il progetto ai suoi esordi

qualche idea per cominciare: ne seguiranno altre presto stampa
Quello che vorrei proporre con queste righe è un progetto di esplorazione e traduzione collettiva radicale di opere difficilmente raggiungibili per i lettori italiani. Difficilmente raggiungibili sia perché gli editori tradizionali le considerano impubblicabili in quanto poco proficue sul piano economico o troppo radicali (in entrambi i casi loro direbbero poco interessanti per il mercato), sia perché sono già state pubblicate, ma con traduzioni che o le hanno addomesticate per le presunte aspettative dei lettori italiani o le hanno snaturate per semplice incuria (Gramsci diceva che i traduttori guadagnano male e quindi lavorano male).
Chi sa che io per lavoro traduco potrebbe pensare che questa idea non sia che una deformazione professionale, e in parte lo è, perché se sono arrivata a usare tutti e due i miei neuroni per arrivare a elaborare qualcosa in più di qualche parola sconnessa è successo solo grazie al mio contatto continuo con le problematiche della traduzione e del rapporto con le letterature di paesi stranieri. Dalla deformazione professionale, però, queste mie riflessioni si sono spinte oltre la semplice quotidianità, e in questa proposta c'è più di una riflessione che nella mia vita normale potrei facilmente ignorare e rimuovere. Di fatto, un progetto che ricerchi opere inedite o edite male e che le traduca a più mani per poi pubblicarle con una licenza libera solleva questioni relative sia alla possibilità di modificare un'opera difesa da diritto d'autore, sia alla liceità di mettere in discussione la “paternità” dell'opera stessa, e soprattutto permette di condividere saperi sia attraverso la scoperta di opere infruibili per i lettori italiani sia attraverso la condivisione delle riflessioni traduttive.
In effetti, oltre a permettere di diffondere scritti importanti che in italiano non comparirebbero mai per via della mancanza di fondi degli editori indipendenti e per la tensione verso il profitto e l'omologazione delle grosse case editrici, traendo dall'opera “originale” un'opera “derivata” elaborata collettivamente già si metterebbero in discussione sia le dinamiche che determinano la fruizione delle opere scritte in Italia, sia l'approccio alla traduzione, che è improntato all'idea di paternità dell'opera e in genere viene effettuata da una sola persona.
Ma non solo: nel progetto che ho in mente si potrebbero anche compiere esperimenti di traduzione radicale in cui chi traduce potrebbe decidere di proporre una “edit version” dell'opera, modificando o cambiando alcuni passaggi che riterrebbe più efficaci se proposti in modo diverso da quello usato nella lingua originale. Finora l'idea che il traduttore possa prendere posizione e decidere di trattare la sua traduzione come opera propria, modificando il testo originale se lo ritiene necessario per realizzare il suo scopo comunicativo è stata accettata soltanto da alcuni studiosi particolarmente radicali dei translation studies e dei culture studies, ma in ambito editoriale si applicano ancora vecchi criteri secondo cui il traduttore dovrebbe sforzarsi il più possibile di non essere un “traditore”. Questo approccio non viene messo in discussione quasi mai, e finora neanche nel dibattito sulle licenze libere è stato affrontato con consapevolezza. Eppure tra licenze libere e approccio all'opera originale il rapporto c'è, ed è decisamente degno di nota.
In effetti, spesso il dibattito sulle licenze come alternative al copyright si incentra sulla possibilità di copiare e diffondere l'opera, ma più di rado, soprattutto per quanto riguarda carta stampata e parole in generale, si ammette che l'opera debba essere modificabile e si mette in discussione il concetto di attribuzione della “paternità”: anche alle licenze si chiede, insomma, di tutelare il nome dell'autore e la sua volontà, la cosiddetta intenzione dell'opera.
Se insomma Perrault avesse potuto proteggere la sua opera e, immaginiamolo illuminato, avesse pensato a tutte le nonnine che avrebbero raccontato Cappuccetto Rosso ai nipotini e avesse protetto la sua fiaba con una licenza Creative Commons no derivative, tutte le rielaborazioni della sua opera non avrebbero mai potuto aver luogo, e film come In compagnia dei lupi di Neil Jordan non avrebbero mai potuto vedere la luce. E che dire degli autori delle saghe germaniche e delle novelle cui Shakespeare attinse a piene mani per i suoi drammi?
Questi sono naturalmente esempi estremi, e senz'altro discutibili visto che né all'epoca di Perrault né a quella di Shakespesare si parlava di diritto d'autore, ma l'importante è che ormai da filosofi poco letti e molto citati (anche dalla sottoscritta) come Derrida a scrittori pop come Wu Ming, il concetto di opera originale è messo diffusamente in discussione e i suoi confini si fanno sempre più sfumati: l'arte non è un dono divino che ti coglie all'improvviso con un'ispirazione assolutamente unica, e tutto quanto viene creato deriva da creazioni precedenti. Insomma, di ogni opera che nasce oggi si può dire che sia derivata da altre opere preesistenti. Se questo è vero, il concetto di opera originale, e quindi di opera derivata, diventa discutibile tanto quanto la definizione del rapporto tra opera originale e sue derivazioni.
Per questo, proporre un progetto che fondi la sua esistenza sulla creazione di opere derivate, tradotte o anche riscritte, può dischiudere con la pratica e la diffusione di scritti importanti e stimolanti un mondo in cui anche la letteratura, uccidendo il padre, ritorni a uno stato di fluidità e condivisibilità e rimetta in moto lo scambio culturale e tutte le opportunità creative legate alla possibilità di fondare la creazione artistica su un patrimonio culturale accessibile e fruibile.
Quello che vorrei quindi proporre è un progetto collettivo di ricerca e traduzione aperta (su wiki) da pubblicare online se l'opera da cui si parte è protetta da una licenza che lo permette oppure, se lo scritto è protetto da copyright, da diffondere via P2P con un semplice riferimento sul sito di riferimento.

pagina creata da: admin ultima modifica: Tuesday 23 of Agosto, 2005 [23:48:13 UTC] di admin



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