Controverso, visionario, sognatore, ribelle: don Francesco Cocilova lascia a Tolentino un segno indelebile
Cronaca
07/05/2018

Controverso, visionario, sognatore, ribelle: don Francesco Cocilova lascia a Tolentino un segno indelebile

Grande l'affetto dei tolentinati dimostrato dopo aver appreso la notizia della tragica scomparsa di Don Francesco Cocilova. Don Francesco, 79enne, deceduto dopo essere stato investito stamattina a Montelupone, ha guidato per anni la comunità religiosa dello Spirito Santo di Tolentino che lo ricorda come un pezzo di storia della città, visionario e coraggioso, pieno d'umanità e vicino ai fedeli. Una chiesa costruita dal nulla, un teatro oggi sfogo fondamentale per tante attività e incontri dopo l'incendio del Vaccaj, il modo sui generis di impartire la benedizione pasquale o di celebrare la messa. Ma soprattutto, l'ombra che don Francesco nel 2010 sia stato allontanato quasi "forzosamente" da quella che era la sua casa. Un allontanamento che aveva ferito profondamente quel parroco umile e stravagante, sempre in giro a bordo della sua Vespetta verde, con i sandali anche d'inverno. C'è tanto affetto nel ricordo dei tolentinati, che chiedono a gran voce che i funerali vengano celebrati proprio a Tolentino nella "sua" chiesa, Ma c'è anche malcelata amarezza. "Strano, sui generis, sognatore, prete, imprenditore, precursore, buono, disponibile, a volte intrattabile". Così lo ricorda dalla sua bacheca Facebook Marco Salvatori. "Tutti i ricordi che ho della mia infanzia legati alla Chiesa, passano dalla sua figura. Dal suo pulmino blu, dalla sua vespetta verde mare, dai suoi sandali anche in inverno, dalle sue lecca lecca che ti faceva sudare, dalla sua Chiesa avveniristica, tanto contestata ma oggi solida e attiva dopo il terremoto, dai suoi “mesi di Maggio”, dai suoi ritiri spirituali a Caccamo, dalla sua sala giochi poi diventata ritrovo per anziani, dalle sue benedizioni fatte sui pianerottolo di ogni palazzo, appuntamento primaverile che assumeva aspetti folkloristici. Ci sono delle figure che ti entrano dentro da bambino e non ti lasciano mai, neanche quando se vanno lontano. Ciao Don Francì, sei stato immenso!" Tanti i messaggi che si sono susseguiti da stamattina e che raccontano di come don Francesco, a Tolentino fino al 2010 quando è stato spostato al Sacro Cuore di Macerata diventanto Parroco Emerito e sostituito da don Sergio Fraticelli, non abbia mai superato il dolore di essere stato allontanato da Tolentino. "Hanno fatto del tutto per cacciarlo dalla nostra comunità - si legge ancora su Facebook - e dalla sua chiesa tanto amata e creata con tanta difficoltà e sacrifici. Per lui fu un colpo enorme e quando siamo andati a trovarlo a Macerata ci ha accolto con la sua risata ma con le lacrime agli occhi. Certo era una persona con i suoi pregi e tanti difetti, ma è stato l'unico sacerdote di cui mi sono fidata". E ancora: "Mi dispiace... un caro amico.Voleva vivere a Tolentino, nella sua parrocchia, ma purtroppo qualcuno in alto non ha voluto". C'è proprio don Francesco, infatti, dietro la costruzione del Tempio dello Spirito Santo che ha ospitato numerosissimi sfollati che si sono trovati impauriti e senza un tetto all'indomani del sisma che ha sconvolto la comunità tolentinate. Un struttura che, insieme all'attigua sala multimediale, resterà segno indelebile del passaggio del religioso in città. "Quanti ricordi - si legge ancora su Facebook - i lecca lecca alla fine della messa (quello alla Cola il più ambito e non si riusciva mai a prenderlo), "piripicchio, piripacchio", i tornei di biliardino dopo il catechismo, le sgridate a chi non si presentava con uno dei genitori al catechismo, i sandali anche con -5, la vespetta col paravento davanti, le prediche "io non sono questo corpo". A scuola ci insegnava anche culti diversi dal cristianesimo, era molto preparato. La chiesa "Spirito Santo" progettata interamente da lui, all'avanguardia, con i televisori per proiettare le immagini relative al Vangelo del giorno, l'altare con un significato preciso. Quando l'hanno mandato via dalla "sua" chiesa ci rimase molto male. Era un grande prete. Riposa in pace". Un prete pieno di pregi, ma anche di difetti, umano, vicino alla gente "strano - come scrive l'avvocato Marco Romagnoli - perchè lo era, ma coraggioso, perchè lo era... Se ne va un pezzo di storia della nostra Città... la struttura sacra e parrocchiale che ci ha lasciato è un patrimonio prezioso (voglio ricordare come ora sia tornato ad essere frequentato da tanti ragazzini, sia un punto di riferimento per associazioni che si occupano degli "ultimi" e come sia stato indispensabile nei giorni del sisma)... Ciao Don Francesco". E a Romagnoli fa eco l'assessore Alessandro Massi Gentiloni Silveri che lo ricorda come "Un parroco vicino a tante famiglie, un parroco attento allo sviluppo ed alla crescita della comunità e dei giovani, fautore della realizzazione della Chiesa, dell'oratorio e del Teatro nel quartiere Repubblica". Se c'è chi lo ricorda per l'umanità non manca chi ricorda i suoi sandali, indossati anche d'inverno, la sua vespa verde e la sua bicicletta, la stessa che stamattina portava sottobraccio nel momento dell'investimento. "Te ne sei andato - scrive un'altra tolentinate - con la tua bici. Che pedalavi in tutte le stagioni con ogni temperatura e ogni tipo di clima e quei sandali che indossavi anche con il freddo e il gelo. Ho sempre stimato e apprezzato la tua coerenza. Eri un burbero dal cuore grande e generoso. Testardo ma giusto umile e modesto. La parte più bella e vera della chiesa". Una "chiesa" che per molti tolentinati dovrebbe ospitare l'ultimo saluto a Don Francesco come ricordato nel post di un'altra cittadina che scrive: "Povero Don Francesco, se abbiamo la Chiesa dello Spirito Santo con tutti gli annessi e solo opera sua; i miei figli battezzati, comunicati e cresimati li. La sua idea di responsabilizzare i genitori nel catechismo, la benedizione nelle case con i condomini riuniti nei pianerottoli per tirarci fuori dall'indifferenza, le battute sagaci, le sue risatine, i giochini coi bambini con i lecca lecca, la lambretta azzurra, quel pulmino scassato, i sandali e la sua barba da espiazione, un originale certamente, ma quanto mi dispiace. Riposa in pace Don Francesco. Chissà se potessero fare il funerale nella Chiesa da lui costruita". (Foto Carlo Torresi)    

