SUD: viaggio all'interno del nuovo sindacalismo
di Patrick* OCL Caen

Riteniamo particolarmente importante che i nostri lettori abbiano un quadro della situazione sindacale internazionale. L'articolo fornisce molte utili informazioni sul SUD francese. Contiamo di continuare a pubblicare articoli del genere sui prossimi numeri della rivista.

Già da qualche anno ci troviamo di fronte ad una tendenza, per il momento ancora debole, di ripresa delle lotte di azione diretta, lotte appoggiate o frutto dell'iniziativa di nuove strutture sindacali come SUD (1) e la CNT (2). Vale la pena ricordare che nel '98 il tasto di sindacalizzazione dei salariati, pensionati compresi, risulta inferiore al 9%; questo tasso scende al 5% considerando solamente il settore privato. Ormai nessun grande sindacato vive delle trattenute sindacali versate dai suoi aderenti (queste rappresentavano l'80% del loro bilancio complessivo nel 1955, mentre nel 1990 toccavano appena il 20%). L'articolo che segue prenderà in esame la nascita del sindacato SUD. Lo straordinario sviluppo della CNT non sarà oggetto di trattazione per il momento.

QUADRO STORICO: dal "Groupe des Dix" (3) a Union Solidaire.
Nel dicembre '81 nasceva il Gruppo dei Dieci. Questo raggruppamento di sindacati autonomi della funzione pubblica vedeva luce per iniziativa della FGSOA (4) con l'obiettivo di avere un maggiore peso nei confronti del nuovo governo di sinistra risultato delle elezioni del maggio 1981. Questi sindacati (5) si davano come obiettivo "il facilitare il progresso sociale e la soddisfazione delle rivendicazioni dei salariati della funzione pubblica come nel 1936", ma anche ricercare l'unità sindacale senza per questo disporre la creazione di una confederazione. Tutti questi sindacati autonomi avevano una caratteristica comune, il fatto di essere ben radicati nelle rispettive categorie. Molti di questi sindacati erano il risultato della scissione del 1947 quando alcuni avevano scelto di uscire dalla CGT (6) ma senza aderire a FO (7). La loro cultura politica e sindacale risulta piuttosto eterogenea. Il "Gruppo dei Dieci" delle origini si è ben presto rivelato instabile proprio in conseguenza di questa eterogeneità nonché del carattere contingente della sua nascita. Le divergenti analisi portano la FGAF, il sindacato numericamente più importante, a ritirarsi sin dal 1984. Il Gruppo dei Dieci comunque non ha nessuna influenza sul movimento sociale dell'epoca. C'è stato bisogno dell'ingresso di SUD Ptt (8) e dello SNUI nel 1989 per rilanciare il Gruppo dei Dieci ed al tempo stesso porre le basi di un contenuto ideologico. Sono i movimenti in entrata ed uscita di raggruppamenti sindacali (certi fuoriusciti hanno raggiunto l'UNSA-Unione nazionale dei sindacati autonomi) ad avere contribuito a dare la fisionomia attuale al Gruppo dei Dieci. Questo ultimo arrivato nel paesaggio sindacale si diffonde a partire dal movimento che investe la società a partire dal dicembre 1995 (SUD Rail (9) si sviluppa all'interno di questa dinamica), dopo i buoni risultati ottenuti alle elezioni professionali delle ferrovie e delle poste dove arriva a volte a superare la CGT nuove sezioni vengono allora ad essere create nei settori più diversi anche al di fuori del settore pubblico, tradizionale passione delle organizzazioni sindacali. Oggi il Gruppo dei Dieci riunisce circa una trentina di sindacati più o meno attivi secondo i settori, e conta settantamila aderenti, la maggior parte nel pubblico impiego. I militanti di SUD provengono in maggior parte dalla CFDT (10) in conseguenza dello spostamento a destra impresso a questo sindacato con la direzione di Nicole Notat. Per numerosi militanti l'appartenenza ad un sindacato così marcio era diventata sempre più insopportabile. Da qualche tempo però si può constatare l'arrivo di militanti della CGT che si fanno qualche problema a sopportare la storica stretta di mano tra Notat e Thibault. Ma c'è un fenomeno interessante: il 40% degli aderenti a SUD non sono mai stati in precedenza iscritti ad alcun sindacato. Il mondo politico e il sindacato tradizionale si interrogano su questo nuovo tipo di sindacalismo. SUD colma il vuoto lasciato da una CFDT che ha chiaramente scelto il modello socialdemocratico e da una CGT in corso di destalinizzazione. L'emergere di questo nuovo sindacato suscita una ridda di interpretazioni che vanno dal minimizzarne le possibilità di influenza, così come il numero degli aderenti, sino alle esagerazioni più fantasiose. La realtà è più complessa. L'immagine radicale di Sud è più un'illusione, o semmai, il risultato della spettacolarizzazione offerta al pubblico dai media, che per il momento risultano piuttosto compiacenti nei confronti di questo nuovo soggetto. Un prodotto nuovo che è stato immediatamente vezzeggiato dai media, e questo sia detto senza nulla togliere alla combattività dei militanti che si sono investiti nelle lotte. Verosimilmente i sindacati SUD sono il prodotto della combinazione di un riformismo radicale con un corporativismo ancora ben radicato in certi settori. Ma si tratta anche di un sindacalismo che ha riattualizzato l'idea stessa della lotta e che di conseguenza ha ridato speranza ad un gran numero di lavoratori scoraggiati dalla pratica degli altri sindacati. (Edmond Maire vecchio segretario generale della CFDT definiva lo sciopero al congresso di Strasburgo nel 1985 "arma mitologica"). SUD ha quindi permesso di mobilitare delle persone per le quali l'idea stessa di militanza non aveva ormai più alcun senso.

IL NUCLEO STORICO DELLA DOTTRINA: radicalismo e lotte al quotidiano.
Il concetto di anti-liberalismo ha sostituito l'anti-capitalismo post sessantottino. La nozione di lotta di classe rimane comunque come griglia d'analisi dei conflitti sociali. Si tratta insomma di combattere il liberalismo economico in ogni luogo possa manifestarsi. In quella che SUD chiama la "guerra ideologica" concetto ripreso dalla fraseologia militante della CGT, l'idea forza viene ad essere quella di denunciare il nuovo ordine economico ed il pensiero unico che ne consegue attraverso l'evidenziazione delle conseguenze di questa politica. La lotta dei contadini del Chiapas contro il nuovo ordine mondiale deve essere assimilata alla critica che possono muovere i disoccupati o gli esclusi delle metropoli occidentali. Si tratta della stessa lotta. Ciò spiega gli sforzi organizzativi di SUD volti alla partecipazione alle iniziative contro il G7 nel '96 a Lione con la mobilitazione contro l'Ami nel '98 senza nessuna pretesa di esclusiva e nella maniera più "ecumenica" possibile. Dato come principio di base l'unità d'azione costi quel che costi al fine di garantire un risultato immediato, i SUD evitano di porsi tutte quelle questioni che potrebbero rimettere in causa questa unità. Evidentemente i militanti politici non possono essere assenti dai sindacati SUD: trotzkisti a SUD CRC (coordinare, riunire, costruire), militanti di Alternativa Libertaria a SUD Ptt, sindacalisti rivoluzionari a SUD Rail. Si cominciano a trovare persino dei militanti del Partito Comunista. Tutto questo "piccolo mondo" sembra convivere piuttosto bene, tacendo, anche se nessuno ci casca, le rispettive appartenenze politiche. Il fallimento delle ideologie dette di sinistra ha lasciato senza riferimenti molti militanti che si sono ritrovati orfani delle rispettive organizzazioni. Di fronte alle virate troppo apertamente riformiste per non dire di vera e propria collaborazione di classe delle centrali sindacali, la generazione dei quaranta/cinquantenni, che ha preso parte alle lotte post-sessantotto ha trovato nei sindacati SUD il luogo per una pratica politica e, più in generale di un attivismo che non era più possibile esercitare altrove. Tenuto conto di questo fatto i SUD appaiono un po' come luogo di espressione di un generazione di militanti che trovano sfogo grazie ad una specie di sindacalismo rivoluzionario di cui non si assume la responsabilità ideologica, semplicemente perché nel sindacato SUD non si dà necessariamente un contenuto ideologico a tutte le azioni, o semmai ci si guarda bene dall'ammetterlo.

