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  • © 2007/2012 Bert

    Robinson's Requiem (PC MS-DOS)

    [...] Trepliev dovrà riuscire a sopravvivere in questo mondo ostile e ritrovare i suoi compagni sperduti, quindi tornare con loro a casa sano e salvo. Durante l'avventura si potranno recuperare oggetti dal relitto dell'astronave, sparsi qua e là per Zarathustra, che saranno determinanti per la sopravvivenza. Bisogna però tener presente che tali oggetti sono presenti in quantità limitata all'interno del gioco, il che implica che il giocatore debba riuscire a completarlo entro un certo limite di tempo, oltre il quale il personaggio principale non sarà più in grado di sopravvivere. Altri oggetti si possono ricavare dalle bestie uccise o dall'ambiente... [Continua a leggere]

    Moonstone (Amiga)

    [...] A livello di gameplay, Moonstone alterna due diverse fasi: l’esplorazione a turni e il combattimento in tempo reale. Durante la perlustrazione del territorio, che avviene fra l’altro sulla mappa del regno, ciascun cavaliere può coprire a turno una distanza limitata. Lo scopo di questa sezione consiste nel raggiungere uno degli innumerevoli siti disseminati nell’area in modo da depredarne manufatti e ricchezze. A difesa di questi luoghi vi è però un particolare tipo di avversari. Una volta varcata la soglia di uno di questi posti, inizia un combattimento a colpi di spada in cui dobbiamo cercare di eliminare tutti i nemici che... [Continua a leggere]

    Shuttle (PC MS-DOS)

    [...] Il nocciolo della simulazione consta, sostanzialmente, nel destreggiarsi con la complicata strumentazione che caratterizza la cabina di pilotaggio. Il numero dei quadranti e degli strumenti con cui si ha a che fare è tale da essersi reso necessario suddividerli in ben nove distinti pannelli. Nel corso della simulazione dobbiamo seguire le procedure opportune ed azionare innumerevoli pulsanti ed interruttori in modo da attivare le varie funzioni dello Shuttle. Un errore in un passaggio può mandare all’aria l’intera missione, se non far letteralmente esplodere il velivolo. L’avionica è stata riprodotta piuttosto fedelmente... [Continua a leggere]

    Space Trip (Commodore 64)

    [...] Come premesso, l’azione consiste nel perlustrare ogni anfratto della nave in cerca di ogni singolo alieno da eliminare, oltre a dover saltare da una piattaforma all’altra nel tentativo di raggiungere le zone più inaccessibili, utilizziamo anche l’ascensore principale per spostarci fra i vari piani della nave. Ogni nemico richiederà un certo numero di colpi per essere eliminato e cercherà di reagire sparandoci addosso o travolgendoci. Interagendo con un'apposita console di controllo, siamo anche in grado di ottenere delle informazioni sullo stato della nostra missione, in particolare: il numero degli alieni che rimangono da far fuori e... [Continua a leggere]

    Zombi (Amiga)

    [...] La trama di questa trasposizione videoludica ricalca la storia del film del 1978: il giocatore governa un gruppo composto da quattro personaggi (Patrick, Yannick, Sylvie e Alexandre) rimasti bloccati all'interno di un centro commerciale mentre cercavano il carburante per rifornire l'elicottero che avrebbe dovuto portarli in salvo. Il centro commerciale, così come d'altronde l'intero mondo esterno, è completamente infestato dai morti viventi. Lo scopo del gioco consiste nel trarre in salvo almeno un membro della comitiva. Durante la partita, sostanzialmente, dobbiamo esplorare la struttura abbandonata in cerca di ogni possibile... [Continua a leggere]

    Kuri Kinton (Arcade)

    [...] Lasciando il nostro personaggio indifeso per qualche istante, siamo anche in grado di raggiungere progressivamente tre distinti livelli di aura: rossa, gialla e blu, ognuno dei quali in grado di migliorare l'efficacia offensiva e la resistenza ai colpi nemici. Man mano che persevereremo con la perlustrazione della base nemica, non sarà raro imbatterci anche in avversari più forti del normale: i sicari inviati dai capi della sopraccitata organizzazione. Più procederemo stoicamente verso i piani inferiori della struttura, maggiore sarà il numero dei nemici che dovremo affrontare, così come saranno più agguerriti i nostri... [Continua a leggere]

    Pirates! Gold (PC MS-DOS)

    [...] Lo scopo del gioco, come traspare dal titolo, consiste nell'intraprendere la vita di un bucaniere del diciassettesimo secolo e ritirarsi una volta raggiunto un elevato stato sociale, non prima però di aver messo da parte un’ingente fortuna. Per accumulare le summenzionate ricchezze, dobbiamo navigare in lungo e in largo per l'oceano con la nostra nave saccheggiando via via città portuali, imbarcazioni rivali e non disdegnando la ricerca di fantomatici tesori sepolti su isole lontane. Per raggiungere un più elevato stato sociale, siamo costretti inoltre ad entrare negli intrighi politici del tempo, ingraziandoci così i favori... [Continua a leggere]

    Popful Mail (Sega CD)

    [...] Popful Mail vanta, inoltre, uno dei migliori doppiaggi mai realizzati per il Mega/Sega CD, i dialoghi recitati non si limitano ad accompagnare solo i passaggi principali della trama, ma, al contrario, impreziosiscono anche i combattimenti contro i boss di fine livello. Ciascun personaggio è caratterizzato da un particolare tono di voce che ne mette in risalto le relative peculiarità. La voce di Slick, ad esempio, un avventuriero in erba armato con un semplice coltellino, manda letteralmente fuori dai gangheri la povera Mail, mentre il tono pacato e controllato di Tatt, il suo compagno di viaggio, rende perfettamente... [Continua a leggere]

    Rise of the Triad: Dark War (PC MS-DOS)

    [...] A differenza del suo maggior rivale dell'epoca, Doom, ROTT ha un gameplay più lineare, specie per la particolare conformazione dei livelli. Per ovviare a questo fu introdotta una buona varietà di armi e nemici, oltre che a elementi innovativi come le trappole o i jump pads. Il gioco ha comunque avuto un certo seguito in particolare per la ricca modalità multiplayer. Ogni personaggio si differenzia per punti ferita, velocità, altezza e precisione di sparo. La scelta del personaggio influisce sul modo in cui si affrontano le varie situazioni di gioco. Esistono tre tipi di armi: a proiettili, a missili e magiche. Le prime hanno le munizioni... [Continua a leggere]

    Elite Plus (PC MS-DOS)

    [...] Il commercio spaziale non è l'unica mansione in grado di fornirci dei profitti, il giocatore, infatti, può intraprendere anche altre attività. A titolo d'esempio, può darsi all'estrazione dei minerali dagli asteroidi, così come intraprendere la carriera del cacciatore di taglie. Nel caso, può anche svolgere delle missioni per conto dei militari come mercenario, ma qualora lo desideri, può persino darsi al crimine dedicandosi alla pirateria. Da questo punto di vista, la simulazione lascia un’ampia libertà d'azione, una possibilità non esclude l'altra; benché non esista uno scopo ben preciso, se non quello di scalare la classifica... [Continua a leggere]

    Novità, Aggiornamenti, Modifiche e quant'altro:

    - 21/08/2012: Aggiunto Robinson's Requiem, l'ambiziosa simulazione di sopravvivenza della Silmarils.
    - 13/08/2012: Aggiunto Moonstone, un vero e proprio "cult game" reso celebre dalla crudezza delle sue situazioni di gioco.
    - 07/08/2012: Aggiunto Shuttle, la miglior simulazione di volo mai realizzata per lo Space Shuttle.
    - 31/07/2012: Aggiunto Space Trip, un semisconosciuto videogioco d’azione realizzato recentemente per il celebre Commodore 64.
    - 23/07/2012: Aggiunto Zombi, un altro valido esempio di come il genere survival horror non sia affatto nato con "Alone In The Dark" e "Resident Evil".
    - 16/07/2012: Aggiunto Kuri Kinton, un gradevole picchiaduro a scorrimento della Taito che mixa sapientemente sia elementi di "Kung-Fu Master" che di "Yie Ar Kung-Fu.
    - 09/07/2012: Aggiunto Pirates! Gold, la celebre simulazione di un filibustiere del diciassettesimo secolo.
    - 03/07/2012: Aggiunto Popful Mail, un gradevole gioco d'azione per il Mega CD.
    - 26/06/2012: Aggiunto Rise of the Triad: Dark War, uno sparatutto in prima persona che sfruttava una versione pesantemente modificata del motore di Wolfenstein 3D.
    - 20/06/2012: Aggiunto inoltre Elite Plus, lo splendido rifacimento dell'omonima simulazione spaziale di David Braben e Ian Bell.
    - 20/06/2012: Aggiunto anche Perihelion, uno dei più suggestivi giochi di ruolo mai realizzati per il famoso sedici bit della Commodore.
    - 20/06/2012: Aggiunto Retroinvaders, un simpatico sparatutto realizzato per le celebri macchine ad 8 Bit di Sir Clive.
    - 08/02/2012: Aggiunto Magical Pop’n, un grazioso platform per il mitico Super Nes.
    - 30/01/2012: Aggiunto Laser Squad, l'antesignano della mitica serie X-COM.
    - 23/01/2012: Fileserve ha modificato la sua politica di file-sharing non permettendo più il download a persone che non abbiano uppato personalmente i file. Pertanto, sono sospesi tutti i download riconducibili al summenzionato servizio di hosting. I relativi post anche in questo caso saranno ripubblicati una volta completate le operazioni di "riuppaggio".
    - 20/01/2012: La recente dipartita di Megaupload ha comportato la perdita di numerosi file indirizzati dal Blog. I relativi articoli, ad ogni modo, non sono andati perduti ma verranno riproposti man mano che l'operazione di "riuppaggio" e verifica proseguirà sistematicamente.

    Ultimi giochi aggiunti:

    Robinson's Requiem è un simulatore di sopravvivenza prodotto e distribuito dalla software house francese Silmarils nel 1994. Il gioco ha ricevuto una serie di critiche discordanti, in quanto alcuni ne hanno lodato la profondità e il realismo e altri hanno espresso riserve sul motore grafico poco dettagliato poiché basato sulla rudimentale tecnologia Voxel (Volume Pixel). Comunque, il gioco ha ottenuto un successo sufficiente da permettere la produzione di un sequel, Deus. Il giocatore veste i panni dell'ufficiale Trepliev, facente parte di un corpo militare conosciuto come Alien World Exploration (AWE), che ha il compito di trovare altri pianeti abitabili oltre la Terra. Trepliev e i suoi compagni hanno un'ultima missione da compiere prima di presenziare al Requiem di Robinson, cioè la cerimonia di congedo dalla AWE, ma l'astronave su cui viaggiano viene misteriosamente sabotata e si schianta sull'ostile pianeta Zarathustra. Trepliev dovrà riuscire a sopravvivere in questo mondo ostile e ritrovare i suoi compagni sperduti, quindi tornare con loro a casa sano e salvo. Durante l'avventura si potranno recuperare oggetti dal relitto dell'astronave, sparsi qua e là per Zarathustra, che saranno determinanti per la sopravvivenza. Bisogna però tener presente che tali oggetti sono presenti in quantità limitata all'interno del gioco, il che implica che il giocatore debba riuscire a completarlo entro un certo limite di tempo, oltre il quale il personaggio principale non sarà più in grado di sopravvivere.



    Altri oggetti si possono ricavare dalle bestie uccise o dall'ambiente circostante, e combinati tra loro per crearne di nuovi (per esempio unire l'ago, il filo e la pelle di animale permette di confezionare un abito di pelliccia). Nel gioco lo stato di salute del protagonista è indicato da molteplici fattori: battito cardiaco, pressione diastolica e sistolica, temperatura corporea, sangue, cibo e acqua, i quali sono costantemente monitorati dal minicomputer Sesame a cui il giocatore può accedere durante l'avventura. Ogni azione compiuta da Trepliev può avere ripercussioni positive o negative sulla sua salute, simulate in maniera alquanto realistica. Ecco qualche esempio: bere acqua non purificata, mangiare cibo avariato o acerbo può provocare un'intossicazione alimentare, da guarire con antispasmodici; subire ferite riduce il livello di sangue di Trepliev, abbassando la sua pressione, inoltre quelle non trattate possono infettarsi e addirittura degenerare in cancrena, la cui unica soluzione è l'amputazione degli arti; se si viene avvelenati bisogna cercare di bloccare il flusso del sangue con dei lacci emostatici e aspirare il veleno con un apposito gadget da reperire durante l'avventura; trepliev può inciampare fratturandosi degli arti, i quali dovranno essere immobilizzati con delle stecche; nuotare nell'acqua gelida o non coprirsi adeguatamente con degli indumenti farà contrarre la febbre a Trepliev. La versione CD del gioco include anche una speciale modalità Arcade pensata per i principianti, la quale aumenta il numero di scontri riducendo i fattori di sopravvivenza. [Wikipedia]

    Software House: Silmarils
    Sistema: MS-Dos
    Anno di uscita: 1994
    Genere: Simulazione di sopravvivenza con elementi ruolistici
    Lingua: Multi linguaggio (English, Francais, Deutsch, Espanol)
    Formato: CD-Rom
    Emulatore: DOSBox

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    N.B.: Benché il gioco funzioni col DOSBox, in fase di avvio può dare diversi problemi. Una prima soluzione consiste nel decrementare il numero dei cicli dell'emulatore prima dell'effettivo lancio del gioco. Premendo ripetutamente la combinazione di tasti CTRL e F11 si deve portarne il numero all'incirca su 1000, nel caso non funzionasse occorre fare qualche altro tentativo modificando leggermente tale cifra poiché può variare di volta in volta, per poi riportarlo alla quantità iniziale pochi secondi dopo aver lanciato Robinson's Requiem. In alternativa, si può provare anche a modificare il file di configurazione del DOSBox, impostando ad esempio core=dynamic e cycles=20000 dovrebbe risolvere il problema, in caso contrario bisogna ritentare apportando qualche piccolo cambiamento alla voce cycles. Ad ogni modo, nel caso, provate più volte prima di modificare qualche impostazione.