Controverso, visionario, sognatore, ribelle: don Francesco Cocilova lascia a Tolentino un segno indelebile

Controverso, visionario, sognatore, ribelle: don Francesco Cocilova lascia a Tolentino un segno indelebile
07/05/2018

Grande l'affetto dei tolentinati dimostrato dopo aver appreso la notizia della tragica scomparsa di Don Francesco Cocilova. Don Francesco, 79enne, deceduto dopo essere stato investito stamattina a Montelupone, ha guidato per anni la comunità religiosa dello Spirito Santo di Tolentino che lo ricorda come un pezzo di storia della città, visionario e coraggioso, pieno d'umanità e vicino ai fedeli. Una chiesa costruita dal nulla, un teatro oggi sfogo fondamentale per tante attività e incontri dopo l'incendio del Vaccaj, il modo sui generis di impartire la benedizione pasquale o di celebrare la messa. Ma soprattutto, l'ombra che don Francesco nel 2010 sia stato allontanato quasi "forzosamente" da quella che era la sua casa. Un allontanamento che aveva ferito profondamente quel parroco umile e stravagante, sempre in giro a bordo della sua Vespetta verde, con i sandali anche d'inverno. C'è tanto affetto nel ricordo dei tolentinati, che chiedono a gran voce che i funerali vengano celebrati proprio a Tolentino nella "sua" chiesa, Ma c'è anche malcelata amarezza. "Strano, sui generis, sognatore, prete, imprenditore, precursore, buono, disponibile, a volte intrattabile". Così lo ricorda dalla sua bacheca Facebook Marco Salvatori. "Tutti i ricordi che ho della mia infanzia legati alla Chiesa, passano dalla sua figura. Dal suo pulmino blu, dalla sua vespetta verde mare, dai suoi sandali anche in inverno, dalle sue lecca lecca che ti faceva sudare, dalla sua Chiesa avveniristica, tanto contestata ma oggi solida e attiva dopo il terremoto, dai suoi “mesi di Maggio”, dai suoi ritiri spirituali a Caccamo, dalla sua sala giochi poi diventata ritrovo per anziani, dalle sue benedizioni fatte sui pianerottolo di ogni palazzo, appuntamento primaverile che assumeva aspetti folkloristici. Ci sono delle figure che ti entrano dentro da bambino e non ti lasciano mai, neanche quando se vanno lontano. Ciao Don Francì, sei stato immenso!" Tanti i messaggi che si sono susseguiti da stamattina e che raccontano di come don Francesco, a Tolentino fino al 2010 quando è stato spostato al Sacro Cuore di Macerata diventanto Parroco Emerito e sostituito da don Sergio Fraticelli, non abbia mai superato il dolore di essere stato allontanato da Tolentino. "Hanno fatto del tutto per cacciarlo dalla nostra comunità - si legge ancora su Facebook - e dalla sua chiesa tanto amata e creata con tanta difficoltà e sacrifici. Per lui fu un colpo enorme e quando siamo andati a trovarlo a Macerata ci ha accolto con la sua risata ma con le lacrime agli occhi. Certo era una persona con i suoi pregi e tanti difetti, ma è stato l'unico sacerdote di cui mi sono fidata". E ancora: "Mi dispiace... un caro amico.Voleva vivere a Tolentino, nella sua parrocchia, ma purtroppo qualcuno in alto non ha voluto". C'è proprio don Francesco, infatti, dietro la costruzione del Tempio dello Spirito Santo che ha ospitato numerosissimi sfollati che si sono trovati impauriti e senza un tetto all'indomani del sisma che ha sconvolto la comunità tolentinate. Un struttura che, insieme all'attigua sala multimediale, resterà segno indelebile del passaggio del religioso in città. "Quanti ricordi - si legge ancora su Facebook - i lecca lecca alla fine della messa (quello alla Cola il più ambito e non si riusciva mai a prenderlo), "piripicchio, piripacchio", i tornei di biliardino dopo il catechismo, le sgridate a chi non si presentava con uno dei genitori al catechismo, i sandali anche con -5, la vespetta col paravento davanti, le prediche "io non sono questo corpo". A scuola ci insegnava anche culti diversi dal cristianesimo, era molto preparato. La chiesa "Spirito Santo" progettata interamente da lui, all'avanguardia, con i televisori per proiettare le immagini relative al Vangelo del giorno, l'altare con un significato preciso. Quando l'hanno mandato via dalla "sua" chiesa ci rimase molto male. Era un grande prete. Riposa in pace". Un prete pieno di pregi, ma anche di difetti, umano, vicino alla gente "strano - come scrive l'avvocato Marco Romagnoli - perchè lo era, ma coraggioso, perchè lo era... Se ne va un pezzo di storia della nostra Città... la struttura sacra e parrocchiale che ci ha lasciato è un patrimonio prezioso (voglio ricordare come ora sia tornato ad essere frequentato da tanti ragazzini, sia un punto di riferimento per associazioni che si occupano degli "ultimi" e come sia stato indispensabile nei giorni del sisma)... Ciao Don Francesco". E a Romagnoli fa eco l'assessore Alessandro Massi Gentiloni Silveri che lo ricorda come "Un parroco vicino a tante famiglie, un parroco attento allo sviluppo ed alla crescita della comunità e dei giovani, fautore della realizzazione della Chiesa, dell'oratorio e del Teatro nel quartiere Repubblica". Se c'è chi lo ricorda per l'umanità non manca chi ricorda i suoi sandali, indossati anche d'inverno, la sua vespa verde e la sua bicicletta, la stessa che stamattina portava sottobraccio nel momento dell'investimento. "Te ne sei andato - scrive un'altra tolentinate - con la tua bici. Che pedalavi in tutte le stagioni con ogni temperatura e ogni tipo di clima e quei sandali che indossavi anche con il freddo e il gelo. Ho sempre stimato e apprezzato la tua coerenza. Eri un burbero dal cuore grande e generoso. Testardo ma giusto umile e modesto. La parte più bella e vera della chiesa". Una "chiesa" che per molti tolentinati dovrebbe ospitare l'ultimo saluto a Don Francesco come ricordato nel post di un'altra cittadina che scrive: "Povero Don Francesco, se abbiamo la Chiesa dello Spirito Santo con tutti gli annessi e solo opera sua; i miei figli battezzati, comunicati e cresimati li. La sua idea di responsabilizzare i genitori nel catechismo, la benedizione nelle case con i condomini riuniti nei pianerottoli per tirarci fuori dall'indifferenza, le battute sagaci, le sue risatine, i giochini coi bambini con i lecca lecca, la lambretta azzurra, quel pulmino scassato, i sandali e la sua barba da espiazione, un originale certamente, ma quanto mi dispiace. Riposa in pace Don Francesco. Chissà se potessero fare il funerale nella Chiesa da lui costruita". (Foto Carlo Torresi)    

