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  araldica, genealogia, nobiltà, ordini cavallereschi, storia, diritto e tradizioni nobiliari
giovedì 11 maggio 2006
 

Regno d'Italia



INDICE DELLE SEZIONI



Supremo Ordine della Ss.ma Annunziata Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Ordine Militare di Savoia Ordine Civile di Savoia
Ordine della Corona d'Italia Ordine Coloniale della Stella d'Italia
Ordine al Merito del Lavoro Ordine Civile e Militare dell'Aquila Romana
Ordine al Merito di Savoia

Regno Italiano di Albania

Ordine della Besa Ordine di Scanderbeg


Ordine Supremo della Santissima Annunziata
(sito ufficiale)

Deriva dall'Ordine del Collare che secondo il Sansovino sarebbe stato fondato nel 1362 da Amedeo VII. La prima investitura si tenne nel 1364 ad Avignone e durante la cerimonia furono concessi i primi collari, che furono 15 in ricordo delle 15 allegrezze della Beata Vergine Maria. L'Ordine del Collare era riservato ai nobili più illustri e fedeli al Sovrano e una regola statutaria prevedeva che tutti gli insigniti, incluso il Gran Maestro, fossero considerati pari e si chiamassero fra loro "fratelli".
L'insegna era un gioiello composto da tre nodi di Savoia intrecciati, che rappresentavano la Santa Trinità, il quale pendeva da un collare in origine composto da un semplice cerchio d'oro, recante 4 scritte "FERT", che a volte ogni insignito personalizzava con l'aggiunta di elementi decorativi.
Amedeo VIII, primo Duca di Savoia, diede la prima regolamentazione ufficiale dell'Ordine e della sua decorazione stabilendo che nel collare fossero alternati i nodi di Savoia con la scritta "FERT" e 15 rose, che ricordano la Rosa d'Oro inviata da Urbano V al Conte Amedeo IV nel 1364 quando gli conferì le insegne di Cavaliere Crociato.
Nel 1518 il Duca Carlo III "il Buono" aggiunse nell'insegna l'immagine dell'Annunciazione ed ordinò che l'Ordine fosse da allora innanzi chiamato Ordine dell'Annunziata. Cinque nuovi collari furono creati per cinque nuovi cavalieri, a onorare le 5 piaghe di Gesù crocifisso. Emanuele Filiberto sancì che il Duca ed il Principe Ereditario non fossero inclusi nel limite statutario dei 20 insigniti.
Carlo Emanuele II nel 1639 portò il requisito per l'ammissione a 5 generazioni di nobiltà per i quattro quarti del candidato,  concesse a tutti i Cavalieri la carica senatoriale e li esentò dalla giurisdizione ordinaria nonché da tasse e contribuzioni.
Re Vittorio Emanuele II con Carta Reale del 3 giugno 1869 aprì l'Ordine anche ai non nobili, purché in possesso di importanti meriti civili o militari. Nella stessa occasione ai Cavalieri fu concesso il trattamento di "cugini del Re" (al quale davano del "tu") e venne altresì conferita la dignità di Grande Ufficiale dello Stato.
Dispose inoltre che gli ecclesiastici e gli stranieri potessero essere ammessi come Cavalieri soprannumerari, e Re Vittorio Emanuele III con R.D. 14 marzo 1924 estese tale deroga anche ai Principi Reali Suoi parenti in linea retta fino al V grado. 
 
Fonti: 
Carta Reale 3 giugno 1869 che modifica gli Statuti dell'Ordine
R.D. 7 aprile 1889 che deferisce al Primo Ministro le attribuzioni per l'Ordine
Statuti attualmente in vigore riveduti l'11 giugno 1985
 
Insegne: 
Grande Collana Piccola Collana Placca



Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
(sito ufficiale)

