Istres - Damasco - Parigi

 

L'evento storico

 

I-Tomo (I-6) piloti: Tondi-Moscatelli

L'arrivo trionfale dell' I-11

L'equipaggio dell' I-13 I-FILU

La notte del 20 agosto 1937 i velivoli decollarono da Istres. La Francia con i suoi quattro aerei era la favorita, almeno agli occhi del gran pubblico ed aveva in linea il Caudron Typhon appositamente costruito per la corsa. L’Inghilterra iscrisse solo un aereo il De Havilland 88 Comet, che però quattro anni prima aveva vinto la Londra-Melbourne. Ma a Damasco la superiorità degli SM-79 e più in generale dell’aeronautica italiana apparve subito di gran lunga fuori della portata degli altri concorrenti: otto velivoli partiti, otto velivoli ai primi otto posti; nell’ordine: 10 I-FILU (1-13: piloti Fiori-Lucchini); 2° I-CUPI (I-11: piloti Cupini-Paradisi) 3° I-BIMU (1-5: piloti: Biseo-Mussolini); 4° I-TOMO (1-6: piloti Tondi-Moscatelli) 5° I-ROTR (1-12: piloti Rovis-Trimboli); 6° I-ROBO (1-8 è il primo BR-20A); 7° I-GAQU (I-lO è il secondo BR-20A); 8° I-LICA (1-7: piloti Lippi-Castellani). Le medie sui 2921 km sono sbalorditive: 424 km,/h al primo SM-79 e 415 al quinto, l’I-ROBO con Rolandi e Bonini a 399 km/h e l’I-GAQU di Gaeta e Questa a 382 km/h, e l’ultimo SM-79 a 352 km/h per noie all’elica destra che si portò al passo minimo e costrinse il pilota a compiere le ultime sei ore del percorso con due soli motori. Il Comet inglese segnò una media di 356 km/h e il miglior francese di 305 km/h. A Damasco ci fu tutto il tempo per rifornire gli aerei, sistemare l’elica dell’I-LICA e addirittura di fare una « cerimonia ». Essendo ormai la gara praticamente vinta ed essendo state segnalate vaste zone temporalesche sulla via del ritorno, fu anche deciso di cambiare rotta e di puntare su un arrivo a Parigi in formazione. Ciò comportò un rifornimento supplementare di 500 litri di benzina. Ma andando sulla pista l’I-ROBO fece uno squarcio nel timone urtando un segnale luminoso ancorato a terra. Poi fu la volta dell’I-LICA che dopo essersi attardato per riparare l’elica, accingendosi al decollo mise la ruota sinistra in una buca rompendo il carrello e imbardando con violenza e fu costretto ad abbandonare. Dopo un’ora dalla partenza da Damasco l’I-TOMO comunicava di essere stato rifornito di 2000 litri di carburante di meno, errore probabilmente dovuto ad un rigurgito durante la fase di rifornimento che fece credere che i serbatoi fossero colmi. Infine l’SM-79 I-ROTR, comunicava di dover fare scalo, probabilmente a Ronchi, per rifornirsi di benzina avendo, causa il notevole vento avverso, consumato più carburante del previsto. Non restava che puntare sull’arrivo di almeno tre SM-79 in pattuglia. E la cosa stava per riuscire: infatti sbucato sull’Adriatico, l’I-BIMU avvistava gli altri due velivoli: l’I-FILU e l’I-CUPI; senonché non riusciva a stabilire il contatto radio con questi, per le scariche temporalesche che mascheravano le trasmissioni. Biseo, che era ai comandi dell’aereo inseguitore, allora tentò di superare gli altri velivoli per farsi riconoscere e formare la pattuglia. Giunto alle Alpi, dovendo tra l’altro superare le nubi a quota di 6500 m, fu costretto a ridurre il passo dell’elica, ma in tale