RAGE: FURIA PRIMITIVA - MILLENIUM STORM
By maxena
INSEMINOID: UN TEMPO NEL FUTURO - STORM VIDEO
By maxena
IL PAESE DEL SESSO SELVAGGIO - RARO VIDEO
By maxena
LONG TIME DEAD - UNIVERSAL
By maxena
EVIL DEAD 2: BOOK OF THE DEAD EDITION - (SPECIAL LIMITED EDITION) ANCHOR BAY ENTERTAINMENT (USA)
By Za-lamort
ULTIMO MONDO CANNIBALE - (LIMITED EDITION 500 COPIE) X-RATED
By claudio paone
DEAD DOLL - LIONS GATE
By claudio paone

LUCIO FULCI


INTERVISTA A TAKASHI MIIKE
INTERVISTA A SERGIO BLASCO
INTERVISTA A EDWARD EVERS-SWINDELL


DARIO ARGENTO (1940 - )

Biografia
Dario Argento nasce a Roma, il 7 settembre del 1940 da una famiglia da sempre immersa nell'ambiente artistico e cinematografico. Il padre, Salvatore, ed il nonno vantano lunghe esperienze di produttori per la Unitalia Film; la madre Elda Luxardo, brasiliana, è una prestigiosa fotografa di moda, il fratello Claudio è un affermato pubblicitario presso numerose case di produzione americane. Il giovane Dario respira aria di cinema sin da bambino ma, paradossalmente, la cinepresa sembra l’ultima cosa a cui possa sentirsi interessato. Di carattere agitato, estremamente sensibile, comincia da subito a manifestare tutta una serie di complesse caratteristiche della personalità che, sin dal suo primo lavoro ufficiale, si riveleranno appieno agli occhi dello spettatore attento. Di spiccata attitudine umanistica, frequenta il liceo classico ma, per una forte incomprensione con uno dei docenti, decide di abbandonare la scuola al secondo anno in corso per fuggire di casa. Ad appena sedici anni è a Parigi, solo. Vive di espedienti; senza una dimora fissa, arrangiandosi con mille mestieri scopre in prima persona la realtà dei clochards, che gli lascerà una profonda traccia interiore. Rientrato in Italia l’anno successivo, già si avverte in lui un cambiamento. Sente l’impulso di scrivere (una attitudine innata), ma inizialmente non di cinema. Comincia da zero presso “Paese sera”, partendo dalla tipografia, fino ad arrivare ad essere il vice della prima penna per la rubrica di cinema e spettacolo. Con la sua predisposizione fortemente critica, passa al setaccio tutto quello che esiste nel panorama cinematografico del periodo, difendendo a spada tratta soprattutto le produzioni di genere (western, giallo), in contraddizione con la critica ufficiale allora vigente. La scintilla sta per scoccare…

Alcune immagini del regista

Politicamente di sinistra in un fervente sessantotto, il giovane Argento è un frequentatore assiduo e competente di tutte le sale cinematografiche romane; il tutto, accompagnato dal suo fervore critico, lo porta ad essere sempre più notato ed apprezzato nell’entourage culturale della capitale. Alcune grosse personalità cinematografiche come Sergio Leone e Bernardo Bertolucci iniziano a stringere con lui una cordiale amicizia. Argento, sempre più conscio del suo potenziale cinefilo, decide di scrivere la sua prima sceneggiatura, Scusi Lei è Favorevole o Contrario?(1967). Immediate sono le collaborazioni a prestigiosi script come C’Era Una Volta il West (1968), Metti Una Sera a Cena (1969) e Un Esercito di Cinque Uomini (1969).
In seguito ad un viaggio in Tunisia prende forma l’idea germinale di un thriller, L’Uccello dalle Piume di Cristallo, che viene immediatamente sviluppato sotto forma di sceneggiatura. In questo periodo Argento si sente ancora lontano dall’idea di passare alla regia, anzi sembra aver sviluppato una sorta di idiosincrasia nei confronti dell’ambiente prettamente “non artistico” del cinema (produttori, esercenti), così legato a tutta una serie di turpi meccanismi clientelistici e ipocriti. Decide così di sottoporre lo script de L’Uccello dalle Piume di Cristallo ad un produttore romano, il quale si mostra subito interessato ma manifesta forti dubbi sulla possibilità di successo in Italia di un genere come il thriller. Argento, così graniticamente individualista e geloso delle proprie scelte, crede invece che l’arma vincente del suo lavoro sia proprio l’ambientazione in una grande città italiana, cosa assolutamente originale che sarà in futuro uno dei suoi marchi di fabbrica. Si riprende così la sua sceneggiatura cercando invano altre produzioni, fin quando il padre non decide di dargli un’altra possibilità (mai scelta fu più indovinata). Nasce così una nuova piccola società di produzione, la S.E.D.A. Spettacoli, che ha come cofirmatari proprio il padre Salvatore ed il figlio Dario. In questo momento il giovane ha attorno a se le condizioni ottimali per fare bene: un ambiente familiare a sostenerlo, un budget non alto ma sufficiente se ben amministrato e, soprattutto, la tanto agognata libertà artistica.