Amedeo VIII "il Pacifico", dopo aver abdicato in favore del figlio Ludovico, si ritirò nel monastero di Ripaglia e qui fondò la Sacra Milizia di San Maurizio, in ossequio alla un lunga tradizione di devozione sviluppatasi in Savoia verso questo Comandante della Legione Tebana che aveva subito il martirio per opera di Diocleziano. La Milizia, nonostante il carattere religioso, era stata istituita come Consiglio di Stato, ed i suoi membri erano eletti con il parere di quelli che già ne facevano parte.
Il Duca Emanuele Filiberto riformò gli statuti attribuendo all'Ordine i compiti di difendere la Fede contro i pirati saraceni, e di assistere i poveri e gli ammalati. Nel  1572 l'Ordine ottenne l'approvazione del Pontefice Gregorio XIII e l'anno successivo l'Ordine di San Maurizio venne amalgamato con l'antica Milizia di San Lazzaro di Gerusalemme, nato in Terra Santa per la cura e la difesa dei malati di lebbra.
Il Re Carlo Alberto nel 1831 lo suddivise nelle tre classi di Cavaliere (cui si poteva accedere per grazia o per giustizia), Commendatore e Cavaliere di Gran Croce (ambedue limitate). Nel 1839 Egli istituì altresì la Medaglia Mauriziana, che poteva essere concessa esclusivamente ai militari membri dell'Ordine che avessero prestato 10 lustri (50 anni!) di servizio militare, ed era divisa in due classi, una per gli Ufficiali Generali ed una per gli altri Ufficiali e Sottufficiali. Durante la prima guerra mondiale e fino al 1923 essa fu coniata sul bronzo "dei cannoni tolti al nemico".
Vittorio Emanuele II abolì nel 1851 il ceto di giustizia e l'attribuzione di Sacra Religione, e nel 1855 portò le classi a cinque: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore di prima classe (dal 1865 chiamato Grande Ufficiale), Commendatore (di seconda classe), Gran Croce.
Con la proclamazione del Regno d'Italia, l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, pur mantenendo la propria natura di ordine dinastico, fu "prestato" al servizio dello Stato: nel 1929 vennero regolati i conferimenti e nel 1930 fu stabilita la graduatoria delle cariche dello Stato ai fini dell'attribuzione delle varie classi da conferire, seguendo l'esempio della Legione d'Onore francese.
 
Fonti:
R.M. Viglietto 19 maggio 1837 che stabilisce una nuova uniforme
R.D. 20 febbraio 1868 che stabilisce le regole per la concessione delle varie classi
R.D. 24 gennaio 1869 col quale il Consiglio dell'Ordine assume le qualità di Consiglio dell'Ordine della Corona
R.D. 17 novembre 1907 che approva lo statuto fondamentale dell'Ordine
R.D. 16 marzo 1911 che stabilisce alcune norme per il conferimento degli ordini equestri
 
Insegne: 
Cavaliere Dama Ufficiale
CommendatoreDama di Commenda Grande Ufficiale
Cavaliere di Gran Croce Dama di Gran Croce