manovra l’elica centrale si portò al passo minimo e si bloccò in tale posizione. Atterrò quindi a Cameri ove esistevano tecnici pratici delle eliche Ratier. Ma dopo un attento esame si poté constatare che il guasto non era riparabile in tempi brevi. Si porto' allora l’elica centrale al passo massimo e dopo un piccolo rifornimento l’aereo che aveva sostato per circa 30’ decollò di nuovo verso Parigi. Dei due BR-2OA, l’I-ROBO fu costretto ad atterrare all’isola di Cherso, perché, quando ancora aveva a bordo 1500 litri di carburante, cominciò a denunciare mancanza di benzina, causa il difettoso funzionamento del circuito; l’I-GAQU all’altezza di Venezia dovette spegnere il motore sinistro che dopo essere stato sottoposto a leggere vibrazioni fin dal primo tratto cominciava a scuotersi violentemente. Ma con un motore solo il velivolo non dimostro' di essere in grado di sostenersi e quindi probabilmente anche il motore destro non funzionava a dovere. Il pilota a circa 50 m dal suolo, quando ormai si accingeva ad un atterraggio di fortuna scorse l’aeroporto del Lido di Venezia a 3 km. Diede motore destro, ma questi non riprese e l’aereo fu costretto ad atterrare immediatamente e si posò a Punta Sabbioni. L’I-ROTR a sua volta non raggiunse Ronchi e dovette atterrare a Pola ove, dopo rifornimento, non riuscì a ripartire perché il circuito elettrico del magnete di avviamento del motore centrale era stato danneggiato dalla grandine. Riparato il guasto l’aereo proseguì la mattina dopo per il Bourget e venne classificato all’8° e ultimo posto. L’I-TOMO non riuscì a raggiungere Ronchi e dovette, sempre a causa del brutto tempo, atterrare al Lido di Venezia ove si arenò, essendo il campo ridotto a un pantano dalla pioggia torrenziale, ma grazie agli sforzi congiunti del personale dell’aeroporto e dell’equipaggio, il velivolo poté ripartire. Nonostante l’accanimento del maltempo e la non soddisfacente affidabilità delle eliche, a Le Bourget furono tre SM-79 ai primi tre posti. L’I-CUPI giunto alle 15 e 47 del giorno 21, volteggiò fino alle 16 e 02 prima di por fine alla gara, attendendo in volo l’aereo di Biseo-Mussolini. Poi fu la volta di Fiori-Lucchini che atterrarono alle 16 e 17, e finalmente alle 16 e 37 giunsero Biseo e Mussolini che, malgrado la sosta colsero un significativo terzo posto. Quarto fu il D.M. Comet (G-ACSS) alle 17,01; quinto il Fulgor Breguet (F-APDY) alle 17,37; poi giunse il Bloch 160 (F-ARFA), ma essendo partito molto in anticipo rispetto all’I-TOMO che giunse alle 20,02 fu classificato settimo, mentre l’I-TOMO fu sesto. Gli altri risultarono tutti ritirati o non classificati. Il giorno 29 dalle 15 alle 15 e 30 tutti gli aerei tipo corsa e l’I-MAGO, che aveva si può dire assistito al trionfo dei suoi successori, rientrarono in Italia. Da Damasco invece si cominciò ad organizzare il rientro in Italia il 22. Si smontò l’I-LICA e se ne recuperarono la fusoliera, i motori, gli impennaggi e gli impianti che furono inviati a Beyrouth ed imbarcati sul Morandi. L’ala, intrasportabile su strada, e altro rottame, fu venduto a Damasco. (immagini e testo tratti da "SM79, Il GOBBO MALEDETTO" di Spaggiari e D'Agostino, edizioni Il Castello, 1979)

