testata
Sections

contenuti

Sei in: Home  >  Servizi per il cittadino  >  Mangiare bene per vivere sani  >  guida a una corretta alimentazione

Linee guida per una sana alimentazione


Scarica le linee guida

 

Prefazione


La 3a edizione delle Linee Guida per una sana alimentazione italiana desidera testimoniare l’attenzione e la partecipazione con cui il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali vuole essere accanto al cittadino, fornendo, attraverso le conoscenze scientifiche, una maggiore consapevolezza nelle scelte alimentari.
La sana alimentazione è uno degli elementi fondamentali per il mantenimento e la tutela della qualità della vita dei cittadini che rappresenta un fattore immateriale di grandissima importanza, radicato, però, nella concretezza della vita quotidiana, alla quale, ovviamente, appartiene anche il cibo. La qualità della vita costituisce uno dei parametri essenziali e irrinunciabili che identificano il livello di civiltà di un popolo e il suo valore non è inferiore a quello dei parametri economici spesso riportati, in modo esclusivo, per caratterizzare il “peso” delle Nazioni. È quindi una funzione imprescindibile delle Istituzioni avere cura di tutti i fattori, nessuno escluso, che partecipano alla tessitura di quella grande rete di rapporti strettamente interconnessi che costituisce una comunità di popolo. In quest’ottica risulta di massima importanza fare chiarezza.
Troppe volte le famiglie si sono trovate disorientate di fronte all’enorme mole di informazioni, spesso discordanti, sulle scelte alimentari. In una tale situazione occorre che le Istituzioni intervengano con l’autorevolezza che deriva dalla scienza e svolgano il loro imprescindibile compito informativo e formativo.
Da qui la necessità di uno strumento “super partes”, in grado di fornire indicazioni precise e credibili ai cittadini, e di incidere davvero sui comportamenti quotidiani in campo alimentare. Questa è la base essenziale per migliorare il benessere inteso in senso globale, e quindi la qualità della vita a cui abbiamo fatto riferimento, prevenendo così anche l’insorgere di patologie. Agricoltura e cibo nelle Nazioni di antica storia sono legati da un rapporto inscindibile, che contribuisce a delinearne il volto identitario, cioè la loro specificità: il mondo rurale è strettamente legato alle tradizioni alimentari, e quindi culturali. La vocazione agricola dell’Italia rende tale vincolo ancora più importante e profondo che in molte altre Nazioni. Questo è solo il primo passo in un percorso coerente che il nostro Ministero intende portare avanti, affinché si diffonda sempre più una cultura della sana alimentazione nella nostra comunità nazionale.