Pamela, ora solo la verit? pu? interrompere il silenzio

Pamela, ora solo la verità può interrompere il silenzio

07/05/2018

“Alla fine rimane lei, la madre, senza risposte e senza nemmeno una pacca sulla spalla da parte di chi avrebbe potuto evitare la disgrazia e da parte di chi si professa (a corrente alternata) contro femminicidi e violenze” – Il commento è di Nicola Porro e nelle parole del noto giornalista c’è, forse, tutta l’amarezza che rimane dopo le lacrime di quell’ultimo saluto. Il 5 maggio, infatti, si sono celebrati i funerali di Pamela Mastropietro. Ed è rimasto il silenzio. Quel silenzio che, adesso, dovrà essere interrotto solo dalla verità.  C’è chi ha scritto che “Pamela era una prostituta tossica che viene compianta solo perché uccisa da un nero”. Non commentiamo, perché è palese, a questo punto, che il silenzio è una necessità assoluta. Pamela era una ragazzina, prima di tutto una ragazzina, con tutta la vita davanti, compreso il tempo di rimediare a qualche eventuale errore. Per fortuna, in molti sembrano averlo capito. Come dimostra la tomba della ragazza, nel freddo monumentale del Verano di Roma, tra i colori di uno spazio che ormai fatica, dopo appena 48 ore, a contenere fiori, palloncini, messaggi. Il blocco 115 del Verano non è facile da trovare, eppure l’hanno trovato, e davanti a quella tomba ognuno c’ha lasciato del suo. Omaggi ad una vita spezzata e a un tempo che poteva essere e non è stato. Banale? Semplicistico? Forse! Ma semplicità e banalità sono da preferirsi, sempre, all’architettura ideologica di dibattiti sulla “quantità di trucco e il taglio di capelli della madre di quella ragazza” nel giorno del funerale.  Di silenzio, ora, c’è bisogno. Perché questa storiaccia è sfuggita di mano, sia a chi non ha voluto afferrarla, sia a chi ha stretto troppo la presa. Con un solo risultato: la strumentalizzazione. Che non serve a nessuno e che, probabilmente, non serve nemmeno alla verità. La verità: colei a cui spetta, adesso, l’unico diritto di interrompere il silenzio.