 

L'evento virtuale

 

Ciao, siamo Giangiusto Mattiucci e Luca Lanti... Perche' ricreare un evento "virtuale", dopo quello "storico"? E' ovvia la risposta: ritroviamo in un unica manifestazione molte delle cose che ci appassionano del mondo della simulazione virtuale, quali l'amore per gli aerei del passato (soprattutto se trattasi di aerei italiani), il divertimento di volare con FS (ma soprattutto di volare "insieme" con FS in multiplayer), il fascino di un'avventura, scimmiottando i pionieri del passato, che ci terra' incollati al computer per qualcosa come 6-7 ore consecutive per ciascuna delle due tappe (abbiamo gia' previsto rifornimenti di panini e bibite....) Siamo impazziti? Puo' darsi... Ma quando abbiamo trovato nella splendida pagina di MASSIMO TACCOLI, la replica perfetta dell'adorato "SM79 CORSA", l'idea e' nata fulminea e devastante... e non ci ha piu' abbandonato...
E' stata dilazionata nel tempo, per motivi di salute di Giangiusto, ma appena ristabilito, eccoci qua.... E chi legge dira': ma noi che c'entriamo in tutto questo??? Semplice! Noi vi comunichiamo il nostro volo e successivamente provvederemo a comunicare il piano di volo esatto, conforme a quello veramente seguito nel 1937... Chi vorra' potra' mettersi in comunicazione con noi con BFC e unirsi a noi, magari anche solo per brevi tratti, e farci compagnia volando in formazione.... Graditissimi altri SM79 Corsa! In fondo nella realta' erano 6 gli SM79 in gara!

 

Cronaca della Prima Tappa: Istres - Damasco
di Franco Mele

 

