GIANFRANCESCO GAMBARA
CARDINALE

  • nato nel 1533
  • morto il 5 maggio del 1587 a Roma
  • figlio di: Brunoro e Virginia marchesa Pallavicino vedova Farnese
  • fratello di: Ranucio
  • vita:
    Era nipote del Card. Uberto e nipote di Veronica.
    La madre, si sposò in terze nozze con Giberto Borromeo, perciò egli divenne fratellastro di S. Carlo Borromeo.
    Amante della bella vita e dello sfarzo, a 15 anni,per rinuncia dello zio cardinale Uberto, era già Prevosto Commendatario della casa degli Umiliati di S. Maria in Brescia(poi Santa Maria delle Grazie). Più tardi,gli succedette anche nell'abbazia di S. Lorenzo in Cremona, in quella di S. Tommaso d'Acquanegra e nella prepositura di Verolanuova.
    Studiò Legge a Padova, poi a Perugia, dove si laureò.
    Lasciata la casa paterna seguì lo zio alla corte imperiale di Carlo V°, in seguito fu a Roma alla corte di Papa Giulio III, in qualità di Cameriere segreto.
    Il 26 febbraio 1561, fu eletto Cardinale Diacono del titolo dei Santi Pietro e Marcellino. Spedito legato a Camerino, vi fu tolto per essere inviato al Concilio di Trento, dove nel 1564 a nome di Papa Pio IV°, firmò la bolla che confermava gli atti conciliari, ma non fu mai sollecito di darne esecuzione, per questo fu aspramente rimproverato da S.Carlo Borromeo.
    Pio V° ripose in lui grande stima, ed eleggendolo fra i supremi Inquisitori,il 4 luglio 1567,lo nominò Vescovo di Viterbo, dove fra le molte opere compiute, si annoverano la fondazione dell'Ospedale, la costruzione della stupenda villa della Bagnaia, innumerevoli restauri alle chiese, la convocazione di un Sinodo diocesano nel 1576.
    Nello stesso anno in cui fu nominato Vescovo di Viterbo, lo troviamo alla testa di una dozzina di Cavalieri, delegato alla vigilanza sanitaria di Roma, minacciata da una pestilenza.
    Intervenne al conclave di Pio V°, Gregorio XIII° e di Sisto V°.
    Benchè fratellastro di S. Carlo Borromeo, si burlava e rideva di lui come di S. Filippo Neri. Diede molti dispiaceri al Vescovo Domenico Bollani, che lo redarguì spesso.
    Amico di letterati, fu un uomo molto dotto, e lasciò manoscritti e svariate poesie.
    Parlano di lui con lode il Bonelli, il Fleury, il Crescimbeni, il Turiazzi, il Peroni.
    Protesse i bresciani in Roma; fu per sua iniziativa che, il 6 novembre 1569, si istituì la Confraternita dei Bresciani, che nacque in casa sua. Egli si prodigò in consigli e ne rispose in denaro, affinché si costruisse anche una chiesa che si volle dedicata ai Santi Faustino e Giovita; infatti, uno degli scopi della Confraternita, fu quello che la religione indirizzasse e santificasse il patrio affetto dei Bresciani residenti in Roma.
    Il Cardinale Gianfrancesco, morì in Roma il 5 maggio 1587 e fu sepolto, come da sua volontà, in Santa Maria Vergine della Quercia a Viterbo.


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Cardinale Gianfrancesco


Uno scorcio della Villa di Bagnaia, un tempo residenza del Cardinale; famosa per il suo giardino all'italiana e per la fontana detta del Quadrato, è stata costruita nella seconda metà del XVI°sec. su disegno del Vignola.
Bagnaia