    Moonstone: A Hard Days Knight, è un videogioco d’azione realizzato e pubblicato dalla Mindscape nel 1991, inizialmente come esclusiva per i sistemi Amiga ed in seguito anche per i PC compatibili basati sull’MS-Dos. Il gioco abbraccia più generi videoludici, oltre a presentare dei combattimenti in tempo reale, offre anche degli spunti strategici e ruolistici. All'epoca divenne in breve tempo un vero e proprio "cult game" per via della crudezza delle sue situazioni di gioco, l'azione, infatti, non lesinava in particolari truculenti come mutilazioni e smembramenti vari. Al momento della pubblicazione ricevette un buon numero di recensioni favorevoli, sebbene non mancarono anche dei pareri completamente opposti, a ben vedere pochi casi isolati. In Moonstone impersoniamo un prode cavaliere a cui è stata affidata una delicata missione dai misteriosi druidi di Stonehenge. Tale compito consiste, sostanzialmente, nel ritrovare la mitica “Moonstone” e riportarla al sopraccitato tempio. All’inizio della partita, scegliamo il nostro alter ego fra quattro cavalieri differenti, ciascuno dei quali contraddistinto da un particolare colore e da una differente regione di provenienza. Al gioco possono partecipare fino ad un massimo di quattro persone, i cavalieri non controllati da alcun giocatore umano saranno governati dall’intelligenza artificiale del computer. Il mondo di Moonstone è suddiviso in quattro aree geografiche distinte. La regione nord-occidentale, da cui proviene Sir Godber, il cavaliere blu, è nota come “Misty Moors”. Tale zona è abitata dai Troggs: una razza di mostruosi guerrieri che, oltre a padroneggiare l’uso dell’ascia e della lancia, non disdegna di cavalcare delle pericolose fiere. Con “Wetlands” ci si riferisce, invece, alla provincia sud-orientale: la patria del cavaliere rosso, Sir Edward. Quest'area è rinomata soprattutto per la città di Waterdeep che ospita entro le sue mura “Mythral the Mystic”, un mistico in grado di migliorare le abilità del giocatore in cambio d’oro. L’intera zona è infestata dai Trolls e dai Mudmen. La “Great Forest” caratterizza invece tutta la parte sud-occidentale, il regno da cui proviene Sir Jeffrey: il cavaliere verde. In queste lande ci si può imbattere in Trolls e Ratmen, ma l’aspetto più interessante riguarda la presenza del mitico tempio di Stonehenge, luogo in cui possiamo guadagnare una vita extra barattandola con un manufatto magico.


    Infine, con “Northern Wastelands” s’indica la provincia nord-orientale: la patria del cavaliere arancione, Sir Richard. Il luogo più intrigante dell’intera area è, senza alcun dubbio, la “Tower of Math”, una torre in cui dimora un mago alquanto lunatico in grado sia di premiare il nostro alter ego che di punirlo trasformandolo in una rana, qualora sia troppo insistente. A livello di gameplay, Moonstone alterna due diverse fasi: l’esplorazione a turni e il combattimento in tempo reale. Durante la perlustrazione del territorio, che avviene fra l’altro sulla mappa del regno, ciascun cavaliere può coprire a turno una distanza limitata. Lo scopo di questa sezione consiste nel raggiungere uno degli innumerevoli siti disseminati nell’area in modo da depredarne manufatti e ricchezze. A difesa di questi luoghi vi è però un particolare tipo di avversari. Una volta varcata la soglia di uno di questi posti, inizia un combattimento a colpi di spada in cui dobbiamo cercare di eliminare tutti i nemici che via via entrano sul campo di battaglia. Durante lo scontro, effettuiamo vari tipi di mosse e possiamo incassare un limitato numero di colpi, in una maniera del tutto analoga a quanto avveniva in titoli come “Barbarian” e “Sword of Sodan”. Dopo aver sconfitto tutti i nemici, siamo finalmente liberi di trafugare gli oggetti e gli eventuali tesori custoditi in uno scrigno, la natura di questi manufatti viene stabilita in modo del tutto casuale così da rendere più varia la partita. Al termine di ogni combattimento, riceviamo anche un punto esperienza. Questi punti, in seguito, possono essere impiegati per migliorare gli attributi fisici del cavaliere, in particolare: forza, costituzione e resistenza. L’ammontare dei punti esperienza necessari per migliorare una delle sopraccitate abilità, dipende dal numero dei partecipanti alla partita. Ad esempio, con un singolo giocatore umano, sono necessari tre punti esperienza per migliorare di un punto una particolare abilità, fermo restando il limite di cinque possibili miglioramenti. La capacità offensiva del cavaliere può essere migliorata anche equipaggiandolo con delle armi più potenti, trafugate ai rivali o acquistate poco importa.


    Il livello di difficoltà del gioco, inoltre, crescerà così da compensare i progressi ottenuti dal giocatore. I cavalieri più esperti avranno a che fare con molti più avversari rispetto a quelli con meno esperienza. Oltre alle summenzionate località da cui è possibile ottenere manufatti e ricchezze, vi sono anche dei luoghi incantati e delle città, in quest’ultime in particolare si può comprare del nuovo equipaggiamento e tentare la fortuna col gioco d’azzardo. Altri posti, poi, hanno una rilevanza cosmetica al solo fine della trama. Ad ogni modo, l’esplorazione del territorio non si reduce al mero accumulo di ricchezze, poiché l’obiettivo finale consiste nel recuperare le quattro chiavi che consentono l’accesso alla “Valle delle Divinità”, al centro della mappa di gioco. Ognuna di queste chiavi dovrà essere recuperata in uno dei sopraccitati luoghi o sottratta ad un cavaliere rivale dopo un regolare duello. Il cavaliere che per primo otterrà l’accesso alla summenzionata valle dovrà vedersela col guardiano prima di ottenere in cambio l’ambita Moonstone. Tale manufatto, che corrisponderà di volta in volta ad una fase lunare differente, renderà più potente colui che la detiene e dovrà essere riportata al tempio di Stonehenge per completare definitivamente il gioco. A complicare ulteriormente le cose, vi sono poi anche i cavalieri rivali. Costoro, a cadenze più o meno regolari, infatti, ci attaccheranno, qualora non fossimo noi stessi ad attaccarli volontariamente nel tentativo di sottrargli oro, equipaggiamento e la stessa Moonstone. Il combattimento tra cavalieri avviene con la medesima modalità dello scontro fra mostri e si conclude con la morte di uno dei duellanti. Dopo qualche turno di gioco, inoltre, un enorme Drago inizierà a girovagare in lungo e in largo fra i vari siti disseminati per lo scenario. Qualora un giocatore alle prime armi avesse mai la sfortuna d’incappare nella summenzionata creatura, la sconfitta risulterà inevitabile. I cavalieri con più esperienza possono, però, tentare di sconfiggerlo colpendolo sistematicamente nel suo punto debole giusto il tanto che basta per immobilizzarlo e finirlo con una serie di attacchi ben ponderati.

    Software House: Mindscape
    Sistema: Amiga
    Anno di uscita: 1991
    Genere: Azione con elementi di ruolo e strategia
    Lingua: Inglese
    Formato: Floppy Disk, WHDLoad
    Emulatore: WinUAE

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    Download Moonstone: A Hard Days Knight (SlingFile)
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    N.B.: Nella cartella Game files dell’archivio in download trovate tre differenti versioni del gioco: i backup dei dischi originali forniti dalla SPS, il gioco preinstallato col WHDLoad e un file immagine di hard Disk (HDF) per il WinUAE. Per usare i sopraccitati dischetti in formato .ipf, bisogna scompattare un apposito plug-in (qui) nella cartella del WinUAE, dopodiché possono essere utilizzati normalmente tramite la sezione Floppy drives dell’emulatore. La versione WHDLoad deve essere scompattata nell’hard disk di un Amiga reale o comunque in un HDF già munito di Workbench. Gioco e OS, comunque, sono già presenti nell’HDF incluso nell’archivio, basta semplicemente scompattarlo e farlo partire con l’emulatore. In Quickstart, perciò, dalle tendine Model e Configuration, bisogna scegliere un modello che supporti i dischi fissi e il WHDLoad: Amiga 1200, Amiga 4000 o Expanded WinUAE example configuration. Una volta selezionato, si utilizza il pulsante Add Hardfile della sezione Hard drives per procedere con la selezione del summenzionato HDF.  Si utilizza il pulsante in coda al riquadro Path per selezionarlo, dopodiché si conferma con l’OK ignorando il resto. A questo punto si avvia l’emulazione con Start. Dal desktop dell’Amiga, si fa poi un doppio-click sulla cartella Games, in fondo allo schermo, ed un altro su quella del gioco. Infine, lo si ripete anche sull’icona che lancia il gioco. Per rendere effettivi i salvataggi effettuati durante la partita, bisogna uscire dal gioco premendo l’apposito tasto di Quit, come specificato in avvio dal WHDLoad. I Bios necessari per il corretto funzionamento del WinUAE li trovate qui, scompattate l'archivio nella stessa cartella dell'emulatore.