PRATICA RADICALE E CONTENUTO POLITICO
In effetti grande è la tentazione di amalgamare pratica radicale, a volte spettacolare, e contenuto politico, dove è il secondo ad essere sovente in difetto. L'azione corrosiva che potrebbe sembrare frutto di una strategia politica elaborata non è sovente che la manifestazione di una riflessione di fondo appena sufficiente. Quando SUD si mobilita per la difesa del servizio pubblico, sia France Télécom, il sevizio postale o gli ospedali di quale servizio pubblico vengono prese le difese? La risposta è sovente molto semplice, per non dire semplicistica. Il miglioramento del servizio pubblico non si attuerà che nel quadro del sistema capitalistico, che solo una lotta rivendicativa potrà obbligare a concedere degli aumenti salariali, delle migliori condizioni di lavoro e a rinunciare alle privatizzazioni. In fin dei conti qualcosa di piuttosto classico, il cambiamento rimane soltanto di facciata, con lo sfruttamento massimo dei media al fine di pubblicizzare fin dove possibile la lotta del momento e più in generale un'agitazione permanente basata sullo humor e la derisione. Bisogna riconoscere i meriti di questo modo di procedere, meriti che lasciano alle spalle il volantino austero, noioso da leggere e dal contenuto scontato che caratterizza gli altri sindacati. I SUD rivendicano un discorso ed un tipo di intervento che vuole uscire dal routine. Sovente questo modo di presentarsi interessa, diverte per il suo tono, la sua impertinenza, per il suo rifiuto della regola non scritta che vincola al rispetto delle forme e di conseguenza della cultura dell'azienda in cui ci si trova ad intervenire. Gli autori di questi giornali di fabbrica o volantini riannodano una tradizione di agitazione festosa, per non dire sovversiva, dal contenuto sovente solidamente argomentato e sempre in contatto con le realtà aziendali. La conseguenza è che i padroni vengono messi in difficoltà, dal momento che si trovano a perdere i loro punti di riferimento abituali di fronte ad una trattativa con questo nuovo tipo di sindacalismo. Questo metodo non banale di fare sindacato sulla base, inoltre, di contenuti credibili ha sedotto numerosi lavoratori. Il funzionamento trasparente può essere assimilato, in certe aziende e fatte le debite proporzioni alla democrazia diretta senza arrivare però alla rotazione e alla revoca in qualsiasi momento dei mandati. Si è comunque distanti dalla pesantezza della burocrazia e dalla sclerosi della CFDT o dal CGT divise tra le aspirazioni della base e le direttive di Notat o di Thibault. Esiste un insieme di valori fondamentali comuni a tutti i sindacati affiliati al Gruppo dei Dieci, ma questo rileva più della professione di fede che della condivisione di una linea politica comune. Ciascuna sezione, ciascun sindacato è autonomo, libero di seguire o meno le decisioni proposte dal consiglio nazionale del Gruppo dei Dieci.