Alcune immagini del regista

La scintilla è scoccata, è il momento del fatidico passo alla regia: Argento gira in sei settimane L’Uccello dalle Piume di Cristallo (1970), avvalendosi esclusivamente della collaborazione di giovani amici come Tony Musante nel ruolo del protagonista, e Vittorio Storaro (allora misconosciuto), come direttore della fotografia. Ufficialmente il primo film del regista romano, vagamente ispirato al romanzo Screaming Mimi di Federic Brown, L'Uccello dalle Piume di Cristallo si rivela un thriller genialmente congegnato. Astuto lo script, elegante lo scioglimento del plot finale di stampo hitchcockiano, originale e figurativa la visione registica. Inizialmente ignorato, il film si rivela un successo straordinario, con incassi record di oltre un miliardo. L’anno successivo sarà la volta dell’ingiustamente sottovalutato Il Gatto a Nove Code (1971), altro ottimo thriller che vede come protagonista l’allora celebre Karl Malden (Sulle strade di S. Francisco) in un'ottima performance. Il principale filone argentiano, quello del puro thriller, prosegue lo stesso anno con Quattro Mosche di Velluto Grigio, dove tutta una serie di passioni/ossessioni del regista prendono sempre più forma. Esempio lampante è la musica e i musicisti (il protagonista è un batterista rock), i pretesti scientifici e i traumi infantili. Si chiude così una prima trilogia caratterizzata da questo “bestiario”, simbolo della prima era argentiana.
Intanto il regista continua a vivere un’inquietudine di fondo anche nella vita privata: sposa e si separa quasi subito dalla moglie Marisa Casale, con la quale ha una bambina, Fiore.
E’ il 1973, l’anno de Le Cinque Giornate, unico esperimento della carriera del regista non legato agli stilemi thriller/horror. Nonostante il soggetto tratti di rivoluzione e di Risorgimento nella Milano del 1848, Argento tratta il genere storico-politico come qualcosa di assolutamente “anti” storico e poco politico. I protagonisti sono due famosi interpreti della commedia italiana (Celentano e Cerusico), e la valenza filmica è quasi esclusivamente incentrata sull’estetica dell’immagine e sulla forzatura del linguaggio. Film poco apprezzato sia a destra che a sinistra, scatena una polemica contro il regista, accusato di aver portato con scarsi risultati i suoi numeri da B-movie in un contesto colto ed intellettualistico. I cori di tifosi del thriller si schiereranno comunque a suo favore, consigliandogli di tornare a terreni a lui più congeniali.

Alcune immagini tratte da L'Uccello dalle Piume di Cristallo

Il suggerimento viene accolto immediatamente. Lo stesso anno il regista curerà per la televisione una serie di quattro episodi dal titolo La Porta sul buio. Suoi sono soggetti e sceneggiature di due episodi: Testimone Oculare e Il Tram (quest’ultimo lo vede anche in veste di regista, con lo pseudonimo di Sirio Bernadotte). Il risultato è buono; quest’esperimento sarà utile ad Argento per adattare i consueti ritmi e meccanismi del giallo ad un format televisivo, ammorbidendo i toni più gore usati nei tre film precedenti.
Siamo nel 1975, probabilmente l’anno artisticamente più importante nella carriera del regista. Profondo Rosso vede la luce, film di una complessità e di una corposità stilistica senza precedenti. Molti urlano al miracolo, ma l’incontenibile talento del regista aveva già dato evidenti segni di presenza nei tre thriller precedenti. Per Profondo Rosso, però, sembra davvero che Argento superi sè stesso, in un tripudio di virtuosismi registici, terrorizzanti colpi di scena, voyeristiche e coreografiche uccisioni, straordinarie musiche. Profondo Rosso è probabilmente la vetta somma, l’apice supremo di quello che è Dario Argento, oramai ufficialmente considerato un maestro del brivido.
Con questo film inizia anche la relazione, sentimentale ed artistica, con l’attrice fiorentina Daria Nicolodi, dalla quale avrà la figlia Asia.
Saturo di una serie di lavori così fortemente incentrati sul razionalismo più spinto, su assassini mossi da moventi così psicologici e, a volte, freudiani, Argento sposterà il suo focus creativo sull’orrore puro. Dopo un ispirante viaggio in Europa centrale vede così la luce Suspiria (1977), straordinario e favolistico horror dai risvolti sovrannaturali e stregoneschi. Eccezionale sul piano visivo, Suspiria è un vera e propria favola nera ambientata in una sinistra scuola di danza tedesca. Il film inaugurerà definitivamente un vero e proprio stile "argentiano", quello del thriller fantastico, acclamato e copiato in tutto il mondo. Inizia probabilmente da qui, per Argento, l’approccio fortemente distaccato ai nessi logici e coerenti del plot filmico, rendendo il suo stile ancora più personale e riconoscibile.

