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GRECO MODERNO

La lingua greca antica appartiene al ramo della famiglia linguistica che si chiama indoeuropea. Il greco moderno è l’unica lingua che deriva dal greco antico. Viene parlata da circa 12-13 milioni di persone. È la lingua ufficiale della Repubblica Greca e una delle due lingue ufficiali della Repubblica di Cipro. Dal 1981 è diventata una delle lingue ufficiali della Comunità Europea. Il greco moderno viene, inoltre, parlato dai circa 2-3 milioni di Greci che vivono all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, in Australia, in Germania, nel Regno Unito. Nel greco sono confluite molte parole straniere: prima dal latino e dall’ebraico e successivamente dal turco e dall’italiano. Nel 19° secolo, a causa della stretta comunicazione con i paesi dell’Europa occidentale, nella lingua è entrato un nuovo strato di parole straniere che riguardano la civiltà sia materiale che intellettuale.   Parallelamente, molte parole di origine greca sono entrate nelle lingue dei paesi occidentali, basti pensare alla terminologia medico-scientifica. Un piccolo esempio di parole greche entrate nell’italiano: farmacia, otorinolaringoiatra, ortopedia, cardiologo, nosocomio, psichiatria, psicanalisi, fobia, filosofia, matematica, fisica, chimica, astronomia, fisiologico, fisioterapia, filantropo, termometro, idraulico, piromane, atleta, ecclesiastico. E viceversa: βαγαπόντης da vagabondo, βανίλια da vaniglia, γουστάρω da gustare, γραβάτα da cravatta, καμπίνα da cabina, σπάτουλα da spatola, μπουκέτο da boccheto, μπουνάτσα dal veneziano bonazza, καρέκλα dal veneziano charegla, σπάλα da spalla.
Forse varrebbe la pena imparare questa lingua che ha la fama di essere astrusa mentre in effetti non lo è, e affondare attraverso di essa nelle radici e all’origine della nostra civiltà di oggi.

CENNI STORICI DELLA LINGUA GRECA

La lingua neogreca non è la stessa lingua che si parlava secoli fa. È la lingua greca antica che per 4.000 anni ha continuato a subire delle trasformazioni e parlata ininterrottamente dai Greci, cambiò da padre a figlio fino ad arrivare alla sua forma odierna.

1. Lingua protoellenica : si tratta di una lingua antichissima, parlata dagli antenati di quelli che più tardi furono chiamati Greci, prima che scendessero dal nord per abitare nella terra greca. Questa lingua si mescolò con molte parole della lingua dei popoli che abitavano fino ad allora in Grecia, cioè 3.000 anni prima di Cristo. La lingua greca è un ramo della famiglia linguistica che si chiama indieuropea.

2. Dialetto attico : nel 5° secolo a.C., fra i vari dialetti della lingua greca (ionico-attico-eolico-dorico), cominciò a prevalere il dialetto attico che gradatamente divenne la lingua più diffusa.

3 . Lingua ellenistica o comune alessandrina : è la prima lingua comune che acquisirono i Greci che si formò attraverso i secoli (300 a.C.-300 d.C.). Ebbe come base il dialetto attico ma prese elementi anche da altri dialetti, specialmente da quello ionico. Questa lingua comune era parlata e scritta dagli abitanti Greci e non Greci dell’Oriente (Asia Minore, Siria, Persia ed Egitto) dopo la loro sottomissione ad Alessandro Magno. 
Era diventata una specie di linguainternazionale dell’epoca. Questa lingua cambia e rinnova il proprio vocabolario perché deve adattarsi ed esprimere idee nuove per un mondo nuovo, quello greco-orientale, romano e cristiano.   Nel   vocabolario entrano nuove parole straniere e la lingua subisce molte variazioni. Questa lingua dell’epoca di Cristo, è considerata come una tappa importantissima nella storia linguistica del greco e come un inizio della lingua neogreca. Il Nuovo Testamento   è uno dei primi testi importanti che rispecchiano questa lingua ed è considerato una delle sue fonti principali.

4. Atticismo : si tratta di una corrente che fu chiamata atticismo   e che creò il primo importante scisma tra la lingua parlata e quella scritta.   Si chiama anche il   periodo della diglossia (due lingue) quando, ai tempi di Cristo,   gli studiosi cominciarono a scrivere non più la lingua contemporanea ma cercarono di imitare il dialetto attico nella speranza di scrivere opere pari a quelle dei Greci classici. L’atticismo ebbe delle conseguenze molto gravi sullo sviluppo culturale e la vita del popolo.   Impedì la libera espressione, la fioritura e l’influenza della letteratura sul grande pubblico ma non potè impedire il rinnovo e lo sviluppo della lingua viva che continuò a cambiare.

