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ALFA ROMEO IN FORMULA 1


Formula 1

Alfetta 158 Campione del Mondo 1950

 

A fare grande la Casa milanese in F.1 furono gli esordi del campionato del mondo, quando Farina e Fangio svettarono nelle stagioni '50 e '51. Poi l'Alfa decise di ritirarsi dalle competizioni della massima categoria, ripresentandosi in pista nel '76 come fornitore di motori per la Brabham prima di scendere in campo con un proprio team. Ma più che successi, la squadra del Biscione accumulò delusioni, fino a cedere il proprio materiale all'Euroracing e i motori all'Osella: con la scuderia piemontese, i motori Alfa «girarono» fino all'87


Alfetta 159 Campione del Mondo 1951


Gli anni più gloriosi dell'Alfa Romeo sono legati alle prime due stagioni del campionato del mondo di F.1, quando, per due anni di seguito, Nino Farina prima e Juan Manuel Fangio poi, svettarono nei mondiali '50 e '51. La prima stagione iridata fu caratterizzata dall'en plein messo a segno dalla Casa milanese, che vinse tutti i Gran Premi in calendario ad esclusione di Indianapolis, cui però i team europei non partecipavano. L'arma formidabile che permise all'Alfa l'exploit del '50, fu la «158», meglio nota come «Alfetta», cui seguì la «159» - naturale evoluzione della macchina campione del mondo - con la quale la Casa del Portello disputò il mondiale '51. Ma quello fu l'ultimo anno in F.1 dell'Alfa: paga dei successi ottenuti, la Casa milanese decise infatti di abbandonare le competizioni per capitalizzare i risultati ottenuti. Una decisione cui contribuì l'evidente crescita che stava caratterizzando un'altra scuderia: la Ferrari. Che dimostrò appunto il suo potenziale vincendo il mondiale '52, e ripetendosi in quello successivo con Ciccio Ascari.

Il ritorno con la «177»




Fino al 1976, non si sentì più parlare di Alfa Romeo in F.1, finché, in quella stagione appunto, la Casa del Biscione fornì i suoi dodici cilindri piatti alla Brabham, riuscendo a spingerla alla vittoria in due occasioni nel '78 con Niki Lauda. Ma l'Alfa stava pensando a ben altro che a una sola fornitura motoristica: nel 1979 debuttò infatti la monoposto siglata «177», dotata di motore boxer 12 cilindri. A pilotarla fu chiamato Bruno Giacomelli, che l'anno prima aveva dominato in maniera clamorosa il campionato europeo di F.2 con la March. Dal Gran Premio d'Italia, al pilota bresciano si affiancò Vittorio Brambilla. Alla prima vettura seguì la «179» e nell'80 Vittorio Brambilla venne sostituito da Patrick Depailler, sul quale l'Alfa contava molto per le sue acclarate doti di collaudatore. I maggiori difetti della macchina risiedevano in un peso elevato dovuto non solo al telaio, ma anche a un motore che per esprimere tutta la sua potenza (520 CV a 12.400 giri) aveva bisogno di «bere» molta benzina. Ma Depailler aveva fiducia di riuscire a sgrezzare la «179» e intensificò i test. In uno di questi, sul circuito di Hockenheim, in preparazione del Gran Premio di Germania, il pilota francese uscì però di strada per ragioni che sono rimaste misteriose (come spesso accade nelle corse) schiantandosi in un terribile impatto. Giacomelli restò solo, e nel Gran Premio che si disputò nove giorni dopo, raccolse un quinto posto che, unito allo stesso risultato ottenuto in Argentina, portò a quattro i punti conquistati dall'Alfa nell'intera stagione. Sul finire dell'anno, Giacomelli dimostrò quanto valesse quella vettura, realizzando ottimi tempi in prova e addirittura la pole position a Watkins Glen: performance che però non trovarono poi riscontro in corsa

 