Brescia, una bella giornata di sole, Domenica 20 febbraio 2000: evento storico questa sera. "Appollaiato" sul parcheggio di Istres (Provenza, Francia) romba un glorioso S-79 CORSA con ai comandi i comandanti Luca Lanti e Giangiusto Mattiucci e due passeggeri ovvero chi vi scrive e Simba, mitico gatto di Giangiusto. La quaterna si accinge ad effettuare la riedizione di un volo storico, la CORSA ISTRES-DAMASCO-PARIGI, circa 15 ore in due tratte di volo continuato, evento accaduto nel lontano 10 Agosto del 1937. I nostri prodi e coraggiosi comandanti si accingono, a 63 anni di distanza e davanti ad un PC ed FS98, a rivivere in virtuale quelle storiche emozioni. Il volo si effettuerà in rete, multiplayer di FS98 e BFC, ed alla partenza troviamo un altro coraggioso, il comandante Avv. Martini, anch’egli sullo stesso S-79 e intenzionato ad arrivare, dritto dritto, a Damasco. Il sottoscritto inizia a scrivere questo racconto contestualmente al volo, per cui sarà una cronaca o un racconto dal vivo. Sono le 18.06 real time ed il nostro S-79 decolla dalla pista 16 di Istres, con a seguito Martini. L’emozione c’è e non è nascosta, ci aspettano più di 7 ore di volo! Gli aerei sono identificati con Lanti-Mattiucci e ABX169. Il settaggio di ora e stagione in Fs98 e’ quello del volo originario, per cui si decolla di notte, alle 22.30 del 10 Agosto. Dopo il rullaggio, allineamento alla pista (ben poco visibile), piena potenza e decollo. Iniziali 700 ft/min di VSI e velocità prossima ai 110 nodi, ora siamo stabilizzati a 400 ft/min di VSI e 140-160 nodi di IAS. L’S-79 risponde benissimo, ABX169, che ha utilizzato una VSI più bassa è davanti ed ad una quota più bassa. Passiamo i seguenti Waypoint a queste ore (real time): Marsiglia 18:15, St.Tropez 18:38, Bastia 19:14, Tarquinia 19:38, Campagnano 19:51. A circa 13000 ft "riprendiamo" ABX169, siamo a mezz’ora circa da Foggia e voliamo in formazione. Bene! Durante il tragitto riceviamo le gradite "visite" di Gazich, Beretta, Dell’Acqua e Corsini, tutti collegati in multiplayer e rigorosamente in formazione. Un quadretto meraviglioso. Durante l'intero viaggio saranno molto piu' numerosi gli amici che ci faranno visita: oltre ai gia' citati troveremo lungo la strada Piraino, Cattozzo, Andronico, Cernicchiaro, Rizzo, Collecchia, Mandelli e Ravasini. L’S-79 spinge a tutto gas e le abili mani del comandante Lanti, dosando il passo dell’elica, lo stabilizzano a 179 nodi e 2000 giri/min di motore, praticamente a manetta! Sei aerei, due S-79, un DC7, 2 DC3 ed un Atr, se non erro, sono in formazione sulla notte dell’Italia meridionale. E’ tardi la fame si sente ed a turno, piloti e passeggeri, provvedono al sostentamento alimentare. Simba si mostra un po’ distaccato, sarà geloso delle attenzioni che Giangiusto rivolge al PC? Mah! Comunque lui è la nostra mascotte. Nel mentre ci ritroviamo Ivan Cattozzo che con il suo Atr decolla da Foggia per raggiungerci in volo. Scopriamo, e sentiamo in voce, che ABX169 ha la famiglia a seguito, moglie e figli, la cosa diviene veramente interessante e coinvolgente. Non è un Fly-in con ATC, è la riedizione di un volo storico ed è splendido assistere alle comunicazioni in BFC. Un miscuglio di saluti, cordialità, un po' di scherzo e rigorose informazioni tecniche. Nonostante che con il multiplayer ci si veda si cambia continuamente quota, prua e IAS, sarebbe un peccato "cocciare" per una distrazione. Siamo a 32 miglia da Bari, fra non molto arriveremo a Brindisi, la mia città natale. Giunti a Brindisi, chi vi scrive, dopo aver salutato "dall’alto" i familiari, si infilerà in macchina per ritornare a Vicenza e li’ si imbarcherà sul suo amato Atr Airdolomiti, raggiungera’, dopo circa due ore di stand-by, gli amici in volo per concludere l’avventura a Damasco ed essere immortalato, nell’antica città orientale, con l’immancabile foto. A circa 23 minuti da Brinidisi veniamo contattati da Giuseppe "Euronews" che è pronto al decollo sulla pista 5 dell’aeroporto di Papola Casale. Ci raggiungera' in volo e restera' con noi per un po' di tempo, dato che accompagna dei giornalisti di Euronews, giunti fin qui per intervistare "gli eroi" !!! :-) ! 50 Miles to BRD! Cinque aerei in volo per questa emozionante impresa, Ivan ci ha lasciato dopo averci accompagnato per qualche minuto. Ore 21.15 real time, è ora di lasciare la virtualissima cabina dell’S-79, farmi due ore di "reale" strada asfaltata e poi infilarmi nella virtuale cabina del mio Atr per raggiungere in volo i miei amici, da quel momento riprenderò il racconto. Uscita Brescia ovest-Autostrada MI-VE-Casello di Montebello-Prov.le per Arzignano-Prov.le per Crespadoro-CASA! Sono circa le 23.40 real time, sono in volo in direzione di DALAMAN con l’Atr spinto a IAS 240 per raggiungere gli amici in volo e godermi le ore restanti sino a Damasco. Sono oltre 5 ore che Lanti-Mattiucci & Martini sono in volo, li raggiungo poco dopo DALAMAN riduco a IAS 179-180 e sono lì anch’io in formazione a 15000 ft e stavolta ai comandi di un aereo. Il bollettino riporta le seguenti sigle in volo: Lanti-Mattiucci, il sottoscritto ADV082, Skipper (Dell'Acqua), ABX169 (Martini, imperterrito), ABX067 (Ravasini) e ACE001 (Cernicchiaro). Quest'ultimo non perde occasione per fare soldi, da buon ligure, e si presenta con un DC3 della AirCargo Express, in livrea "Il Merendero", offrendo panini e bibite a prezzi tutto sommato accettabili: l'unico problema resta come farli trasbordare da un aereo all'altro in volo!! :-) !

