Direzione Generale degli Archivi 

Servizio III - Archivi non statali

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Si segnalano i risultati del censimento sull'archivio delle  Università con sede a :

·        Palermo

·        Catania

·        Messina

 
  Università degli studi di Palermo

piazza Marina, 61 – 90133 Palermo
tel. 0916571953

  Cenni di storia dell’ateneo e dell’archivio Cenni di storia dell’ateneo e di storia dell’archivio


      
Palermo, prima che Federico II fondasse l’Università di Napoli, rappresentava il più importante centro di studi e di cultura per le lettere, la filosofia e le arti dell’Italia meridionale. Verso la fine del XVI secolo i padri Gesuiti istituirono numerose scuole che furono feconde di affermazioni e successi: tra le più importanti l’Accademia degli studi ed il Convitto carolino.

     Nel secolo successivo cominciarono ad affermarsi le scuole tenute dai padri Teatini di S. Giuseppe. A seguito della espulsione dal regno dei Gesuiti (1767), l’Accademia degli studi fu riaperta sotto la direzione di una Giunta di educazione che fece risorgere, ma con altro indirizzo, gli studi di teologia, scienze e filosofia, gettando anche le basi per seri ed organici studi di giurisprudenza e medicina; venne però tassativamente proibito il conferimento di lauree in teologia, filosofia e scienze, che dovevano essere conseguite a Catania.
     Nel 1779 fu creata dal governo borbonico la Reale scuola della capitale e del regno ovvero Reale accademia degli studi la cui sede, locata nel Collegio massimo dei Gesuiti, fu inaugurata il 5 novembre 1779 e questa data viene da alcuni considerata come la vera data di fondazione dell’ateneo palermitano. Alla Reale accademia furono attribuiti 33 insegnamenti ma solo 20 cattedre; nel 1783 fu approvato il primo regolamento dell’accademia, che fu così provvista di beni propri, e dotata di completa autonomia didattica, amministrativa e disciplinare; l’accademia rilasciava la “baccellatura” al termine del secondo anno di studi , la “licenza” al termine del terzo ed infine la laurea alla fine dei corsi che avevano una durata variabile da tre a cinque anni. Lo studio palermitano raggiunse alcuni importanti affermazioni, fra i quali la creazione nel 1790 dell’Orto botanico e l’istituzione di un Osservatorio astronomico, inserendo la Sicilia in un circuito di cultura europea e registrando incontestabili progressi nella cultura superiore.
     La costituzione a Palermo di una vera e propria università avvenne con dispaccio reale del 3 novembre 1805 ed il diploma del re Ferdinando III di Borbone che dava all’accademia il titolo di Università reale degli studi giunse il 12 gennaio 1806; a sede dell’ateneo
fu destinata la casa dei padri Teatini a S. Giuseppe ed agli stessi padri venne accordato il privilegio di designare le cariche di rettore degli studi, di bibliotecario e di direttore di spirito. La reale università si resse inizialmente sui regolamenti dell’accademia e dal 1841 in poi sui Regolamenti per le tre Università degli Studi di Sicilia e decreti che vi hanno rapporto, Catania, 1841.
     Alla caduta del regno delle Due Sicilie, con decreto prodittatoriale del 17 ottobre 1860, veniva estesa alle università siciliane la legge Casati del 1859 e da questo momento l’Università di Palermo seguì le regolamentazioni e le sorti delle altre università italiane; in forza della legge Matteucci del 1862 l’ateneo venne classificato tra quelli di primo ordine e nel 1923 la legge Gentile lo inserì nelle università comprese nella tabella A.

ARCHIVIO GENERALE DI ATENEO

Archivio storico

L’archivio comprende i documenti relativi alla vita iniziale dell’istituzione (dal 1778) e la serie più antica è costituita dalle Cautele. Depositato dal 2000 presso l’edificio del Dipartimento di fisica e tecnologie relative in viale delle Scienze, è in attesa di essere ordinato e sistemato nei locali al piano terra.