Dalle delusioni all'Euroracing

C'era quindi da lavorare sull'affidabilità, partendo da una base di prestazioni ottima: per la stagione successiva l'Alfa immaginò ben altre situazioni nel mondiale di quelle che invece si produrranno: Mario Andretti riuscì infatti a raccogliere solo un quarto posto a Long Beach, per la restante metà della stagione si accumularono delusioni su delusioni. Alla base c'era anche il fatto che la «179 C» risentiva più di altre monoposto del divieto delle «minigonne», una norma che aveva portato i tecnici di Arese a modificare la conformazione aerodinamica della vettura. Come nell'anno precedente, anche in questo 1981, Giacomelli riuscì a far alzare nuovamente la testa all'Alfa proprio sul finire della stagione. In quella successiva, Andrea De Cesaris rilevò Mario Andretti, ma la nuova «182» non riuscì a raccogliere punti fino al Gran Premio di Montecarlo, dove una corsa che ridotta ad una vera e propria lotteria a causa degli scrosci di pioggia e delle numerosissime uscite di pista, assegnò al pilota romano il podio con il terzo posto. Mentre il motore 8 cilindri turbo veniva collaudato sulla pista del Balocco da Giorgio Francia, Giacomelli e De Cesaris dovevano combattere col 12 cilindri ormai superato rispetto alle motorizzazioni turbo della Ferrari e della Renault. Anche il telaio, disegnato da Ducarouge, non sembrava all'altezza della situazione: la stagione si chiuse così col decimo posto nel mondiale costruttori, evidenziando una situazione difficile nel team sia a livello tecnico sia gestionale. In conseguenza di ciò, Ettore Massacesi, presidente dell'Alfa Romeo, decise di cedere tutto il materiale all'Euroracing di Pavanello, che avrebbe potuto contare sulla fornitura dei motori turbo 8 cilindri e sull'assistenza tecnica dell'Autodelta. L'avventura Alfa sotto queste insegne proseguì fino all'85, quando si concluse definitivamente, mentre i motori vennero forniti all'Osella fino al 1987.

Fonte www.formula1news.it

 

ALFA ROMEO IN Formula Indy (1989-1990-1991)>>>>


1950 - FARINA (Alfa Romeo) 1951 - FANGIO (Alfa Romeo)
1952 - ASCARI (Ferrari) 1953 - ASCARI (Ferrari)
1954 - FANGIO (Mercedes) 1955 - FANGIO (Mercedes)
1956 - FANGIO (Ferrari) 1957 - FANGIO (Maserati)
1958 - HAWTHORN (Ferrari) 1959 - BRABHAM (Cooper)
1960 - BRABHAM (Cooper) 1961 - PH. HILL (Ferrari)
1962 - G.HILL ( BRM) 1963 - CLARK (Lotus-Climax)
1964 - SURTESS (Ferrari) 1965 - CLARK (Lotus-Climax)
1966 - BRABHAM (Brabham-Renault) 1967 - HULME (Brabham-Renault)
1968 - G.HILL (Lotus-Ford) 1969 - STEWART (Matra-Ford)
1970 - RINDT (Lotus-Ford) 1971 - STEWART (Tyrrel-Ford)
1972 - FITTIPALDI (Lotus-Ford) 1973 - STEWART (Tyrrel-Ford)
1974 - FITTIPALDI (Mc Laren-Ford) 1975 - LAUDA (Ferrari)
1976 - HUNT (Mc Laren-Ford) 1977 - LAUDA (Ferrari)
1978 - ANDRETTI (Lotus-Ford) 1979 - SCHEKTER (Ferrari)
1980 - JONES (Williams-Ford) 1981 - PIQUET (Brabham-Ford)
1982 - ROSBERG (Williams-Ford) 1983 - PIQUET (Brabham-Bmw)
1984 - LAUDA (Ma Laren-Porsche) 1985 - PROST (Mc Laren-Honda)
1986 - PROST (Mc Laren-Porsche) 1987 - PIQUET (Williams-Honda)
1988 - SENNA (Mc Laren-Honda) 1989 - PROST (Mc Laren-Honda)
1990 - SENNA (Mc Laren-Honda) 1991 - SENNA (Mc Laren-Honda)
1992 - MANSEL (Williams-Renault) 1993 - PROST (Williams-Renault)
1994 - M SCHUMACHER (Benetton-Ford) 1995 - M SCHUMACHER (Benetton-Renault)
1996 - D. HILL (Williams-Renault) 1997 - VILLENEUVE (Williams)
1998 - HAKKINEN (Mc Laren-Mercedes) 1999 - HAKKINEN (Mc Laren-Mercedes)
2000 - M SCHUMACHER (Ferrari) 2001 - M SCHUMACHER (Ferrari)
2002 - M SCHUMACHER (Ferrari) 2003 - M SCHUMACHER (Ferrari)
2004 - M SCHUMACHER (Ferrari) 2005 - Alonso Fernando (Renault)