Ore 24.00 real time, Ivan decolla da Atene, non ho capito bene con cosa, noi siamo sull’NDB di FENIKE, ci raggiungerà? Si vola in formazione a circa 130 miglia da Larnaka con qualche problema in BFC, ma niente paura, con la messaggistica del multiplayer di FS c’è la caviamo bene e tutto va che è una bellezza: sono sei ore di volo! Alle 00.20 real time, sei aerei in formazione ed un altro che corre come un matto per raggiungerci, incredibile! L’orologio di FS segna le 04.45 ed il cielo inizia a tingersi di rosso, sarà virtuale ma è una splendida alba. In questo momento si attenuano le comunicazioni in BFC, si sa l’alba è romantica e malinconica, è l’inizio di un nuovo giorno e forse ognuno di noi sogna per un attimo di essere li’ veramente, con tanto di rumoraccio e vibrazioni a tentar di vincere questa scommessa. E’ un momento particolare di questa impresa. Usciamo dalla notte ed entriamo nel giorno le cui luci ci danno sollievo, la fatica certo si sente ma tanta è la voglia di raggiungere la pista di quella gloriosa e splendida città d’oriente. Manca circa un’ora a Damasco, l’alba sempre più bella e sei aerei in perfetta formazione. Con calma e con l’ausilio di BFC ci siamo posizionati su quote leggermente diverse, 100-200 piedi di differenza, è meglio evitare problemi dell’ultima ora. Ore 00.30 real time, abbiamo Ivan con noi, ci ha raggiunto con un….. CONCORDE! Quell’uomo deve curarsi!, non ho idea di come riesca a mantenersi in formazione con quel bestione a IAS 180! Misteri dei simulatori! Sette aerei in formazione a 79 miglia da Larnaca. Ma non è finita qui. Ore 00.45, un altro aereo, ML090, è con noi, siamo in OTTO! Sono le 00.54 quando Ivan ci deve lasciare, ci ha fatto un po’ di gradita compagnia per qualche minuto con il suo Concorde! 45 minuti da DAMASCO, siamo a circa 108 miglia da KHALDEH in sette e l’emozione ricomincia a salire, dopo quel VOR, 4 miglia dopo per l’esattezza, inizierà la discesa. 35 minuti da Damasco, oramai è luce piena, scompare la stanchezza, ci si dimentica che fra poche ore, fra pochissime ore, bisogna essere svegli sul luogo di lavoro, e ci si concentra per l’avvicinamento. In BFC si tirano un po’ le somme ed alcune considerazioni su questa splendida maratona.

Sempre rigorosamente in sette ed in formazione: destinazione Damasco. Siamo a circa 27 miglia da KHALDEH, è ora di organizzarsi, Lanti redige l’ordine di atterraggio: Lanti-Mattiucci, ABX169, Skipper, ADV082, ABX067, ACE001 e ML090. Contestualmente Lanti fornisce le debite istruzioni per le quota e direzione per il missed approach e altro di necessario. Sono già le 01.30 real time, 7 ore e 14 minuti dopo il decollo, ed inizia la discesa: -600 ft/min, 45 miglia dal VOR di Damasco, si atterrerà sulla 5.

Il mio Atr va troppo forte in discesa sono il quarto ad atterrare e mi trovo davanti a tutti, gli altri tengono i 150 nodi in discesa, non riesco a scendere al di sotto dei 165. Decido, e richiedo autorizzazione, di utilizzare l’ILS ed atterrare sulla 23, passo il VOR di Damasco a 9000 piedi a zero VSI, così riesco a ridurre la velocità a 140 nodi e consentire a chi mi precede nell’ordine di atterraggio di raggiungermi. Continuamente, fra BFC e messaggi in multiplayer, ci scambiamo le informazioni di posizione, quota e velocità. CI SIAMO! Ore 01.53 real time atterra Lanti-Mattiucci Ore 01.54 real time atterra ABX169 (sempre più imperterrito e con la famiglia che dorme da un pezzo!) Ore 01.55 real time atterra Skipper Così via sino all’ultimo che è ML090. Ci si da' appuntamento sotto la torre, ed il nostro bravo Skipper si prodiga ad immortalare il magico momento.