Gianni Alemanno
Ministro delle Politiche Agricole e Forestali

Introduzione


Gli alimenti di cui disponiamo sono tantissimi, e molte sono anche le vie per realizzare una dieta salutare nel quadro di uno stile di vita egualmente salutare.
Ognuno ha quindi ampia possibilità di scelte.
Negli ultimi decenni Istituzioni pubbliche e Organismi scientifici hanno dato vita, nei principali Paesi del mondo, a Linee guida o Direttive alimentari. E nella stessa direzione si sono mosse le principali Agenzie internazionali che si occupano di alimentazione e salute.
In Italia, fin dal 1986 l’INRAN si è fatto carico di tale iniziativa e, con la collaborazione di numerosi rappresentanti della comunità scientifica nazionale, ha predisposto e successivamente diffuso le prime “Linee guida per una sana alimentazione italiana”. Nel 1997 con analoghe modalità è stata predisposta la prima revisione, cui segue la presente revisione 2003.
Il motivo per il quale le Linee guida vengono compilate e diffuse in milioni di copie è proprio quello di fornire al consumatore una serie di semplici informazioni e indicazioni per mangiare meglio e con gusto, nel rispetto delle tradizioni alimentari del nostro Paese, proteggendo contemporaneamente la propria salute.
Per far questo sono chiamati a collaborare studiosi appartenenti a varie istituzioni scientifiche e accademiche italiane, in grado di affrontare, con le loro differenti competenze, tutto l’arco delle varie problematiche riguardanti la nutrizione.
Destinatario e ragion d’essere delle Linee guida è quindi l’universo dei consumatori, al quale le Direttive sono indirizzate e dal quale devono poter essere agevolmente comprese e utilizzate, per realizzare un’alimentazione sana ed equilibrata, garantendosi più benessere e salute senza dover mortificare il gusto e il piacere della buona tavola. E tutto ciò evidentemente è più facile per coloro che conservano abitudini alimentari tradizionali del nostro Paese, vale a dire un uso frequente di cibi meno densi di energia e più ricchi di sostanze utili.
L’opportunità e la necessità di una periodica revisione di queste come di altre Linee guida, pur nel solco della continuità con le precedenti edizioni, sono facilmente spiegabili.
Il primo motivo è quello del necessario aggiornamento in base alla continua evoluzione delle conoscenze scientifiche circa il ruolo dei singoli nutrienti e di vari componenti minori, e i relativi bisogni e rapporti reciproci nell’ambito di una dieta equilibrata. Il secondo motivo è certamente quello del mutamento dei consumi, delle abitudini e degli orientamenti alimentari e degli stili di vita, nel quadro di una società che dimostra sempre più attenzione alle correlazioni fra alimentazione e salute, ma che contemporaneamente vede aumentare sia le patologie legate a una dieta abituale eccessiva e/o squilibrata, sia la confusione e la disinformazione circa ruoli e funzioni di alimenti e di nutrienti. E tutto ciò avviene nonostante l’impressionante crescita della massa di informazioni dirette al grande pubblico, veicolate da un sempre maggior numero di canali, anche molto innovativi.
Sono proprio questi motivi a rendere ancora più pressante l’esigenza di mettere a disposizione del consumatore uno strumento, come le Linee guida, che sia garantito dalle istituzioni scientifiche, che sia aggiornato nei suoi contenuti ma anche sempre più funzionale rispetto ai tempi che cambiano, e che sia facilmente comprensibile e utilizzabile nonché capace di fornire, accanto a pratiche indicazioni (riassunti particolarmente nei “come comportarsi”, nelle “false credenze su...”, ecc.), anche informazioni di carattere più spiccatamente tecnicoscientifico.
La revisione 2003 delle Linee guida si rivolge pertanto sia a chi desidera avere semplici chiarimenti sugli aspetti-base dell’uso degli alimenti per la vita quotidiana, sia a chi si aspetta di trovare nelle nuove Linee guida anche maggiori approfondimenti di tipo scientifico, senza essere costretto a ricercarli consultando altre pubblicazioni. La maggiore novità rispetto alle edizioni precedenti è certamente rappresentata dall’ampliamento dell’arco dei temi trattati, con l’inserimento di tre nuove Direttive destinate a rispondere all’esigenza di una maggiore completezza rispetto ai problemi e alle domande che il consumatore comune oggi si pone in tema di nutrizione.
La prima delle tre nuove Direttive è quella che affronta la questione del bilancio idrico del nostro organismo, dei bisogni di acqua e delle funzioni che essa svolge, e anche delle numerose false credenze che circondano questo nutriente fondamentale.
La seconda “nuova” Direttiva è quella che esamina problemi particolari dell’alimentazione di alcuni gruppi di popolazione “speciali” in quanto caratterizzati da esigenze nutrizionali specifiche, e per questi motivi più “vulnerabili”. Si tratta di bambini, adolescenti, gestanti, nutrici, donne in menopausa, anziani, una quota di popolazione, quest’ultima, in forte aumento. Sulle modalità di una corretta alimentazione di tutti questi soggetti esiste nella conoscenza comune una notevole confusione di idee: da qui l’opportunità di parlarne in modo particolareggiato nell’ambito delle Linee guida.
La terza “nuova” Direttiva riguarda i problemi della sicurezza alimentare, con speciale riferimento a quella domestica. Infatti, ferma restando la grande responsabilità delle Istituzioni pubbliche nel formulare regole e prevedere controlli per tutta la filiera agro-alimentare (e la creazione di una Agenzia europea dedicata alla sicurezza alimentare ne è la prova), si è ritenuto utile e opportuno stimolare anche la responsabilità e la partecipazione individuale, dal momento dell’acquisto degli alimenti alle fasi di preparazione e di conservazione degli stessi, poiché è provato che gran parte degli incidenti e dei problemi di tipo igienicosanitario si verificano proprio nella cucina di casa.
La revisione 2003 delle Linee guida presenta anche l’aggiornamento e l’inserimento di nuove tabelle e dati su vari temi, compreso l’elenco di “porzioni standard italiane” la cui corretta valutazione da parte del singolo è di importanza fondamentale se si vuole riuscire a realizzare una buona alimentazione.
Il raggiungimento dell’obiettivo, così importante, di un più corretto comportamento alimentare da parte del maggior numero possibile di italiani può essere conseguito solo con una migliore informazione e con una migliore conoscenza – basate su dati obiettivi e scientificamente convalidati – da parte dei consumatori.
Il consumatore italiano in particolare, gode oggi della disponibilità di un’ampia gamma di prodotti dotati di ottime caratteristiche, tanto quelli della tradizione quanto quelli offerti da un settore produttivo agro-industriale che ha già dimostrato di volersi orientare in coerenza con le indicazioni via via fornite dalle precedenti Linee guida. È quindi fondamentale imparare ad usare gli alimenti disponibili nel modo più corretto, ed è proprio per questo, lo ribadiamo, che vengono predisposte le Linee guida. In questa ottica anche il settore della ristorazione collettiva può svolgere un ruolo di particolare importanza, sia producendo e distribuendo pasti nel rispetto delle indicazioni delle Linee guida, sia diffondendo ai propri utenti un’informazione alimentare coerente con i principi contenuti nelle stesse Direttive.


Per suggerimenti e segnalazioni: