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Internet
e la Polizia Postale
La rete Internet spesso è un
luogo di nascita e sviluppo di un fitto scambio – non sempre a
scopo di lucro – di immagini pornografiche, che vedono spesso
protagonisti i minori.
L’imponente diffusione della rete come mezzo di comunicazione,
ha indotto, inoltre, le organizzazioni criminali ad offrire on
line una serie di servizi legati allo sfruttamento dei minori
(i c.d. siti web a pagamento).
L’Italia è stato uno dei primi Paesi ad adottare una normativa
ad hoc (legge
269/98) per contrastare lo sfruttamento sessuale dei
minori sotto ogni profilo, compreso
quello della pedofilia on
line.
Per l’elevato bagaglio tecnico richiesto, le indagini nella
rete di Internet sono state affidate – in via esclusiva – al
Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, dotandolo di
specifici strumenti investigativi volti al contrasto di tali
crimini informatici.
La legge affida agli operatori della
Polizia Postale e delle Comunicazioni la possibilità di
effettuare su Internet “acquisti simulati” di materiale
pedo-pornografico e di “navigare” nella rete “sotto
copertura”.
L’attività di contrasto viene attuata da speciali squadre che
svolgono 24 ore su 24 un costante monitoraggio della rete alla
ricerca di siti pedo-pornografici e di tutte quelle chat dove
un minore possa essere adescato o molestato.
Da quando è entrata in vigore la nuova legge fino al luglio
2006 la Polizia Postale ha sottoposto a provvedimenti
restrittivi 167 persone, ha sottoposto ad indagini 3.365
persone, ha effettuato 3.134 perquisizioni, ha segnalato ad
organismi investigativi esteri 10.393 casi, ha monitorato
225.113 siti web. |