Otto ore circa di volo, oltre otto ore di collegamento in rete, sette aerei atterrati a Damasco: questi sono i pochi ma significativi numeri che hanno contraddistinto questa eccezionale impresa. Dobbiamo ringraziare la coppia Lanti-Mattiucci per aver avuto ed attuato l’idea. E’ stata una indimenticabile esperienza di volo simulato, ottenuta con amici, con fatica e tanta, anzi tantissima soddisfazione. E’ stata una lunga ed appagante emozione, maturata dall’entusiasmo e da………..un po’ di follia! .

Sono le 02.23 real time, si chiude la connessione e si pone fine a questa bella avventura. Uno speciale riconoscimento a tutti i partecipanti, sia quelli che hanno vissuto l’esperienza per qualche minuto che quelli che l’hanno vissuta per intero. Ci rivediamo alla tratta di ritorno. Francesco Mele, Crespadoro (VI).

 

Cronaca della Seconda Tappa: Damasco - Parigi
di Franco Mele

 

E’ con un po’ di amaro in bocca che chi vi scrive racconta la storia di questa bella impresa di simulazione aeronautica. Per i soliti motivi tecnici, internet è anche questo, ho potuto solo parzialmente partecipare alla tappa di ritorno, ma l’emozione e la soddisfazione ottenuta è e resterà qualcosa di esaltante. Ripercorrere un evento storico è di per se qualcosa di emozionante, è un tuffo nel passato, è come appropriarsi di qualcosa che è appartenuto ai nostri avi. E’ come rivivere, in una forma trascendentale e mistica, sensazioni e sentimenti non più dei nostri giorni: cose perse, non palpabili ma che fanno parte della nostra storia, quella più intima, e della nostra anima. Chi come me è appassionato di aeronautica non può prescindere dalla storia della stessa. Pensate cosa doveva essere agli albori del volo umano, sedersi sui quei sedili, quali emozioni, quali paure. La tecnologia era ancora giovane, ma il sogno, il GRANDE SOGNO, si era avverato. Ognuno di quei mitici piloti, con le loro cuffie di pelle ed occhialini, doveva sentirsi particolare. Ognuno di loro impersonificava, a secoli di distanza, la figura di ICARO. Ma veniamo alla nostra impresa. IL PROTAGONISTA Il nostro simpaticissimo “oggetto” sopra raffigurato è stato, forse, il miglior aereo Made in Italy. Nella sua versione Corsa, quella della foto, è stato il protagonista della maratona.