Da sinistra la Locandina de Il Gatto a Nove Code e due immagini tratte da Quattro Mosche di Velluto Grigio

Primo capitolo di una trilogia incompleta, sarà seguito dal gotico e claustrofobico Inferno (1980), magniloquente horror di chiave forse ancor più onirica. Con una maestosa colonna sonora firmata da Keith Emerson, carico di riferimenti occultistici e letterari, Inferno è ambientato in un'altra inquietante metropoli: New York. Dopo questi due straordinari e spaventosi horror, il regista romano riprende la strada per lui forse più istintiva, quella cioè del thriller razionale. Il 1982 sancirà il ritorno a questo genere con Tenebre, dove i meccanismi del giallo vengono ancora una volta (e sempre di più) stravolti, manipolati e personalizzati in funzione delle ossessioni argentiane. Ancora una volta ottimo il risultato, Tenebre sarà considerato da molti uno dei migliori thriller del regista romano.
Dopo una pausa di tre anni, sarà la volta di Phenomena (1985): splendido esempio di come il fantastico ed il paranormale possano (ir)rompere (ne)i meccanismi del giallo con un'eleganza ed un controllo della tensione straordinari. Phenomena, tra raggelanti trovate ed una suggestiva ambientazione elvetica sarà un’altra favola “nera” della collezione argentiana, di straordinaria efficacia visiva e di disturbante orrore simbolico.
Intanto Argento attraversa un brutto periodo personale: il teatro Sferisterio di Macerata gli nega la regia del Rigoletto di Verdi, a causa delle eccessive libertà stilistiche che il regista voleva prendersi sul libretto dell’opera. Nel mese di giugno, nel corso di un'inchiesta sull’uso di stupefacenti nel mondo dello spettacolo, viene trovato in possesso di una dose di hashish e finisce in carcere, assieme alla compagna Daria Nicolodi. Dopo due giorni verranno entrambi rilasciati, ma poco dopo ci sarà la rottura della relazione tra i due.
Nell ‘87 cura una nuova serie di nove episodi horror per la televisione, in onda nella trasmissione Giallo, di Enzo Tortora (RAI, in prima serata). Il concept piuttosto truculento degli episodi rende, però, arduo il consenso dei dirigenti RAI e di un pubblico televisivo ancora non avvezzo allo splatter puro. Immediata sarà quindi la rottura, sia dalla emittente televisiva che dallo stesso Tortora.

