Scuola

Università occupate - ultime da Bologna

Ricevo il seguente comunicato stampa ( data: 24 /10 ):

Oggi gli studenti delle facoltà occupate di Bologna, come promesso a seguito del rifiuto da parte dell’assessore alla casa Amorosi a confrontarsi in un dibattito pubblico presso la facoltà di lettere e filosofia occupata,  si sono recati pacificamente davanti all’amministrazione comunale con l’intenzione di partecipare al consiglio e portare avanti le loro richieste inerenti la pubblicazione delle case sfitte in attesa di assegnazione a Bologna e l’inserimento nelle graduatorie di lavoratori precari e studenti.

Nonostante le sedute del consiglio siano pubbliche e l’atteggiamento degli studenti fosse assolutamente pacifico, ad attenderli hanno trovato carabinieri e polizia che hanno impedito non soltanto l’ingresso nella sala ma persino nel cortile del palazzo e che hanno caricato tre volte studenti e studentesse inermi, causando cinque feriti, tra cui il segretario provinciale di Rifondazione comunista Tiziano Loreti, che era sceso in piazza ad esprimere il suo sdegno per ciò che stava accadendo. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi delle telecamere di decine di emittenti e di organi di stampa.

Durante lo svolgersi degli eventi moltissime persone che si trovavano in Piazza Maggiore hanno spontaneamente solidarizzato con gli studenti, indignati per la reazione militare, e una catena di passaparola ha fatto sì che il corteo raddoppiasse spontaneamente di numero.

Questa è l’ennesima dimostrazione di una amministrazione incapace di confrontarsi con ciò che non capisce e non intende capire e che adotta come unico metodo di risoluzione delle controversie una violenza e una repressione che si ostina a chiamare legalità.

La giunta si assuma la responsabilità politica di quanto avvenuto.

Ci aspettiamo inoltre delle prese di posizione da parte del corpo docente e del rettore.

In risposta al comunicato delle forze dell’ordine che sostengono di aver avuto agenti contusi rispondiamo che ciò non è stato possibile: ribadiamo con forza di non aver usato alcun tipo di violenza nei confronti delle forze dell’ordine anche dopo le ripetute cariche immotivate e gratuite.

 

Contro la Moratti: Padova

Gli Organi accademici dell'Università di Padova, riunitisi in seduta congiunta il 19 ottobre 2005,
fanno propria la mozione approvata dalla CRUI in data 13 ottobre 2005;

esprimono viva preoccupazione per le conseguenze che per l'Università italiana potrà avere l'approvazione parlamentare del provvedimento sullo stato giuridico dei docenti universitari, soprattutto per l'autonomia dell'Università, assicurata dall'art.33 della Costituzione, nonché per il reclutamento dei giovani a causa dell'istituzionalizzazione del precariato sancita dal provvedimento.

Esprimono inoltre preoccupazione anche per la ricerca che, in contrasto con le affermazioni di principio, viene sostanzialmente ignorata da un provvedimento voluto assurdamente a costo zero, rischia di essere ulteriormente penalizzata e condizionata nella sua autonomia.

Ribadiscono che un serio intervento sull'Università può avvenire soltanto introducendo un sistema basato sulla valorizzazione e sulla valutazione dei risultati, sulla revisione del sistema di accesso alle carriere e del modello di finanziamento pluriennale.

Tutto ciò non trova alcun riscontro nel disegno di legge sullo stato giuridico approvato dal Senato della Repubblica e attualmente in discussione alla Camera.

Deplorano anche con forza che da tale disegno di legge sia stata espunta la disposizione – richiesta ripetutamente dalla CRUI – per istituire un'agenzia indipendente per la valutazione del sistema universitario, come organo ‘terzo' tra il MIUR e gli Atenei, in grado di elaborare un serio e autonomo sistema di valutazione che incida anche a livello di distribuzione delle risorse.

Rilevano d'altro canto con estremo allarme gli effetti perversi che deriverebbero dall'entrata in vigore di un testo con i contenuti di quello uscito dal Senato contemporaneamente all'eventuale approvazione delle disposizioni in materia universitaria previste nella bozza di Legge finanziaria.

Si rivolgono all'opinione pubblica, segnalando i gravi rischi che corre l'istituzione universitaria, essenziale per il futuro del Paese, ed ora oggetto di una pesante e fuorviante campagna di delegittimazione abilmente orchestrata;

stigmatizzano che la discussione sia stata spostata sul piano dello scontro politico, trascurando totalmente gli elementi di merito.

