Ambiente

Stanno distruggendo il bosco di Gioia

Ricevo da Michele questa mail:

Cari amici,
è con grande tristezza che vi annuncio la distruzione del Bosco di Gioia.

La Soprintendenza di Milano ha dichiarato il 20 dicembre, in seguito ad un sopralluogo e ad una lettera della Soprintendenza Regionale del 28/9/04 che dichiarava che il bosco non aveva interesse ambientale, di essersi sbagliata e che il Bosco non ha interesse monumentale, se non i muri di confine della
casa di Giuditta Sommaruga su via Melchiorre Gioia.

Infrastrutture Lombarde, la società della Regione che sta gestendo l'appalto della nuova sede della Regione, ha a questo punto incaricato ditte specializzate di trasferire gli alberi maggiori e di tagliare il resto tra il 27 dicembre e fine anno, approfittando del periodo natalizio in cui molti oppositori sono fuori Milano.

Il 27 dicembre mattina le ditte specializzate sono entrate nel Bosco scortate da Polizia e Carabinieri.

Sto organizzando un presidio per impedire fisicamente il trasferimento delle piante e la distruzione del Bosco.

Michele Sacerdoti

No Tav

I sindaci della Val di Susa denunciano alla Procura di Torino il ministero degli Interni e il governo. -Vogliamo capire,- hanno detto, -come sia possibile sottoporre un'intera valle a un regime di occupazione militare, tanto che i cittadini sono privati di alcuni dei loro più fondamentali diritti, ad esempio quello di spostarsi come vogliono da casa al lavoro, dalla messa domenicale al bar...-

Il filosofo Paul Virilio ha fatto notare come l'invenzione di ogni tecnologia sia anche l'invenzione dell'incidente ad essa relativo. L'invenzione del treno, ad esempio, è anche l'invenzione dell'incidente del treno. La storia della tecnologia moderna è tutta una storia di accelerazioni continue. Le invenzioni vengono fatte per accelerare: gli uomini, le cose, le informazioni. La conseguenza pratica è devastante. Il diritto è innanzitutto luogo di diritto: nel momento in cui la società delle comunicazioni sempre più veloci annulla le differenze tra gli Stati, e gli Stati stessi, di conseguenza annulla anche i luoghi, e il diritto in essi rappresentato.

Vuol dire che ci restano diritti da deportati, in quanto non c'è più territorio. Ecco spiegata la nonchalanche con cui la politica nazionale arriva a imporre a una intera valle megaopere quali la Tav fregandosene del parere degli abitanti e del giudizio negativo degli esperti. Ecco spiegati i sentimenti di ribellione che si scatenano in una popolazione trattata in questo modo, col ministro delle Infrastrutture e delle Trivellazioni che fa il capataz:-Si mettano il cuore in pace, tanto l'opera si farà.- C'è un motivo valido? A ben vedere, non c'è. Ah, sì: i miliardi in ballo.

Senza dimenticare che tra Torino e Lione esistono già una ferrovia e un'autostrada appena terminata, entrambe largamente sottoutilizzate: sulla tratta ferroviaria transitano ogni anno 8 milioni e mezzo di tonnellate di merci, mentre la linea attuale può arrivare tranquillamente a 20. Con la Tav si arriverebbe a 60, ma il traffico merci atteso al 2015 è di 20 milioni di tonnellate, e questo solo disincentivando ogni camion che passa dai tunnel alpini con una tassa di 100 euro. Di fatto la linea sarà utilizzata solo per un terzo. C'è chi la pensa diversamente: sono le ditte interessate.

Ho capito che i valsusini si sarebbero ripresi Venaus quando ho letto questa cronaca: “ Circolava una specie di leggenda metropolitana a Venaus, in questi giorni di presidio. -Ogni volta che arrivano le forze dell'ordine, stranamente i telefonini funzionano male, i computer si bloccano e le comunicazioni diventano difficili.- Non a caso i No Tav si erano organizzati bene: le campane della chiesa, la sirena dei pompieri, e qualcuno pronto a salire a piedi sui sentieri di montagna, per raggiungere una zona coperta dal segnale. Così è stato. Le campane hanno suonato alle 4 del mattino. (…) Alle 5, tirate giù dal letto c'erano già 200 persone a fronteggiare lo schieramento delle forze dell'ordine. “ ( la Repubblica, 7 dic 05 )

Il popolo della valle chiamato a raccolta con le campane: queste non sono più solo notizie, questo è Tolkien. E Sauron Pisanu non ha speranza, contro Frodo.

Le Fs nel frattempo hanno spiegato i vantaggi dell'Alta velocità: i treni arriveranno sempre in ritardo, ma più velocemente.

