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GD_img.jpg Fabrizio De Andrč
"Riccardo Mannerini era un altro mio grande amico. Era quasi cieco
perche' quando navigava su una nave dei Costa una caldaia gli era esplosa
in faccia.
E' morto suicida, molti anni dopo, senza mai ricevere alcun
indennizzo. Ha avuto brutte storie con la giustizia perche' era un
autentico libertario, e cosi' quando qualche ricercato bussava alla sua
porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli
estraeva i proiettili che aveva in corpo. Abbiamo scritto insieme il
Cantico dei Drogati, che per me, che ero totalmente dipendente
dall'alcool, ebbe un valore liberatorio, catartico. Pero' il testo non mi
spaventava, anzi, ne ero compiaciuto. E' una reazione frequente tra i
drogati quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di
bere, anche perche' grazie all'alcool la fantasia viaggiava
sbrigliatissima."


(Fabrizio de Andre', in "Come un'anomalia", pp. 59-60)



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