Chiedono a tutti i docenti dell'Università di Padova di distribuire e di discutere il testo del presente documento durante le loro lezioni del giorno 25 ottobre p.v.;

invitano infine tutti i docenti che lo ritenessero opportuno a svolgere le loro lezioni nelle piazze cittadine nella stessa giornata del 25 p.v.

Università occupate - Bologna

L'occupazione delle facoltà universitarie per protesta contro il ddl Moratti sta coinvolgendo molte città italiane. Questo blog darà voce alle vostre iniziative.

Mi scrive l'Assemblea occupante di Lettere e filosofia, Bologna:

L'occupazione della facoltà di lettere e filosofia a Bologna prosegue ormai da sei giorni.

Oggi il processo innescato mercoledì scorso in via Zamboni 38 si è esteso alle facoltà di scienze politiche e, al di là di ogni rosea speranza, giurisprudenza. In quest'ultimo caso sono stati gli stessi giuristi presenti all'assemblea ad esprimere il loro sdegno per il disegno di legge del ministro Moratti, a riprova del fatto che ci troviamo davanti ad un mostro anche dal punto di vista giuridico.

In questi sei giorni i locali di lettere e filosofia sono diventati dei laboratori di saperi critici e di socialità liberata.

Fra gli eventi proposti segnaliamo l'incontro di approfondimento sul Ddl Moratti e riforma Zecchino con rappresentanti della Rete nazionale dei ricercatori precari;

un'assemblea sulle nuove strategie di repressione con particolare riferimento al nuovo pacchetto Pisanu (Pisanu Act) e la criminalizzazione dell'attivismo sociale a Bologna attraverso l'uso dell'aggravante di eversione.

Per mercoledì 19 ottobre è in programma, allle ore 17, un dibattito sulla precarietà come elemento trasversale alla ristrutturazione del sistema formativo e del mondo del lavoro con Piero Bernocchi della confederazione Cobas e Gigi Ruggero, autore del libro "intelligenze creative". In contemporanea si riunirà il nodo bolognese della rete dei ricercatori precari.

Giovedì invece si terrà un seminario su Foucault e Marx tenuto dal ricercatore Rudi Lionello alle ore 17.
A seguire Walter Siri e Mario Ciccheri discuteranno con gli studenti di scuola e anticlericalismo.

Inoltre gli studenti si sono divisi in gruppi di lavoro quotidinano su:
a) Analisi del Ddl Moratti come tappa ulteriore, rispetto alla precedente riforma Zecchino (quella del 3 + 2), di un più generale processo di smantellamento dell'università pubblica.

b) Istanze sociali cittadine legate direttamente alla condizione studentesca e al dirtitto allo studio: caro affitti, caro mensa (causa esternalizzazione a privati) , insufficienza di borse di studio, caro trasporti...

Nell'ambito di questa discussione si è svolta una riunione con i movimenti di lotta per la casa (Abitazione, Mao e Passepartout) ed è stata proposta un'assemblea per discutere delle lotte sociali portate avanti a Bologna dai movimenti metropolitani.

c) Cinema, cultura e copyright. Questo gruppo ha promosso delle rassegne all'interno del cineforum. Tra queste, la rassegna Blockbastard, prime visioni prima della visione e casi umani al 38. E' attiva anche un'istallazione di file sharing (condivisione di file sul modello di Napster).

Da questo momento in poi l'assemblea degli e delle occupanti di via Zamboni 38 si muoverà in sinergia con le assemblee delle neonate occupazioni di scienze politiche e di giurisprudenza sperando che il virus della protesta si diffonda ulteriormente.

L'assemblea occupante di lettere e filosofia

La famigerata riforma Moratti

Alla Sapienza di Roma sono state occupate le facoltà di Lettere e Filosofia, Sociologia, Scienze della Comunicazione, Fisica, Scienze Umanistiche, Matematica e il dipartimento di Chimica. Studenti, professori e Senato Accademico sono uniti nella protesta contro la famigerata riforma Moratti che riporta la scuola italiana indietro di 50 anni, all'epoca in cui solo i ragazzi ricchi come la Moratti riuscivano ad accedere all'università.

Una riforma che stronca la ricerca universitaria e demotiva gli insegnanti di ogni ordine e grado. Una mia amica insegna alle elementari. La mattina fanno colazione in classe per tre ore, poi liberano i bambini in giardino. Quello che va a sbattere contro più alberi prende il voto più alto.

La Moratti riduce le risorse finanziarie ( che scarseggiano a causa della fallimentare politica economica di Tremonti ) e delega alle università il compito del loro reperimento!