Eni e archeologia

Ricevo questa lettera da Paolo Sferrazza:

Caro Daniele,
studio archeologia del Vicino Oriente Antico. Quindi ti lascio immaginare cosa mi prenda ogni volta che vedo bombardare l' Iraq, sia dal punto di vista umano che lavorativo.

C'è stato da pochissimo un "Workshop" all' Accademia Nazionale dei Lincei a Roma riguardo il restauro del Duomo di Milano, di San Pietro, e degli scavi ad Ebla (attuale Tell Mardikh - Siria), in Iran, a Mari (Siria al confine con l' Iraq, attuale Tell Hariri ) ed altro ancora. La cosa più divertente qual è? Che tutto è patrocinato dall' Eni, EVVAI!!!

"Portare alla luce siti e reperti archeologici o restituire alla loro integrità beni artistici sono operazioni centrali per la salvaguardia del patrimonio culturale. Questi obiettivi possono oggi essere perseguiti contando su nuove e più efficaci tecnologie, per lo più traslate da altri settori di impiego; fra esse trovano largo spazio anche quelle sviluppate in campo energetico."

clicca qui per il link

Loro vogliono scavare aree estese anche più di 100 km in Italia, come è avvenuto in occasione dello scavo dell' oleodotto che unisce la raffineria di Taranto al centro d'estrazione nella Valle D' Agri, dove sono saltate fuori decine e decine di zone d' interesse archeologico (colonia greca del Metaponto, la città romana di Grumentum e tantissimo altro), ma c'è un piccolo problema. Uno scavo archeologico si basa sullo studio stratigrafico del terreno (come in geologia), per scavare 2 metri di terreno possono servire anche 3 o 4 campagne di scavo di 3 mesi ciascuna, se la stratificazione è complessa e l' estenzione del sito ampia ( semplifico ).

Qui l' Eni ha fatto bucherellare il terreno in fretta e in furia (ovviamente non poteva stare 30 anni ad attendere noi per costruire l'oleodotto) rovinando per sempre lo studio di siti archeologici. ( Una volta scavata la stratigrafia viene distrutta. Se il lavoro di archiviazione e studio non è fatto bene puoi dire addio alla ricostruzione storica.)

Loro pavoneggiandosi sono fieri di contribuire alla salvaguardia dei Beni Archeologici Italiani, mentre ci stanno devastando il campo di studi!

Adesso vogliono aprire un altro oleodotto lungo circa 130 km a una profondità di poco più di 2 metri, credo, e pretendono che noi archeologi ci lavoriamo su solo un anno!!!! Ad Ebla ( in Siria) un sito dell' estenzione di circa 60 ettari è in fase di scavo da 40 anni ed è ancora lungi dall' essere concluso...tira un pò tu le somme.

Per fortuna gli archeologi presenti hanno reso noto ai grandi dirigenti Eni l' impossibilità di questa cosa, ma loro hanno risposto con un preoccupante silenzio. Non c'è un numero adeguato di archeoloci per sostenere una simile impresa, mancano i fondi ( e di certo l' Eni non finanzierà mai di tasca sua l'apertura di almeno 30 cantieri ), mancano i criteri scientifici ( perchè avremo tempi limitatissimi e il fiato sul collo perché…il tempo è denaro ).

Archeologia e petrolio??? Siamo nella merda fino al collo.

Paolo Sferrazza

Riporto qui alcuni link al riguardo, che servono sia a precisare che ad approfondire
l' argomento:

http://www.archeobasi.it/eventi/default.cfm?fuseaction=archeologiaepetrolio (link di una mostra composta dai ritrovamenti di Metaponto e Grumentum)

http://www.cinemavvenire.it/magazine/articoli.asp?IDartic=3389
( articolo su questo scempio archeologico, l' oleodotto passa attraverso il Parco Nazionale del Pollino, in più e recensito un documentario di Gianfranco Pannone dal titolo "Pietre, Miracoli e Petrolio" che tratta della difficoltà di coesistere con lo sfruttamento ambientale).

Mail dalla Sardegna

Ricevo questa lettera da Daniela Meloni:

Caro Daniele,
sono un'amareggiata musicista di 27 anni e ti scrivo dalla Sardegna.

Ti scrivo prima di tutto per ringraziarti per le preziose informazioni che ci fornisci ai tuoi spettacoli, dato che i giornalisti non lo fanno più da molto tempo, e poi per illustrarti (se hai tempo e pazienza) la "felice" situazione in cui si trova la mia ridente (?) terra, baciata dal sole e dai vip decerebrati.

La maggior parte delle cose che ti riferisco non si trovano certo sui giornali(come al solito..).

Saprai di certo dell'altissimo tasso di disoccupazione che sta costringendo migliaia di miei coetanei ad emigrare in cerca di lavoro. Chi resta ha poche scelte per guadagnarsi il pane: il lavoro in nero, la carriera militare o la delinquenza ( quasi quasi ci faccio un pensierino...).

