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I CONCERTI DEL QUIRINALE

I CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3
Stagione 2003-2004
In collaborazione con RAI Quirinale

GIUGNO

Domenica 6 giugno 2004, ore 12

Richard Trythall, pianoforte

programma:

"Jelly Roll" Morton

Freakish
Spanish Swat
Mamanita
Grandpa's Spells
New Orleans Blues
Jungle Blues
Jelly Roll Blues
King Porter Stomp

Alessandra Celletti, pianoforte

programma:

Scott Joplin

Bethena
The Chrysanthemum
Solace
Magnetic Rag
A Real Slow Drag
The Entertainer
Alessandra Celletti e Richard Trythall

Alessandra Celletti si è diplomata in pianoforte a Roma, al conservatorio di Santa Cecilia, e ha seguito studi di perfezionamento sotto la guida di Vera Gobbi Belcredi. All’attenzione dei critici si è segnalata nel 1994 grazie a una sua iniziativa discografica indipendente: un album dedicato alle musiche di Debussy, Ravel e Satie. Da allora, oltre all’attività concertistica, Alessandra Celletti si è dedicata alla ricerca e alla composizione nel campo della musica elettroacustica, concentrandosi in particolare su opere di tipo multimediale. In questa direzione si colloca la sua collaborazione con l’artista francese Elizabeth Frolet, con la quale ha realizzato l’installazione "Lo specchio del fiore" e la colonna sonora di una serie di video proiettati in alcune delle maggiori rassegne di arte contemporanea: "Sacramento", "Demons and Marvels", "L’or, la mort et les roses". Ma sempre nello stesso senso è da collocare la sua collaborazione con l’artista svedese Paulina Wallneberg Olsson, con la quale sta esplorando il mondo figurativo e sonoro legato alle suggestioni del cyber. Un CD con sue composizioni di musica elettroacustica, "Overground", è stato pubblicato nel 1997.
Come interprete, Alessandra Celletti affronta in concerto un repertorio che spazia dalla musica classica a quella contemporanea, con una speciale predilezione per la produzione americana del Novecento storico e per quella del movimento minimalista. Dopo avere realizzato, l’anno scorso, un ampio progetto dedicato alla musica di Scott Joplin, Alessandra Celletti ha in programma una ricognizione della musica per pianoforte di Philip Glass.

Pianista e compositore, Richard Trythall ha studiato presso le università del Tennessee e di Princeton, seguendo studi avanzati di perfezionamento presso la Hochschule für Musik in Berlino, Germania. La sua attività si è svolta lungo il doppio binario dell’interpretazione e della scrittura creativa. Come compositore ha scritto brani per orchestra sinfonica, gruppi da camera, pianoforte solo, opere di musica elettronica su nastro magnetico. In questo campo ha ottenuto numerosi premi americani fra i più prestigiosi (Rome Prize, Guggenheim Fellowship, Naumburg Recording Award, Fullbright Fellowship), mentre sue composizioni sono state eseguite, fra l’altro, alla Carnegie Hall di New York, alla Brooklyn Academy, al Festival di Tanglewood, all’Aspen Music Festival, quindi al Darmstadt Festival in Germania, al Gaudeamus Festival in Olanda e, in Italia, nella rassegna torinese Settembre Musica e al Festival di Nuova Consonanza. Come pianista, nel 1969 ha vinto il primo premio al Concorso Kranichstein per interpreti di Musica Contemporanea a Darmstadt (Germania) e dopo quella data si è esibito in tutta Europa, e in particolare in Italia, dove risiede dalla fine degli anni Sessanta. Della vita musicale italiana Trythall è stato protagonista eseguendo prime assolute di autori come Franco Donatoni, Niccolò Castiglioni, Aldo Clementi e molti altri ancora. Parallelamente, Trythall ha proposto al pubblico europeo e italiano brani di musica americana poco conosciuti o addirittura mai eseguiti prima, come la monumentale Seconda Sonata per Pianoforte (Concorde Sonata) di Charles Ives.
Il progetto dedicato da Richard Trythall alla musica per pianoforte di Jelly Roll Morton, che ha preso forma in una serie di concerti e in un CD, fa parte di questo lavoro di riscoperta e diffusione che lo ha visto impegnato anche come saggista, critico, divulgatore, oltre che come "Music Liaison" e direttore artistico delle iniziative musicali dell’Accademia Americana in Roma.