    Questo titolo della Vektor Grafix viene ricordato come la miglior simulazione di volo mai realizzata per lo Space Shuttle, il celebre sistema di trasporto orbitale recentemente mandato in pensione dalla NASA. Lo scopo del gioco consiste, ovviamente, nel pilotare la famosa navetta spaziale lungo una serie di missioni che spaziano dal “semplice” atterraggio alla più complicata riparazione del telescopio spaziale Hubble. Il nocciolo della simulazione consta, sostanzialmente, nel destreggiarsi con la complicata strumentazione che caratterizza la cabina di pilotaggio. Il numero dei quadranti e degli strumenti con cui si ha a che fare è tale da essersi reso necessario suddividerli in ben nove distinti pannelli. Nel corso della simulazione dobbiamo seguire le procedure opportune ed azionare innumerevoli  pulsanti ed interruttori in modo da attivare le varie funzioni dello Shuttle. Un errore in un passaggio può mandare all’aria l’intera missione, se non far letteralmente esplodere il velivolo. L’avionica è stata riprodotta piuttosto fedelmente, così come le procedure da seguire per arrivare al lancio vero e proprio. Per venirne a capo, sarà necessario consultare più volte il manuale a corredo del gioco. La durata di una missione può durare dei giorni, la sola fase di prelancio, a titolo d’esempio, prenderà qualcosa come cinque ore. La simulazione, fortunatamente, consente di velocizzare il tempo di gioco così da ridurre al minimo le attese tra un’attività e l’altra. Il modello di volo dello Shuttle, almeno per quanto riguarda quello all’interno dell’atmosfera terrestre, è simulato alquanto realisticamente, nella fase che ci vede provare il volo planato, ad esempio, la navetta si comporta proprio per quel “mattone alato” che effettivamente è.


    Il sistema di controllo vede l’impiego del mouse, o anche del joystick, sebbene l’uso dei tasti a funzione rapida sia essenziale per velocizzare un po’ le operazioni. Oltre alla visuale dall’abitacolo, Space Shuttle, come tutte le simulazioni che si rispettino, offre anche una serie di visuali esterne così da poter vedere, ad esempio, la navetta sulla rampa di lancio o in navigazione lungo l'orbita. Tecnicamente il gioco non era affatto male per i tempi della sua pubblicazione, il motore tridimensionale impiegava dei semplici poligoni in “flat shading” per riprodurre gli oggetti e lo scenario di gioco, benché la resa grafica a tratti fosse un tantino confusionaria e si limitasse a sfruttare solo sedici tonalità di colore anche nella più avanzata modalità VGA. Il comparto audio non era nulla di speciale visto la presenza di un motivetto di apertura e giusto una manciata di effetti sonori per lo più adeguati, ma data la natura prettamente simulativa della produzione in questione non ci si poteva aspettare di più. Per il resto, Shuttle è senza alcun dubbio una delle simulazioni di volo più realistiche mai create e al tempo stesso, vista l’estrema complessità che ne caratterizza il gameplay, anche una delle più difficili ed impegnative di sempre.  La lunga curva di apprendimento che ne contraddistingue le meccaniche, infatti, non lo rende un titolo adatto a tutti. Comunque sia, per tutti gli appassionati, fortemente motivati e disposti ad imparare qualcosa, si rivelerà come una delle più divertenti ed affascinanti esperienze della propria carriera videoludica.

    Software House: Virgin Games
    Sviluppatore: Vektor Grafix
    Sistema: MS-Dos
    Anno di uscita: 1992
    Genere: Simulazione di volo
    Formato: Floppy Disk
    Emulatore: DOSBox

    Download Shuttle: The Space Flight Simulator (Mediafire)
    Download Shuttle: The Space Flight Simulator (SlingFile)
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    N.B.: L'archivio in download, oltre alle immagini dei dischetti originali, include anche una versione pre-installata per il DOSBox.

    Space Trip è un semisconosciuto videogioco d’azione realizzato recentemente per il celebre Commodore 64.  Benché sia uscito in sordina senza altisonanti proclami e stupefacenti dichiarazioni d'intenti, fin da subito si è rivelato come un’interessante ventata d'aria fresca in una "scena" che da fin troppo tempo si ostinava a sfornare insulsi rifacimenti di vecchi titoli da sala e d’infimi giochini fatti in flash. A livello di meccaniche di gioco, così come d'altronde per l’ambientazione prettamente fantascientifica che lo contraddistingue, riporta alla mente diversi altri titoli del passato, in particolare: Future Knight, Space Doubt e Paradroid.  In Space Trip vestiamo i panni dell’intrepido capitano Steve Zappa, la cui missione consiste nell'eliminare l’infestazione aliena che già da diverso tempo sta imperversando sulle astronavi della flotta. Il gioco si sviluppa, in sostanza, come un platform contraddistinto sia da aspetti esplorativi che da elementi d’azione e sparatutto. All’inizio di un livello sbarchiamo su un vascello spaziale, che diverrà sempre più vasto e complesso man mano che si svilupperà il gioco, con l’obiettivo di ripulirlo dagli invasori ed essere teletrasportati via una volta conclusa la missione. Durante le fasi iniziali della partita siamo disarmati, pertanto il primo passo consiste nell’individuare e raccogliere un’arma: il laser. Come premesso, l’azione consiste nel perlustrare ogni anfratto della nave in cerca di ogni singolo alieno da eliminare, oltre a dover saltare da una piattaforma all’altra nel tentativo di raggiungere le zone più inaccessibili, utilizziamo anche l’ascensore principale per spostarci fra i vari piani della nave.


    Ogni nemico richiederà un certo numero di colpi per essere eliminato e cercherà di reagire sparandoci addosso o travolgendoci. Interagendo con un'apposita console di controllo, siamo anche in grado di ottenere delle informazioni sullo stato della nostra missione, in particolare: il numero degli alieni che rimangono da far fuori e l’ammontare delle armi e dei medi-kit disseminati all’interno della struttura.  L’arma in nostra dotazione, una volta scovata e imbracciata ovviamente, dovrà essere ricaricata mediante l’uso di appositi pannelli, così come l’energia persa durante l’azione potrà essere rimpinguata raccogliendo i sopraccitati kit di pronto soccorso. Una volta ripulita una nave, utilizzeremo la console del computer principale per attivare il teletrasporto che ci condurrà sul vascello successivo. Tecnicamente, l’unico appunto che si può fare a Space Trip riguarda il comparto grafico quanto meno spartano se non addirittura volutamente datato, anche se a ben vedere, sforzandosi un pochino, tale difetto volendo potrebbe essere considerato più come un artificio volto ad enfatizzare maggiormente l’atmosfera nostalgica del gioco. Un altro aspetto francamente discutibile di Space Trip riguarda il ritardo con cui il sistema di controllo risponde ai nostri comandi, soprattutto per quanto riguarda l'aprire il fuoco. Il comparto audio vanta, invece, delle ottime musichette e degli effetti sonori per lo più adeguati. Nonostante le lacune più sopra evidenziate, Space Trip rimane comunque un gioco divertente ed affascinante, che non sfigurerebbe, fra l'altro, nel catalogo di una delle poche software house che ancora producono videogiochi per il vetusto otto bit della Commodore.