Ordine Militare di Savoia

Esso Trae origine dall'Ordine dei decorati al Valor Militare istituito da Vittorio Amedeo III nel 1793, caduto in disuso durante il periodo della dominazione Napoleonica per essere successivamente rielevato al rango spettantegli il 1° aprile 1815 da Vittorio Emanuele I. Lo stesso Sovrano, il 14 agosto 1815 lo abrogò assieme alle Medaglie al Valore ed istituì l'Ordine Militare di Savoia con l'intento di creare un'onorifi­cenza da dare in sostituzione a coloro che, combattenti nelle armate italiane di Napoleone, avessero ottenuta la Legion d'O­nore (oppure l'Ordine della Co­rona di Ferro) per meriti mili­tari conservando, al tempo stes­so, il carattere democratico del­la decorazione francese. Aveva come scopo di ricompensare alti meriti militari di soldati semplici e graduati che si fossero distinti "in battaglia, od in altro fatto di guerra" ed era suddiviso inizialmente nelle quattro classi di Milite, Cavaliere, Commendatore e Cavaliere di Gran Croce.
L'insegna consisteva in una croce sabauda, in ar­gento per i Militi e d'oro per gli altri gradi, smaltata di rosso e bian­co, contornata da un serto d'al­loro srnaltato di verde, sorrnon­tata dalla corona reale, e veniva conferita personalmente dal Sovrano alla presenza delle truppe schierate a rendere gli onori militari.
I Militi la portavano infilata in un nastro turchino ed appuntata sul petto, come i Cavalieri il cui nastro era caricato da una rosetta; i Commendatori portavano la croce appesa al collo mentre i Cavalieri di Gran Croce la indossavano pendente da una sciarpa turchina portata a tracolla da destra a sinistra, assieme ad una placca pettorale in argento con al cen­tro uno scudo azzurro circola­re sormontato dalla cifra aurea « VE» e circondato dalla dici­tura « Al Merito ed al Valore ».
Le concessioni dell'Ordine non si sostituivano fra loro, ed era così possibile ottenere due Croci da Cavaliere, o usare congiuntamente l'insegna di una classe con quella di grado superiore.
Gli insigniti di medaglie al valore militare venivano d'ufficio iscritti nell'albo dell'Ordine, e colori i quali erano stati decorati dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro per azioni militari potevano, a semplice domanda, essere autorizzati a portare anche la nuova insegna. Tale facoltà era inoltre prevista anche per gli insigniti della Legion d'Onore o dell'Ordine napoleonico della Corona di Ferro che fossero successivamente divenuti sudditi sabaudi ed avessero prestato servizio attivo nell'Armata Sarda.
Nel 1833 il Re Carlo Alberto, riconosciuto che i titoli richiesti per la concessione dell'Ordine Militare erano troppo severi, ristabì la possibilità di concedere Medaglie al Valore (Oro e Argento) in premio a generosi atti compiuti in guerra ed in pace da militari cosicché l'Ordine cadde in disuso, mentre agli ufficiali si continuò a concedere l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Nel 1855 Vittorio Emanuele II decise di riprendere l'Ordine Militare di Savoia, quale massima ricompensa al merito da attribuire a coloro che, al comando di qualsiasi unità operativa, si distinguessero per spirito d'iniziativa, perizia e valore. L'incarico di studiare una riforma dell'Ordine, su basi sostanzialmente nuove, fu affidato al Generale Giacomo Durando. La riforma Durando previde la concessione dell'onorificenza a italiani e stranieri, per fatti di guerra, per azioni di carattere bellico del tempo di pace e per particolari benemerenze o servizi resi all'Amministrazione militare. La scala gerarchica fu suddivisa nei gradi di Cavaliere, Ufficiale (per gli ufficiali generali e superiori), Commendatore di seconda classe (per i gradi superiori, a colonnelli e capitani di vascello), Commendatore di prima classe (poi in forza del decreto 28 marzo 1857 rinominato Grande Ufficiale, genericamente destinato ad ufficiali generali ed ammiragli)e Cavaliere di Gran Croce (ad ufficiali generali e ammiragli comandanti in capo o di armate, in guerra). A partire dal 1859, poi, fu stabilito che il grado superiore sostituisse quello inferiore.
Anche l'insegna fu variata. La croce patente di smalto bianco con punte triangolari, filettata d'oro, ebbe al centro uno scudetto rosso con con il monogramma reale « VE» in oro, due sciabole incrociate e la data del 1855; sul retro lo stemma sabaudo circondato dalla dici­tura «AI Merito Militare». La stessa croce, contornata da un serto di quercia e alloro, venne infilata in un nastro turchino con banda rossa centrale.
La prima distribuzione delle croci al merito militare coincise con l'intervento piemontese nella guerra di Crimea. In quell'occasione la Gran Croce fu concessa all'Imperatore Napoleone III, al Generale Alfonso La Marmora (capo del corpo di spedizione piemontese), al Maresciallo di Francia Aimable Jean Jacques Pélissier ed al Generale Giacomo Simpson (comandanti d'armata alleati).
L'onorificenza poteva anche essere conferita "sul campo" dal Comandante superiore del militare proposto; ed anche alla Bandiera di reparti distintisi nel corso di azioni collettive, in forze non inferiori al reggimento. Dopo la Prima Guerra Mondiale saranno decorati interi reparti di truppe combattenti. L'Arma di Fanteria ebbe la Croce di Cavaliere con decreto del 5 giugno 1920, ed in conseguenza furono autorizzate a fregiarsi dell'insegna le Bandiere di 237 Reggimenti di Fanteria, 21 di Bersaglieri e 9 di Alpini. Nello stesso conflitto, furono concesse 25 Gran Croci, 31 Grandi Ufficialati, 64 Commende, 186 Ufficialiati e 661 Cavalierati, ad italiani e alleati. In seguito furono decorate le Bandiere dell'Arma dei Carabinieri, della Cavalleria, dell'Artiglieria, del Genio, della Guardia di Finanza, della Marina Militare e 19 Legioni combattenti della M.V.S.N.
Un caso a parte riguarda la concessione, nel 1877, della Croce di Ufficiale «per militari benemerenze nella campagna dell'Italia meridionale» al Deputato Francesco Crispi, unico civile ad esserne mai stato decorato.
 