CORPORATIVISMO
La prima ragione del corporativismo dei sindacati SUD è conseguenza diretta del loro svilupparsi all'interno di aziende pubbliche che sono corporative per natura: ferrovie, poste, ospedali, finanze. La seconda è da riferirsi al rifiuto di tutti questi sindacati di federarsi. Ci si accontenta di un coordinamento, il Gruppo dei Dieci, di una giustapposizione di sindacati indipendenti. Ciò non vuol dire che gli animatori del Gruppo dei Dieci non tentino di dare un impulso allo spirito interprofessionale del raggruppamento. Questo desiderio di autonomia può tradursi in una gelosa difesa di strutture create, sovente, in condizioni molto difficili. Strutture che risulterebbe molto più difficile difendere all'interno di un quadro interprofessionale. Ma uno spirito intercategoriale non può darsi per decreto, malgrado gli sforzi che il porta parola del Gruppo dei Dieci, Annick Coupè, mostra di aver fatto in questo senso. Da questo punto di vista a parte qualche grande città come Parigi, Tolosa, Bordeaux, Nîmes, Rouen, Lille e poche altre, le strutture locali del Gruppo dei Dieci non sono sovente che qualcosa di scarso valore pratico senza grande impatto sulla realtà locale. Ci si ritrova di fronte alla vecchia pratica di firmare qualsiasi petizione o appello unitario per provare, almeno, che si esiste. Ciò ben inteso nell'interesse del movimento sociale. Ci si dimentica a volte di consultare i sindacati di base senza per questo assumersi le responsabilità materiali conseguenti alla firma, mancando i militanti in grado di favorire un sostegno reale alle iniziative. Vita dura, da questo punto di vista, per i vecchi riflessi di burocrazia che traspaiono dalla applicazione abusiva della nozione di largo mandato. Questa preoccupazione di imporre una logica intercategoriale si ritrova in azioni che vogliono estendere la solidarietà al di là dell'impresa, come per esempio il sostegno ai "sans papiers" ad AC! (11), la adesione e la partecipazione ad ATTAC o ai consultori famigliari. Sembra dunque innegabile che i SUD siano ben rafdicati nel movimento sociale, da una parte attraverso prese di posizioni nette, ma anche grazie ad un sostegno reale alle mobilitazioni dei disoccupati e dei sans papiers. Quest'ultimo modo di procedere è da mettere in rapporto col sentimento di carità conseguente alla tradizione cristiana della CFDT da cui proviene la maggioranza dei militanti. Ma guardando più da vicino è lecito chiedersi se è l'organizzazione o se sono soltanto i suoi membri più politicizzati ad avvicinarsi al movimento sociale nel suo complesso. Riguardo questo dubbio si può fare riferimento alle iniziative pubbliche. Nel caso di manifestazioni "corporative" nelle poste o negli ospedali SUD può riunire centinaia e a volte migliaia di persone. Le ultime mobilitazioni in questi settori lo hanno mostrato e non possiamo che rallegrarcene. Ma per una manifestazione tipo primo maggio o di solidarietà con i sans papiers o i disoccupati SUD ha molta difficoltà a mobilitare qualcosa di diverso dai suoi militanti politici. I cortei di Sud appaiono piuttosto "sguarniti" rispetto a quelli di una CNT che si proclama apertamente rivoluzionaria assumendo tutta l'eredità del sindacalismo rivoluzionario.

CONCLUSIONI
Non si può parlare di SUD come si parla della CGT o della CFDT in primo luogo perché ogni SUD ha una propria origine storica e una propria cultura. Questi sindacati si trovano a coabitare più o meno bene facendosi talvolta concorrenza quando si tratta di definire i confini del lavoro di ciascun gruppo. Per esempio SUD Education vede la partecipazione di un buon numero di studenti nonostante esista SUD Etudiant. In questi casi è il Consiglio Nazionale d'Unione Solidale che decide. I sindacati SUD possono essere assimilati a dei sindacati-partito, allo stesso titolo della CNT che, grazie ad un insieme di valori, supera il contenuto strettamente rivendicativo del sindacalismo tradizionale. Grazie all'originalità, al desiderio di trasparenza e di rottura con le pratiche della burocrazia i sindacati SUD sono riusciti a riunire una frangia non trascurabile di individui combattivi, non necessariamente militanti politici, che hanno una certa idea di quello che non vogliono più in un sindacato, questo senza avere una risposta per tutti i problemi, ma cercando di reinventare delle pratiche che riescano ad includere il maggior numero di lavoratori di una impresa. Senza dubbio non è stato facile per certi ex-militanti della CFDT o della CGT lasciare la loro organizzazione rinunciando a tutte le funzioni che gli derivavano dalla appartenenza ad una burocrazia sindacale. A questo proposito si fanno rimarcare delle storie individuali che rilevano del vero e proprio caso di coscienza. Queste rinunce hanno potuto talvolta significare l'inizio di una pratica sindacale in rottura con le esperienze del passato. Per altri invece il passaggio a SUD non avrà cambiato nulla: può cambiare l'appartenenza ma la mentalità resta. Non necessariamente il fatto di cambiare sindacato può riflettersi sulla pratica sindacale.