    Software House: The New Dimension
    Sviluppatori: Achim Volkers, Richard Bayliss
    Sistema: Commodore 64
    Anno di uscita: 2011
    Genere: Azione, Platform
    Formato: Floppy disk, Cassetta
    Emulatore: CCS64, Hoxs64, WinVice

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    Zombi è un'avventura grafica punta e clicca a tema prettamente horror basata sull'omonima pellicola cinematografica di George A. Romero. Oltre ad esser stato sviluppato in esclusiva per l'Amstrad CPC, è stato anche il primo videogioco pubblicato dalla celebre Ubi Soft, in seguito fu poi convertito per le altre piattaforme del periodo: Amiga, Atari ST, PC, Commodore 64 e ZX Spactrum. La trama di questa trasposizione videoludica ricalca la storia del film del 1978: il giocatore governa un gruppo composto da quattro personaggi (Patrick, Yannick, Sylvie e Alexandre) rimasti bloccati all'interno di un centro commerciale mentre cercavano il carburante per rifornire l'elicottero che avrebbe dovuto portarli in salvo. Il centro commerciale, così come d'altronde l'intero mondo esterno, è completamente infestato dai morti viventi. Lo scopo del gioco consiste nel trarre in salvo almeno un membro della comitiva. Durante la partita, sostanzialmente, dobbiamo esplorare la struttura abbandonata in cerca di ogni possibile oggetto che ci consenta di risolvere gli enigmi che via via ci si parano davanti. I personaggi a nostra disposizione devono essere gestisti e spostati singolarmente, tramite un’interfaccia basata su icone e una visuale in prima persona. L'azione consiste, in pratica, nell'interagire con alcuni elementi dello scenario così da sbloccare nuove fasi di gioco e far evolvere la vicenda.


    Il gameplay ripropone anche alcuni particolari del film originale: i negozi con le armi, le scale mobili e gli autoarticolati da impiegare per sigillare gli ingressi. Nel corso dell'avventura, come premesso, avremo a che fare con i non morti, pertanto saremo costretti a combattere in più di un’occasione. Gli zombi possono essere uccisi con le armi o a mani nude, tramite un singolo colpo alla testa o mediante più colpi portati al corpo. I cadaveri dei morti viventi devono poi essere riposti nella cella frigorifera del seminterrato per evitare che possano rianimarsi nuovamente. Quando un nostro personaggio muore, si trasforma in uno zombie e continua a vagare nel luogo in cui è deceduto. La salute dei nostri uomini può essere rimpinguata col cibo disseminato per i negozi del centro commerciale o facendoli riposare su apposite brandine. Nonostante gli innumerevoli anni trascorsi dalla sua uscita iniziale, Zombi, almeno nella sua incarnazione per il Commodore Amiga, non è invecchiato poi troppo male, e rimane comunque un titolo contraddistinto da un'atmosfera unica. Un gioco, insomma, che deve essere preso in seria considerazione da tutti gli amanti della pellicola originale ed un altro valido esempio di come il genere survival horror non sia affatto nato con "Alone In The Dark" e "Resident Evil". Un piccolo classico fin troppo sottovalutato dalla critica.

    Software House: Ubi Soft
    Sistema: Amiga OCS
    Anno di uscita: 1989
    Genere: Avventura punta e clicca
    Lingua: English, Francais, Deutsch
    Formato: Floppy Disk, WHDLoad
    Emulatore: WinUAE

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    N.B.: Nella cartella Game files dell’archivio in download trovate tre differenti versioni del gioco: i dischi in formato ADF, il gioco preinstallato col WHDLoad e un file immagine di hard Disk (HDF) per il WinUAE. I sopraccitati dischetti possono essere utilizzati normalmente tramite la sezione Floppy drives dell’emulatore. La versione WHDLoad deve essere scompattata nell’hard disk di un Amiga reale o comunque in un HDF già munito di Workbench. Gioco e OS, comunque, sono già presenti nell’HDF incluso nell’archivio, basta semplicemente scompattarlo e farlo partire con l’emulatore. In Quickstart, perciò, dalle tendine Model e Configuration, bisogna scegliere un modello che supporti i dischi fissi e il WHDLoad: Amiga 1200, Amiga 4000 o Expanded WinUAE example configuration. Una volta selezionato, si utilizza il pulsante Add Hardfile della sezione Hard drives per procedere con la selezione del summenzionato HDF.  Si utilizza il pulsante in coda al riquadro Path per selezionarlo, dopodiché si conferma con l’OK ignorando il resto. A questo punto si avvia l’emulazione con Start. Dal desktop dell’Amiga, si fa poi un doppio-click sulla cartella Games, in fondo allo schermo, ed un altro su quella del gioco. Infine, lo si ripete anche sull’icona che lancia il gioco. Per rendere effettivi i salvataggi effettuati durante la partita, bisogna uscire dal gioco premendo l’apposito tasto di Quit, come specificato in avvio dal WHDLoad. I Bios necessari per il corretto funzionamento del WinUAE li trovate qui, scompattate l'archivio nella stessa cartella dell'emulatore.


    Kuri Kinton è un simpatico picchiaduro a scorrimento pubblicato dalla Taito nel 1988. Nel gioco impersoniamo un intraprendente poliziotto cinese a cui è stata affidata una missione delicata: trarre in salvo due prigionieri, un ufficiale di polizia entrato in possesso d’importanti informazioni e la rispettiva figlia, dalle grinfie di una pericolosa organizzazione criminale che sta architettando un colpo di stato. A livello di gameplay, Kuri Kinton mutua diversi elementi sia da "Kung-Fu Master" che da "Yie Ar Kung-Fu". In sostanza, l'azione consiste nell’esplorare tutti i piani di una misteriosa installazione sotterranea assecondando lo scorrimento dello sfondo in base alla direzione indicataci da un’apposita freccia. Al comando del sopraccitato eroe, dobbiamo quindi farci strada a suon di calci e pugni fra gli innumerevoli nemici che osano ostacolarci la via. Il sistema di controllo sfrutta l’impiego di due pulsanti: uno per l’attacco e l’altro per il salto. Combinandone l’uso effettuiamo anche i calci volanti, mentre tenendo premuto il solo pulsante d’attacco carichiamo il colpo così da scagliare una sfera energetica per colpire gli avversari a distanza. Lasciando il nostro personaggio indifeso per qualche istante, siamo anche in grado di raggiungere progressivamente tre distinti livelli di aura: rossa, gialla e blu, ognuno dei quali in grado di migliorare l'efficacia offensiva e la resistenza ai colpi nemici.