Fonti:
R.D. 20 aprile 1850 sull'uso degli Ordini della Legion d'Onore e della Corona di Ferro
R.D. 28 settembre 1855 per la riforma dell'ordine
R.D. 28 marzo 1857 che porta a cinque le classi
R.D. 20 ottobre 1894 che sostituisce l'art. 17 degli statuti
Elenco di tutti gli insigniti dell'Ordine al Merito di Savoia, ora d'Italia

Numero delle concessioni:
 
Italiani
1855-1870
1870-1915
1a Guerra Mondiale
1918-1940
2a Guerra Mondiale
Totale
Cav. di Gran Croce
8
3
13
2
2
28
Grandi Ufficiali
34
6
24
7
4
75
Commendatori
66
22
55
13
33
189
Ufficiali
188
21
158
27
87
481
Cavalieri
707
126
616
159
450
2058
Totale
1003
178
866
208
576
2831
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Stranieri
1855-1870
1870-1915
1a Guerra Mondiale
1918-1940
2a Guerra Mondiale
Totale
Cav. di Gran Croce
21
5
12
1
16
55
Grandi Ufficiali
15
0
7
0
10
32
Commendatori
44
0
9
0
20
73
Ufficiali
135
0
28
0
21
184
Cavalieri
320
0
45
1
22
388
Totale
535
5
101
2
89
732
 
Insegne: - Tavola di insieme dei vari gradi
Cavaliere Ufficiale Commendatore
Grande Ufficiale Gran Croce Placca di Gran Croce



Ordine Civile di Savoia
(sito ufficiale)

In linea con il progetto di Vittorio Emanuele I di ricompensare i meriti con premi diversi a seconda del campo in cui erano stati conseguiti, Carlo Alberto istituì nel 1831 l'Ordine Civile di Savoia, destinata a coloro che per professioni utili ed onorevoli, recavano con i loro studi lustro e prestigio alla Corona ed alle Istituzioni.
L'Ordine comprendeva una sola classe e fu accessibile a tutti, indipendentemente dall'estrazione sociale o dalla religione. Il primitivo limite di 40 insigniti, fu portato a 50 nel 1859, a 60 nel 1861 e a 70 nel 1887, per meglio rispondere all'ampliamento del Paese.
 
Fonti:
Regie Patenti 29 ottobre 1831 di istituzione
R.D. 1° ottobre 1850 relativo al conferimento delle decorazioni dell'ordine
R.D. 27 marzo 1887 che aumenta a settanta il numero dei cavalieri
Statuti attualmente in vigore riveduti l'11 giugno 1985
 
Insegne: 
Cavaliere



Ordine della Corona d'Italia

Con il passaggio del Veneto sotto la sovranità italiana alla fine della III guerra di indipendenza, fu restituita al Re d'Italia la corona ferrea che, dai tempi di Carlo Magno, era considerata il simbolo del dominio sulla penisola.
Già Napoleone, proclamatosi Re d'Italia, aveva istituito un Ordine cavalleresco sotto il titolo della Corona ferrea, e lo stesso Imperatore d'Austria, restaurato nei domini del lombardo-veneti, aveva fondato un ordine omonimo.
L'Ordine della Corona d'Italia era destinato a premiare cittadini italiani e stranieri che si fossero resi benemeriti verso la Nazione, la Corona o il Sovrano, i quali potevano essere ammessi in ogni classe, senza dove ricevere preventivamente la croce di cavaliere.
Inoltre l'appartenenza all'Ordine era propedeutica al conferimento dell'Ordine mauriziano, giacché per ricevere quest'ultimo era necessario essere stati insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia.
Con l'avvento della Repubblica, i cittadini italiani che avessero ricevuto l'onorificenza prima del 2 giugno 1946 poterono continuare a fregiarsene, con la particolarità che nei nastrini per militari le coroncine dovevano essere sostituite da altrettante stellette a cinque punte.
Quest'importante ordine, fondato dal primo Re d'Italia, cessò alla morte dell'ultimo Sovrano nel 1983.

Fonti: 
R. Decreto 20 febbraio 1868 N. 4251 col quale è istituito l'Ordine della Corona d’Italia
R.D. 24 gennaio 1869 col quale il consiglio dell'Ordine assume le qualità di Consiglio dell'Ordine della Corona d'Italia
R.D. 17 novembre 1907 che approva lo statuto fondamentale per gli ordini dei SS. Maurizio e Lazzaro e della Corona d'Italia
R.D. 16 marzo 1911 che stabilisce alcune norme per il conferimento degli ordini equestri




Ordine Coloniale della Stella d'Italia

Fu istituito con motu proprio del 18 gennaio 1914, dopo che con la guerra di Libia era iniziata l'avventura coloniale in Africa, al fine di ricompensare i meriti dei regnicoli, specialmente indigeni.
Per questo fu disposto che gli italiani insigniti delle classi di Cavaliere, Ufficiale e Commendatore non potessero superare la metà del numero massimo annuale dei conferimenti che era stabilito in 150 per i Cavalieri, 50 per gli Ufficiali, 20 per i Commendatori, 7 per i Grandi Ufficiali e solo 4 per i Gran Cordoni.
Dopo la perdita dell'Impero ed il mutamento istituzionale l'Ordine non fu mai più concesso.