 

 

Titoli Costruttori

1958
VANWALL
1959
COOPER-CLIMAX
1960
COOPER-CLIMAX
1961
FERRARI
1962
BRM
1963
LOTUS-CLIMAX
1964
FERRARI
1965
LOTUS-CLIMAX
1966
BRABHAM-REPCO
1967
BRABHAM-REPCO
1968
LOTUS-FORD
1969
MATRA-FORD
1970
LOTUS-FORD
1971
TYRREL-FORD
1972
LOTUS-FORD
1973
LOTUS-FORD
1974
McLAREN-FORD
1975
FERRARI
1976
FERRARI
1977
FERRARI
1978
LOTUS-FORD
1979
FERRARI
1980
WILLIAMS-FORD
1981
WILLIAMS-FORD
1982
FERRARI
1983
FERRARI
1984
McLAREN-Tag Porsche
1985
McLAREN-Tag Porsche
1986
WILLIAMS-HONDA
1987
WILLIAMS-HONDA
1988
McLAREN-HONDA
1989
McLAREN-HONDA
1990
McLAREN-HONDA
1991
McLAREN-HONDA
1992
WILLIAMS-RENAULT
1993
WILLIAMS-RENAULT
1994
WILLIAMS-RENAULT
1995
BENETTON-RENAULT
1996
WILLIAMS-RENAULT
1997
WILLIAMS-RENAULT
1998
McLAREN-MERC.
1999
FERRARI
2000 
FERRARI 
2001 
FERRARI 
 2002
FERRARI
2003
FERRARI 
2004
FERRARI 
2005
RENAULT

PRIMA DEL CAMPIONATO Mondiale di F1  MONZA   ERA CONSIDERATO "UN MONDIALE" 
15 vittorie italiane su 20 disputate

 

Anno Vincitore Media km/h
1921 GOUXA (Ballot) (corsa però a Brescia, non essendo finito l'autodromo) 144.737
1922 BORDINO (Fiat) 139.855
1923 SALAMANO (Fiat) 146.502
1924 ASCARI (Alfa-Romeo) 158.896
1925 BRILLI -PERI(Alfa Romeo) 152.596
1926 CHARAVEL (Bugatti) 138.204
1927 BENOIST (Delage) 144.928
1928 CHIRON (Bugatti) 159.898
1930 VARZI (Maserati) 150.444
1931 CAMPARI (Alfa Romeo) 155.775
1932 NUVOLARI (Alfa Romeo) 167.521
1933 FAGIOLI (Alfa Romeo) 174.740
1934 Caracciola-Fagioli (A.Romeo) 105.175
1935 STUCK (Auto-Union) 137.080
1936 ROSEMAYER (Auto Union) 135.352
1937 CARACCIOLA (Mercedes) (disputata a Livorno) 131.310
1938 NUVOLARI (Alfa Romeo) 155.726
1947 TROSSI (Alfa Romeo) (disp. a Milano intorno alla Fiera) 163.194
1948 WUMILLE (Alfa Romeo (disp. a Torino al Valentino) 163.263
1949 ASCARI (Ferrari) 169.039

Dal 1950 la gara di Monza è inserita in una serie di gare valide per il titolo Mondiale

 

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