato oggi sul quotidiano.

 La Repubblica
VENERDÌ 30 LUGLIO 2004
Pagina Iv - Palermo
      IL CASO     

Puglisi si impegna: "Salveremo la biblioteca"
Per i libri del Banco in campo il Comune

L´idea di Butera presidente della Fondazione BdS "Li gestiamo noi"


APPELLI per salvare la biblioteca del Banco di Sicilia che dal 1? agosto chiuderà. Per dare un futuro certo agli oltre 15 mila volumi contenuti negli scaffali di Palazzo Branciforti si muovono la Fondazione Banco di Sicilia e il Comune. Da entrambe le istituzioni arrivano proposte che potrebbero garantire la sopravvivenza della biblioteca. Resta il fatto che dal 1? agosto i cinque dipendenti che lavorano alla biblioteca saranno trasferiti e la struttura si avvierà alla chiusura.
Dopo avere letto la notizia su Repubblica, il presidente della Fondazione Banco di Sicilia, Salvatore Butera, ha deciso di intervenire. Innanzitutto lanciando un appello al presidente del Banco, Sabino Cassese: «Rivolgo un appello all´amico Cassese, maestro di diritto e di cultura, perché raccolga la disponibilità della Fondazione». La disponibilità della Fondazione è quella che illustra lo stesso Butera: «Non tocca a me entrare nelle decisioni aziendali del Banco di Sicilia spa, ma la Fondazione si rende disponibile a contribuire a una soluzione del problema e si offre, anche se fosse necessario un sacrificio economico, di gestire la biblioteca nei tempi e con le formule che saranno ritenute più idonee. Potremmo offrirci di gestire la biblioteca anche lasciandola a Palazzo Branciforti».
Ma una disponibilità a salvare la biblioteca del Banco di Sicilia dalla chiusura arriva anche dall´amministrazione comunale. Per voce dell´assessore alla Cultura, Gianni Puglisi: «Il Comune è disponibile a prendere in carico la biblioteca, lasciando aperte diverse ipotesi per la sua gestione: si potrebbe lasciare nei locali che la ospitano attualmente, si potrebbero spostare i libri nella Biblioteca comunale. Certo è che, davanti al rischio che scompaia una biblioteca come quella del Banco, non si può restare indifferenti. Tra i miei progetti c´è quello di fare di Palermo la capitale mediterranea del libro: anche per questo il Comune è pronto a intervenire».

 [ la Repubblica Palermo 30 luglio 2004, pag. IV ]


Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo (prima del 22/06/04)
:: Appello per le biblioteche siciliane (22 giugno 2004)
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

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giovedì, luglio 29, 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 29-07-04, p. I ]
la Repubblica Palermo 29 luglio 2004

PALERMO

  Biblioteche che chiudono 
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE


 
«Chiude la biblioteca del Banco»

Dal primo agosto. Consegnando al calendario la nuova cronaca di un pezzo di storia che se ne va. Anzi, di storie parallele e infine congiunte. Perché sugli scaffali di Palazzo Branciforti - dove la biblioteca del Banco di Sicilia si è trasferita nel 1998 - si è davvero consumata la fusione tra il Banco e la Sicilcassa.



Il 29 LUGLIO la Repubblica Palermo ritorna in prima pagina, titolo basso a tre colonne, su una biblioteca che chiude. Ora tocca alla biblioteca di un ente privato, la maggiore banca dell'Isola. Come è stato rilevato in precedenti articoli apparsi sullo stesso giornale a seguito dell'appello per le biblioteche siciliane del 22 giugno, il tema della "fruizione pubblica" del patrimonio documentario siciliano rimane uno dei principali problemi aperti che richiedono al governo regionale un rilancio di alto profilo della politica dei beni librari, e una legislazione per l'intero settore.




Repubblica-Palermo dedica all'iniziativa uno speciale sul sito del quotidiano: QUI
Nello stesso spazio si trova il link alla casella e-mail
appellobibliosicilia
per chi volesse comunque dare ancora la sua adesione o inviare dei MESSAGGI. L'elenco delle firme e i messaggi che arrivano sono anch'essi pubblicati.