Domenica 13 giugno 2004, ore 12

"Il Suonar Parlante" concerto di viole

Vittorio Ghielmi, viola da gamba
Rodney Prada, viola da gamba
Fahmi Alqhai, viola da gamba
Cristiano Contadin, viola da gamba

programma:

Vittorio Ghielmi
(1968)

Little Dew, Little Light

John Playford
(1623-1687)

The duke of Norfolk's ground

James Hart
(XVII sec.)

Adieu to the pleasure

Anonymous
(XVII sec)

The brown haired maiden, bagpipe

Tobias Hume
(1569 ca.-1645)

A Pavin

Tobias Hume

The spirit of gambo

Elway Bevin
(1554-1638)

Browning

Tobias Hume

The Pashion for Musicke

Jean de Macque
(1550 - 1614)

Stravaganza

Jean de Macque

Capriccetto

Jean de Macque

Toccata a modo di trombette

Carlo Gesualdo principe di Venosa
(1560 - 1613)

Gagliarda del principe

Johann.Sebastian Bach
(1685-1750)

Christ lag in Todesbanden BWV 625

Johann.Sebastian Bach

Christ lag in Todesbanden BWV 625

Johann.Sebastian Bach

Gott, durch deine Güte BWV 600

Johann.Sebastian Bach

Ich ruf' zu dir, Herr Jesu Christ BWV 639

Johann.Sebastian Bach

Jesu, meine Freude BWV 610

Antoine Forqueray
(1671-1745)
arr. Fahmi Alqhai

La Portugaise

Antoine Forqueray
arr. Vittorio Ghielmi

Jupiter

"Il Suonar Parlante" concerto di viole


L’espressione "Il Suonar Parlante" è stata usata da Niccolò Paganini per indicare una antica tecnica di emissione sonora che permette agli strumenti di imitare l’articolazione della voce umana, dunque di avvicinarsi il più possibile all’effetto di una sua imitazione. Il gruppo strumentale che porta questo nome, coordinato da Vittorio Ghielmi, vuole precisamente riportare alla luce questo tipo di tecnica e, di conseguenza, l’immagine sonora che essa suscita. Il lavoro del "Suonar Parlante" si svolge attraverso un’intensa attività concertistica, ma anche attraverso seminari, congressi e ricerche d’archivio volte a raccogliere nuova documentazione (Accademia Internazionale della Musica Antica, Milano; Hochschule, Weimar; Conservatorio di Lugano). La riscoperta di questo tipo di tecnica, la cui tradizione è sopravvissuta in alcune aree marginali europee ed extraeuropee e, si rivela allora di fondamentale importanza per una nuova interpretazione del nostro antico patrimonio musicale.
L’ensemble "Il Suonar Parlante" è cresciuto attorno a un nucleo originario costituito dal cosiddetto "concerto" di viole – consort, secondo la terminologia inglese del XVI e XVII secolo -, ovvero da un insieme formato da strumenti timbricamente omogenei perché appartenenti a una stessa famiglia. Da questo nucleo originario "Il Suonar Parlante" ha sviluppato un tipo di repertorio che evade dall’ambito ristretto della musica barocca per approdare alla produzione contemporanea.
Formano l’ensemble "Il Suonar Parlante" gli italiani Vittorio Ghielmi e Cristiano Contadin, il costariquense Rodney José Prada Sevilla e il siriano Fahmi Alqhai Koury.
Singolarmente, gli elementi dell'ensemble hanno collaborato come solisti con orchestre quali Wiener Philharmoniker, London Simphonia, Los Angeles Philharmonic Orchestra, con solisti quali András Schiff, Cecilia Bartoli, Gustav Leonhardt, Jordi Savall , con cantautori quali Vinicio Capossela, Claudio Baglioni. Come ensemble di viole hanno collaborato con celebri compositori, jazzisti e personaggi del pop che hanno scritto musica per loro (Kevin Volans, Uri Caine, Kenny Wheeler, Don Byron).
Gli strumenti utilizzati sono viole originali del XVII-XVIII secolo.