San Ginesio, sente rumori nella sua propriet? e spara cinque colpi

San Ginesio, sente rumori nella sua proprietà e spara cinque colpi

07/05/2018

Spari nella notte in campagna, tra San Ginesio e Camporotondo. Le grida e il rumore degli spari hanno allarmato i vicini che subito hanno avvertito i Carabinieri. Secondo le testimonianze raccolte, gli spari, indirizzati verso l'alto, sono stati esplosi per allontanare dei malintenzionati che si erano introdotti in una proprietà privata. Spari nella notte anche la sera prima, sempre nelle campagne fra San Ginesio e Camporotondo, attribuibili in questo caso, molto probabilmente a cacciatori di frodo.  Sull'accaduto stanno indagando i carabinieri.

Ciclista travolto a Montelupone:  don Francesco Cocilova. Il vescovo Marconi sul posto

Ciclista travolto a Montelupone: é don Francesco Cocilova. Il vescovo Marconi sul posto

07/05/2018

Il ciclista investito questa mattina a Montelupone è un sacerdote. Si tratta di don Francesco Cocilova, 79 anni, originario di Cingoli. Stava percorrendo l’asse viario che costeggia contrada Santa Caterina, quando una Fiat Panda, condotta da un uomo del posto, lo ha travolto. Il sacerdote è stato sbalzato in aria, cadendo prima sul veicolo, poi a terra. I soccorsi si sono rivelati inutili (qui il nostro articolo). Appresa la notizia, sul posto è giunto anche il vescovo di Macerata, mons. Nazareno Marconi.

Stangata in arrivo per i terremotati: da giugno il pagamento delle tasse sospese

Stangata in arrivo per i terremotati: da giugno il pagamento delle tasse sospese

06/05/2018

Dal primo giugno, come ricorda il servizio andato in onda nel Tg5 delle 13, tutti i dipendenti che hanno usufruito della sospensione delle tasse, dovranno cominciare a restituirle, con una rateizzazione di 24 mesi. Non si chiedono fortunatamente gli interessi, ma dopo la lunga lista di ritardi patiti, come le casette consegnate dopo mesi, le inaugurazioni rinviate, la lentezza nell'erogazione dei contributi e le molte proroghe, gli abitanti delle zone terremotate si aspettano che lo Stato non sia veloce solamente quando c'è da chiedere. Nel servizio viene intervistato un sindaco del teramano che auspica lo stesso trattamento riservato dal governo Berlusconi ai terremotati dell'Aquila nel 2009, i quali poterono beneficiare di una dilazione di pagamento in dieci anni, mentre oggi, si chiede di restituire Irpef e addizionali in solo 24 mesi, con somme che potrebbero incidere fino al venti per cento sulla busta paga di un lavoratore, che in molti casi sta ancora vivendo i disagi del sisma, senza una casa o costretto a lunghi spostamenti. "Stiamo predisponendo un'ulteriore proroga - fanno intanto sapere dallo staff del commissario De Micheli - rispetto alla scadenza del 31 maggio fissata dalla legge di bilancio 2018 e di concedere cinque anni e non due, per restituire le tasse". Sembra quindi che qualcosa si stia muovendo in tal senso e nei prossimi giorni ci saranno gli incontri con i gruppi parlamentari e i presidenti di Regione, sperando che lo stallo nella formazione del nuovo governo non rappresenti un ostacolo.    

Cronaca

Orologi, borse e scarpe contraffatte: sequestrati circa mille articoli dalla Guardia di Finanza

Orologi, borse e scarpe contraffatte: sequestrati circa mille articoli dalla Guardia di Finanza

07/05/2018

La Guardia di Finanza di Macerata ha partecipato all’operazione “Aphrodite”, gestita dall’Italia in collaborazione con Belgio, Bulgaria, Cipro, Irlanda, Portogallo, Spagna e Regno Unito, sotto l’egida dell’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale (E.U.I.P.O.) e dell’Europol, per contrastare efficacemente il fenomeno della contraffazione ed in particolar modo la vendita on-line di prodotti non genuini. In due distinte operazioni condotte dalla Compagnia di Civitanova Marche, sono stati sequestrati circa 1.000 articoli riportanti il marchio d’impresa contraffatto: orologi, capi di abbigliamento, borse, scarpe ed accessori moda, perfettamente identici agli originali, rinvenuti all’interno di due abitazioni nella disponibilità di extracomunitari di origine senegalese che proponevano in vendita la merce attraverso i social media.  Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria sono state rinvenute e sequestrate anche quattro banconote da 50 € ed una da 100 €, risultate false. Quattro le persone denunciate a piede libero alla locale Procura della Repubblica, tutte di origine senegalese.