Molti di noi cadono nelle grinfie dei Call center: tre,quattro o cinque euro all'ora, se non ti licenziano prima, magari dopo che hai lavorato gratis per un mese. Mentre in tutta Italia ci si angoscia per le pensioni, noi sardi ce ne possiamo fregare altamente:la pensione è una preoccupazione solo per chi riesce a trovare(e a mantenere)un lavoro.

Gli americani ci stanno colonizzando con la benedizione dei politici locali: le basi militari sono ovunque e, non so quali diavolerie radioattive ci siano dentro, ma il tasso di leucemie e di nascite di bambini malformati è (cosa inquietante) molto più alto della norma.

Volevano portare qui le scorie nucleari che mezza Italia ha rifiutato con veemenza, e da noi nessuno ha protestato, in virtù della solita insopportabile rassegnazione che ci ha sempre contraddistinti.

L' unica forma di protesta contro i soprusi che la Sardegna abbia mai conosciuto è il fenomeno (ahinoi) del banditismo. Il nostro caro ex presidente Cossiga ci ha detto di non rompere, di prenderci la spazzatura che "tanto lo hanno fatto anche gli altri". Naturalmente ce lo ha fatto sapere da Roma, mica vale anche per lui.

Abbiamo fatto un referendum su questo argomento, unito a quello sulla fecondazione assistita, e non c'è andato quasi nessuno: inutile ricordarti che la Sardegna è flagellata dal problema dell' anemia mediterranea,ma finché capita agli altri... So bene di cosa parlo, ho un fratello talassemico: quand' era bambino si è preso l'epatite grazie ad una trasfusione ( ti ricordi lo scandalo della diffusione delle sacche infette negli anni ottanta? Beh,mio fratello è stato uno dei "beneficiari" della politica sanitaria di Poggiolini ), a venti la malaria (Sic!) per un' altra trasfusione. Ci siamo costituiti parte civile, la legge ci ha dato ragione, ma lo Stato ci ha fatto sapere che non ha i soldi per pagare i risarcimenti.
Però è solidale con noi!

Come se non bastasse stiamo assistendo ad una recrudescenza del fanatismo religioso.Ti faccio l' esempio del paesino(quattromila anime) in cui vivo: nessuna coppia si sogna di convivere,né di divorziare, altrimenti sarebbe giudicata da tutto il paese; non c'è nessun (dico nessun) bambino che non sia battezzato, nessun gay dichiarato e via delirando.

C'è una tale desolazione ed assenza di prospettive che i giovani del paese hanno un solo passatempo: andare ai giardini pubblici e comprarsi un po' di droga. Ci sono ragazzini che cominciano ad assumere pasticche già alle scuole medie: magari così riescono a sopportare meglio la scuola riformata dalla Moratti.

A parte questo..va tutto a meraviglia!!

Chi guarda la Sardegna dal di fuori, la guarda dall' alto di una presunta superiorità e attribuisce le nostre disgrazie a una grave arretratezza culturale, sociale ed economica che ci si illude sia un problema esclusivamente isolano.

Il termine "Arretratezza" sottintende un eccessivo legame con il passato, invece secondo me noi rappresentiamo il FUTURO ovvero:se continuiamo a tenerci questo governo scellerato, di questo passo tutta l' Italia si ritroverà in ginocchio come la Sardegna, così Berlusconi potrà fotterci con maggiore comodità!!

Mi scuso per la prolissità, per le imprecisioni e per le eventuali cazzate che riscontrerai nella mia mail : sono solo una musicista in preda ad un attacco isterico.

Ricorda sempre che tu, come (pochi) altri comici in Italia, puoi dar voce allo scontento di tante persone e sputtanare le magagne che i cari politici ci tengono nascoste: il che, di questi tempi, non è cosa da poco.

Ci hanno levato tutto,ci è rimasta solo l' arte: l' unica forma di libertà rimasta in Italia, l' unica consolazione per noi poveri cristi.

Mi raccomando, continua a dare il tuo prezioso contributo. Ti ringrazio tanto,con stima

Daniela Meloni

***

A chi vuole conoscere meglio la cultura sarda consiglio un libro che mi ha regalato un anno fa l'amico Gavino: "Passavamo sulla terra leggeri" ( Ilisso editore ), scritto da uno scrittore immenso, Sergio Atzeni.