Riportiamo di seguito l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

La Repubblica
GIOVEDÌ 29 LUGLIO 2004
Pagina I - Palermo
       IL CASO     
Chiude la biblioteca del Banco

ENRICO DEL MERCATO

I primi a saperlo sono stati i cinque dipendenti che ci lavorano. A loro hanno già comunicato che dal primo agosto cambieranno ufficio e che, dunque, la biblioteca resterà «senza presidio». Vuota, abbandonata. Chiusa. Vittima della razionalizzazione dei costi cade sotto i colpi della riorganizzazione aziendale anche la biblioteca del Banco di Sicilia, oltre 15 mila volumi, riviste italiane e straniere, raccolte storiche, una bellissima sala lettura in legno tutto in 320 metri quadrati al piano terra di Palazzo Branciforti.
[PAGINA XV]
LO spettro della biblioteca che sta per chiudere aleggiava anche ieri sulla riunione tra i vertici del Banco di Sicilia e le organizzazioni sindacali convocata proprio per discutere di riorganizzazione del lavoro all´interno dell´azienda e conclusasi con una rumorosa rottura. Alla fine, un comunicato firmato da Falcri, Cgil, Cisl e Uil annuncia «la rottura delle relazioni industriali in tutte le realtà aziendali e il conseguente avvio di una stagione di mobilitazione dei lavoratori, attraverso la capillare indizione di assemblee».
Di tutto questo i cinque dipendenti pronti al trasferimento e la biblioteca che chiude portandosi appresso la sua storia sono il simbolo. O probabilmente l´annuncio di ciò che sta per arrivare, come temono alcuni sindacalisti. Perché una biblioteca che chiude è sempre un bruttissimo segnale, se poi una biblioteca chiude perché bisogna risparmiare sui costi allora ce n´è abbastanza perché - sia pure ancora sottovoce - i sindacalisti comincino a preoccuparsi, a temere che all´orizzonte ci siano nuovi annunci di ridimensionamento del personale. Per il momento, all´orizzonte più visibile c´è quella data: dal primo agosto la biblioteca del Banco chiude. Consegnando al calendario la nuova cronaca di un pezzo di storia che se ne va. Anzi, di storie parallele e infine congiunte. Perché sugli scaffali di Palazzo Branciforti - dove la biblioteca che prima era ospitata negli uffici di piazzale Ungheria si è trasferita nel 1998 - si è davvero consumata la fusione tra il Banco e la Sicilcassa. In un felice matrimonio cartaceo, stanno lì sia i volumi che provengono dalla ex biblioteca della Sicilcassa, sia quelli che - soprattutto quando la gestione era affidata al servizio studi - il Banco acquistava.
Così a Palazzo Branciforti, per esempio, ci sono i cinque volumi della collana Notizie sull´economia siciliana, il primo dei quali venne pubblicato nel 1926, oppure l´intera collana Nuovi quaderni del Meridione. A fare scorrere gli armadi si può trovare, ancora, il Bollettino mensile con il quale, nel 1946, l´osservatorio economico del Banco ricostruì tutte le statistiche del commercio della Sicilia con l´estero, e con le altre regioni italiane, negli anni dal 1940 al 1945. Forse il primo vero, grande approccio statistico del dopoguerra. E poi, i rapporti a tema: quello sulla situazione abitativa in Sicilia nel 1987, per esempio, oppure quello sull´apparato produttivo siciliano agli inizi degli anni Ottanta. O ancora il primo rapporto su una realtà urbana, quello su Palermo del 1987.
Una vera miniera di carta per ricercatori e studiosi. Che, infatti, nella sala di lettura all´inglese al piano terra di Palazzo Branciforti continuano ad andarci. Anche per cercare, per esempio, le collezioni delle riviste giuridiche ed economiche. Ci sono quelle del Fondo monetario internazionale e quelle di politica economica dell´Ocse. C´è insomma su quegli scaffali una lunghissima storia editoriale che è siciliana, ma non solo. E che negli anni il servizio studi del Banco ha procurato di alimentare investendo sostanziosi budget nell´acquisto di volumi e pubblicazioni. Fino a qualche anno fa. Perché da almeno dieci anni a questa parte, da quando la biblioteca è stata separata dall´ufficio studi la musica è cambiata. Le riviste non vengono più acquistate, di nuovi libri neppure a parlarne. Le biblioteche cominciano a morire così. Lentamente, d´oblio. A ritmo con la polvere che si posa sulle copertine. Fino a quando qualcuno non decide di staccare il respiratore. Magari perché bisogna razionalizzare costi e risorse umane. E, dunque, i libri diventano una risorsa insostenibile. Perché dal primo agosto, a dipendenti trasferiti e biblioteca chiusa i vertici del Banco dovranno interrogarsi sulla sorte di quei 15 mila volumi. Che fine faranno?
ENRICO DEL MERCATO

[ la Repubblica Palermo 29 luglio 2004, pag. I e XV ]

Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo (prima del 22/06/04)
:: Appello per le biblioteche siciliane (22 giugno 2004)
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

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venerdì, luglio 23, 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 23-07-04, p. I ]
la Repubblica Palermo 23 luglio 2004

PALERMO

La Biblioteca Centrale sottratta ai cittadini
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE


L'archivio invisibile de «L'Ora»

Imballati e difficilmente raggiungibili i giornali che raccontano un secolo.



