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L'Immagine di Sanremo
1955: Sanremo anche da guardare
di Alida Cappellini e Giovanni Licheri - Gianluca Nicoletti
est3

Con l'inizio delle trasmissioni televisive, si inaugura anche l'epoca del play-back: Villa ammalato di faringite, a letto, e la sua canzone, vincente, in tv.

Nulla si concede allo spettacolo: fiori, lo smoking per i partecipanti uomini e controllatissimi abiti da sera per le signore cantanti che, nel limite delle loro possibilità estetiche, dovevano apparire tutte delle brave ragazze o brave mogli, come le donne che si cantavano nelle canzoni,ricordiamoci della commissione di controllo che nasce con la nascita della televisione e che controllava anche gli abiti da sera delle cantanti .

Prima timida trasgressione, attraverso una canzone del nascente astro Modugno nel 1956 che, finalmente, canta una bellezza femminile discutibile: la Gigi di "Musetto" concede elogi affettuosi ad una donna non certo fidanzata d'Italia, futura sposa e madre di famiglia.

E poco dopo ecco a scandalizzare per parole, per voce e per gestualità la donna interpretata da Jula De Palma. "Edera", immagine quanto mai trasgressiva di femminilità sensuale e sessuale .

Tutti d'accordo, vecchie e nuove generazioni. Si scomodano le immagini di Marc Chagall per descrivere il mondo dipinto di blu che canta Domenico Modugno, entrano idee nuove, gestualità nuove,e una nuova parola: "Cantautore". La libertà di esprimere nuovi concetti nella canzone che non siano quelli del sentimentalismo fino ad allora dominante.

Tratto da: "La parte dell'occhio: Estetica in Tv - L'immagine di Sanremo". Si ringrazia la Direzione di Rai Educational per la gentile concessione.


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