Ieri gli studenti delle superiori si sono uniti alla lotta contro una riforma che incide sulla qualità dell'offerta formativa ( le scuole fanno fatica a comprare la carta igienica, figuriamoci i
computer! );

che abolisce il tempo pieno ( per molte famiglie è ovviamente un disastro );

che cancella i decreti delegati e il lavoro collegiale, insultando anni di dedizione e di sacrifici del corpo docente;

e contro un ministro ( sempre la Moratti ) responsabile dell'attuale caos nei concorsi e nelle graduatorie. ( C'è gente che ha speso tempo e danaro per corsi di perfezionamento resi del tutto inutili.)

Dulcis in fundo: il Dirigente Scolastico adesso ha l'autorità di assumere o licenziare gli insegnanti ( potendo così provare emozioni finora riservate agli industriali ).

Il mondo della scuola scioperò contro la Moratti già lo scorso ottobre. Lei che fa? Dà un'intervista a Panorama in cui afferma:

-Abbiamo recuperato 70mila ragazzi sui 300mila che non vanno a scuola.-
FALSO. La Moratti ha ridotto il fondo per l'offerta formativa. E ha aumentato la dispersione scolastica con l'abbassamento dell'obbligo a 13 anni e mezzo.
L'annuncio recente di averlo portato a 16 anni è una balla elettorale.

La Moratti abolisce la figura del ricercatore universitario e rende precaria la carriera accademica. La Moratti, non dimentichiamolo, è lo stesso ministro che disse no al miliardo di euro annui che l'UE mette a disposizione della ricerca di base. Voleva gestirli lei quei soldi, ma l'UE ha criteri più trasparenti e quindi cippa.

-Abbiamo un numero di docenti superiore alla media europea.-
VERO. Ma solo perché nella media europea non compaiono i 21mila insegnanti di religione cattolica pagati dallo Stato.*

* MARIO BACCINI, non appena nominato ministro della Funzione pubblica firmò per l'assunzione di altri 9000 insegnanti di religione cattolica. A Natale, Roma è stata tappezzata di suoi manifesti con la scritta:”Mario Baccini ringrazia la Chiesa di Roma.”
Ringrazia de che ?

-Abbiamo triplicato in 3 anni la diffusione del computer.-
FALSO. Da 3 anni non ci sono fondi per l'informatica, nonostante gli slogan. Gli unici finanziamenti sono quelli stabiliti dal decreto legge Berlinguer 2000 e dalle finanziarie 2000-2001.

-Dal 2001 la spesa complessiva per l'istruzione è in costante aumento.-
FALSO. L'effetto è causato dall'inflazione. Inoltre le 62mila assunzioni dell'agosto 2001 di cui la Moratti si prende il merito furono decise e finanziate dal centrosinistra.

-Apriremo al più presto il confronto con sindacati, amministrazioni regionali, associazioni.-
Finora ha fatto il contrario, imponendo una legge sottratta al dibattito parlamentare, senza copertura economica, sgradita al mondo scolastico.

-Penso che ognuno sia libero di esprimere le proprie convinzioni religiose anche attraverso l'abbigliamento.-
Che pensiero liberale! Salvo poi costringere la scuola italiana ad adottare programmi conformi ai recenti accordi col cardinal Ruini. Voleva abolire dai programmi la teoria dell'evoluzione di Darwin. Perché lei preferisce l'altra teoria scientifica, quella di Eva col serpente.

I dinosauri diventavano “i cavalli di Gesù”. ( Una sua commissione, dopo un anno di lavoro, ha confermato che la teoria di Darwin è riconosciuta da tutti gli scienziati del mondo, quindi se ne può parlare. La Moratti è una che ha dubbi sull'evoluzione. E, nel dubbio, non vuole che vi càpiti!)

E i libri di testo approvati dal ministero? Quest'anno, alcune scuole italiane hanno adottato l'antologia italiana “Spazio lettura” di Paola Campagnoli, ed. Il capitello. Scheda sul poeta Umberto Saba. C'è scritto “nato da madre ebrea e padre ariano”! Dio, patria e famiglia.

Il guaio è che la Moratti non è un ministro. La Moratti è l'idea che una parrucchiera ha di un ministro.

Senza offesa per le parrucchiere.

( Ma forse studiare non è così importante. Alle medie mi hanno insegnato a dimostrare che un triangolo isoscele ha sempre due angoli uguali. Mi sembrava un grande risultato. Adesso ho 44 anni. Non ho mai incontrato un triangolo isoscele in vita mia. )

Al momento di votare la pregiudiziale di incostituzionalità della riforma Moratti, mancavano 95 parlamentari del centrosinistra. Ne bastavano 25 per bloccare la legge. No comment.

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