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Il DRC secondo le parole del Dr. Watson...

Per narrare gli antefatti di questa storia, meglio tornare indietro nel tempo di quindici anni. La storia recente dei D'ni, infatti, non è mai stata divulgata pubblicamente. Forse è giunto il momento di farlo.

La civiltà D'ni fu rinvenuta (nell'era moderna) intorno al 1987, da un gentiluomo di nome John "Fighting Branch" Loftin, conosciuto più semplicemente come Branch. Non conosco la data esatta della sua scoperta e, purtroppo, non è nei paraggi per poterglielo chiedere...

Ad ogni modo, pare che Branch fosse molto amico di un facoltoso archeologo, di nome Elias Zandi (detto anche "Eli"). Elias nutriva un interesse particolare nella zona sud-occidentale degli Stati Uniti.

Le aspettative vennero superate quando, esplorando alcune caverne, Branch s'imbatté in ciò che, oggi, sappiamo essere le macchine per gli scavi utilizzate dai D'ni. Descrivere Elias come "eletto" non renderebbe onore alla verità. "Posseduto", forse, è il termine più adatto. Elias si buttò a capofitto nelle sue ricerche.

Era il 19 Marzo 1988 per l'esattezza, quando Branch ed Elias intrapresero il loro primo viaggio nelle caverne, come documentato nel diario di Elias. Fu una spedizione breve: oltrepassarono l'entrata, s'infilarono in una piccola fessura, ritrovandosi improvvisamente nei tunnel costruiti dai D'ni; oltrepassarono le escavatrici da tempo abbandonate e, infine, sbucarono in cima a un cunicolo. Quel primo viaggio li resi due uomini diversi, come scrisse Elias nel suo diario: "Sono stato in un luogo che non avrei mai potuto immaginare... eppure, era come essere tornato a casa."

Fu nel 1989, durante la terza grande spedizione, che raggiunsero la grande caverna D'ni, scoprendo le rovine della città. Il diario di Elias descrive quanto poterono ammirare: tale era la vista che, sconvolto, cadde sulle ginocchia e cominciò a piangere. Capì di non poter sopportare da solo l'enorme portata di quella scoperta, e decise così di chiamare un vecchio amico.

Avevo incontrato Elias anni prima, vedendolo poi in svariate spedizioni. Insieme, ma spinti da interessi diversi, iniziammo a concentrarci sugli Stati Uniti del Sud-ovest; in diverse occasioni, collaborammo in stretto contatto. Nel 1989, eravamo molto affiatati.

Dopo essere stato contattato da Elias, mi ci volle un po' di tempo per cominciare a pianificare una lunga spedizione. Ricordo ancora il mio scetticismo iniziale alle sue parole, ma gli ho sempre creduto, in nome della nostra amicizia e delle informazioni da lui raccolte. Allo stesso tempo, Elias iniziò ad acquistare migliaia di acri di terreno, circostanti l'aera in cui erano stati rinvenuti i tunnel. [Quello fu anche il periodo in cui Elias contattò per la prima volta i fratelli di Rod Miller, un amico di suo figlio Jeff. Voleva parlare della sua scoperta solo con chi riteneva sensibile alla "chiamata"... ma forse mi sto dilungando troppo.]

Quando tutto fu pronto, nel 1990, Branch, Elias e io ci avventurammo in quella che fu la nostra più grande spedizione nel regno D'ni. Devo ammetterlo: ad ogni nuova scoperta che facevo, ad ogni passo che compivo, più mi allontanavo dalla superficie, più mi sentivo a casa. Quel viaggio finì col durare oltre tre settimane, conducendoci ad Ae'gura. Qui rinvenimmo alcuni artefatti, tra cui i diari di Catherine: una scoperta decisiva.

Nel 1991, partimmo per un altro viaggio, dopo il quale, purtroppo, Branch non tornò in superficie. Gli eventi di quella spedizione mi avevano segnato e, sebbene decisi di non raccontarne i dettagli, infransi le regole, dando adito a eventi di cui oggi mi pento. Quell'esperienza ci mise a dura prova, ma né Elias né io potevamo fare a meno di spingerci sempre oltre.

A quell'epoca, riuscimmo a tradurre alcuni diari di Catherine e altri documenti ritrovati. Elias passava queste informazioni in superficie, ai Miller. Mentre le informazioni si dipanavano, il loro progetto passò da una storia sulla scoperta della caverna alle storie narrate nei diari di Catherine.

Nel 1992, gli studi proseguivano a ritmo elevato. Organizzai un gruppo di spedizione, con qualche mio ex-collega, per cimentarmi in una ricerca più dettagliata della caverna. (Le storie sul reclutamento sono divertenti: forse un'altra volta!) Elias non ci accompagnò in questo viaggio. Scese più tardi e ci raggiunse nella città.