Domenica 20 giugno 2004, ore 12

Domenico Nordio, viola
Fabrizio Meloni, clarinetto
Roberto Prosseda, pianoforte

programma:

Robert Schumann
(1810 - 1856)

Phantasiestücke op.73
tre pezzi per clarinetto e pianoforte
Zart un mit Ausdruck
Lebhaft, leicht
Rasch und mit Feuer

Wolfgang Amadeus Mozart
(1756 - 1791)

Kegelstatt - Trio in mi bemolle magg. K. 498
per pianoforte, clarinetto e viola
Andante
Menuetto e Trio
Rondeaux (Allegretto)

Robert Schumann

Märchenerzählungen op. 132
quattro pezzi per clarinetto, viola e pianoforte
Lebhaft, nicht zu schnell
Lebhaft un sehr markiert
Ruhiges Tempo, mit zartem Ausdruck
Lebhaft, sehr markiert

Domenico Nordio, Fabrizio Meloni e Roberto Prosseda

Veneziano, Domenico Nordio ha iniziato giovanissimo la carriera concertistica vincendo a sedici anni il Concorso Internazionale "Viotti" di Vercelli, con Yehudi Menuhin presidente di giuria. Le successive affermazioni ai Concorsi internazionali "Long-Thibaud", "Luis Sigall", "Francescatti", e soprattutto il "Gran Premio dell’Eurovisione 1988", con il concerto finale trasmesso in diretta televisiva dal Concertgebouw di Amsterdam, gli hanno dato fama internazionale, imponendolo come uno dei grandi violinisti della sua generazione. Ma Domenico Nordio non ha trascurato neppure la viola, ed è alternando l’impegno in questi due strumenti che si è esibito come solista nelle sale più importanti di tutto il mondo: dalla Salle Pleyel di Parigi al Konzerthaus di Vienna, dalla Victoria Hall di Ginevra alla National Concert Hall di Dublino, dal Teatro Monumental di Madrid alla Suntory Hall di Tokyo, spesso accompagnato da formazioni quali la London Symphony Orchestra, l’Orchestre National de France, l’Orchestra Sinfonica della Suisse Romande, le Orchestre delle Radio di Lugano, Dublino, Madrid, Amsterdam, l'Orchestra del Festival dello Schleswig-Holstein, l'Orchestra Sinfonica di Tokyo, le Orchestre di stato cilena e lituana, l'Orchestra Sinfonica di Shanghai.
In Italia si è esibito con tutte le principali Orchestre, spesso nella doppia veste di direttore e solista, ma si dedica con passione anche alla musica da camera, collaborando con altri musicisti in speciali incontri che si svolgono per lo più nei Festival di Asolo, Antibes, Praga, Parigi, Ravello, Torino, Tokyo, Vicenza e Okinawa. È docente di violino ai corsi di perfezionamento dell'Accademia musicale dell'Emilia Romagna di Bologna e insegna musica da Camera al Conservatorio "Tartini" di Trieste. Dal 1999 è Direttore Ospite dell'Orchestra Sinfonica Abruzzese.