Attualità

Recanati, nuova luce per il Colle dell'Infinito

Recanati, nuova luce per il Colle dell'Infinito

07/05/2018

Il Comune di Recanati in collaborazione con iGuzzini presenta l’innovativo progetto di riqualificazione del parco urbano e di luce intelligente per il Colle dell’Infinito, uno dei luoghi che meglio rappresenta l’eredità romantica del celebre poeta marchigiano. Realizzato nel 1937, in occasione del centenario della morte del poeta, il Parco è al centro di un ampio intervento che vede protagonisti da un lato l’innovativo progetto d’illuminazione, donato da iGuzzini, dall’altro il progetto di rigenerazione botanica curato dallo spin-off dell’Università Politecnica delle Marche C.Re.Ha. nature. Il progetto, fortemente voluto dal Comune di Recanati e finanziato con fondi MiBACT, trova la sua massima espressione nella nuova regia luminosa progettata dal tre volte premio Oscar Dante Ferretti e resa possibile grazie alle soluzioni tecnologiche messe in campo da iGuzzini. L’azienda recanatese, ricorrendo all’impiego di apparecchi LED regolabili DALI, sviluppa una nuova applicazione di luce intelligente, che nell’immediato futuro trasformerà il parco in un luogo interconnesso dove ogni punto luce rappresenta un “nodo intelligente” che tramite le tecnologie Bluetooth Low Energy e beacon consentirà ai visitatori di ricevere informazioni utili tramite app. L’intervento illuminotecnico, realizzato con apparecchi a LED di ultimissima generazione, valorizza il luogo, ricreando una luce artificiale in grado di esaltare l’emozione notturna della luce lunare. Con il supporto degli apparecchi iGuzzini, Dante Ferretti ha progettato una luce scenografica dalle caratteristiche cromatiche del plenilunio e poetica, filtrata dalle chiome degli alberi, che omaggia le atmosfere magiche cantate da Giacomo Leopardi nella celebre poesia “Alla Luna”. Triplice l’obiettivo dell’intervento illuminotecnico: abbattere i consumi energetici del precedente impianto; incrementare la sicurezza e il comfort dell’area e disegnare un paesaggio notturno vicino allo spirito leopardiano del luogo. A partire dal mese di giugno, il sistema di illuminazione sarà integrato con funzioni accessorie di sicurezza, connettività Wi-Fi, alimentazione per dispositivi mobili - che saranno installate negli apparecchi di illuminazione. Sistemi specifici di monitoraggio delle condizioni ambientali e della vegetazione, installati sull’impianto, favoriranno invece la conservazione e lo sviluppo delle specie vegetali e animali presenti. Nel corso dell’evento di inaugurazione del 6 maggio, circa 3000 persone hanno avuto l’opportunità di ammirare il nuovo impianto di illuminazione del Parco dell’Infinito. Durante la presentazione ufficiale del progetto, moderata dalla giornalista Barbara Capponi, sono intervenuti: Francesco Fiordomo, Sindaco di Recanati; Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche; Vanni Leopardi, discendente del poeta; Alessandra Stipa, Presidente FAI Marche; Massimo Corvatta, Presidente DEA; Edoardo Biondi, Professore Emerito UNIVPM; Adolfo Guzzini, Presidente iGuzzini, e lo scenografo Dante Ferretti.  

Economia

Le criptovalute diventano un fenomeno di cultura popolare

Le criptovalute diventano un fenomeno di cultura popolare

05/05/2018

Praticamente sconosciute al grande pubblico fino all’anno scorso, le criptovalute sono diventate in pochi mesi un argomento caldo in tutto il mondo. Nell’arco del 2017, infatti, il Bitcoin ha riempito i titoli di giornali grazie alle straordinarie performance realizzate e le persone hanno incominciato ad interessarsi all’investimento in criptovalute e alle possibilità di trovare i mercati bitcoin su piattaforme di trading. Anche altre criptovalute hanno iniziato ad essere scambiate e la tecnologia sottostante ha iniziato ad essere conosciuta la grande pubblico. Stiamo parlando della cosiddetta “Blockchain”, una sorta di registro aperto e distribuito che può memorizzare delle transazioni tra due parti in modo verificato e sicuro, senza passare da un’autorità centrale. Un po’ di storia Tutto ha inizio nel 2009, quando il Bitcoin viene creato ad opera di un anonimo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. La criptovaluta più famosa del mondo inizia ad essere utilizzata da una community di utenti che condividono i valori che hanno portato alla creazione del progetto, cioè realizzare una valuta che esuli dal sistema di controllo delle autorità centrali, come banche ed istituti regolatori. Nonostante il Bitcoin abbia sempre visto crescere negli anni la propria quotazione, bisognerà attendere il 2017 per una crescita inarrestabile che ha portato il valore della valuta da circa 1.000 dollari a sfiorare quota 20.000 dollari. Le criptovalute protagoniste di un fumetto Proprio per la sua capacità di coinvolgere la gente a tutti i livelli sociali, il Botcoin si è affermato come un fenomeno culturale in tutto il mondo. La pervasività del Bitcoin e delle altre criptovalute più famose ha raggiunto un punto in cui difficilmente si potrà tornare indietro. Recentemente, un utente del celebre sito di social news Reddit ha pubblicato un libro a fumetti dedicato alle criptovalute. Le vignette, disegnate con una grafica stilizzata e semplificata, presentano contenuti di tipo umoristico in cui i protagonisti del fumetto sono le stesse criptovalute. Insomma, Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Ripple e Iota sono diventati personaggi di un fumetto e interagiscono commentando l’andamento delle quotazioni o le notizie che riguardano il mondo “crypto”. Anche al cinema e nella musica Il Bitcoin ha iniziato ad apparire non solo sui giornali e siti internet di tutto il mondo, ma anche in film, serie televisive e brani musicali. Sono davvero tante, ad esempio, le serie TV che hanno incluso il Bitcoin in almeno un episodio delle ultime stagioni, come ad esempio “I Simpson”, “Supernatural”, “NCIS”, “House of Cards” e molti altri. Oltre ai riferimenti in film di ogni genere, sono diverse anche le pellicole dedicate proprio alle criptovalute. Si va da produzioni realizzate prima del boom del Bitcoin, come “The rise and rise of Bitcoin”, ai documentari più recenti come “The digital rush”, realizzato tra l’altro da una produzione italiana. Gli esempi potrebbero continuare, basti pensare che è stato creato perfino un drink ispirato al Bitcoin.  