Ordine al Merito del Lavoro

Fu istituito da Re Vittorio Emanuele III nel 1901 al fine di sostituire le medaglie d'oro e d'argento al merito agricolo, industriale e commerciale istituite da Re Umberto I con R.D. 1 maggio 1898 e giudicate non più idonee a ricompensare il lavoro dei regnicoli in Italia ed all'estero.
Le nomine venivano effettuate con Regio Decreto previa selezione dei nominativi da parte del Ministro dell'Industria sulla base di una lista elaborata da un apposito consiglio.
A fianco poi di quest'ordine, che consisteva in un solo grado che dava agli insigniti gli stessi onori riservati ai Cavalieri degli altri Ordini, fu istituita la "Stella al Merito del Lavoro", decorazione che veniva conferita per meriti di anzianità ai lavoratori manuali che avessero dato prova di particolare perizia, dedizione e fedeltà.
L'Ordine al Merito del Lavoro e la relativa Stella furono poi mantenuti dalla Repubblica Italiana.

Fonti: 
R.D. 30 dicembre 1923 che modifica gli statuti dell'Ordine
 
Insegne: 
Cavaliere Stella al merito del lavoro



Ordine Civile e Militare dell'Aquila Romana

Fu istituito da Re Vittorio Emanuele III il 14 marzo 1942 al fine di ricompensare gli stranieri che, civili o militari, avessero acquistato benemerenze verso l'Italia.
Consisteva nei soliti cinque gradi, divisi in classe civile e classe militare, a cui si aggiunse un sesto grado quando, nell'agosto 1942, i Cavalieri di Gran Croce furono divisi in classe d'oro e classe d'argento. Quest'ultima modifica (invero piuttosto originale) si accompagnò all'istituzione di due medaglie al merito, d'argento e di bronzo.
Fondato dal Re Imperatore che ne aveva riservato il Gran Magistero a Sé ed i Suoi Discendenti, quest'ordine di chiara matrice fascista fu dal Regno abolito con decreto luogotenenziale 5 ottobre 1944.
Esso continuò tuttavia ad essere conferito dalla Repubblica di Salò.

Fonti: 
R.D. 14 marzo 1942 che istituisce l'Ordine dell'Aquila Romana
 
Insegne: 
Cavaliere Ufficiale Commendatore (mil. e civ.)
Grande Ufficiale (mil. e civ.) Gran Croce (mil.) Placche d'Oro e d'Argento
Medaglia di Bronzo (mil. e civ.) Medaglia d'Argento (mil. e civ.)



Ordine al Merito di Savoia

Non si tratta per la verità di un'onorificenza del Regno d'Italia ma di un Ordine dinastico istituito nel 1988 da S.A.R. il Principe Reale Vittorio Emanuele per ricompensare uomini e donne benemeriti verso Casa Savoia.
I gradi sono i soliti cinque per i cavalieri e tre per le dame (Dama, Dama di Commenda, Dama di Gran Croce). La decorazione, che ricorda un po' quella dell'Ordine Civile di Savoia, pende da un nastro azzurro attraversato da una striscia bianca posta al centro.
Alla data del 1° gennaio 2000 gli insigniti erano ben 1453, a dimostrazione della devozione e della fedeltà che in tanti provano per la Real Casa.

Insegne: 
Cavaliere



Regno italiano d'Albania


Ordine della Besa

In seguito all'unione della Corona di Albania con quella di Italia vennero a confluire nel patrimonio cavalleresco italiano due nuovi ordini, il più importante dei quali era quello della Besa ovvero della "fedeltà" al Sovrano ed alla Patria.
Paragonabile per importanza all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, l'Ordine della Besa era diviso nelle consuete cinque classi le cui insegne adattate al nuovo ordinamento con l'aggiunta dei fasci littori e di una coronetta circolare formati da nodi di Savoia alternati da rosette d'oro e con all'interno il motto "FERT". Particolarissime le insegne per i Cavalieri Ufficiali ed i Grandi Ufficiali, consistenti in un'aquila montata a spilla da portare sul petto a mo' di placca.

Insegne: - Tavola di insieme dei vari gradi
Cavaliere Ufficiale Commendatore
Grande Ufficiale Placca per Gran Croce  



Ordine di Scanderbeg

Trae il nome dal famoso Giorgio Castriota (1414-1507), eroe nazionale albanese che combattè per liberare il proprio paese dalla dominazione turca meritando, per il proprio ardimento, il soprannome di "Scanderbeg" (da Alexander) richiamante le gesta di Alessandro Magno.




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