Settembre 2000
*Patrick Organisation Communiste Libertaire Caen
Tratto dal n° 102 di "Courant Alternatif"
Mensile dell' OCL
Per contattare la redazione: ocl_relex@hotmail.com sito web: http://oclibertaire.free.fr/
traduzione di Carlo Sclerandi

  1. Solidali Uniti Democratici (N.d.T.)
  1. Confederazione Nazionale del Lavoro di matrice anarco-sindacalista (N.d.T.)
  1. Gruppo dei Dieci (N.d.T.)
  1. Federazione Generale dei Salariati dell'Agricoltura (N.d.T.)
  1. Composizione del Gruppo dei 10 nel 1981: FADN (Federazione Autonoma della difesa Nazionale); FASP (Federazione Autonoma dei Sindacati di Polizia); FAT* (Federazione Autonoma dei Trasporti); FGAAC (Federazione Generale Autonoma degli Ispettori della Motorizzazione); FGAF* (Federazione Generale Autonoma dei Funzionari Statali); FGSOA (Federazione Generale dei Salariati dell'Agricoltura); SNCTA (Sindacato nazionale dei Controllori di Volo); SNJ (Sindacato Nazionale dei Giornalisti); SNUI (Sindacato nazionale Unificato delle Finanze); SU (Sindacato Nazionale delle Casse di Risparmio). Sono sottolineati i nomi delle organizzazioni che fanno ancora parte del Gruppo dei 10. *= organizzazioni che hanno raggiunto in un secondo tempo l'UNSA (Unione nazionale dei sindacati autonomi) Questa federazione raggruppa la frangia più riformista del sindacalismo francese il cui riconoscimento ufficiale quanto alla loro rappresentatività è frutto dell'opera di Balladour nel 1994 al fine di contrastare la crescita della FSU (Federazione Sindacale Unitaria) e dalla FEN (Federazione dell'Educazione Nazionale) (N.d.A.)
  1. Confédération Générale du Travail di matrice comunista (N.d.T.)
  1. Force Ouvrière risultato della scissione delle CGT di matrice socialista (N.d.T.)
  1. SUD dei servizi postali (N.d.T.)
  1. SUD delle ferrovie (N.d.T.)
  1. CFDT Confédération Française Démocratique du Travail nata nel 1964 per iniziativa della maggioranza degli aderenti della CFTC (Confederazione Francese dei Lavoratori Cristiani) che si pronunciarono per l'abbandono del carattere confessionale del loro movimento sindacale. (N.d.T.)
  1. Agir Ensemble Contre le Chômage; una organizzazione dei disoccupati (N.d.T.)

Attuali membri del Gruppo dei 10:
SNABF : Syndicat national autonome de la Banque de France
SNAPCC : Syndicat national autonome des personnels des chambres de commerce
SNJ : Syndicat national des journalistes
SNMSAC : Syndicat national des mécaniciens au sol de l'aviation civile
SNUCCRF : Syndicat national unitaire de la concurrence, consommation, répression des fraudes
SNUDDI : Syndicat national unitaire des douanes et droits indirects
SNUI : Syndicat national unifié des impôts
SU : Syndicat unifié des Caisses d'épargne
SUD Aérien
SUD ANPE
SUD - CAM - Solidaires - Unitaires - Démocratiques Crédit Agricole Mutuel
SUD Collectivités territoriales
SUD - CRC - santé - sociaux : Coordonner - rassembler - construire
SUD - Culture
SUD Education
SUD - PTT : Solidaires - Unitaires - Démocratiques La Poste et France Télécom
SUD - Rail
SUD - Rural : Ministère de l'Agriculture
SUD Travail : Ministère du Travail
SUPPER : Syndicat unitaire pluraliste du personnel (métallurgie)
SU au Trésor : Solidaire - Unitaire au Trésor
USPNT : Union syndicale du personnel navigant technique

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