Il 23 LUGLIO la Repubblica Palermo ritorna in prima pagina, titolo basso a tre colonne, sulla fruizione bibliotecaria: l'archivio completo di una storica testata del giornalismo siciliano, il "L'Ora" di Palermo, acquisito dalla Biblioteca Centrale regionale, è «invisibile». L'articolo, firmato dal giornalista e studioso Lucio Forte, illustra il preminente valore storico-culturale di questo "fondo" attualmente inaccessibile e lancia un preoccupante allarme sul suo stesso stato di conservazione. Clamorosa la rivelazione di una documentazione fotografica fatta pervenire anonimamente all'autore. Come è stato rilevato in precedenti articoli apparsi sullo stesso giornale a seguito dell'appello per le biblioteche siciliane del 22 giugno, il tema della "fruizione pubblica" del patrimonio documentario siciliano rimane uno dei principali problemi aperti che richiedono al governo regionale un rilancio di alto profilo della politica dei beni librari, e una legislazione per l'intero settore.




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appellobibliosicilia
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Riportiamo di seguito l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

La Repubblica
VENERDÌ 23 LUGLIO 2004
Pagina I - Palermo
Imballati e difficilmente raggiungibili i giornali che raccontano un secolo.
L'archivio invisibile de «L'Ora»


LUCIO FORTE

LA BUSTA stretta e lunga, sotto il tergicristallo, da lontano ci fece temere i bollettini per le multe degli anni settanta. Ma le tre fotografie che un anonimo vi aveva messo dentro riproposero le aspettative deluse sull´archivio del giornale "L´Ora" conservato nella Biblioteca Regionale Centrale. Secolare istituzione, questa, per la cui storia gli ultimi trent´anni sono certo poca cosa. Anche se, considerata la tecnologia che manda sonde su Marte, tutto quel tempo avrebbe dovuto significare qualcosa in più anche sotto le volte dell´ex Casa gesuitica.
[PAGINA XV]
Che ora è ricca di nuovi depositi culturali oltre che delle prodigiose raccolte che nella "guida" di Gaspare Palermo, già nel 1858, continuavano a meritare "la curiosità e l´attenzione di chisisia".
E sul modo in cui continuano ad andare le cose quanto alla possibile fruizione dei fondi donati non solo dal principe Lancillotto di Torremuzza, depongono male le tre immagini delle quali siamo singolarmente venuti in possesso. Relative appunto alle non ideali condizioni in cui versano gli innumerevoli cartoni da imballaggio, forse un centinaio, uguali a quelli che si usano per le uova o i detersivi, ma parecchio malridotti e con dentro l´intero archivio dell´estinto quotidiano della sera. Fatto che tanto più ci colpì l´anno scorso, quando arrivammo a quel fondo con uno speciale permesso e dopo avere attraversato il tesoro blindato e ben tenuto dai bibliotecari della Sezione "Antiqua". Uno speciale magazzino ricco di sensori e congegni antincendio e che, insieme a rari codici che incanterebbero non solo Umberto Eco, contiene molti tomi rilegati pochissimo tempo dopo la prima Bibbia di Gutemberg.
Ciò vuol dire che sono praticamente non fruibili, e forse esposti a più d´un rischio, migliaia di foto e di ritagli della stampa più autorevole, italiana e non, buoni per ricostruire la storia di un intero secolo, giusto dall´anno di fondazione del giornale. Un "fondo" talmente unico da incoraggiarne l´acquisto da parte dell´Assessorato competente. Ad un prezzo dopotutto non eccessivo. Pare una cinquantina di milioni di non molti anni fa. Roba che così continua ad essere vestita davvero di umili panni. Degli stessi "stracci" dei quali - citando Shakespeare in occasione del centenario di Lucio Piccolo - il relativo dicastero regionale promise ufficialmente di spogliare, tra i beni che fecero di Palermo una delle capitali del Novecento Europeo, tutti i fondi cultural-cartacei pervenuti "nella sede prestigiosa di Corso Vittorio Emanuele".
Ci manchiamo da poche settimane dal caro luogo della memoria. Non sufficienti per farci dimenticare un curioso episodio. Il due luglio, infatti, in tutti i locali della Bcrs fu anche il caldo che disturbò quanti vi erano parsimoniosamente forniti di monografie solo per cinque mattine alla settimana, fino alle tredici. Per inciso, inconcepibilmente poche ore rispetto al tempo in cui gli impiegati invalidi di guerra, che ricordiamo con rispettosa nostalgia, stavano operosamente l´intera giornata dietro il banco di distribuzione. Ma quel due luglio 2004 anche i moderni condizionatori furono sostituiti da un´insolita congerie di ventilatori a trespolo. Sol perché, fu l´ufficiosa spiegazione, senza il permesso scritto del finora inedito Coordinatore "dei compiti e delle funzioni assegnate all´area Biblioteca Centrale", non poteva essere autorizzata la messa in funzione dei climatizzatori. Se fu davvero così, magari per via del famoso impianto elettrico, si trattò di roba difficile da far capire a qualche accaldato studioso tedesco o elvetico. Adesso abbiamo saputo di un avviso secondo il quale i periodici vengono distribuiti solo il martedì e il venerdì. Gli altri giorni, ci hanno spiegato, di tali pubblicazioni si può però prenotarne la consegna.
Va detto infine che l´anno scorso, quando accedemmo all´archivio del giornale L´Ora sistemato sulle stesse scaffalature che le foto impietose mostrano malandate quasi quanto i cartoni, eravamo alla ricerca di materiale sul bandito Giuliano e compagni. Purtroppo trovammo praticamente vuoto il relativo contenitore, che si presentava più strappato degli altri perché chi aveva rovistato dentro gli "umili stracci" era stato di modi ingiustificatamente bruschi.
Dentro c´erano, peraltro, soltanto le foto di regia del "Salvatore Giuliano" di Francesco Rosi. Niente di più. Ma il funzionario che ci accompagnava ne dedusse che probabilmente tutto il resto doveva averlo qualche catalogatore in vista della digitalizzazione del "fondo". E intanto alla Bcrs del progetto di sistemare su Cd l´intero archivio si è continuato a parlare ancora più autorevolmente pure quest´anno. Adesso resta solo da vedere di quali panni si ammanterà la verità sull´argomento.
Lucio Forte
[ la Repubblica Palermo 23 luglio 2004, pag. I e XV ]

Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo (prima del 22/06/04)
:: Lettera aperta della CGIL al ministro Urbani
:: "La Biblioteca Centrale ha perso la memoria" di Lucio Forte
:: PERCHÉ IL COMUNE DEVE INVESTIRE NELLE BIBLIOTECHE
:: Biblioteca Centrale di Palermo: dopo la festa passare dalla propaganda ai fatti
:: "UNA STORIA SEMPLICE" di Amelia Crisantino

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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

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giovedì, luglio 15, 2004

BIBLIOTECA & CITTADINO




[Repubblica PA 15-07-04, p. I ]
la Repubblica Palermo 15 luglio 2004

PALERMO

La Biblioteca Centrale sottratta ai cittadini
APPELLO DEGLI INTELLETTUALI PER LE BIBLIOTECHE SICILIANE
[nuove adesioni]

«Sfida del presente o sfida del domani per le biblioteche  dell'Isola?»

Quello di cui la Sicilia ha immediato bisogno è un progetto di alto profilo culturale e di grande utilità sociale, con servizi che consentano la fruizione generalizzata di un patrimonio che è dell´intera umanità.



Il 15 LUGLIO la Repubblica Palermo rilancia in prima pagina, colonnino di destra, alcune delle questioni di fondo sollevate con l'appello per le biblioteche siciliane pubblicato il 22 giugno. Dopo l'intervento del segretario regionale della CGIL F.P. sulla emergenza che ha portato al commissariamento della Biblioteca Centrale, l'articolo odierno focalizza il tema di un sistema documentario integrato che offra servizi bibliografici  (catalogo regionale dei beni librari) e fruizione reale del patrimonio siciliano esistente [ versione tipografica PDF ] [ articolo 29/06/04 in PDF ].




Repubblica-Palermo dedica all'iniziativa uno speciale sul sito del quotidiano: QUI
Nello stesso spazio si trova il link alla casella e-mail
appellobibliosicilia
per chi volesse comunque dare ancora la sua adesione o inviare dei MESSAGGI. L'elenco delle firme e i messaggi che arrivano sono anch'essi pubblicati.

