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2004
75 anni di attività
del
Centro di Controllo

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La
nascita del Centro di Controllo a Sesto Calende
Era lunedì 2 settembre 1929 quando il primo Centro
di Controllo iniziava la sua attività.
"Compito essenziale di codesto laboratorio consisterà
nel controllo delle trasmissioni delle nostre stazioni, sia dal
punto di vista teorico che dal punto di vista disciplinare (osservazione
degli orari di trasmissione o dei programmi) in conformità
a quanto pubblicato preventivamente sul Radiorario (denominazione
del "Radiocorriere TV")",
così scriveva l'Ing. Bernetti, Direttore Tecnico dell'EIAR
nella lettera indirizzata al Laboratorio di Controllo, che era situato
a Sesto Calende, cittadina della provincia di Varese sulla sponda
sinistra del fiume Ticino, là dove il fiume esce dal lago
Maggiore, nella Villa Trento in Via Gugliemo Marconi.
In Italia la radiofonia aveva appena compiuto cinque anni e gli
impianti in funzione erano solo sei: Roma, Milano, Napoli, Bologna,
Genova e Torino in Onde Medie.
La concessione del servizio delle Radioaudizioni circolari era stata
accordata dal Governo (con convenzione 15 Dicembre 1927 fino al
15 Dicembre 1952) all'URI, che dal 15 Gennaio 1928 aveva assunto
la nuova denominazione EIAR - Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche.
Nel Settembre 1929 gli abbonamenti alla radio in Italia erano 99.146
di cui 98.037 ad uso privato e 1.109 speciali. Negli Stati Uniti
la costruzione degli apparecchi radio e la radiofonia erano già
un grosso businnes: 11,5 milioni gli apparecchi radio in funzione.
Nel 1927 a Washington si erano radunati i delegati dei governi di
tutto il mondo in una conferenza internazionale nella quale erano
state distribuite le frequenze, da 10 kHz a 60 MHz, ai vari servizi
tra cui la radiodiffusione. Si era anche deliberato che la conferenza
mondiale si sarebbe riunita ogni cinque anni ed era stato costituito
un Comitato Consultivo Internazionale Radiotelegrafico (CCIR) per
lo studio di tutte le questioni Tecniche.
In Europa esisteva già dal 1925 l'UIR (Unione Internazionale
di Radiofonia, chiamato più tardi Unione Internazionale di
Radiodiffusione con sede a Ginevra), organismo che aveva fino ad
allora regolamentato e disciplinato la radiodiffusione europea.
Le frequenze assegnate a Washington alla radiodiffusione erano state
suddivise tra le stazioni europee in una conferenza tenuta nel 1928
a Bruxelles e una nuova ripartizione era stata da poco effettuata
a Praga (Piano di Praga): alla radiodiffusione europea erano state
assegnate le frequenze da 550 kHz (545 metri) a 1500 kHz (200 metri)
per le Onde Medie e da 160 kHz (1875 metri) a 223 kHz (1340 metri)
per le onde lunghe. Sulla base di 10 kHz di differenza tra le frequenze
di due stazioni vicine, potevano trovare posto nella gamma delle
Onde Medie 96 stazioni e nella gamma delle Onde Lunghe 7 stazioni
ad onda esclusiva.
L'attività del Centro consisteva, pertanto, nel controllo
quotidiano dell'occupazione dello spettro, attività che,
a quei tempi, era sicuramente più facile per via della minore
occupazione delle gamme di frequenza ( gamme dell'Onda Media e dell'Onda
Corta) ma sicuramente molto necessaria a causa della minor stabilità
di frequenza delle portanti e della minore affidabilità degli
impianti trasmittenti.
Conclusasi la Seconda Guerra Mondiale, si iniziò la ricostruzione
e l'ampliamento della rete OM.
La mole di lavoro del Centro crebbe notevolmente: le misure di frequenza
raggiunsero precisioni sempre maggiori; si estese la gamma delle
frequenze utilizzate; vennero intraprese nuove attività come
le misure di profondità di modulazione e di rumore di fondo,
i controlli disciplinari delle trasmissioni, le misure di campo
elettromagnetico e l'esplorazione sistematica dello spettro .
Successivamente, nei primi anni '50, con l'installazione dei trasmettitori
della rete radiofonica a modulazione di frequenza e della rete televisiva,
per il Centro di Controllo nacquero nuove esigenze, prima
fra tutti quella di estendere le misure di campo elettromagnetico
e le tecniche dei controlli alle frequenze dei nuovi trasmettitori
MF e TV.
