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Aldo Brovarone

Aldo Brovarone
di Alfredo Stola
StudioTorino
Note estratte dall'articolo pubblicato su Virtual Car.

Aldo Brovarone nasce il 24 giugno 1926 a Vigliano Biellese in Piemonte. Viene avviato agli studi tecnico-commerciali, utili in quel tempo per quella particolare zona, ricca di floride industrie tessili, ma a causa degli eventi bellici della seconda guerra mondiale, non conclude il ciclo di studi superiori. Questo contrattempo gli permette di cambiare indirizzo professionale e di dedicarsi alla Sua passione per il disegno, supportata da innato talento artistico.

Si imbarca così per l’Argentina, dove inizia nel 1949 l’attività di grafico presso uno studio pubblicitario di Buenos Aires. Questa prima esperienza di lavoro gli dà l’opportunità di entrare nel mondo dell’automobile: infatti viene assunto dalla AutoAr (Automotores Argentinos), azienda creata e diretta da Piero Dusio, già fondatore a Torino della Cisitalia. Nel 1952 viene richiamato in Italia dallo stesso Piero Dusio, per essere impiegato direttamente in Cisitalia e dopo una breve esperienza, a causa della grave crisi finanziaria dell’azienda nel 1953 viene chiamato (personalmente) da Battista Farina, detto Pinin a far parte della Sua azienda. Va detto che questo determinante incontro è stato facilitato da Piero Dusio con una lettera di presentazione all’amico Pinin.

Dopo circa otto anni di lavoro come stilista semplice, Brovarone riveste un ruolo di primo piano nel design della Ferrari Superamerica Superfast 2°: infatti Suo è il disegno e il prototipo che viene presentato nel novembre del 1960 al Salone di Torino nello stand Pininfarina. Questa realizzazione sperimentale del grande carrozziere torinese propone uno stile totalmente inedito. Il disegno ha dei punti comuni con il profilo di un’ala d’aereo (gli aerei sono un’altra grande passione di Aldo Brovarone). Il bordo di entrata è costituito dal muso in mezzo al quale è stata praticata la presa d’aria del radiatore, un’ellissi di dimensioni molto ridotte che ricorda le Ferrari sport. Il bordo d’uscita è rappresentato dalla coda sfilata a punta, verso la quale convergono le curvature dell’abitacolo.

Con una soluzione innovativa per rendere ancora più puro il design, Aldo Brovarone nasconde i fari anteriori sotto una mascherina di alluminio, azionata da un comando elettrico, facendoli sparire totalmente nel corpo della calandra anteriore. Volendo citare le parole di Antoine Prunet, autore del libro Ferrari “Le Granturismo” del 1980: “Questo meraviglioso coupè può essere certamente considerato, sia per il disegno che per la sua realizzazione tecnica, uno degli esempi più significativi dell’arte della carrozzeria”.

Di Aldo Brovarone è anche il disegno della Dino Berlinetta Speciale, presentata nello stand Pininfarina a Parigi nel 1965. Può considerarsi l’ultimo prototipo visto dal fondatore della Pininfarina e uno fra i primi ad essere seguiti dal figlio Sergio. Un’altra rivoluzione di design, il primo prototipo di una nuova generazione a motore centrale Ferrari, il cui disegno ha ispirato molte delle successive Ferrari a motore centrale, dando così l’avvio alla generazione Dino nelle versioni stradali 206 e 246. Questo prototipo di Berlinetta speciale prende origine da una forma lenticolare nella quale si innestano le carenature per le ruote e il padiglione.

Molto sottile il cofano a profilo deportante, nella cui presa d’aria sono incorporate due coppie di proiettori. Sulla fiancata, con pronunciato diedro, si apre alla radice del parafango posteriore uno sguscio che dà origine alla presa d’aria per il raffreddamento del vano motore e per l’alimentazione. Le sagomature, molto pronunciate attorno alle ruote, ricordano le allora contemporanee e famosissime P2 e P3. Degna di nota per l’assoluta novità è la parte posteriore, dove con un lunotto verticale e concavo gli fanno da cornice le due pinne laterali, che si prolungano fino alla coda. Per questa soluzione estremamente innovativa l’Ing. Carli offre un Suo prezioso contributo.

Sempre nel 1965 Brovarone disegna la Giulia Sport tubolare, a dimostrazione di un periodo molto prolifico di talento, sia per lui sia per l’azienda. Nel 1975 il Suo ultimo disegno da salone è l’Alfa Romeo Eagle su base Alfetta, il cui prototipo verrà presentato quello stesso anno al Salone di Torino nello stand Pinifarina

Nel campo delle vetture di serie Aldo Brovarone ha dato il Suo apporto stilistico alla Peugeot 504 e alla bellissima Lancia Gamma Coupé.

Dal 1988 si è ritirato in pensione, continuando a coltivare la propria passione per il disegno, la lettura e creando fantastiche cartoline illustrate rappresentanti aeroplani e auto antiche.

Nel 1996, nell’allora nostra azienda di famiglia “Stola Spa”, mio zio Roberto e io decidiamo di onorare il Salone dell’Automobile di Torino con il nostro primo prototipo ispirato alla Fiat Barchetta, come ringraziamento per la fiducia che la stessa Fiat ci aveva dato per progettare quella stessa automobile. Non a caso l’auto prenderà il nome di “Fiat Dedica”. Così chiesi all’amico Aldo se era disposto a lavorare per noi. Ed ebbi una risposta molto inusuale: “Caro Signor Stola, sono in pensione e non posso e non voglio svolgere nessun lavoro di consulenza. Se vuole potrò farLe qualche schizzo, ma lo farò per hobby. Tenermi in forma mi farà bene”. Tengo a citare questo episodio che dimostra l’onestà e la generosità di cui ho scritto nelle prime righe. Nel 1998 Aldo Brovarone disegnerà per me alcune proposte per il prototipo Abarth monotipo, e così nel 2000 con la S.82 e nel 2002 con la GTS. Quando nell’autunno del 2004, l’ho informato di aver lasciato l’azienda di famiglia e di aver fondato StudioTorino, con la Sua solita generosità, Aldo mi ha ancora una volta messo a disposizione il Suo incredibile talento, contribuendo al disegno della RK Spyder, da me presentata il 16 giugno 2005 al Museo dell’Automobile di Torino.


1960 Disegno e prototipo Ferrari SuperAmerica 2 1964 Due proposte per la Dino Berlinetta Speciale

1954 Ferrari 375 America Coupé Speciale 1975 Pininfarina Alfa Romeo Eagle

Figurino per la Lancia Gamma Coupè Figurino StudioTorino RK Coupè


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