Politica

Macerata, Forza Nuova saluta il segretario di Stato polacco Kwiatkowski

Macerata, Forza Nuova saluta il segretario di Stato polacco Kwiatkowski

06/05/2018

La coordinatrice provinciale di Forza Nuova, Martina Borra, si è recata personalmente dal segretario di Stato della Repubblica di Polonia, Adam Kwiatkowski, giunto nelle Marche, consegnando un mazzo di rose rosse e bianche con una coccarda tricolore, a nome di Forza Nuova e del suo segretario Roberto Fiore.   “Siamo onorati di ospitare sul nostro territorio il rappresentante di uno Stato dal quale i politici locali dovrebbero prendere esempio, in quanto in Europa è oggi in prima fila per quanto riguarda la difesa della famiglia tradizionale, dell’identità nazionale e del senso di Patria – afferma Borra – Abbiamo voluto consegnare il mazzo di fiori  al segretario di Stato polacco per confermare la vicinanza del nostro movimento ad una Nazione da prendere ad esempio - conclude Borra - Con l'occasione abbiamo anche rinnovato  la partecipazione di Forza Nuova alla grande marcia di Varsavia denominata Marsz Niepodleglosc, che ogni 11 novembre celebra l’anniversario della fondazione della seconda repubblica polacca dopo la fine della prima guerra mondiale".

Scuola e università

Tolentino, in Piazza della Liberta c'? la Festa della Scuola

Tolentino, in Piazza della Liberta c'è la Festa della Scuola

07/05/2018

Nell'ambito dei progetti per la valorizzazione delle scuole del territorio, per sostenerle nell'ottica di condividere gli obiettivi della formazione, conoscere le dfiverse realtà e dimensioni educative che connotano la crescita di ogni bambino, l'amministrazione comunale di Tolentino organizza per fine anno scolastico, una grande Festa della Scuola che coinvolgerà tutte le scuole di ogni ordine e grado del Comune di Tolentino. Questa Festa della Scuola si svolgerà in Piazza della Libertà dove sarà allestito un palco in cui i siongoli istituti potranno esibirsi con piccoli spettacoli (saggi di ginnastica, recite, cori, bande musicali, spettacoli di danza, video, sfilate ecc.) secondo il seguente programma: dalle 15 alle 15,45 Scuola dell'Infanzia “Don Bosco”; dalle 15,45 alle 16,30 Scuola dell'Infanzia “Lucatelli”; dalle 16,30 alle 17,15 Scuola Primaria “Don Bosco”; dalle 17,15 alle 18,00 Scuola Primaria  “Lucatelli”; dalle 18,00 alle 19,00 Scuola Secondaria di primo grado  “Don Bosco”; dalle 19,00 alle 20,00 Scuola Secondaria di primo grado “Lucatelli”; dalle 21,15 alle 21,45 IPSIA “Renzo Frau”; dalle 21,45 alle 22,15; I.I.S . “Francesco Filelfo” Coreutico; dalle 22,15 alle 23,30 I.I.S . “Francesco Filelfo” Classico – Scientifico – ITE. In contemporanea, presso la Scuola Lucatelli si svolgerà l'iniziativa “In Festa con il Gelato: largo ai golosi” con l'intervento del nutrizionista Luca Belli che parlerà di “Il gelato, alimento salutare e nutriente” e con laboratori creativi a cura della Ludoteca del Riuso.      

Cultura e spettacoli

"Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld", in un libro la storia dei due Ludovico

"Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld", in un libro la storia dei due Ludovico

