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Di seguito alcuni dei casi di minori scomparsi risolti dalla Polizia di Stato

 

 

FOGGIA

L’11 settembre 2004 scompare una ragazza di 16 anni residente in provincia di Foggia. Il padre, al momento della denuncia, sospettò il coinvolgimento di una presunta “setta satanica”.

L’attività d’indagine si è concentrata su un’utenza telefonica dalla quale la giovane aveva inviato un “sms” al fratello. Tale utenza risultò intestata ad un’anziana signora residente in provincia di Torino, convivente con il figlio di 48 anni. Sono stati, pertanto, immediatamente predisposti dei servizi di polizia che hanno consentito, nel giro di pochi giorni, di individuare la minore scomparsa a bordo di un’autovettura e in compagnia dell’uomo.

Dall’attività investigativa è emerso che i due, dopo essersi conosciuti tramite una “chat telefonica”, si erano incontrati nel mese di agosto a Foggia. Terminate le vacanze estive l’uomo riusciva a convincere la minore a fuggire a Torino, presso l’abitazione dove lo stesso viveva con la madre.

La ragazza, una volta affidata al padre, ha dichiarato di essersi allontanata da casa a causa di dissapori familiari. Il “rapitore” è stato denunciato per sottrazione consensuale di minorenne a fine di libidine.

 

 

 

 

 

 

 
 

MILANO

Il 21 aprile 2005 un bambino di nazionalità rumena di 7 anni, ricoverato  presso la struttura protetta “Centro per il bambino maltrattato” per  disposizione del Tribunale per i Minorenni di Milano, viene rapito da quattro uomini, presumibilmente parenti del minore, che lo prelevano con la forza, nel corso di una vera e propria irruzione nella struttura. Le indagini, immediatamente attivate dalla Squadra Mobile della Questura di Milano, hanno permesso di rintracciare il minore il 28 aprile successivo, in compagnia dei genitori, mentre cercavano di allontanarsi a bordo di un’autovettura condotta da un altro rumeno che, subito dopo il rapimento, aveva loro offerto un nascondiglio all’interno del suo appartamento.

 
 

 

 

 

 
 

GENOVA

Francesco V., di quindici anni, nella mattinata del 21 ottobre 2005 lasciava la propria abitazione per recarsi a scuola, dove non è mai arrivato.

I genitori, avvisati dell’assenza, hanno sporto denuncia di scomparsa presso un ufficio della Polizia di Stato, che ha immediatamente attivato le indagini a 360 gradi, senza escludere nessuna ipotesi. Grazie all’esame incrociato dei tabulati telefonici del cellulare del ragazzo e delle informazioni acquisite da amici, il 29 ottobre 2005 il personale della Questura di Genova è riuscito ad individuare l’abitazione di un’amica dove si era “rifugiato” Francesco, che è stato riconsegnato alla famiglia.