Della prima tappa ho già documentato in precedenza, una specie di cronaca, della seconda tappa di cronaca ne posso fare ben poca, vedi nota all’inizio, ed allora di cosa scrivo? E’ mio desiderio rimarcare gli aspetti più umani e particolari di quest’evento, osservarlo e raccontarlo con un tenore…. se mi consentite un po’ romantico, evidenziare cosa c’è “dietro”, cosa esiste oltre i ratei di salita, le IAS, le rotte etc. etc. Un po’ di cronaca. Il Comandante Lanti mi dice che intorno alle 14.00 ora locale quattro SM79 partono da Damasco alla volta di Le Bourget. Il volo sembra sia stato regolare, solo problemi con BFC, ma ci vuole altro che un BFC grippato a fermare i nostri eroi! Soffro per non aver vissuto quel decollo, e poi Damasco con tutta la sua storia……. va bene è meglio non pensarci. Sono le 21.00 circa di Domenica 14 Maggio 2000 quando riesco a collegarmi in rete, sono a Ronchi dei Legionari, pronto a decollare sulla 9 e con il mio SM79 in moto. Per telefono, massacrando il povero Lanti già nei guai per le bizze di BFC e del Multiplayer ed ai comandi del SM79 LaMaTe, cerco di seguire, disperato, gli eventi del volo. Sono fuori casa quando mi dice che sono su Sarajevo ed allora……., corri vecchio Franco, prega che il tuo Provider si sia rimesso a funzionare così incontri i tuoi amici sui cieli del Friuli. E’ così è stato. Li contatto, Luca mi fornisce la time di volo (12.15 circa), altitudine (15000 ft) e IAS (179). Sono a due passi da Ronchi, tutta manetta e decollo. Durante la salita iniziale li vedo passare sulla sinistra, virata dolce a destra e mi accodo. Che sensazione strana quando vedo tutte quelle sigle nel cielo, ho avuto l’impressione di essere con il naso all’insù ad osservare quelle rosse macchie rombanti e con i miei cari amici dentro. Sono basso e un pochettino indietro, debbo chiedere al mio Corsa il massimo, il carburante è giusto quello per arrivare a Le Bourget e fare un po’ di holding. Finalmente li raggiungo. Che spettacolo, i miei amici sono da 8 ore e più in volo, sicuramente stanchi e sfiniti dai problemi di collegamento. Ci si “parla” in BFC (malissimo) e soprattutto ci si scrive continuamente sulla finestra Chat di Fs98. Posizioni, speed, altitudini tutto il necessario a stare vicini e compatti per raggiungere la meta, ma anche dell’altro. Stiamo volando sul serio e con la massima attenzione, giuro che tutto penso ma non di stare con una game-cloche in mano e davanti ad un PC, piuttosto mi par di sognare. Il piano di volo recita asetticamente: Saint Dizier-Coulommiers-Charles de Gaulle-Le Bourget non dice però che dopo Coulommiers, ed a bassa quota (1500 ft) seguiremo la Senna, ci godremo la vista di Parigi e della sua monumentale torre Eiffel ed infine “taglieremo” la Senna ed atterreremo a Le Bourget sulla 7 o sulla 9. L’ordine di atterraggio è stilato, bisogna stare vicino in formazione, e tra una serie incredibili di istruzioni del tipo , e così via cerchiamo di mantenere la formazione e l’ordine di atterraggio. Ci passo ad un pelo dalla torre……..

E' bellissimo! Mi trovo davanti ad alcuni miei compagni che mi precedono come numero di atterraggio, decido quindi di proseguire ancora un po’ e ritardare la virata per la 9 (è quella che ho scelto come pista) in modo da consentire a Manzella e Steve di atterrare prima di me. Intanto l’aereo presidenziale con a bordo Mattiucci (guarda caso addetto al catering), Temchenko (che fa da secondo) e Lanti ai comandi è costretto a riattaccare, problemi meccanici pare, ed atterrare quasi per ultimo (doveva essere il primo). Qualcun’altro è costretto a fare una riattaccata (se non sbaglio Costa): manetta bloccata e SM79 a 200 IAS fissi (un po’ difficile atterrare eh?). Sento chi doveva precedermi che annuncia pista libera, sono già in virata per la 9 qualche minuto ed atterro. Ci diamo appuntamento vicino alla torre in attesa dell’ultimo...

Dite un po’ dopo tanta fatica, oltre 10 ore di volo non è un bel quadretto? .