 

dichiarazione di particolare importanza: 28 settembre 1978

consistenza: fascc. 121622 per un totale di ml. 906

estremi cronologici: 1778-1953

stato di conservazione: cattivo

ordinamento: parziale

consultabilità: attualmente non consultabile

         Archivio di deposito

viale delle Scienze, presso inidonei locali delle Segreterie studenti,

tel. 0916657222, fax 0916657292

consistenza: ml. 4192, cui bisogna aggiungere ml. 400 ca. dell’Ufficio rilascio diplomi

estremi cronologici: 1961-2001

stato di conservazione: discreto

ordinamento: parziale

consultabilità: accesso a richiesta con l’ausilio di personal

Archivio corrente

viale delle Scienze, presso le Segreterie studenti, tel. 0916657259

Non è stato attivato il protocollo informatico e non è stato nominato il responsabile della gestione documentaria ed archivistica ai sensi del DPR 445/2000.

Note ed osservazioni

Gli archivi delle strutture di didattica e di ricerca non sono stati censiti. Non esiste alcun inventario per l’archivio storico, ad eccezione del fondo relativo all’Orto botanico, redatto da G. Giordano e citato in bibliografia. L’archivio necessita di interventi urgenti ed energici per la sua salvaguardia; è allo studio il progetto Archivio Terzo Millennio elaborato da F. Arezzo nel marzo 2002.

Bibliografia

L. Sampolo, La R. Accademia degli Studi di Palermo, Palermo, 1888; G. La Grutta, Guida dello Studente dell’Università degli Studi di Palermo, Palermo, 1980; G. Giordano, L’archivio storico dell’Orto Botanico di Palermo, in Gli archivi per la storia della scienza e della tecnica. Atti del convegno internazionale, Desenzano del Garda, 4-8 giugno 1991, Roma, Ministero per i beni culturali ed ambientali – Ufficio centrale per i beni archivistici, 1995, vol. II, pp. 1041-1056 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Saggi 38); Le Scienze Chimiche, Fisiche e Matematiche nell’Ateneo di Palermo, a cura di P. Nastasi, in «Seminario di Storia della Scienza – Quaderni», 7 (1998); Storia dell’Università di Palermo , a cura di F.RENDA, in corso di stampa.

 

 

Università degli studi di Catania
piazza dell’Università, 2 – 95124 Catania

Tel. 0957307345(ufficio)-0957307412(sala studio)

 Fax 0957307413
http://www.unict.it
 

   Cenni di storia dell’ateneo e dell’archivio

Nel 1434, con placet di Alfonso il Magnanimo re d’Aragona e di Sicilia, e quindi nel 1444, con bolla del pontefice Eugenio IV, venne istituito in Catania uno Studium Generale, fondato ad instar Studii Bononiensis, con i quattro indirizzi fondamentali di diritto civile e canonico, medicina, teologia, arti liberali. Il governo dello Studio era esercitato dal viceré di Sicilia, che ne controllava le vicende per conto del re, nominava i lettori e decideva in caso di controversie fra gli altri organi; dalla Città di Catania, che eleggeva i riformatori dello Studio – ai quali spettava anche l’elezione dei lettori – e gli altri amministratori; e dal vescovo di Catania, che rimase fino al 1818 il cancelliere dello Studio, cui era riservato il conferimento delle lauree. I collegi erano tre: dei teologi, dei medici, dei giuristi. Il rettore, eletto fra gli studenti, fino al 1779 ebbe il compito di formarne e gestirne la matricola.

Dalla fondazione alla Restaurazione si succedettero diverse regolamentazioni e riforme – complessive o parziali – dello Studio, che rimase sempre sotto il controllo dei pubblici poteri e mantenne il privilegio esclusivo di concedere lauree nell’isola fino all’apertura dell’Università di Palermo (1805) e alla restaurazione di quella di Messina (1838). L’unità d’Italia portò con sé l’adeguamento alla normativa nazionale e alle vicende comuni all’università italiana.