Apparve subito evidente che la vecchia sede, in passato adatta per
i controlli a distanza dei trasmettitori OM e OC, era piccola e
assolutamente inadatta alle nuove attività perché
soffocata dalla espansione edilizia ed in posizione chiusa
e delimitata dall'argine del fiume Ticino.
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2004
50 anni nell'attuale sede
nel
Parco di Monza
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Il
Centro di Controllo di Monza
Si stabilì, allora, di costruire una nuova sede e nel 1953
iniziarono i lavori per un nuovo Centro che si scelse di realizzare
all'interno del Parco di Monza, su un terreno pianeggiante, lontano
da edifici e ottimale per la ricezione in quanto non disturbato
da linee elettriche ad alta tensione e sufficientemente distante
dalle montagne.
Il Centro di Controllo di Monza, inaugurato il 30 maggio 1954,
è stato costruito su progetto dell'architetto Gio
Ponti partendo da uno studio di massima della RAI, che in base
all'esperienza passata, stabiliva il numero, la disposizione e la
dimensione dei locali nei quali avrebbero trovato sistemazione gli
uffici, le apparecchiature di misura e i vari servizi. Di particolare
interesse è, senza dubbio, la torretta che domina il Centro.
Questo locale circolare, costruito interamente in legno e vetro,
evitando rigorosamente luso di parti metalliche, è
adibito alle misure di campo in onde medie.
Chiodi in legno ed incastri tengono unite le parti della struttura,
e persino le finestre, sprovviste di perni metallici o cerniere,
scorrono su guide di legno. Allinterno della torretta non
ci sono neppure conduttori metallici per lilluminazione elettrica:
la luce artificiale è ottenuta da una lampada situata al
centro del vano scale che, indirettamente per riflessione dal soffitto,
illumina tutto il locale.
Attorno al fabbricato del Centro, lontano da ostacoli e da zone
con alberi ad alto fusto, sono installate le antenne rombiche per
la ricezione in Onda Corta. La antenne VHF e UHF, per ogni banda
di radiodiffusione e per ogni polarizzazione, sono montate su un
traliccio rotante posto alla sommità di una torre alta 55
metri. Queste antenne, sono selezionabili a distanza con un commutatore
coassiale motorizzato e sono collegate al Centro con cavi coassiali
a bassissima attenuazione.Nella seconda metà degli anni '80,
nel cortile posteriore, è stata installata un'antenna parabolica
di quattro metri di diametro per i controlli delle trasmissioni
da satellite.
Essendo molto diverse le leggi di propagazione in funzione della
frequenza, le capacità di controllo tecnico del Centro di
Monza si differenziano a seconda della banda. Nel campo delle onde
lunghe e medie sono possibili controlli sui trasmettitori di tutta
Europa, del Nord Africa e di parte della Russia e, se trasmettono
con potenze elevate, si ricevono anche quelli del Medio Oriente,
dell'Africa Settentrionale e Centrale e dell'Asia Minore. Per le
onde corte sono controllabili tutte le stazioni del mondo.

Al
contrario, da Monza, le possibilità nei controlli nelle gamme
UHF e VHF sono molto più limitate (non si ricevono stazioni
più a sud dell'Umbria) e pertanto la necessità di
un altro Centro di Controllo è andata via via crescendo con
l'aumentare del numero e della potenza delle stazioni VHF e UHF
nell'Italia meridionale ed insulare e nei paesi del Nord Africa,
Medio Oriente e penisola Iberica.
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Il
Centro di Controllo di Sorrento
Il Centro di Sorrento è attivo sin dal 1967; sorge a 500
metri sul livello del mare, in posizione dominante i golfi di Napoli
e di Salerno.
Costruito su disegno dell'architetto De Martino di Napoli, a causa
dell'orografia del terreno in cui si trova, si sviluppa prevalentemente
in verticale Il centro, recentemente ristrutturato e modificato
rispetto alla sua struttura originaria, si compone di un piccolo
edificio e di una torre in acciaio che supporta, a circa 35 metri
dal suolo, una piattaforma adibita a sala di controllo ed un sistema
rotante sul quale sono installate le antenne VHF e UHF del tutto
simili a quelle di Monza.
Il Centro di Controllo di Sorrento, agli effetti delle attività,
è perfettamente complementare a quello di Monza.

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