07/05/2018

A cinquant’anni dalla morte del leggendario pilota automobilistico Lodovico Scarfiotti, esce in tutte le librerie italiane, per i tipi della Liberilibri, Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld, di Paola Rivolta. Un libro che racconta le sue imprese (resta l’ultimo italiano ad aver vinto con una Ferrari sul circuito di Monza) e la storia della sua famiglia nel corso del Novecento, a partire dal nonno, primo presidente della Fiat da cui aveva preso il nome.  L’8 giugno 1968, a Rossfeld in Germania, la Porsche 910 guidata da Lodovico Scarfiotti esce di strada durante le prove del Premio delle Alpi. In questo incidente Scarfiotti, vincitore del Gran Premio d’Italia del 1966 per la Ferrari e, fino ad oggi, ultimo pilota italiano a trionfare a Monza per la scuderia modenese, perde la vita. Al momento della sepoltura, sulla tomba di famiglia, accanto al suo nome sono incise anche le date di nascita e morte del nonno Lodovico che all’inizio del secolo aveva ricoperto il ruolo di primo presidente della Fiat e con il quale il pilota condivide, oltre al nome, ora anche il destino di una fine violenta e precoce. Nel romanzo storico-biografico scritto da Paola Rivolta e intitolato Scarfiotti. Dalla Fiat a Rossfeld, appena uscito per i tipi della casa editrice Liberilibri nella collana Narrativa, l’autrice ricostruisce, grazie a lunghe e approfondite ricerche d’archivio, gli eventi e le imprese in campo imprenditoriale e sportivo della vita di questi due uomini che hanno lasciato un segno tangibile nella storia industriale e sportiva italiana, dalla quale però sono stati, in qualche modo, estromessi. Anello di congiunzione tra le due generazioni e fulcro di questa saga familiare è Luigi Scarfiotti, deputato, industriale, gentleman driver, figlio dell’imprenditore Lodovico e padre del pilota. Un racconto biografico tutto italiano in cui passioni, affari, politica e sport s’intrecciano indissolubilmente, nel passaggio di un secolo, con due guerre mondiali, il fascismo, ripetute crisi finanziarie e il boom degli anni Sessanta. Spiega l’Autrice: “Molti anni fa, dall’incontro con Luigi Scarfiotti, figlio di Lodovico, è nata la scintilla per scrivere questo libro: mi disse che il suo bisnonno era stato uno degli ideatori e il primo presidente della Fiat, e io non gli credetti! Ma volli approfondire, iniziai a indagare, perché non amo le cose irrisolte, ed  è stata una bellissima esperienza. Questo libro contiene cose mai scritte in Italia e colma dei grandi vuoti, che riguardano sia la storia della nascita della Fiat, sia la storia personale del pilota Scarfiotti, come ad esempio la fine dolorosa del suo contratto con la Ferrari, o la reale dinamica dell’ultimo fatale incidente. Aspetti ed episodi mai raccontati verranno finalmente alla luce”. Il libro è stato presentato in anteprima assoluta al Motor Legend Festival - Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola lo scorso 22 aprile alla presenza di Luigi Scarfiotti, dello storico dell’automobilismo Gianni Cancellieri, del progettista di Formula 1 ed ex direttore tecnico della Ferrari Mauro Forghieri e del pilota Emanuele Pirro, che così ha commentato su facebook: “Ho appena finito di leggerlo, anzi, di... divorarlo. Una bella e dettagliata testimonianza di un periodo storico che va dall’inizio dell’industrializzazione alla morte del povero Lodovico, vissuto attraverso le vicissitudini di una famiglia che ha vissuto (e anche parzialmente scritto) la storia del nostro paese. Tutto dettagliato da un numero di note che equivalgono al numero delle pagine. Posso solo immaginarmi il lavoro di ricerca che è costato. Apprezzabile, oltre allo stile, il modo obiettivo e imparziale che lascia al lettore le valutazioni e i commenti senza influenzarlo troppo. La realtà apre gli occhi e induce a una riconsiderazione di ciò che sono alcune grandi realtà industriali del nostro paese e di come sono divenute tali. Brava Paola Rivolta, a farmi approfondire una storia che conoscevo solo superficialmente e non mi riferisco solo alla carriera di Scarfiotti pilota ma ad un percorso di una corsa ad ostacoli di una famiglia che passa attraverso due guerre e tante battaglie. Decisamente un libro da non perdere.”

Sport

Volley Potentino, l'Under 20 si ? qualificata per la Fase Finale della Junior League 2018

Volley Potentino, l'Under 20 si è qualificata per la Fase Finale della Junior League 2018

07/05/2018

La formazione Under 20 del Volley Potentino si è qualificata per la Fase Finale della Junior League 2018, in programma dal 24 al 27 maggio (sede da ufficializzare). Ieri (domenica 6 maggio), alle 14.45, il gruppo allenato da Alessandro Fammelume e dall’assistant coach Michele Massera ha vinto in 4 set lo spareggio di ritorno al PalaSir con i pari età della Sir Safety Perugia ribaltando così la sconfitta al tie break patita nel confronto di andata all’Eurosuole Forum. Per il vivaio potentino è un risultato storico che rispecchia la politica societaria di consolidamento e crescita del settore giovanile.Dopo aver vinto i primi due parziali per 25 a 15 e 25 a 21 grazie a uno sprint perfetto, i biancazzurri hanno pagato una flessione nel terzo set fermandosi a 22, per poi rifarsi in volata nel quarto set, conquistato 25 a 22. Decisiva la costanza al servizio e in attacco. Il gigante della Sir Scaffidi (19 punti) ha tolto la palma di top scorer al marchigiano Daniele Torregiani (17 punti), che però ha giocato un ruolo importante nel passaggio del turno, ottenuto con una prova di maturità corale. Eroico Alessandro Toscani, in campo con tre dita fuori uso, ma capace di siglare 15 punti e di far valere la sua esperienza confermandosi un grande trascinatore per il collettivo potentino.Entusiasta il tecnico Alessandro Fammelume: “Il lavoro paga e noi ci siamo messi sotto in questo ultimo periodo per amalgamare il gruppo. Nei primi due set i ragazzi hanno giocato senza sbavature rispettando tutte le indicazioni. Nel terzo parziale la paura di vincere e le rotazioni di Perugia hanno prevalso, ma siamo stati bravi nel quarto a giocare punto a punto fino al break del 18 a 15 per noi. Poi la forbice si è allargata per il cartellino dell'arbitro agli avversari. Encomiabile Toscani, che nonostante l'infortunio last minute extra volley alla mano destra, quella con cui schiaccia, ha voluto giocare lo stesso e non ha sbagliato quasi nulla. Siamo fieri di questo risultato, anche perché la società, a cui siamo grati per la vicinanza, ci teneva e lo ha dimostrato con un appoggio costante”.