L’archivio del Siciliae Studium Generale si formò presso gli archivi del Comune di Catania e della Curia diocesana, entrambi enti di governo e amministrazione dell’università. Poiché nel dicembre 1944 l’intero archivio comunale venne incendiato e arso nel corso di una sommossa, sopravvivono i documenti tuttora conservati presso l’archivio storico diocesano ed i circa 1300 pezzi recuperati ed elencati nel 1896-97 da Vincenzo Casagrandi, professore di storia antica, i quali costituiscono il nucleo antico dell’archivio proprio, che l’ateneo costituisce e conserva presso di sé dal XVIII secolo in avanti, per ordine (1765) del viceré Giovanni Fogliani. Tale nucleo, tradizionalmente conservato presso il Rettorato nel palazzo centrale dell’Università, ha avuto nell’ultimo trentennio allocazioni differenti. La documentazione successiva si è progressivamente depositata in vari luoghi ed è stata trasferita più volte. Il trasferimento più cospicuo e più recente (2000) ha riguardato circa 5 km di documentazione (1880-1995 circa), trasportata da un locale in affitto al nuovo deposito di via Valle, appositamente acquistato e attrezzato con fondi dell’ateneo.

Sono stati effettuati scarti secondo la procedura di legge nell’anno 2000-2001 e nel 2003, relativamente ai fascicoli degli studenti ed a varia documentazione amministrativa del periodo 1900-1990 circa.

Nell’ambito del Progetto Coordinato Catania-Lecce, finanziato con fondi dell’Unione Europea e del Ministero dell’università e della ricerca, l’Iniziativa 02-“Archivio Storico dell’Università” ha operato, dal 1998 a tutto il 2001, per la ricognizione, conservazione, recupero e valorizzazione dell’archivio storico dell’ateneo. Fra i risultati ottenuti si possono annoverare:

  • istituzione della sezione separata (deliberazioni del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione, ottobre 1999);
  • riconoscimento della particolare importanza storica ai sensi del DPR 1409/63, art. 31, lettera e) (decreto dell’Ufficio centrale per i beni archivistici del 28 febbraio 2000);
  • individuazione e censimento di oltre 1500 metri di documentazione (1850-1960 circa) non compresa nel nucleo antico dell’archivio;
  • costituzione di una banca dati, composta da oltre 7000 schede inventariali informatizzate, relativa al materiale storico attualmente reperito (incluso il nucleo antico);
  • rilevazione di 40000 immagini su supporto elettronico, relative al materiale storico;
  • progettazione e realizzazione della nuova sede dell’archivio storico presso il palazzo centrale       dell’Università (reimpiego edilizio; allestimento dei depositi, delle sale espositive e della sala di studio).

 

ARCHIVIO GENERALE DI ATENEO

Archivio storico

La documentazione pertinente all’archivio storico finora nota, nel novembre 2002 è stata trasferita e riunificata presso la nuova sede al piano terra del palazzo centrale dell’ateneo, in piazza dell’Università, 2, con esclusione dei fascicoli degli studenti dal 1880 circa in poi, che resteranno conservati nel deposito di via Valle.

 

consistenza: unità archivistiche 6000 ca. (esclusi i fascicoli degli studenti del periodo 1880-1960, che assommano a ml. 1000 ca.)

estremi cronologici: 1642-1960

ordinamento: in corso; per 1296 unità esiste un elenco a stampa curato da V. Casagrandi nel 1897

stato di conservazione: buono

consultabilità: accesso con personale qualificato (assunto a tempo determinato) e con strumenti di ricerca informatici (database realizzato col programma Arianna che aggiorna ed integra l’elenco di Casagrandi

Archivio di deposito

via Valle, 14, tel. 0957153676, fax 095315419

Conserva in particolare i fascicoli degli studenti, dal 1880 circa ad oggi, non collocabili nell’archivio storico per ragioni di spazio. Altra documentazione è conservata in varie sedi dell’ateneo.

consistenza: ml. 8000 ca. (solo in via Valle: ml 5000)

estremi cronologici: 1880-2003

Archivio corrente

È in corso l’organizzazione dell’archivio generale secondo le linee del progetto Titulus 97; il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione hanno approvato il relativo Regolamento nell’ottobre 1999.

