La masturbazione

  

Corso di educazione sessuale - 21a lezione


Corso di Educazione sessuale
A cura di Leda Galli Fiorillo
(21° lezione)


Nella società oggi…

Finora si è esposto quelle che sono le mete del processo educativo umano, individuate attraverso un percorso di rigorosa coerenza che, partendo dal dato biologico – verità scientifica sotto gli occhi di tutti – perviene poi alla dimensione etica.
Certo, nessuno si sogna di affermare che sia un cammino facile: le difficoltà oggettive sono tante, e le debolezze umane pure… ma poter avere nella mente la visione chiara di dove occorre andare per realizzarsi in pienezza come essere umano, è già molto. Conoscere intellettualmente la meta è infatti il primo passo indispensabile per raggiungerla. Il successivo sarà quello di sforzarsi di procedere in quella direzione. Se invece non la si ha nemmeno chiara nella mente, ben difficilmente una meta così impegnativa si potrà raggiungerla per caso!
Occorre comunque tenere presenti alcuni punti fondamentali.
In primo luogo, proprio perché il processo di acquisizione dell’autonomia legata al binomio libertà-responsabilità è lungo e faticoso, è necessario avere molta pazienza e comprensione, specie con gli adolescenti, perché ogni frutto ha bisogno di tempo per maturare.
In secondo luogo, oggi tutto questo è reso più difficile dalla mentalità spontaneistica che pervade la società. Si pensa infatti che tutto ciò che viene spontaneo di fare sia perciò stesso buono, sovvertendo così completamente i termini della questione: non che io debba scegliere ciò che è bene in sé, ma diventa bene ciò che io ho scelto di fare. E’ il relativismo più assoluto, che non può portare ad altro che allo smarrimento totale delle coscienze.
In terzo luogo, ma non ultimo, vale la pena sottolineare che la persona è sempre una ricchezza in sé, un valore inestimabile; pertanto l’eventuale errore va dichiarato con fermezza, ma la persona va sempre rispettata. Anzi, è proprio il rispetto dovuto alla persona che richiede chiarezza e coraggio nel segnalarle l’errore. E sempre con molto amore e tanto di più quanto più la persona sbaglia.
Premesso tutto ciò, si può passare adesso ad un’analisi delle più diffuse idee e conseguenti comportamenti in atto oggi nella società, sull’onda della mentalità suddetta.
Sarà utile a tale scopo fare riferimento a quanto esposto a proposito del linguaggio veritiero e dell’uso ordinato della funzione sessuale: che cioè le finalità della funzione sessuale sono quella unitiva e quella procreativa, mentre il piacere sessuale che l’accompagna svolge il ruolo di incentivo, di mezzo, di gratifica, non quindi di fine, e che questo è un linguaggio veritiero perché corrisponde realmente alla verità delle cose.

La masturbazione

Dunque, si sente dire, in merito agli adolescenti, che la masturbazione sia cosa buona da praticare, in quanto mezzo di conoscenza di sé e delle proprie reazioni, e pertanto c’è addirittura chi la incoraggia come opportunità di crescita. Ragioniamo.
L’eccitazione sessuale è quella situazione particolare che predispone gli organi genitali sia maschili che femminili al compimento dell’atto sessuale, che per sua natura si realizza fra due persone di sesso diverso. Ma la persona non è solo organi genitali. Pertanto l’eccitazione sessuale predispone l’intera persona, corpo e psiche, ad andare verso l’altro, ad aprirsi all’altro, ad unirsi all’altro in uno slancio di donazione, godendo legittimamente, nel contempo, del piacere che ne scaturisce.
Non così con la masturbazione. Non a caso essa viene chiamata anche “piacere solitario”: essa infatti è finalizzata esclusivamente a provocare il proprio piacere sessuale, in solitudine, tradendo quindi il senso stesso dell’eccitazione sessuale. E non solo il piacere qui rappresenta il fine, ma addirittura l’altro, verso cui andare, non esiste, almeno non nella realtà del momento. La masturbazione pertanto si connota come un vero e proprio ripiegamento su sé stessi, come una chiusura del proprio io, che invece sarebbe chiamato ad espandersi, ad aprirsi nella donazione d’amore (ne è testimonianza il senso di profondo malessere interiore che lascia, al di là del piacere fisico che produce). In definitiva la masturbazione, come stile di vita, può solo inibire la capacità di amare e quindi ostacolare il processo della crescita personale.
Non è inutile poi aggiungere che non occorre praticare alcuna “scuola” di piacere sessuale per apprendere le reazioni del proprio corpo in merito: il piacere sessuale è infatti per sua natura talmente forte e coinvolgente, che se ne fa immediatamente l’esperienza quand’è il momento…
Certo, gli adolescenti, per imparare ad esercitare il dominio delle proprie pulsioni, come si diceva, hanno bisogno di tempo.
Intanto occorre tranquillizzarli circa le loro paure. Questo vale, ovviamente, soprattutto per i ragazzi. Molti di loro infatti credono che, se non eiaculano ogni tanto, rischiano poi chissà quali danni. Nulla di più sbagliato. In natura tutto è previsto. Gli spermatozoi vengono fabbricati continuativamente tutti i giorni, dalla pubertà alla vecchiaia: è fin troppo ovvio che non potrebbero però venir utilizzati tutti i giorni! Pertanto nell’uomo è predisposto un sistema di riciclaggio degli spermatozoi non utilizzati, che sono la stragrande maggioranza, attraverso il riassorbimento del loro patrimonio di proteine e di DNA, comunque prezioso, che viene riutilizzato per fabbricare sempre nuovi spermatozoi. E’ vero che a volte la tensione che si accumula localmente nel maschio può anche essere alta, ma pure per questo c’è una soluzione naturale: esiste un fenomeno chiamato “polluzione notturna” che serve proprio a scaricare l’eccesso di tensione durante il sonno del ragazzo, pertanto in modo inconsapevole ma comunque liberatorio. Quindi, nessuna paura!
Si diventa tanto più adulti quanto più si impara a governare le proprie pulsioni!
Spiegare agli adolescenti con delicatezza il senso di quello che provano, far loro comprendere che sentire non è la stessa cosa che acconsentire, che l’importante però non è non cadere mai, ma mettercela tutta per non cadere e comunque volersi sempre rialzare, sono altrettanti atti d’amore nei loro riguardi, che trasmettono loro il desiderio di fortificarsi, di vincersi, di voler diventare veramente adulti, liberi e responsabili e di imparare a loro volta ad amare.