Alcune immagini tratte da Suspiria

Queste brutte esperienze saranno però fonte di ispirazione per i suoi lavori successivi: Opera (1987), thriller ambientato proprio in un teatro (il Regio di Parma) dove si sta preparando il Macbeth di Verdi, ha tutta l’aria di un vero e proprio film-rivincita. Il successo di pubblico non è però sufficiente a salvare del tutto la pellicola. Da questo punto in poi, infatti, la carriera del regista romano sembra subire una lenta e inesorabile inflessione, nella quale il regista sembra imprigionato in una sorta di "loop". Ottime idee (soprattutto visive) sono alternate a soggetti spesso troppo incoerenti, e sceneggiature estremamente deboli sul piano della fruibilità e della scorrevolezza. Nel 1990 ci sarà la collaborazione con l'amico/collega George A. Romero, per Due Occhi Diabolici (Two evil eyes). Partita come una pluri-collaborazione tra grandi nomi come King, Craven, Carpenter e lo stesso Romero, tutti accomunati dalla figura di Edgar Allan Poe, ne risulta alla fine un lavoro a quattro mani. Ad Argento toccherà uno dei più famosi (e sfruttati) racconti dello scrittore di Boston: Il Gatto Nero. I due registi raggranellano alcune buone sequenze nei rispettivi episodi, ma il risultato non sarà all’altezza di nessuno dei due.
I successivi Trauma (1993), La Sindrome di Stendhal (1996) e Il Fantasma dell'Opera (1998) vedono, con alterni risultati, la figlia Asia come protagonista. I primi due film saranno caratterizzati da alcune (poche) sequenze interessanti, e moltissime (gravi) incongruenze nella sceneggiatura e nelle interpretazioni. Il terzo, ennesima trasposizione per il grande schermo del romanzo di Gaston Leroux, contiene alcune suggestive scenografie ed un'interessante visione dell'opera da parte del cineasta romano. Il tutto però condito ancora una volta da molte incoerenze, comicità involontaria, recitazioni scadenti, dialoghi meccanici ed una continua, forzata e sgradevole ricerca della sequenza shock.
Non ho Sonno (2001) sarà da tutti acclamato come il vero grande ritorno argentiano ai fasti di un tempo. In realtà si tratta sicuramente di un buon thriller, di una spanna migliore dei tre precedenti lavori ma, ancora una volta, abbastanza lontano dall’Argento che si era visto fino a Phenomena.
Poco dopo viene coinvolto in un nuovo progetto, Occhiali Scuri, da lui immediatamente abbandonato appena il gruppo Cecchi Gori si impadronisce dei diritti e della distribuzione.



Alcune immagini tratte da Inferno

Nel 2004 uscirà l’acclamatissimo Il Cartaio che, purtroppo, pur contenendo alcune buone idee rappresenta un passo indietro ancora più grande dei precedenti (e deludenti) lavori. Il 2005 vede il maestro alle prese con un giallo per la televisione, Ti Piace Hitchcock?, già completato ma ancora in attesa di uno spazio nel palinsesto RAI. L’ultimo lavoro è un’altra collaborazione in USA, dove il regista firma script e regia di Jenifer, un episodio del serial dell’orrore Masters of Horror, destinato alla tv. Ancora una volta un prodotto appena passabile, al disotto delle incredibili potenzialità dell’autore. Prima dell’inizio della lavorazione Argento aveva dichiarato di voler affrettare la stesura dello script ed anticipare i tempi di produzione rispetto agli altri registi che lavoreranno alla serie. Motivazione ufficiosa: il suo prossimo progetto sarà, per la gioia di tutti gli appassionati, la realizzazione del terzo capitolo della trilogia delle Tre Madri, stavolta ambientato a Roma.
Un bellissimo sogno per tutti i suoi numerosissimi fans, una grande speranza per tutti gli appassionati del grande cinema dello spavento “made in italy”.


 

 

- BACK -

Leggi la recensione di THE RING 2THE RING 2
Leggi la recensione di NICKNAME: ENIGMISTANICKNAME: ENIGMISTA
Leggi la recensione di SLITHERSLITHER
Leggi la recensione di SPECIES: SPECIE MORTALESPECIES: SPECIE MORTALE
Leggi la recensione di EBOLA SYNDROMEEBOLA SYNDROME
Leggi la recensione di IL PATTO DEI LUPIIL PATTO DEI LUPI
Leggi la recensione di KILLING BIRDS: UCCELLI ASSASSINIKILLING BIRDS: UCCELLI ASSASSINI
Leggi la recensione di MONSTER MANMONSTER MAN
Leggi la recensione di DEATH TUNNEL: LA MALEDIZIONE - DOSSIERDEATH TUNNEL: LA MALEDIZIONE - DOSSIER
Leggi la recensione di ZOMBIE HONEYMOONZOMBIE HONEYMOON
Leggi la recensione di FEAR OF THE DARKFEAR OF THE DARK

Vuoi essere aggiornato sulle novitą del Container?
Iscriviti Cancellati

MARIJUANA
By Vergerus
COME SE FOSSI MORTA
By Bigio
I PROMESSI MORTI
By claudio paone
VUOTI
By Nero Late
UOMO MANGIA UOMO
By screaming mad matt
UN TEMPO DA LUPI
By fra
IL TELEFONO
By clodsky


MASTERS OF HORROR

Contattaci | Collabora | Area Redazione | Dicono di noi | Fatti Conoscere

Copyright © ACTARUS 2004 Created by ACTARUS Vietata la riproduzione anche parziale

Risoluzione Consigliata 1024*768
Tutti i contenuti originali presenti nel Sito, sia di carattere grafico che testuale, sono copyright della ACTARUS.IT. Qualsiasi tentativo di riproduzione o utilizzo a qualunque finalitą, salvo consenso dei legittimi proprietari, verrą considerato violazione dei Diritti d'Autore.