 

Bibliografia

V. Coco , Leges omni consilio et munificentia latae a Ferdinando III utriusque Siciliae Rege ad augendum, firmandum et exornandum Siculorum Gymnasium, Catania 1780 (rist. anast. a cura di M. Bellomo, Catania, 1987); Regolamenti per le tre Università di Sicilia e decreti che vi hanno rapporto , Catania, 1841; Annuari dell’Università , dall’anno accademico 1866-67 al 1970-71, Catania, 1867-1980; V. Casagrandi Orsini, L’archivio della Regia Università di Catania. Storia, ordinamento, indici, Catania, 1897; R. Sabbadini, Storia documentata della Regia Università di Catania. Parte I: l’Università di Catania nel secolo XV, Catania, 1898 (rist. anast., Sala Bolognese, 1975); «Archivio Storico per la Sicilia Orientale», Catania, 1904 e segg. (numerosi contributi nel corso degli anni; il fascicolo del 1934 è interamente dedicato all’Università di Catania nel suo quinto centenario); M. Catalano Tirritto, Storia documentata della Regia Università di Catania. Parte I: l’Università di Catania nel secolo XV. Appendice, Catania, 1913 (rist. anast., Sala Bolognese, 1975); Storia della Università di Catania dalle origini ai giorni nostri, Catania, 1934; F. Paradiso, Maestri ed idee nello Studio catanese dopo l’Unità, Catania, 1972; S. Di Leo – S. Maresca, L’insegnamento dell’ostetricia e della ginecologia nell’Ateneo catanese , Catania, 1987; Lezioni inaugurali. Anni accademici 1861/62-1879/80. Università degli Studi di Catania, a cura di C. Dollo – G. Giarrizzo – V. Librando, Catania, 1989; G. Giarrizzo, Siciliae Studium Generale. I suoi luoghi, la sua storia, Catania, 1990; Insegnamenti e professioni. L’Università di Catania e le città di Sicilia , a cura di G. Zito, Catania, 1990; G. Nicolosi Grassi - A. Longhitano, Catania e la sua Università nei secoli XV-XVII. Il codice “Studiorum Constitutiones ac Privilegia” del Capitolo cattedrale, Roma, 1995 (2 a ed., Roma, 2002); Lodolini , p. 24; Bonfiglio Dosio , pp. 76-77; G. Tamburino, La medicina nell’Università di Catania, Catania, 1998; G. Giarrizzo, Progetto e impegno , Catania, 1998; Il riscatto della memoria. Materiali per la ricostruzione dell’Archivio Storico della città di Catania, a cura di M. Minissale e T. Vittorio , Catania, 1998; M. Alberghina , Una famiglia di accademici lunga centoventi anni, Catania, 1998; Archivio storico diocesano di Catania. Inventario, a cura di G. Zito, Città del Vaticano, 1999; Per un bilancio di fine secolo. Catania nel Novecento, a cura di C. Dollo, 3 voll., Catania, 1999-2002; A. Coco – A. Longhitano – S. Raffaele, La Facoltà di Medicina e l’Università di Catania, a cura di A. Coco, Firenze, 2000; M. Alberghina, D’argento le orme degli aironi. Avventure e disavventure di un barone borbonico e di un medico fisico, professore all’Università, seguite dalla dimostrazione , Catania, 2000; G. Lombardo , Siculorum Gymnasium. Dalle origini alla ricostruzione dopo il terremoto del 1693 , supplemento a «Quaderno 19 del DAU», Roma, 2000; S. Consoli, Titulus 97 e i lavori archivistici in corso presso l’Università degli Studi di Catania , in Thesis 99, pp. 277-282; M. Poselli – P. Arena, L’insegnamento della Ragioneria nella facoltà di Economia di Catania: evoluzione storica e principali contributi , Catania, 2001; Medici e medicina a Catania. Dal Quattrocento ai primi del Novecento , a cura di M. Alberghina , Catania 2001; S. Consoli , Lavori in corso per l’archivio storico dell’Universià di Catania, in Studium 2000, pp155-164; S. Consoli il”nuovo” archivio storico dell’Università degli Studi di Catania, in “Annali di storia delle Università italiane”, anno 7, 2003, pp 339-343.