Appuntamenti ed eventi

Area Vasta 3, dal 21 al 27 maggio tante le iniziative per la settimana della tiroide

Area Vasta 3, dal 21 al 27 maggio tante le iniziative per la settimana della tiroide

07/05/2018

Il Direttore dell’Area Vasta 3 comunica che, anche per il corrente anno, l’unità Operativa di Medicina Nucleare - Centro di Riferimento regionale per la Terapia Radiometabolica, dell’Ospedale di Macerata - Area Vasta 3, diretta dalla Dr.ssa Francesca Capoccetti, aderisce alle manifestazioni della Settimana Mondiale della Tiroide che si terranno dal 21 al 27 maggio 2018. La Settimana della Tiroide è inserita in un contesto internazionale che coinvolge le principali associazioni scienti?che e dei malati della tiroide in tutta Europa.Lo scopo dell’iniziativa è quello della sensibilizzazione dell’opinione pubblica e del mondo scienti?co sui crescenti problemi legati alle malattie della tiroide e sul loro impatto su tutte le fasce d’età, a partire dall’infanzia fino ad arrivare agli anziani.In tale occasione, nei giorni 21, 22, 23, e 24 maggio 2018 verranno effettuate quotidianamente delle visite gratuite di screening presso il reparto di Medicina Nucleare — Terapia Radiometabolica dell’Ospedale di Macerata, previo appuntamento, che potrà essere fissato telefonando al CUP regionale ai numeri 800.098.798 da ?sso e 0721. l779.30l da cellulare.Lo screening è riservato a coloro che non hanno mai eseguito visite per la tiroide.Per la prenotazione, essendo un’attività di screening, non è richiesta impegnativa.

Sanità

Macerata, prevenzione al femminile con gli studenti di Infermieristica

Macerata, prevenzione al femminile con gli studenti di Infermieristica

04/05/2018

Al centro commerciale Cityper, presso la Casa della salute della Croce verde di Macerata, gli studenti del corso di laurea in Infermieristica di Macerata dell'Università Politecnica delle Marche in collaborazione con l'Ordine delle professioni infermieristiche di Macerata, hanno dato vita ad una due giorni di educazione sanitaria sulla medicina di genere per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne. Sono stati distribuiti depliant informativi, sono stati raccolti dati statistici, è stata misurata la pressione arteriosa alle donne di tutte le età che hanno aderito al progetto. Sono stati inoltre forniti consigli su attività fisica, alimentazione e corretto stili di vita per garantire a tutti una buona salute. Domani si ripete la giornata sempre al Cityper di Macerata dalle 15 alle 19. L'obiettivo è fare educazione sanitaria in maniera capillare perché come dice lo slogan della manifestazione “donna abbiamo a cuore la tua salute”. 

Varie

Ai funerali di Pamela presente anche l'associazione maceratese "L'Esistenza Ora"

Ai funerali di Pamela presente anche l'associazione maceratese "L'Esistenza Ora"

05/05/2018

 Ai funerali di Pamela Mastropietro, svoltisi a Roma nella chiesa di Ognissanti, era presente anche una delegazione dell'associazione maceratese “L’Esistenza Ora“ che si occupa di violenza su donne, uomini e minori. L'associazione, che ha sede a Macerata, ha partecipato con la presidente Orietta Quarchioni insieme a Deborah Pantana e al legale della stessa associazione Oberdan Pantana. In ricordo di Pamela, "L'Esistenza Ora" ha anche fatto arrivare in chiesa una corona di fiori che si è aggiunta a quelle della sindaca di Roma Virginia Raggi, della nonna di Pamela Giovanna, dei professori e di Luca Traini. Non c'era nessun omaggio floreale, invece, da parte del Comune di Macerata. 

Curiosità

Tolentino, suv parcheggiato di traverso paralizza il traffico in centro

Tolentino, suv parcheggiato di traverso paralizza il traffico in centro

04/05/2018

Ci sono voluti oltre 40 minuti questa sera a Tolentino, prima che il traffico nella centralissima via Parisani tornasse a scorrere normalmente.  Solo intorno alle 20, infatti, la donna alla guida di un suv parcheggiato di traverso lungo la stessa via, è tornata a riprendere l'auto, consentendo a un pullman rimasto bloccato, e con lui una lunga fila di auto dietro, di poter proseguire in direzione di Palazzo Europa. Automobilisti imbufaliti e quando la donna è tornata a riprendere il mezzo, poco c'è mancato che qualcuno la aggredisse non solo verbalmente ma anche fisicamente. Chi si è trovato in coda, fa anche notare come in oltre 40 minuti nessuna forza preposta sia intervenuta in zona.

Quotidiano Online Picchio News

Indirizzo: Corso della Repubblica 10, 62100, Macerata, MC, ITALIA

Direttore Responsabile: Roberto Scorcella

Copyright © 2018 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433