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  » Newsletter n. 213| del 27.10.2004
 
 

(1) "Didattica per problemi"

di Berta Martini, Ricercatrice di Pedagogia generale all’Università di Urbino

In prima approssimazione, potremmo dire che l’approccio a cui intitoliamo questo contributo, pur non esaurendosi nell’attività di porre e risolvere problemi, considera questi ultimi e le situazioni problematiche come oggetto stesso della didattica. La proposizione “per”, in questo senso, allude contemporaneamente ad una funzione strumentale del problema, come mezzo “attraverso” il quale è possibile apprendere qualche cosa, e sostanziale, come specifica attività intellettuale alla quale educare.
E’ appena il caso di osservare che questa polisemia, di per sé positiva, spesso riflette anche una meno desiderabile ambiguità d’uso didattico del problema, che induce gli insegnanti, talvolta senza troppa consapevolezza, a considerarlo un espediente didattico funzionale all’acquisizione di particolari contenuti, a svantaggio della promozione di una più complessa capacità di problematizzazione e di risoluzione di problemi da parte degli allievi.
A tutt’oggi, comunque, il termine didattica per problemi non evoca un modello di organizzazione curricolare definito, né tantomeno univoco, quanto, più genericamente, il riferimento ad una modalità “globale” di pensare la trasmissione dei saperi e le sue prassi. Modalità che, dal nostro punto di vista, necessita di una chiarezza concettuale e pratica circa le sue caratteristiche, le sue condizioni di applicazione e il suo valore formativo.

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(2) "La cultura della qualità pedagogica dei servizi"

di Anna Grazia Lopez, Scienze della Formazione, Università di Foggia

L’attenzione per la qualità dei nidi ha permesso di scoprire la complessità di un’istituzione educativa che, abbandonata la sua funzione assistenzialistica, si configura, ormai, sempre più come luogo di formazione e di cura dei bambini. Un luogo dove i più piccoli possono vivere esperienze formative significative, progettate e predisposte da personale qualificato in un ambiente opportunamente organizzato in modo funzionale alla loro crescita, dove poter sperimentare occasioni plurime di decentramento cognitivo e affettivo, oltre che di interazione costruttiva e trasformativa. Inteso sempre più come “osservatorio” dell’infanzia, “contenitore di esperienze” (A.Bondioli, S.Mantovani, Manuale critico dell’asilo nido, Franco Angeli, Milano 1997), il nido offre agli studiosi la possibilità di approfondire la conoscenza delle caratteristiche dello sviluppo infantile. Grazie al nido, infatti, è stata dimostrata la precocità con la quale si manifestano certi comportamenti linguistici, cognitivi e sociali ed è stato possibile sperimentare strategie educative sempre più qualificate e funzionali al miglioramento dell’intervento educativo.

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(3) "Le carte tematiche: la codifica"

di Dario Ghelfi, Ispettore Miur, Emilia Romagna

Sappiamo come le carte tematiche siano presenti in tutti i sussidiari della scuola primaria; proponiamo, perciò, unità di lavoro (Usiamo questo termine, “neutro”, al posto delle ufficiali ed ufficiose Unità Didattiche o Unità di Apprendimento, perché rimandiamo ad altra occasione, la discussione sul linguaggio metodologico-didattico) che accompagnino la loro lettura (decodifica) con la costruzione (codifica): quanto più i bambini saranno esercitati a produrre carte e relative “legende”, tanto più saranno in grado di leggere quelle dei loro testi.

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(4) "L'italiano e le altre lingue"

Come si può insegnare l’italiano ai giovani che vivono nel nostro paese? Quali sono le possibili nuove modalità di apprendimento della nostra lingua? E come riconoscere e dare valore ai diversi idiomi di origine presenti ormai in tutte le classi italiane?

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(5) "Giornata convegno dedidaca a Rita Lancellotti"

 

(6) Dino Cristanini, a cura di," La nuova scuola primaria", Fabbri editori, Milano, 2004.

L'entrata in vigore del decreto legislativo che attua la legge riforma degli ordinamenti scolastici nella scuola dell'infanzia nel primo ciclo dell'istruzione, e quindi anche nella scuola primaria, che in tale percorso svolge un ruolo centrale, costituisce una nuova tappa nella lunga e ricca storia della scuola elementari.

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