Note ed osservazioni

Documentazione riferibile alle strutture didattiche, di ricerca e di servizio si trova già inclusa nell’archivio storico; quella collocata tuttora presso le strutture sarà oggetto di un prossimo censimento, che consentirà l’individuazione di eventuali archivi aggregati, acquisiti o in deposito, dei quali non si ha attualmente notizia.

 

 

                                                                               

Università degli studi di Messina

piazza S. Pugliatti, 1 – 98100 Messina

tel. 0906771

  Cenni di storia dell’ateneo e dell’archivio

Seppure autorizzato con privilegio di Alfonso il Magnanimo, del novembre 1434, il Messanense Studium Generale è istituito con la bolla Copiosus in misericordia Dominus del pontefice Paolo III, del novembre del 1548. Nel gennaio del 1548 hanno altresì inizio a Messina, su richiesta del governo della città, corsi tenuti da padri Gesuiti, destinati a confluire nel Collegium Prototypum Societatis Iesu, istituito dallo stesso Paolo III con la bolla Summi sacerdotis ministerio , del dicembre del 1548. Dopo un inizio travagliato, contrassegnato dallo scontro fra il Senato cittadino e la Compagnia di Gesù, in relazione all’ordinamento degli studi, e dalla controversia con la città di Catania, sul diritto di dottorare, il Messanense Studium Generale , intanto rifondato con privilegio di re Filippo II dell’ottobre del 1591, inizia con regolarità i propri corsi il 23 dicembre del 1596, con la prolusione letta da Bartolomeo Castelli nel Convento di S. Domenico.

L’ordinamento dello Studium risulta disciplinato, oltre che dalla bolla istitutiva, dagli statuta del 1550 e del 1565, frutto di una mediazione fra il Senato messinese e la Compagnia gesuita, e quindi dagli statuti del 1597 che ne attestano il definitivo assetto, quale Studium Urbis, solo ritoccato dalla riforme del 1598-1621. L’antico Studium viene soppresso, in seguito ai provvedimenti punitivi adottati da Francisco de Benavides, conte di Santisteban, nel 1679, a conclusione dell’insurrezione antispagnola della città.

L’Università degli studi di Messina è restaurata da Ferdinando II, nel luglio del 1838, che riconosce la facoltà di concedere titoli dottorali alla locale Accademia carolina, struttura di studi superiori funzionante in assenza dell’università. Chiusa nel 1847, a causa del coinvolgimento di numerosi professori nei moti insurrezionali, l’università messinese riprende a funzionare nel 1849, e da allora ininterrottamente fino a oggi, nonostante la grave crisi connessa ai tragici eventi del sisma del 1908.

L’archivio ha subito perdite ingentissime a seguito di numerosi avvenimenti: i tumulti del 1679, il terremoto del 1908 e le vicende belliche del 1943. In questa situazione di dispersione pressoché totale dell’archivio, particolare importanza assumono le edizioni di fonti a stampa, segnalate in bibliografia. Fra gli studi più recenti e di maggiore rilievo sull’Università di Messina si segnala l’intera collana dei Monumenta Historica Messanensis Studiorum Universitatis (15 voll. pubblicati).

ARCHIVIO GENERALE DI ATENEO

Archivio storico

consistenza: non censito il numero delle unità archivistiche

estremi cronologici: 1838-sec. XX con vaste lacune

ordinamento: inesistente

stato di conservazione: cattivo/pessimo

consultabilità: accesso limitato, poiché l’archivio non è ordinato e non dispone di personale

Archivio di deposito

Non esiste un unico archivio di deposito ma la documentazione è conservata e gestita dalle varie strutture amministrative interne (Direzione amministrativa, personale, ragioneria, patrimonio, segreterie studenti).