Riportiamo di seguito l'articolo pubblicato oggi in prima pagina.

La Repubblica
GIOVEDÌ 15 LUGLIO 2004
Pagina I - Palermo
Le biblioteche del futuro

PIETRO TUMMINELLO


Sfida del presente o sfida del domani per le biblioteche siciliane? Quello di cui la nostra regione ha immediato bisogno è un progetto di alto profilo culturale e di grande utilità sociale, con servizi che consentano la fruizione generalizzata di un patrimonio che è dell´intera umanità. Un approccio errato nella creazione di un servizio bibliotecario regionale è quello di partire da problematiche tecniche e demandare a una soluzione informatica la predisposizione dello stesso progetto. L´equivoco è simile a quello che scambia un progetto sociale con i modelli e gli strumenti economici per realizzarlo. Nel nostro caso è perfino difficile rintracciare un «progetto biblioteconomico» di servizio pubblico per la regione. Se adesso si sta tentando di correre ai ripari, è solo perché un tema in genere escluso dai dibatti è clamorosamente emerso nell´opinione pubblica con l´appello al ministro Urbani. La sfida del domani è nelle domande di oggi, che attendono risposte.
[PAGINA XV]
SFIDA DEL FUTURO PER LE BIBLIOTECHE DELL´ISOLA
Restiamo a un esempio concreto. Al convegno AIB sulle biblioteche siciliane tenutosi il 28 maggio sono state documentate le conseguenze dell´interruzione del "polo" SBN-Sicilia (la base dati regionale del Servizio Bibliotecario Nazionale, ferma da oltre un anno), ma si è discusso anche della recente attivazione da parte della Biblioteca comunale di un nuovo «polo» SBN che si è aggiunto a quello delle biblioteche regionali, alla rete informatica delle biblioteche d´ateneo (non collegata invece ad SBN) e al motore di ricerca della Soprintendenza di Palermo che punta a sei altre biblioteche della città e a quattro della provincia. Questi quattro sistemi non si «parlano» tra di loro né c´è integrazione tra i servizi che offrono: chi volesse fare una ricerca bibliografica sui cataloghi elettronici disponibili in città deve saltare da uno all´altro. Al tempo di Internet è incomprensibile ma, eccetto Ragusa, è quanto avviene in Sicilia. Sarebbe tuttavia sbagliato pensare che tale frammentazione risponda a una logica complessiva, che al momento non è evidente ma lo sarà al suo compimento. E´ difficile sostenerne l´esistenza, altrimenti una dimensione territoriale come quella di Palermo - ad alta concentrazione di risorse librarie e documentali - non presenterebbe un volto così disaggregato. Dire che occorrerebbe una cooperazione tra questi istituti e sistemi è un´affermazione professionalmente scontata ma, senza un progetto che indichi e proponga una direzione, c´è poco da stupirsi se si marcia in direzione opposta.
   Una intelligence biblioteconomica avrebbe modelli e soluzioni da offrire, come anche l´informatica per quanto riguarda le possibilità di integrarle. Entrambi i punti di vista pongono paletti professionali e vincoli tecnici di fattibilità. Ma gli obiettivi culturali, i servizi che si vogliono attuare, le sinergie organizzative che richiedono, la mappa temporale, gli score di controllo e così via, dove e da chi vanno definiti? Occorrerebbe una regia che non c´è stata, ma che rientra nei compiti primari della Regione. E serve un´idea-progetto. Altrimenti, come si possono attrarre risorse? Chiamando uno Sgarbi anche per le biblioteche siciliane come è stato fatto per il progetto Villa del Casale?
   La sfida è quella di realizzare un "progetto complesso", un sistema documentario territoriale cui partecipino soggetti pubblici e anche privati, dove le necessarie competenze possano mescolarsi e potenziarsi.
   Purtroppo, nell´amministrazione regionale "valorizzare le competenze interne" rischia di rimanere uno slogan, mentre le consulenze esterne e le tante richieste di fattibilità non portano alle sperate soluzioni "chiavi in mano". Chi scrive è stato protagonista e testimone delle difficoltà di entrambi questi approcci.
   Nel 1997, a me che alle spalle avevo anche un´esperienza nel gruppo di progetto del sistema Hyperarea del CNR, fu affidato il primo incarico di progettare un´architettura informatica per connettere ad Internet la Biblioteca centrale (tramite un OPAC) e il polo SBN-Sicilia, la cui espansione si riteneva dovesse fare da asse per lo sviluppo del Servizio bibliotecario della Regione (SBR). I fascicoli prodotti (alcuni di fattibilità esecutiva) ponevano già allora il problema di una rete informatica regionale in grado di "agganciare", a grappoli territoriali, le biblioteche che avevano chiesto di partecipare al catalogo regionale dei beni librari. I requisiti tecnologici richiesti erano quelli che nel nostro panorama bibliotecario si stanno applicando solo da un paio d´anni: un protocollo d´interscambio bibliografico e tutte le connessioni su Internet. La premessa era un modello di "sistema aperto" sia in termini biblio/tecnologici sia negli obiettivi biblio/culturali, analogamente a quanto era in cantiere in altre regioni italiane. Il progetto fu chiuso in un cassetto.
   Furono affidati incarichi esterni, ma la situazione non si è mossa dal punto di partenza. Così nel 2000, mancando ancora sia un OPAC di natura regionale che uno della Biblioteca centrale, fui incaricato di un progetto "leggero" e innovativo la cui fattibilità fu comprovata a metà anno da un preventivo di spesa della Nexus di Firenze. Anche questo non ebbe fortuna. Forse in questo caso gli avvicendamenti amministrativi hanno avuto il loro peso, resta però il fatto che a tutt´oggi manca un chiaro disegno di catalogo e servizio regionale.
Pietro Tumminello