 

COME CI SI SENTE? Già, ma cosa si prova a partecipare a queste pazzie? Non è facile spiegare e per capire bisogna valutare gli eventi con più profondità. Chi ha goduto e sofferto di quest’avventura sono stati amici, chi già da prima, chi lo è diventato durante. Onore ai grandi: Mattiucci e Simba, Lanti, Temchenko, Martini, Dell’Acqua e Costa per la prova di durata. Onore anche a chi non ha voluto mancare, fosse anche per pochi minuti, a vivere questa emozione. Li cito tutti sia quelli della prima che della seconda tappa: Gazich, Caputo, Manzella, Beretta, Mandelli, Ravasini, Piraino, Cattozzo, Andronico, Cernicchiaro, Rizzo, Collecchia, Corsini, Bassi e spero di non aver dimenticato nessuno. E’ impressionante come un PC ed un simulatore possano essere mezzo di tante emozioni e sentimenti. Quando stai li seduto sulla tua seggiola, con il monitor davanti e decidi di partecipare alla Istres-Damasco-Parigi succede la magia: improvvisamente il rumore del motore ti prende, lo senti nelle ossa, hai quasi la sensazione che il tuo sedere vibri, pensi di sentire spifferi sulla gambe (qualcuno lo ha pure detto!), il paesaggio ti sembra vero e pure la paura è vera: devi stare attento, vicino ai tuoi amici ma senza rischiare la collisione, il tutto moltiplicato per 10 ore!. Devi sentire le istruzioni, controllare a vista, decollare in tempo e preparato, atterrare quando ti tocca, in verità ha poco di virtuale tutto ciò. E’ una esperienza vera, vissuta con patos e impegno, condivisa con gente a cui vuoi veramente bene e ti senti inorgoglito per questo. E’ qui forse che si cela il segreto, gli Amici. Aver intrapreso questa iniziativa con gente che stimi, a cui poni affetto e che ti sono cari, avrà dato valore aggiunto, sarà stata la differenza fra una, seppur complessa e difficile, impresa tecnica ed una avventura mozzafiato. Non scorderò mai i brividi nell’osservare l’alba della prima tappa, i colori di Fs98 sembravano altri, veri. Non scorderò nemmeno le comunicazioni ed i silenzi: le prime mai una volta fuori binario, i secondi magici, veri e propri momenti di riflessione. Queste sono nello stesso tempo esperienze di volo simulato ed esperienze di vita, vissute con persone, suoni ed immagini……..

Cosa è la nostra passione, ci consente anche questo! Il racconto giunge al termine, non è uno stilato tecnico ne' un giornale di bordo. E’ solo un tentativo di trasmettere emozioni vissute e sentite sulla pelle. So che c’è chi vede il simulatore solo sotto l’aspetto ludico o chi solo ed esclusivamente sotto il rigore tecnico. Ma questo mondo non è solo bianco o solo nero, e multicolore, come il mondo reale che ci circonda. Dietro un volo in rete, dietro un Mail List, dietro la Istres-Damasco-Parigi ci sono persone, giovani e meno giovani (come il sottoscritto) e spesso eccezionali. Nell’augurare a tutti di vivere prima o poi queste esperienze, attenti alle notizie, a presto ne inventeremo un’altra, e sarà come questa una grande avventura.

Franco Mele

 

Commento del Presidente e Webmaster, Giangiusto Mattiucci:

Voglio qui pubblicamente ringraziare l'amico Franco Mele per il grande contributo dato ad AirBrixia VA, con la stesura di questo commento alla bella avventura della Istres-Damasco-Parigi.... L'amico Franco ha dato prova delle sue doti di narratore, ma soprattutto credo che abbia esattamente descritto le meravigliose sensazioni che tutti abbiamo provato durante questo meraviglioso volo.... Un grazie di cuore ed un abbraccio fraterno a Franco... Colgo inoltre l'occasione per ringraziare anche tutti i partecipanti al volo Istres-Damasco-Parigi... Vorrei che tutti i partecipanti mi inviassero un report, con l'ammontare approssimativo del tempo di volo che hanno trascorso con noi, in modo da poterlo considerare nel roster piloti nella Categoria Classic.... Vi e' quantomeno dovuto!!! Grazie ancora!