 

consistenza: non censito il numero delle unità archivistiche

estremi cronologici: sec. XX con vaste lacune

ordinamento: parziale

stato di conservazione: mediocre

consultabilità: accesso limitato

Archivio corrente

Non risulta attivato il protocollo informatico e non è stato nominato il responsabile della gestione documentaria ed archivistica ai sensi del DPR 445/2000.

 

Bibliografia

CCCL anniversario della Università di Messina , Messina, 1900, (ried. anast. in Monumenta Historica Messanensis Studiorum Universitatis, Fonti 5.1 e 5.2, a cura e con introduzione di A. Romano, Messina, Intilla, 1996); R. Moscheo, Istruzione superiore e autonomie locali nella Sicilia moderna. Apertura e sviluppi dello “Studium Urbis Messanae”, in «Archivio Storico Messinese», LIX (1991), pp. 75-273; D. Novarese, Note bibliografiche sulla storia dell’Università di Messina, in «Atti dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti. Classe di Scienze Giuridiche Economiche e Politiche», LV-LVI (1986-87), pp. 293-328; A. Romano, Studi e cultura nella Messina del primo Novecento. L’Università fra crisi e terremoto , in «Atti dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti. Classe di Scienze Giuridiche Economiche e Politiche» , LVIII (1991), pp. 35-53; Id., “Primum ac Prototypum Collegium Societatis Iesu” e “Messanense Studium Generale”. L’insegnamento universitario a Messina nel Cinquecento, in La pedagogia della Compagnia di Gesù, a cura di F. Guerello – P. Schiavone, Messina, ESUR, 1992, pp. 33-72; D. Novarese, Da Accademia ad Università. La rifondazione ottocentesca dell’Ateneo messinese , in Le Università minori in Italia nel XIX secolo, a cura di M. Da Passano, Sassari, Centro Interdisciplinare per la Storia dell’Università, 1993, pp. 59-79; Id. , I capitoli dello Studio della Nobile Città di Messina, con prefazione di A. Romano, Messina, Sicania, 1993; Id., Istituzioni politiche e studi di diritto fra Cinque e Seicento. Il Messanense Studium Generale tra politica gesuitica e istanze egemoniche cittadine, Milano, Giuffré, 1994; Id. , Studenti e laureati nel Seicento a Messina. I “Libri matricularum” del “Messanense Studium Generale” del decennio 1634-1643, Milano, Giuffré, 1996; A. Romano, Intervento alla tavola rotonda, in Sitran Rea , pp. 392-399; Le prolusioni accademiche dell’Università degli Studi di Messina. 1838-1933 , in Monumenta Historica Messanensis Studiorum Universitatis, Fonti 7.I.1; 7.I.2; 7.II, a cura e con introduzione di A. Romano, Messina, 1997; A. Romano, L’Università degli Studi di Messina negli anni Venti e Trenta del Novecento , in Messina negli anni Venti e Trenta, a cura di R. Battaglia – M. D’Angelo – S. Fedele – M. Lo Curzio, vol. II, Messina, Sicania, 1997, pp. 35-53; «Annali di Storia delle Università italiane» , II/2 (1998); D. Novarese , Da Gandia a Messina: un nuovo modello universitario per l’Europa?, in Doctores y Escolares, a cura di M. Peset Reig, Valencia, 1998, pp. 173-186; Id. , Per essere tanto largho et facile ad havere il grado del dottorato in tutti Studij d’Italia”. “Studentes matricolati”, “scholares” effettivi e “doctores” in Sicilia tra Cinque e Seicento, in Studenti e dottori nelle Università italiane (origini –XX secolo) , a cura di G.P. Brizzi – A. Romano , Bologna, Clueb, 2000, pp. 41-49; V. Calabrò, Istituzioni universitarie ed insegnamento del diritto in Sicilia (1767-1885), Milano, Giuffré, 2002.

       Progetto Studium