5. Periodo medievale (330-1453) : continua il lento cambiamento della lingua.   Nell’11° secolo comincia a prendere quasi la sua forma odierna e alcuni secoli più tardi, con la caduta di Bisanzio, la lingua viva è quasi uguale a quella di oggi.

6. Turcocrazia (1453-1821) : si accentua la differenziazione dei nuovi dialetti e si costituiscono nuove lingue comuni locali.   Il vocabolario della lingua diventa inadeguato per esprimere alcuni concetti.

7.   Fine 18° secolo, Illuminismo : il problema della lingua diventa imponente quando si cerca di trasferire anche in Grecia le nuove idee e la scienza avanzata dell’Europa occidentale.   I conservatori consideravano la lingua antica lo strumento più adatto per tale operazione mentre un piccolo gruppo di dotti progressisti si battè per la lingua comune o lingua demotica che era poi la lingua parlata dal popolo greco e quella usata da molti per scrivere.   Prevalse Koraìs che cercò la “via di mezzo”.   Propose una lingua basata sulla lingua volgare ma purificata e corretta a tavolino sul prototipo di quella antica (questa strana diglossia ha le sue radici, come abbiamo visto, nella corrente dell’atticismo).   Formò così per la prima volta la “katharevussa” vale a dire la “ lingua pura ”. Questa lingua, col passare degli anni, ebbe la tendenza ad avvicinarsi sempre di più a quella antica perché lo spirito che prevaleva era il sogno del ritorno alla gloria antica.   Questa esagerazione però partorì delle reazioni feconde.   Così attorno al 1880 prevalse Psicharis che impose con la sua personalità la lingua demotica.   Da allora, il demoticismo, come movimento progressista ebbe molte glorie e molte repressioni che furono di volta in volta collegati col susseguirsi dei vari governi: i governi progressisti e democratici hanno sempre favorito la lingua demotica mentre quelli conservatori e reazionari hanno tentato di fermare il progresso introducendo la lingua pura come lingua ufficiale dello Stato.   Tutti questi cambiamenti furono dannosissimi per l’istruzione.

8.   Dal 1974 ad oggi : con il reintegro della democrazia in Grecia, dopo l’ultima dittatura dei colonnelli (1967-1974), questa situazione mutò radicalmente. La lingua demotica trionfò in tutti i campi, dalla scuola alla radio, dalla televisione ai giornali, alla vita pubblica, ai documenti dello Stato.     

L’alfabeto del greco moderno ha 24 lettere (7 vocali e 17 consonanti) che sono le stesse del greco classico. Per problemi di lettura in Internet preferisco non scrivere le lettere greche che potrebbero non essere lette correttamente.   Se a qualcuno può essere utile, riporto qui di seguito la traslitterazione in italiano di ognuna, vale a dire del come si leggono:

alfa, vita, gama, delta, epsilon, zita, ita, thita, iota, kapa, lamda, mi, ni, xi, omikron, pi, ro, sigma, taf, ipsilon, fi, chi, psi, omega.

La prima sorpresa di chi ha studiato il greco classico, è la scoperta che alcune lettere nel neogreco vengono pronunciate in modo diverso. Fuori dalla Grecia, per il greco antico, vige la pronuncia erasmiana, in Grecia invece, anche il greco classico viene letto come il greco moderno.   Imparare a pronunciare in un altro modo, per chi sa già il greco antico, rappresenta una difficoltà che si supera molto presto. Basta, in effetti, leggere per alcune volte le prime parole e ci si abitua alla nuova pronuncia. Ovviamente, chi non ha mai studiato il greco classico, non incontra tale difficoltà.

Un’altra peculiarità del greco moderno è rappresentata dal fatto che alcune lettere vengono lette nello stesso modo, per esempio la omikron e la omega si leggono tutte due “o”. Invece, nel tempo, si sono creati suoni nuovi per i quali non esisteva una lettera che potesse rappresentarli. Per pronunciare questi suoni ci sono i digrammi consonantici, cioè due consonanti insieme che producono un unico suono. Per esempio il suono “d” in greco si scrive come “nt” ed è esattamente lo stesso suono che in italiano. Insieme ai digrammi vocalici (due vocali che rappresentano un unico suono), i suoni della lingua neogreca sono 25.

Testo tratto da Portale Multilinguistico





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