Fabrizio Meloni è primo clarinetto solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala dal 1984. Ha compiuto i suoi studi musicali al Conservatorio "G.Verdi" di Milano e, dopo aver vinto numerosi concorsi in Italia e all’estero, si è dedicato da un lato al lavoro in orchestra, dall’altro a un’intensa attività come solista e nel campo della musica da camera. Ha collaborato con musicisti di fama internazionale come i pianisti Bruno Canino, Alexander Lonquich, Friedrich Gulda e Michele Campanella, il violoncellista Heinrich Schiff, la cantante Editha Gruberova, il Quartetto Hagen e molti altri. Ha suonato anche con un Riccardo Muti impegnato nell’insolita veste di pianista. Ha effettuato inoltre tournées negli Stati Uniti e in Israele con il Quintetto a Fiati Italiano, eseguendo brani dedicati a questa formazione da compositori come Luciano Berio e Salvatore Sciarrino. In Giappone, dove tiene abitualmente corsi di perfezionamento, ha debuttato di recente in concerto con I Solisti della Scala e Philip Moll. Fabrizio Meloni tiene regolarmente classi di perfezionamento al Conservatorio Superiore di Musica di Parigi, al Conservatorio della Svizzera Italiana e alla Scuola Musicale di Milano. Il clarinetto è anche il titolo di un libro che Fabrizio Meloni ha dedicato alla storia e alla tecnica di questo strumento ad ancia.

Nato a Latina nel 1975, Roberto Prosseda si è diplomato in pianoforte al conservatorio della sua città e ha seguito studi di perfezionamento in Italia e all’estero. All’Accademia Pianistica di Imola ha avuto maestri come Franco Scala, Boris Petrushansky e Alexander Lonquich. Presso l'International Piano Foundation di Cadenabbia, invece, è stato allievo di Dmitri Bashkirov, Leon Fleisher, Karl Ulrich Schnabel, Andreas Staier, per citare solo i nomi più conosciuti. Come tutti i pianisti della sua generazione, anche Prosseda è passato dalle scuole di perfezionamento ai concorsi, ma lo ha fatto vincendone alcuni fra i più prestigiosi, come il "Micheli" di Milano – che ha in giuria, fra gli altri, Maurizio Pollini -, il "Casagrande" di Terni, il "Concorso Schubert" di Dortmund, in Germania, e il "Mozart", naturalmente di Salisburgo. Dopo le brillanti affermazioni in queste rassegne, Prosseda ha allora dato avvio a una carriera solistica che l’ha visto esibirsi letteralmente in tutto il mondo, passando dall’Austria alla Cina, dalla Francia al Marocco, dalla Germania a Hong Kong, da Stati Uniti, Canada e Romania a Messico, Turchia e Tunisia. In un libro recente, Alfred Brendel ha sostenuto che nessun pianista viaggia mai tanto perché costretto da presunti impegni contrattuali, ma solo perché vuole, solo perché è spinto, cioè, da un’irriducibile forma di curiosità e passione per il mondo. Evidentemente in Prosseda non solo dobbiamo presupporre una simile curiosità, ma dobbiamo anche applicarla alle sue scelte di repertorio, estese ben oltre la griglia dei grandi classici e aperte alla produzione del nostro tempo, con un particolare impegno verso la valorizzazione e diffusione degli autori italiani. L’incisione dell’integrale delle opere per pianoforte di Goffredo Petrassi, realizzata nel 2001, è stata, da questo punto di vista, una delle più felici operazioni portate avanti da un giovane a sostegno della musica italiana del Novecento.
In Italia, Roberto Prosseda ha suonato nelle stagioni del Teatro alla Scala, dell’Orchestra Filarmonica della Scala, dell’Orchestra Verdi di Milano, del Teatro Comunale di Bologna, dell’Accademia Chigiana di Siena, dell’Accademia Filarmonica Romana. Ha partecipato anche ai Concerti del Quirinale di Radio3 nella stagione 2002-2003.