    Man mano che persevereremo con la perlustrazione della base nemica, non sarà raro imbatterci anche in avversari più forti del normale: i sicari inviati dai capi della sopraccitata organizzazione. Più procederemo stoicamente verso i piani inferiori della struttura, maggiore sarà il numero dei nemici che dovremo affrontare, così come saranno più agguerriti i nostri avversari.  Alla fine di ogni scenario, cinque per la precisione, dovremo vedercela con un boss esperto nelle arti marziali, costui dovrà essere sconfitto velocemente prima che possa prendere il sopravvento. Durante la partita abbiamo a disposizione una sola vita, l’energia vitale viene rappresentata con una barra che si riduce man mano che incassiamo i colpi degli avversari. Una volta esaurita l'energia, la partita terminerà presentando una schermata di "Continue?" caratterizzata da un paffuto cherubino dorato che abbandonerà il corpo dell'eroe esanime. Qualora decidessimo di continuare, costui si tufferà di peso sul corpo dell’eroe facendolo tornare in vita con un guizzo ed un'espressione stupefatta. Nonostante Kuri Kinton abbia ricevuto dei giudizi alquanto controversi, rimane pur sempre un "cult-game" per molti appassionati di questo genere di videogiochi. Comunque sia, consigliato.

    Software House: Taito
    Sistema: Taito L System
    Anno di uscita: 1988
    Genere: Picchiaduro a scorrimento
    Formato: ROM
    Emulatore: M.A.M.E. v0.146

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    Pirates! Gold è un videogioco del 1993, il rifacimento dell'omonima simulazione di Sid Meier pubblicata nel 1987: "Sid Meier's Pirates!". MicroProse sviluppò questo "seguito" per adattare l'originale alle specifiche delle macchine più moderne. Questa nuova versione offriva una grafica a duecentocinquantasei colori, una colonna sonora rielaborata secondo lo standard MIDI ed il supporto per il mouse. Il rifacimento aggiungeva delle nuove caratteristiche come ad esempio: i combattimenti in tempo reale in alto mare e sulla terraferma, ma era anche privo di alcuni particolari presenti nell’originale, in particoalre gli avvistamenti e gli oggetti speciali.  Comunque sia, chiunque abbia giocato l'originale del 1987, si troverà a proprio agio anche cimentandosi con questo nuovo rifacimento. Lo scopo del gioco, come traspare dal titolo, consiste nell'intraprendere la vita di un bucaniere del diciassettesimo secolo e ritirarsi una volta raggiunto un elevato stato sociale, non prima però di aver messo da parte un’ingente fortuna. Per accumulare le summenzionate ricchezze, dobbiamo navigare in lungo e in largo per l'oceano con la nostra nave saccheggiando via via città portuali, imbarcazioni rivali e non disdegnando la ricerca di fantomatici tesori sepolti su isole lontane. Per raggiungere un più elevato stato sociale, siamo costretti inoltre ad entrare negli intrighi politici del tempo, ingraziandoci così i favori delle quattro potenze marinare dell'epoca: Inghilterra, Francia, Olanda e Spagna.


    A seconda delle necessità, saremo costretti a compiere ogni genere di lavoro sporco, come ad esempio attaccare i rivali di un particolare governo, piuttosto che chiedere la mano della figlia di un certo governatore. Lungo il corso della partita, non sarà raro cimentarci in concitati duelli all'ultimo sangue contro i pirati più temibili del tempo e non mancheremo di partecipare a suon di cannonate alle battaglie navali più furiose della storia. Frequentando i locali delle isole su cui approderemo durante i nostri avventurosi viaggi per mare, otterremo, pagando s’intende, informazioni e consigli sul da farsi. Non ci esimeremo, inoltre, dal metterci alla ricerca dei frammenti di svariate mappe del tesoro. Quattro nazioni con cui fare i conti, quattro diverse abilità speciali e sei differenti scenari ambientati in altrettanti periodi storici, non fanno altro che aggiungere la ciliegina sulla torta garantendo una grande varietà di situazioni di gioco. Come se tutto ciò non bastasse, le opzioni dedicate alla generazione casuale della mappa offrono, inoltre, un tasso di rigiocabilità virtualmente illimitato. Tirando le somme, a questa simulazione del grande Sid Meier va indubbiamente riconosciuto il merito di esser riuscita ad amalgamare sapientemente fra loro vari elementi appartenenti a differenti tipi di videogiochi, in particolare: azione, strategia e persino avventura. A ciò si aggiunga anche la splendida caratterizzazione delle componenti audio/visive in linea con gli standard dell'epoca. Un titolo imperdibile per tutti gli amanti di questa incredibile epoca marinara, insomma.

    Software House: MicroProse
    Sistema: MS-DOS
    Anno di uscita: 1993
    Genere: Strategia, Simulazione
    Lingua: English
    Formato: CD-Rom
    Emulatore: DOSBox

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    N.B.: Pirates! Gold è rinomato anche per alcuni suoi fastidiosi bug, comunque sia l'archivio in donwload include due patch: una per aggiornare il gioco alla terza versione e l'altra per risolvere alcuni problemi legati alla gestione MIDI.


    Popful Mail è un delizioso videogioco d’azione incentrato sulle vicende della simpatica Mail, un’intraprendente cacciatrice di taglie alla ricerca dell’occasione della vita. Dopo essersi fatta scappare per l'ennesima volta “Nuts Cracker”, il bizzarro capo di una banda di ladruncoli, l'ambiziosa Mail si ritrova nei pressi di una città dove da lì a poco s'imbatterà nell'incarico più difficile e remunerativo della sua carriera: l’eliminazione del malvagio mago Muttonhead. Ben presto la situazione si rivelerà molto più complicata del previsto, poiché la nostra eroina realizzerà di essere l’unica persona in grado di sventare il sordido piano del sopraccitato losco figuro: la distruzione del  sigillo che tiene imprigionati i più antichi esseri malefici del regno: Necros ed Ulgar. Dopo aver preso coscienza dell’immane minaccia che incombe su Kazyr, Mail si mette in viaggio alla ricerca del summenzionato folle. Lungo la strada, farà conoscenza con coloro che diverranno i suoi inseparabili compagni di viaggio: Tatt, ex allievo dello stesso Muttonhead, e Gaw, un draghetto azzurrognolo che parla di se sempre in terza persona. Nel corso dell’avventura, entrambi i sopraccitati personaggi potranno essere  selezionati al momento più opportuno. All’inizio della partita, possiamo selezionare dall'apposita mappa solamente la foresta degli Elfi, ma man mano che il gioco prenderà piede si renderanno disponibili altri luoghi, ciascuno dei quali suddiviso in più aree da esplorare. L’azione, in sostanza, consiste nel dover assecondare lo scorrimento dello schermo superando ogni genere di ostacolo e combattendo contro ogni avversario che tenta di ostruirci la via. Per far fuori i nemici, Mail è costretta ad avvicinarsi pericolosamente ad ogni avversario per poi colpirlo con la sua fidata spada, i suoi compagni d'avventura Tatt e Gaw, al contrario, possono colpire a distanza. Per difendersi, inoltre, può accovacciarsi così da respingere gli attacchi nemici col proprio scudo. Il sistema di controllo è basato sull’impiego di tre pulsanti: attacco, salto e menù.