DL

Italia e Inghilterra frenano su Kyoto

Il 1° novembre si è tenuto a Londra il G8 sull'energia. Italia e Inghilterra non credono più che il Protocollo di Kyoto sia la strada migliore per combattere l'effetto serra, dato che l'America si rifiuta di firmarlo. ( ! )

Scajola ( ministro delle Attività Produttive ): -L'attuazione del Protocollo di Kyoto è onerosa e incide sulla competitività dei sistemi produttivi, esaltando le divisioni tra i paesi. Il Protocollo di Kyoto è un rompicoglioni.-

Il punto più vulnerabile del pianeta è l'atmosfera. Se non proteggiamo l'atmosfera, i raggi ultravioletti ci friggeranno come formiche sotto una lente. ( Le formiche trasportano oggetti fino a 20 volte il proprio peso corporeo. Un'informazione utile se stai traslocando e ti serve una mano a portare una patatina fritta dall'altra parte della città. ) So che questi fatti non sono nella Bibbia, ma forse dovremmo pensarci lo stesso. Dopo tutto, potrebbero danneggiare Cattaneo e la Ferilli.

Il riscaldamento globale estinguerà gli orsi polari entro il 2100. Questo secondo dati raccolti dai 250 scienziati dello Studio sull'impatto climatico nell'Artico, una ricerca durata quattro anni e finanziata da USA, Russia, Canada, Danimarca, Islanda, Svezia, Norvegia e Finlandia. Era finanziata anche dall'isola di Haakkafoorfoor, che ha smesso di mandare assegni quando è stata sommersa da un'onda gigantesca.

Gli eschimesi sono il popolo più inquinato del mondo, nonostante vivano in modo puro; ma il vento soffia tutto l'inquinamento verso il polo nord. La Terra dovrebbe essere come un immenso bar in cui non è permesso fumare. Abbiamo stabilito che non si fuma nei bar, che non puoi intossicarmi con la tua robaccia. Perché non usiamo la stessa teoria quando si tratta del pianeta Terra? Le popolazioni locali subiranno le devastazioni maggiori. La cosa positiva è che gli Inuit hanno 38 modi diversi di dire:-Siamo fottuti!-

Il riscaldamento potrebbe aprire in estate le rotte artiche bloccate dai ghiacci. Una buona notizia per il comandante russo Sergei Parajanov. -Fanculo i pinguini!- ha esultato Parajanov.

Ma non si parla troppo di queste cose in tv perchè l'ambiente è lento. E non è una notizia come lo tsunami. Lo tsunami è una notizia perfetta per la tv. La gente può capirla: terremoto subacqueo, grande onda, topmodel ferita. L'atmosfera non è una minaccia immediata come una legge di Berlusconi, ma è importante. Perché negli ultimi 50 anni, questa nostra preziosa atmosfera si è assottigliata del 40%. Moriremo tutti. ( Questa è divertente.)

Il ponte sullo Stretto mi va stretto

La ditta Impregilo si è aggiudicata l'appalto per la costruzione del ponte di Messina, nell'assenza di concorrenti stranieri, che evidentemente si intendono di geologia delle coste. Ma la Impregilo è impegnata in questo momento anche in un altro progetto, ben più devastante. Il signor Michele Martini ha scritto all'Impregilo la lettera seguente:

Caro Presidente Romiti,
e.p.c tutti i dipendenti della Impregilo.

Vengo oggi a saper che la Vostra spettabile ditta si sta rendendo complice di uno dei più grandi disastri ambientali che il nostro pianeta dovrà sopportare.

Parlo della Vostra partecipazione alla costruzione della diga di Karahnjukar, Islanda, che distruggerà per sempre una parte del ghiacciaio più grande d'Europa, il Vatnajokull.

Tutto questo per ottenere elettricità che il governo islandese venderà all'Alcoa, una multinazionale americana dell'alluminio, per i prossimi 50 anni.

Questa ditta sta spostando la sua produzione in Islanda (chiudendo le sue ditte in America) per poter emettere inquinamento senza vincoli poichè in base al trattato di Kyoto l'Islanda può aumentare le sue emissioni del 10%.

Come cittadino del mondo Le esprimo tutto il mio dissenso per la Vostra collaborazione a questa pazzia e gentilmente Vi chiedo di pensare al futuro e alla salute, anche, dei Vostri figli. Quando l'ossigeno finirà pensate che i soldi Vi faranno respirare? Se questa diga, come purtoppo penso, contribuira ad aumentare la catastrofi ambientali nel nostro pianeta, la Vostra coscienza sentirà almeno un sussulto?

La prego di non cooperare a questa pazzia.

Distinti Saluti
Un cittadino disgustato

Chiamata in causa, la Alcoa ricorda al rispettabile pubblico di questo blog di essere la stessa Alcoa che negli anni 50 tolse la sponsorizzazione al programma di Ed Murrow perchè questi osò denunciare la "caccia alle streghe" del senatore reazionario McCarthy. La Alcoa si stupisce pertanto dello stupore del signor Martini.

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