Domenica 27 giugno 2004, ore 12

Omaggio a Luciano Berio

ensemble Novecento e Oltre

Paola Fré, flauto
Mauro Pedron, clarinetto
Fulvio Luciani e Elena Ponzoni, violini
Roberto Tarenzi, viola
Claudia Ravetto, violoncello
Francesca Frigotto, arpa
Danilo Grassi e Alberto Zublena, percussioni

Luisa Castellani, mezzosoprano
Antonio Ballista, direttore


programma:


Omaggio a Luciano Berio (1925 - 2003)

Sequenza IX per clarinetto (1979)

Duetti per 2 violini (1982)

Sequenza I per flauto (1958)

Folk Songs (1964)
per mezzosoprano e sette strumenti

Black is the colour (USA)
I wonder as I wander (USA)
Loosin yelav (Armenia)
Rossignolet du bois (France)
A la femminisca (Sicilia)
La donna ideale (Italia)
Ballo (Italia)
Motettu de Tristura (Sardegna)
Malorous qu'o un fenno (Auvergne [France])
Lo fiolaire (Auvergne [France])
Azerbaijan love song (Azerbaijan)

ensemble Novecento e Oltre
Luisa Castellani
Antonio Ballista

Il gruppo "Novecento e Oltre" nasce da un’idea di Antonio Ballista. L’intenzione era quella di gettare un ponte tra le ultime stagioni del XX secolo e il suo affacciarsi al XXI, con la precisa volontà di traghettare verso nuovi orizzonti un repertorio ancora troppo poco eseguito in concerto: quello, appunto, del Novecento storico e contemporaneo. La struttura base di "Novecento e Oltre" è costituita dal Quartetto "Paolo Borciani" e da altri musicisti scelti da Antonio Ballista con l’intento di creare un gruppo al tempo stesso omogeneo e variabile, espandibile fino a 25 strumentisti, capace di adattarsi agilmente alle mutevoli esigenze di organico e, per la sua duttilità, in grado di proporre le musiche di un’ampia varietà di autori, senza scelte pregiudiziali in favore di una corrente o di un’altra, di un tipo di musica o di un’altra. Antonio Ballista, pianista e direttore fra i più noti anche al grande pubblico, da sempre attivo nel progetto di oltrepessare le barriere che dividono troppo rigidamente gli ambiti del repertorio musicale, considera questo gruppo come la sintesi delle sue diverse esperienze nell'ambito della musica.
"Novecento e Oltre" ha iniziato la sua attività nel 1995, in occasione dell’integrale di Anton von Webern promossa a Palermo, nel cinquantesimo anniversario della morte del compositore, dall'Ente Autonomo Orchestra Sinfonica Siciliana (Eaoss) e dagli Amici della Musica. Da allora questo gruppo si è esibito per alcune fra le più prestigiose istituzioni musicali italiane come il Teatro alla Scala di Milano, l'Unione Musicale di Torino, la Società dei Concerti di Trieste, l'Ente Concerti di Pesaro, gli Amici della Musica di Perugia, la Società dei Concerti "Barattelli" de L'Aquila, l'Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma. Alla Biennale di Venezia ha eseguito in tre serate l'integrale della musica da camera di Stravinskij.