    Quest’ultimo, consente di gestire gli oggetti e l’equipaggiamento, così come di selezionare il personaggio, di salvare i progressi della partita e di accedere alle opzioni del gioco. Popful Mail consente anche di tornare sui nostri passi in modo da rivisitare gli stage precedentemente completati. Tale soluzione, da un lato, ci permette di far cassa raccogliendo dei soldi extra e, dall’altro, consente di cercare tutti quegli oggetti passati inosservati. Ciascun livello, contiene, infatti, vari scrigni disseminati nei suoi meandri, alcuni dei quali non facilmente visibili ad un rapido passaggio. Ogni villaggio che visitiamo, presenta un negozio in cui è possibile vendere ed acquistare oggetti ed equipaggiamento, nonché rimpinguare la scorta d'energia  dopo un cospicuo esborso economico. I personaggi non giocanti, inoltre, non mancheranno di fornirci consigli e informazioni sul da farsi, così come di fare dell’ironia sulle disavventure della povera Mail. Sebbene non faccia gridare al miracolo, il comparto grafico non se la cava poi così male. La grafica, oltre a sfruttare uno stile pulito, carino e dettagliato, fa anche un buon uso di tonalità vivaci e frizzanti, almeno nella maggioranza dei casi. I personaggi sono ben caratterizzati e proporzionati, nonché adeguatamente animati, sebbene i nemici, così come un po’ tutta l'atmosfera del gioco al dire il vero, siano in realtà tutt’altro che minacciosi. Le ambientazioni che contraddistinguono gli stage del gioco, presentano numerosi livelli di parallasse e sono sufficientemente vari da spingerci a domandarci come sarà l'ambientazione successiva. Una serie di piccoli tocchi di classe, infine, non fa altro che impreziosire ulteriormente il già ottimo risultato finale.


    Popful Mail vanta, inoltre, uno dei migliori doppiaggi mai realizzati per il Mega/Sega CD, i dialoghi recitati non si limitano ad accompagnare solo i passaggi principali della trama, ma, al contrario, impreziosiscono anche i combattimenti contro i boss di fine livello. Ciascun personaggio è caratterizzato da un particolare tono di voce che ne mette in risalto le relative peculiarità. La voce di Slick, ad esempio, un avventuriero in erba armato con un semplice coltellino, manda letteralmente fuori dai gangheri la povera Mail, mentre il tono pacato e controllato di Tatt, il suo compagno di viaggio, rende perfettamente l’idea di una persona saggia ed istruita. I brani musicali che accompagnano l’azione sono indiscutibilmente ben arrangiati ed  altrettanto orecchiabili, sebbene si limitino a sfruttare le sole capacità PCM della macchina. Le uniche tracce audio presenti sul CD sono riservate all'introduzione, alla schermata del titolo e al motivo finale, cantato fra l'altro da Jennifer Stigile: la stessa artista che curò i motivi introduttivi dei due Lunar su Playstation. Ad ogni modo, chiunque abbia provato i primi due episodi della serie Ys, si troverà a suo agio anche con Popful Mail, così come, d’altronde, chiunque abbia maturato una minima esperienza con i videogiochi di ruolo a carattere prettamente “Action”. A dire il vero, il gameplay fluido e serrato, così come l'humour che permea ogni singolo bit del gioco ed i numerosi tocchi di classe che ne impreziosiscono il risultato complessivo, dovrebbero quanto meno incuriosire ogni videogiocatore che si rispetti. A tal riguardo non posso far altro che consigliarne calorosamente la visione. Concludendo, Popful Mail è un ennesima gemma videoludica che a suo tempo non mancò di contribuire al successo della celebre Working Design.

    Distributore: Working Designs
    Sviluppatore : Falcom
    Sistema: Sega CD
    Anno di uscita: 1994
    Genere: Azione, Gioco di ruolo
    Lingua: Inglese (US)
    Formato: CD-Rom
    Regione: U.S.A. (NTSC)
    Emulatore: Kega Fusion

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    N.B.: Per giocare a Popful Mail possiamo utilizzare l'ottimo Kega Fusion, a patto però di spuntare preventivamente la funzione Options->Perfect Sync. Per lanciare il gioco si seleziona l'iso del CD con File->Load SegaCD Image, ovviamente dopo averla scompattata in una posizione comoda. I tasti possono essere ridefinti tramite il pulsantino Options->Set Config->Controllers->Port1: Define. I bios necessari per il corretto funzionamento dell'emulatore li trovate qui, il bios per il modello U.S.A. va selezionato col rispettivo pulsante Options->Set Config->Sega CD->USA BIOS: Browse.

    Rise of the Triad: Dark War (abbreviato in ROTT) è un videogioco di tipo sparatutto in prima persona, pubblicato il 21 dicembre 1994 da Apogee Software (conosciuta poi come 3D Realms). La versione shareware, che conteneva livelli diversi rispetto a quelli visti nel gioco finale e un solo personaggio giocabile, è stata chiamata Rise of the Triad: The HUNT Begins. ROTT è stato il primo titolo ad ottenere un punteggio di 4 su 4 dalla RSAC (Recreational Software Advisory Council). Il gioco sfrutta una versione pesantemente modificata del motore di Wolfenstein 3D, di cui inizialmente era concepito come seguito, con il titolo di "Wolfenstein 3D: Part II". Le limitazioni più evidenti sono soffitti e pavimenti privi di variazioni di altezza e profondità, e muri con angoli esclusivamente orientati di 90 gradi. Per ovviare alla mancanza della variazione di altezza, sono stati creati dei particolari sprite (chiamati "gravitational anomaly disks"), dove il giocatore può salire. Altri effetti includono vetri che possono essere distrutti, la nebbia presente in alcuni livelli, piattaforme che fanno saltare il giocatore e buchi dei proiettili sui muri. Il team dietro al gioco, Developers of Incredible Power, composto fra gli altri da Tom Hall, è il medesimo che iniziò a lavorare su Prey. I nemici umani sono stati creati digitalizzando fotografie e voci dei dipendenti della Apogee; quelli robotici derivano da modelli creati da Gregor Punchatz, già autore di alcuni mostri di Doom. Erano state pianificate, tra le altre cose, delle versioni femminili delle guardie, poi tagliate per mancanza di spazio. Alcuni elementi si trovano tra il materiale bonus della versione CD-ROM del gioco. Siete un membro della squadra HUNT (High-risk United Nations Task-force), gruppo di specialisti in missioni segrete. Arrivate sull'isola di San Nicolas, al largo di Los Angeles, dove, in un vecchio monastero, avverrebbero strani culti deviati. Mentre state investigando, degli uomini armati spuntati dal nulla distruggono la vostra imbarcazione; dalla vostra radio arrivano preoccupanti voci su una sistematica distruzione della città degli Angeli.