Fu questo incontro nella città che mi aprì gli occhi sulla diversità della mia visione del futuro dei D'ni da quella di Elias. Capii subito che Elias credeva ciecamente nella restaurazione della città alla sua "gloria originale" e nella possibilità di poterla popolare di persone che si chiamassero D'ni. Diceva cose come: "Noi sentiamo la chiamata, perché in molti di noi scorre il sangue D'ni, che ci sta richiamando a casa". Devo dire che, da un certo punto di vista, lo capivo, ma non mi rendevo conto di quanto estremo fosse il suo atteggiamento.

Non fraintendetemi: continuai comunque nelle ricerche. L'antica civiltà D'ni stava chiamando anche me, ma diversamente da come stava chiamando Elias... ma stava pur sempre chiamando. Così, Elias e io collaborammo ancora, finché non fondò la Restaurazione dei D'ni. È interessante notare che da quel viaggio nel 1992 fino ad oggi, la città non è mai stata completamente disabitata.

Fu alla fine del 1992 che iniziai a dedicare tempo all'esplorazione della caverna e ad aiutare i fratelli Miller nei loro progetti in superficie. Molti diari di Catherine e altri suoi documenti rinvenuti erano stati tradotti. Elias sentì che, per questo progetto, era meglio se fossi stato lì di persona, per fornire direttamente informazioni. E io accettai.

Man mano che Elias si perdeva sempre più nella Restaurazione, la sua salute si deteriorava. Nel 1993, subì un intervento a cuore aperto e i medici gli consigliarono di non strafare. Ma la sua vita era assorbita dalla Restaurazione dei D'ni: niente avrebbe potuto fermarlo! Avrebbe finito col farsene sopraffare.

Alla fine del 1993, ebbi il piacere di portare Rand, Robyn e Ryan Miller alla città per la prima volta. Rimasero estasiati, affermando che le nostre descrizioni, e persino le fotografie che la ritraevano, non le rendevano giustizia nemmeno lontanamente. Questo accadde subito dopo che il loro progetto venne finito, ma prima che fosse divulgato.

Myst, il gioco dei Miller basato sulla storia di Atrus narrata nei diari di Catherine, si spinse oltre ogni nostra aspettativa. Il desiderio di Elias non era di narrare della civiltà D'ni al mondo intero, ma di proferirne parola solo con chi avesse creduto a quelle storie, anche a un livello inconscio, e che avesse potuto sentire, come lui, "la chiamata". Era convinto che chi avesse ascoltato la storia senza sentire la chiamata l'avrebbe ritenuta solo frutto di mera finzione. Saremmo tutti sorpresi di fronte al numero di persone che, in futuro, sentiranno la chiamata...

Nel 1994, organizzai due lunghi viaggi per portare numerosi rifornimenti ed equipaggiamento nella civiltà D'ni. Avevamo ribattezzato la seconda spedizione "viaggio-gelato", a causa del numero di coni (quelli di emergenza!) che portammo nel sottosuolo.

Il 1995 si dimostrò un anno piuttosto interessante. Si assisté alla grande migrazione di piccoli gruppi per il deserto, alla ricerca di un sentiero che conducesse ai D'ni. Sostenevano di essere stati "chiamati". Elias non stava più nella pelle! Molti di coloro che si unirono all'impresa furono poi accettati come volontari al progetto di Restaurazione.

Alla fine del 1995, a Novembre credo, ci fu un altro interessante giro di boa. Elias aveva accompagnato di nuovo Rand e Robyn in città, insieme al figlio di Elias, Jeff. Jeff era già sceso nel sottosuolo diverse volte, ma questo viaggio fu memorabile. Jeff ed Elias erano in disaccordo, da un punto di vista filosofico, sulla Restaurazione della città. Jeff nutriva seri dubbi sul sentiero che il padre avrebbe intrapreso di lì a poco, e fu molto schietto: secondo lui, la Restaurazione non doveva essere puramente fisica, ma doveva invece connotarsi come una rinascita spirituale. Elias non condivideva quella presa di posizione e le discussioni aumentarono sempre più, fino a raggiungere l'apice. Per quanto ne so, i due si separarono dopo quell'episodio. Non so nemmeno se si videro più...

Sfortunatamente, nel 1996 il mio caro amico Elias morì di un attacco di cuore. Lasciò le sue fortune alla Fondazione della Restaurazione D'ni, un'organizzazione non-profit da lui fondata. Io ero il Presidente di quella fondazione e l'esecutore del suo testamento. Al figlio non lasciò denaro, ma i terreni nel Nuovo Messico.

Data la responsabilità affidatami, decisi di fondare il Concilio per la Restaurazione nel Gennaio del 1997, per creare un gruppo di persone che mi avrebbero aiutato a sovrintendere alla Restaurazione. Col tempo, sono divenuto quasi ossessionato come Elias dal progetto di Restaurazione, ma temprato dai nostri errori passati e conscio che questa impresa debba essere equilibrata da una certa prudenza.


Dr. Richard A. Watson



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