L'espresso local
 
Ultim'ora
 
 
 

www.chiesa
Notizie, analisi, documenti -
a cura di Sandro Magister

 

Spreconi

L'espresso il '68

slangopedia
Contribuisci al primo dizionario
online dei linguaggi giovanili

 

Dizionari on line

 
Trovacinema
 
 Solo la città
 Solo la provincia
 
Cerca per film oppure per cinema
 
 Tutti i film
 Tutti i cinema
 
 

 
 
PUBBLICITÀ
TELEFONA E RISPARMIA
CALCIO SERIE C
In estate stava per andare al Lecce Il debutto mancato nella serie cadetta
Per problemi legati al tesseramento è dovuto passare per la Torre Alex

Cani, l’albanese-gol
pronto a diventare italiano

Marco Camplone
L’attaccante del Pescara (due reti al Gallipoli) è in attesa della cittadinanza
 
Si fa presto a dire Edgar Cani. Grazie alla doppietta che ha rifilato al Gallipoli, il centravanti albanese è uscito dal cono d’ombra dove, giustamente, dovrebbe stare un ragazzo di 18 anni. Quel che non si sa è la mole di lavoro resasi necessaria per averlo in biancazzurro. E chissà quanto si dovrà sudare per crescerlo adeguatamente. Il tempo, il regolamento e la dittatura della classifica possono rivelarsi agguerriti avversari di un club che punta sul settore giovanile, ammesso che il Pescara, ora che è passato ai Soglia, appartenta ancora a questa categoria.
Nato a Tirana il 22 luglio 1989, Cani vive da parecchi anni in Italia. La sua famiglia si è trasferita dal “Paese delle aquile” a Città della Pieve (Perugia) più di un decennio fa. E il buon Edgar ha subito recepito il caratteristico accento di quella zona. Eppure, non è ancora cittadino italiano. La pratica burocratica risulta essere a buon punto, ma difficilmente concluderà l’iter per la fine del 2007. Nello scorso campionato di serie B, malgrado gli annunci, il Pescara non è riuscito a farlo debuttare a causa di problemi legati al tesseramento. A Piacenza, addirittura, il suo nome lo hanno depennato dalla distinta solo poco prima di consegnarla all’arbitro.
Nell’orbita Pescara è finito tre stagioni fa, segnalato da uno scout. Subito adottato da Cetteo Di Mascio e dal suo staff, Cani ha mostrato un’incredibile voglia di migliorarsi, oltre a un carattere positivo. Per aggirare gli ostacoli rappresentati dal tesseramento di un extracomunitario, il Pescara si è trovato obbligato a sistemarlo presso una società amica, nella fattispecie la Torre Alex. In pratica, l’attaccante si allenava con i biancazzurri e giocava, di tanto in tanto, con la squadra di Cepagatti in Seconda categoria. Solo l’anno scorso è entrato in pianta stabile con la Primavera. A fine stagione, ha collezionato una decina di gol. Tutti su azione.
Un diamante grezzo è pur sempre un diamante e, di conseguenza, fa gola a molti. La scorsa estate, mentre la società affondava nella melma di una crisi senza precedenti, il diesse Nucifora e il vice presidente Di Giacomo si sono fatti tentare dal Lecce. Lo avrebbero girato a una cifra decisamente inferiore al valore del ragazzo. L’operazione è saltata soprattutto per il veto posto dalla Caripe che, in qualità di creditore pignoratizio della società, ha considerato l’operazione inadeguata.
I guai, si sa, non arrivano mai da soli. Infatti, la novità del 2007-08 è stata l’esclusione delle società di serie C dal campionato e dalla Coppa Primavera. Per i giovani si è rivelato un danno gravissimo. In modo particolare per Cani, che ha bisogno di stare in campo il più possibile in modo da limare i difetti di chi non ha alle spalle una scuola degna di questo nome.
Un diamante grezzo è pur sempre un diamante, si diceva. Infatti, all’attaccante di Tirana sono bastate poche occasioni per mettersi in mostra. In Coppa Italia ha segnato contro la Sangiustese, mostrando doti da opportunista dell’area di rigore. Domenica scorsa, nell’ultima partita effettiva del girone d’andata della C1-B, è andato due volte a segno contro il Gallipoli. Due reti segnate di testa. Ha sbloccato il risultato nel primo tempo e, dopo la rimonta dei salentini (da 2-0 a 2-2), nel secondo tempo, è stato bravissimo a siglare il 3-2 definitivo.
«Edgar ha ampi margini di miglioramento», dice Mimmo Gentile, il diesse del Pescara. «E’ forte malgrado non abbia avuto un’educazione calcistica. Di fatto, ha lavorato pochissimo con il settore giovanile del Pescara. Potrebbe essere solo un precoce. O meglio, uno che fa raggiunto in anticipo uno standard impensabile per la sua età, ma che non andrà mai oltre. Noi pensiamo che continuerà a migliorarsi. Ha tutte le carte in regola per crescere bene e riuscire nel calcio». Ovviamente, l’ambiente deve essere adeguato per un giovane. Pescara dovrebbe esserlo. Le parabole di De Sanctis e Co. ce lo suggeriscono.
(15 dicembre 2007)
 
 
© 1999-2008  Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Partita IVA 00906801006 | Pubblicità