Luisa Castellani è una delle cantanti italiane oggi più apprezzate, attiva in maniera particolare nel campo della musica contemporanea, ma spesso impegnata anche in esecuzioni del grande repertorio, da Bach e Mozart fino alla liederistica e a Debussy. Luciano Berio l'ha voluta per dar voce alla nuova edizione del suo Calmo, che Luisa Castellani ha portato nei principali teatri e festival insieme a Sequenza III e Folksongs, e per lei ha creato il ruolo di Ada in Outis, andato in scena alla Scala nell’autunno del 1996. Ha interpretato ruoli
come cantante d’opera anche in La vera storia, sempre di Luciano Berio, e in lavori di numerosi compositori italiani: in Esequie della Luna e in Tristan di Francesco Pennisi, in La madre invita a comer e in La señorita Cristina di Luis De Pablo, in Il Velo Dissolto di Franco Donatoni, oltre che in The turn of the screw di Benjamin Britten. La Scala, la Fenice, il Teatro Real di Madrid, il Maggio Musicale Fiorentino, l'Accademia di Santa Cecilia, il Barbican Theatre di Londra, il Konzerthaus di Vienna, la Philarmonie di Berlino, l’Opéra Bastille e il Théâtre du Châtelet di Parigi, la Carnegie Hall di New York, dove è stata invitata da Maurizio Pollini, sono solo alcuni tra i luoghi in cui ha cantato, nel repetorio cameristico e in ruoli operistici, sotto la direzione dei più grandi direttori d'orchestra, tra cui lo stesso Berio, Bernasconi, Eotvos, Ferro, Gelmetti, Panni, Pons, Robertson, Rodan, Rophe, Sinopoli, Tate, Thielemann, Zedda con orchestre come la RAI e la Scala, la London Sinfonietta, Radio France e l'Israel Symphony Orchestra. Invitata dal Wien Modern, dall’Holland Festival, dal Festivali di Salisburgo, dalle Biennali
di Helsinki, Venezia e Berlino, da Settembre Musica a Torino e dall’Automne Musical di Parigi, ha più volte cantato gruppi come l’Ensemble Intercontemporain di Parigi e l’Ensemble Modern di Francoforte, come pure con l'Ensemble Recherche di Friburgo, con il gruppo "Contrechamps" di Ginevra emolti altri ancora. Fra le sue incisioni disocgrafiche, si segnalano proprio la Sequenza III di Luciano Berio e il Pierrot Lunaire di Schoenberg, quest’ultimo sotto la direzione di Giuseppe Sinopoli.

Antonio Ballista non ha mai posto restrizioni alla sua vivace curiosità e ha rivolto il suo interesse agli ambiti più diversi della produzione musicale: dal repertorio classico al jazz e alla canzone, d’autore o popolare. Molto particolari sono i programmi dei suoi concerti, costruiti con rigore e originalità, ma sempre in modo da spiazzare l’ascoltatore offrendogli qualcosa che non si aspetta: un’escursione verso il mondo del ragtime, oppure una deviazione verso la musica da film, o ancora una immersione nel pianeta rock. Dal 1953 suona in un duo pianistico con Bruno Canino, una formazione di ininterrotta attività la cui presenza è stata fondamentale per la creazione e la diffusione della "Nuova Musica". Come solista, ha suonato con Claudio Abbado, Pierre Boulez, Riccardo Chailly, Bruno Maderna, Riccardo Muti, con orchestre come la Filarmonica di Israele, l’Orchestre de Parisi, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, oltre che con tutte le maggiori orchestre del nostro paese. È stato invitato ai festival di Parigi, Edimburgo, Varsavia, Berlino, Strasburgo, Venezia e al Maggio Musicale Fiorentino. Come direttore di orchestra ha debuttato al Teatro dell’Opera di Roma con Gilgamesh di Franco Battiato.
Ha effettuato tournées con Luciano Berio, Luigi Dallapiccola e Karlheinz Stockhausen, ha collaborato con Pierre Boulez, John Cage e György Ligeti in concerti monografici. Fra i compositori che hanno scritto per lui ricordiamo, fra gli altri, Luciano Berio, Sylvano Busotti, Niccolò Castiglioni, Franco Donatoni, Ennio Morricone e Salvatore Sciarrino. Nel 2003, con Alessandro Lucchetti e Federico Mondelci, ha costituito il trio "Fata Morgana" per l’esecuzione della musica cross-over.
Dopo essere stato titolare della cattedra di pianoforte al Conservatorio di Milano, dal 1965 al 1988, Antonio Ballista insegna attualmente all’Accademia pianistica di Imola "Incontri col Maestro".

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