    Un prigioniero, riuscito a scappare dal monastero, vi informa che il piano dei monaci, aiutati da un'armata di soldati mercenari, è quello di uccidere milioni di persone in onore del loro padrone El Oscuro. L'unico modo di fermare questa follia è di addentrarsi nel monastero, e sconfiggere tutti gli Oscuridos, fino allo scontro finale con il signore oscuro. Il gioco prevede due diversi finali. A differenza del suo maggior rivale dell'epoca, Doom, ROTT ha un gameplay più lineare, specie per la particolare conformazione dei livelli. Per ovviare a questo fu introdotta una buona varietà di armi e nemici, oltre che a elementi innovativi come le trappole o i jump pads. Il gioco ha comunque avuto un certo seguito in particolare per la ricca modalità multiplayer. Ogni personaggio si differenzia per punti ferita, velocità, altezza e precisione di sparo. La scelta del personaggio influisce sul modo in cui si affrontano le varie situazioni di gioco. Esistono tre tipi di armi: a proiettili, a missili e magiche. Le prime hanno le munizioni infinite, mentre le altre sono limitate. Si possono portare solamente quattro tipi di armi contemporaneamente: pistole e mitragliatrice, una a missili e una magica. Molto curata è la modalità multiplayer, che oltre a supportare fino a 11 persone in contemporanea (contro le 4 di Doom, uscito un anno prima), possiede 9 diversi stili di gioco, tra cui una molto simile all'attuale capture the flag, oltre a una grande numero di opzioni che permettono di modificare le regole degli incontri. Con l'ultima versione del gioco, la 1.3, è stata introdotta la possibilità di utilizzare un microfono per comunicare con gli altri partecipanti al gioco, caratteristica innovativa per l'epoca. Nel 1995 fu pubblicato un add-on ufficiale denominato Extreme Rise of the Triad; oltre che a una serie livelli aggiuntivi creati da Tom Hall e Joe Siegler, includeva anche un generatore di mappe casuali e altro materiale relativo al gioco. [Wikipedia]

    Software House: Apogee, FormGen
    Sviluppatore: The Developers of Incredible Power
    Sistema: MS-DOS
    Anno di uscita: 1994
    Genere: Sparatutto in prima persona
    Formato: CD-Rom, Versione 1.3
    Emulatore: DOSBox

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    N.B.: Il menù del CD-Rom, quello lanciato con INSTALL, sembra non funzionare correttamente col DOSBox, comunque sia potete installare il gioco optando invece per ROTTCDI  Una volta copiati i file in C:\ROTT lanciate SNDSETUP per configurare l'audio e quando terminato ROTT per far partire il gioco. L'archivio in download contiene anche l'espansione "Extreme Rise of the Triad" in forma di installer a se stante. Una volta estratti i file in C:\ date INSTALL e confermate la stessa C:\ come "Source Directory" e C:\ROTT come "Destination Directory".


    "Elite Plus" è un ottimo rifacimento dell'omonima simulazione spaziale sviluppata a suo tempo dai celebri programmatori David Braben e Ian Bell. Si tratta, sostanzialmente, di una conversione "potenziata" del primo "Elite": il simulatore spaziale a cui unanimemente viene riconosciuto il merito di aver creato un nuovo genere di videogiochi. Questa nuova versione dei primissimi anni ‘90 vanta delle componenti audio/visive più al passo con i tempi rispetto alla prima apparizione del 1984 avvenuta sui vetusti home computer ad otto bit dell’Acorn. Come premesso, "Elite" è un’eccellente simulazione che è riuscita nell'impresa di amalgamare sapientemente i tranquilli aspetti dello scambio commerciale interstellare con le frenetiche situazioni inerenti al combattimento spaziale. Nel gioco impersoniamo il comandante Jameson che, munito solo di pochi spicci, un centinaio di crediti per la precisione, e della sua nave "Cobra Mark III", inizia il suo vivere nello spazio da una remota stazione del sistema "Lave". La maggior parte del tempo di gioco viene speso, sostanzialmente, per il trasporto di vari tipi di merci da un particolare pianeta di un sistema solare all'altro. Al giocatore, spetta capire quali siano i beni che garantiscono un più ampio margine di profitto e le tratte più convenienti e sicure da seguire. A tal riguardo, vale la pena di ricordare quanto sia vasto l'universo di Elite, basti pensare che il gioco conta qualcosa come otto galassie e centinaia di pianeti da esplorare. Il commercio spaziale non è l'unica mansione in grado di fornirci dei profitti, il giocatore, infatti, può intraprendere anche altre attività. A titolo d'esempio, può darsi all'estrazione dei minerali dagli asteroidi, così come intraprendere la carriera del cacciatore di taglie. Nel caso, può anche svolgere delle missioni per conto dei militari come mercenario, ma qualora lo desideri, può persino darsi al crimine dedicandosi alla pirateria. Da questo punto di vista, la simulazione lascia un’ampia libertà d'azione, una possibilità non esclude l'altra; benché non esista uno scopo ben preciso, se non quello di scalare la classifica della reputazione.  In quest'ottica, a dire il vero, non esiste nemmeno una trama vera e propria, sebbene sia presente una minaccia che ci perseguiterà in ogni nostro spostamento: i Thargoids, in pratica i nostri antagonisti. Costoro, infatti, non perderanno occasione per trascinarci in qualche combattimento. Gli scontri avvengono in tempo reale, negli stessi ambienti che via via esploriamo. Durante ciascun duello non dobbiamo limitarci ad utilizzare solamente le armi in nostra dotazione, ma al contrario dobbiamo anche manovrare la nostra nave per cercare di eludere gli attacchi avversari. A mano a mano, che il gioco si sviluppa, non ci si limita ad accumulare solamente del vile denaro, poiché si tende anche a farsi una certa nomea, in un senso o nell'altro.


    Concludere con successo un particolare compito ci farà guadagnare un certo grado di fama o prestigio, così come commettere dei veri e propri atti criminali ce lo farà perdere, senza contare che le nostre azioni sconsiderate andranno comunque ad influire sul nostro stato legale con conseguente accanimento nei nostri confronti da parte dei cacciatori di taglie e delle stesse autorità militari. A prescindere da come si decida di agire, con i proventi delle nostre attività potremo migliorare le "performance" della nostra astronave. La doteremo, cioè, di nuove armi: siano esse a raggi, ad impulsi o militari, di bombe e missili. Qualora ci interessi maggiormente la compravendita delle merci, tratteremo via via dei prodotti sempre più cari e incrementeremo lo spazio destinato al carico acquistando un’apposita espansione, così come potremo optare invece per tutta una serie di gadget più o meno utili come: il sistema d'elusione per i missili, l'attracco automatico e la scialuppa di salvataggio. L'universo di Elite ci viene mostrato con una suggestiva visuale in prima persona, dall'abitacolo della nostra nave per intenderci. In origine, tutti gli oggetti posti in essere dal suo rivoluzionario motore tridimensionale, fossero essi stelle, pianeti, stazioni, astronavi o asteroidi, venivano rappresentati con la tecnica del "wirefrarme": cioè come un semplice reticolato di linee che andavano ad intersecarsi l'un con l'altra. Una soluzione non molto accattivante in un’ottica moderna, ma comunque un buon compromesso fra la necessità di un certo margine di realismo e la scarsa capacità di calcolo delle CPU ad otto bit dell'epoca. "Elite Plus", al contrario, essendo stato progettato per i sistemi più "moderni", impiega i cosiddetti "poligoni pieni", una soluzione grafica ben più appagante rispetto all'originale dei primordi, resasi disponibile grazie alla maggior velocità dei sistemi a 16/32 bit. Anche il comparto audio ha subito un "restyling" rispetto alla versione originale, ma oltre a presentare un paio di motivetti e una manciata di effetti sonori per lo più efficaci non aggiunge molto di più. La longevità, ad ogni modo, rimane il punto forte di questa simulazione. La vastità dell'universo di gioco unita ad innumerevoli elementi casuali rendono quest’aspetto della simulazione virtualmente infinito, sebbene l'assenza di una trama ed una certa ripetitività di fondo ad un certo punto possano farlo sconfinare inesorabilmente nella noia. Alla fine della fiera, "Elite Plus" rimane comunque la miglior versione di questo classico indimenticabile.

    Software House: Microplay Software
    Sviluppatore: Realtime Games Software
    Sistema: MS-DOS
    Anno di uscita: 1991 (Floppy Disk), 1996 (CD-Rom)
    Genere: Simulazione spaziale
    Formato: CD-Rom
    Emulatore: DOSBox

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