[ la Repubblica Palermo 15 luglio 2004, pag. I e XV ]
ADESIONI
ALL'APPELLO
(6 – 15 luglio)
Nicolò Bucaria, Parlamento europeo, Lussemburgo

La Biblioteca Centrale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo:
Marina D'amore - Vincenzo Albanese - Marisa Giunta - Giovanni Fiori - Giuseppe Bravatà - Margherita Di Liberto - Mario Barrale
Loredana Rosa, Biblioteca Comunale "L. Scarabelli", Caltanissetta
Eliana Corrao, docente scuola media superiore, Palermo
Pietro Accardo, medico chirurgo, Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia
Corrado Salemi, impiegato Italtel e studente della facoltà di Letttere e Filosofia, Palermo
Luigi Badalucco, Dipartimento di Ingegneria e Tecnologie Agro-Forestali, Palermo
Francesco Viola, ordinario di Filosofia del diritto, Facoltà di Giurisprudenza, Palermo
Sabrina Falzone, studentessa di Scienze storico-artistiche moderne e redattrice del portale culturale WhipArt, Roma
La Biblioteca del Dipartimento di Diritto Privato Generale dell'università di Palermo: Giacchino Bartolo, Claudia Filiberto, Erminia Bonafede, Antonio Geraci, Luisa Incontrera, Raffaele Di Franco, Sabrina Ippolito, Salvatore Alessi, Antonina Mazzola, Francesca Tarantino.
Maria Pia Paternostro, docente di Chimica Organica per la Facoltà di Scienze MM.FF.NN, Palermo
Gabriella Bruno, Palermo
Flavia Onofri, Ufficio Fondo Antico, responsabile SBN, responsabile Servizi Informatici, Biblioteche di Roma
Maria Immordino, ordinario di Diritto Amministrativo, Facoltà di Giurisprudenza, Palermo
Rosario Sanguedolce, professore di ruolo di Farmacologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Palermo
Fabio Bagarello, Dipartimento Matematica ed Applicazioni, Facoltà di Ingegneria, Palermo
Luciana Vianelli, ordinario di Calcolo delle Probabilità, Università di Palermo
Maria Ragusa, docente a contratto, Facoltà di Scienze, Palermo
Nicola Gebbia, ordinario di Oncologia Medica, Università di Palermo
Marco Ragonese, Taormina
Stefano Martelli, ordinario di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi, Facoltà di Scienze della Formazione, CdL in Scienze della Comunicazione, Palermo
Luca Ciulla, Torino
Daniela Vizzini, Torino
L'ALTRA SICILIA, associazione di diritto internazionale, con sede a Bruxelles: Francesco Paolo Catania
Fabio Sanfilippo, funzionario statale palermitano di nascita residente a Roma
Adriana Bracchitta, infermiera, Verona
Grazia Casagrande, Direzione Alice.it
Carmen Puglisi, bibliotecaria,  Biblioteca regionale di Messina



Precedenti interventi sulle biblioteche a Palermo
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"L'Italia degli 8000 comuni dovrebbe essere anche l'Italia delle 8000 biblioteche"
Messaggio del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5 maggio 2003

postato da: biblaria | 11:07 | commenti