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Cosimo Export

Ucraina 



Informazioni Generali
Superficie: 603.700 Kmq

Popolazione: 47,1 milioni di abitanti (fine 2004).

Città principali e popolazione nel 2000 (censimento dicembre 2001):
- Kiev (capitale): 2.602.000 abitanti
- Kharkiv: 1.470.000 ab.;
- Dnépropetrovsk: 1.065.000 ab.;
- Odessa: 1.029.000 ab.;
- Donets’k: 1.016.000 ab.;
- Zaporosje: 891.000 ab.;
- L’viv: 732.000 ab.;
- Kryvyy Rih: 717.000 ab.

Clima
Situata nella parte centrale della zona temperata settentrionale, l'Ucraina ha un clima continentale temperato con quattro distinte stagioni.

Lingua
La lingua ufficiale è l’ucraino, utilizzato largamente anche a livello amministrativo. La lingua russa, comunque, è altrettanto largamente parlata soprattutto nell’Ucraina orientale, a Kiev e in alcune parti dell’entroterra e rappresenta la lingua commerciale del Paese.

Moneta
L’unità monetaria è la Grivna (UAH).
- tasso di cambio medio mensile ottobre 2006: UAH 6,3563 per 1 euro;
- tasso di cambio medio annuale 2006: UAH 6.32819 per 1 euro.

Principali indicatori economici
Indicatori 2004 2005 2006
PIL
PIL a prezzi correnti (miliardi UAH) 345,1 424,7 478,1
PIL a prezzi costanti (miliardi US$) 64,9 82,9 94,7
Tasso di crescita reale (%) 12,1 2,6 6,3
Inflazione (%) 9,0 13,5 7,9
Bilancia Commerciale (milioni di US$)
Esportazioni  fob 33.432 35.024 39.043
Importazioni fob -29.691 -36.159 -44.776
Saldo commerciale 3.741 -1.135 -5.733
Tasso di cambio UAH/US$ (media annuale) 5,32 5,12 5,05
Debito estero (miliardi US$) 21,7 25,9 30,4
Riserve internazionali (milioni US$  - escluso oro) 9.302 19.110 18.750
Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit: Country Report ottobre 2006

Rischio paese
La SACE colloca l’Ucraina nella 6a categoria OCSE, e 2a categoria Consensus - aggiornato ad ottobre 2006.

Condizioni di assicurabilità: APERTURA CON RESTRIZIONI

Plafond paese su cui residuano € 147,5 mln.
Rischio sovrano: operatività nel rispetto dei limiti del FMI
Rischio privato: esame caso per caso

Accordi con le IFI:
- Accordo FMI in attesa di rinegoziazione (scaduto il 28.03.05, divieto BT, limiti MLT).
- Accordo Club di Parigi


N.B. Le categorie OCSE sono 8: alla categoria 0 corrisponde il rischio minore; alla 7a categoria corrisponde il rischio maggiore. La classificazione dei Paesi da parte di SACE, dunque, coincide di norma con quella OCSE per tutti quei Paesi classificati da tale organismo.
Le classi SACE corrispondono alle seguenti:
· Classe A (categorie 1 e 2 OCSE) – Paesi assicurabili con o senza particolari restrizioni: questo gruppo comprende tutti i Paesi industrializzati e i Paesi emergenti che non presentano particolari aspetti di rischiosità.
· Classe B (categorie 3-6 OCSE) – Paesi verso i quali si adotta un atteggiamento di “apertura con restrizioni: l’atteggiamento nei confronti di tali paesi è definito partendo dal presupposto che occorre verificare, in relazione alla situazione politica e/o economico-finanziaria di ogni singolo Paese, l’opportunità di prevedere restrizioni specifiche per determinate tipologie di operazioni.
· Classe C – Paesi per i quali è prevista o è stata realizzata la cancellazione del debito: si tratta dei Paesi considerati dalla Legge 209/2000 per i quali SACE adotta un atteggiamento di particolare cautela, limitando la propria operatività ad alcune tipologie di operazioni, con l’obiettivo di evitare interventi che possano contribuire a ricreare le condizioni per un nuovo aggravamento dell’onere debitorio.
· Classe D (categoria 7) – Paesi in sospensiva e in pausa di riflessione: nei confronti di tali paesi, l’operatività di SACE è particolarmente limitata in considerazione del fatto che essi non sono in grado di ripagare prestiti a condizioni prevalentemente di mercato o presentano particolari problemi di instabilità politica ed economica.
Categoria Consensus - In base alla “categoria Consensus” (stabilita dall’omonimo Accordo internazionale in ambito OCSE), vengono definiti i termini massimi di dilazione di pagamento per le operazioni di credito all’esportazione con dilazione di pagamento di due anni e oltre. Tali dilazioni massime sono:
• di 5 anni – con possibile estensione fino a 8,5 – per i Paesi di Prima categoria Consensus (ovvero i Paesi a reddito medio-alto, secondo le classificazioni della Banca Mondiale);
• di 10 anni per quelli di Seconda categoria Consensus (ovvero tutti gli altri, a reddito basso);
• da 8,5 a 15 anni per le operazioni riguardanti la costruzione di navi, aerei, centrali elettriche
convenzionali e nucleari, che sono disciplinate da specifica regolamentazione;
• fino a 14 anni per le operazioni di project finance.

Prospettive future
Recentemente l’economia ucraina ha mostrato segni di forte ripresa. Il PIL reale è cresciuto del 5,7% in termini annuali nel periodo compreso tra gennaio ed agosto del 2006, mentre in tutto il 2005 era aumentato del 2,6%.
Per il biennio 2007-2008 le previsioni sono orientate su una media del 6%, per una serie di considerazioni. La fine del periodo d’incertezza legato al momento elettorale dovrebbe incoraggiare gli investimenti dalla fine del 2006 in poi; mentre l’aumento dei guadagni dovrebbe essere di sostegno nell’assicurare una continuità alla forte crescita del consumo domestico, sebbene sia difficile che i redditi personali possano continuare a crescere al ritmo registrato nel 2005, e soprattutto dovrebbero subire gli effetti di prezzi crescenti dei pubblici servizi.

L’inflazione annuale dei prezzi al consumo, sin dall’inizio del secondo trimestre del 2006, è stata contenuta rispetto all’andamento atteso. Si stima comunque che finisca col crescere più rapidamente per tutto il 2007, per rallentare nel 2008, a condizione che i prezzi di importazione del gas e le tariffe amministrate non aumentino. L’accelerazione prevista per il prossimo anno sarà il riflesso di crescenti prezzi del gas ed di una posizione fiscale più aperta.

Per quanto riguarda il settore estero, si prevede che in tutto il periodo di previsione si protragga il deficit della bilancia commerciale registrato sin dalla fine del 2005, a causa di crescenti prezzi delle importazioni di gas dalla Russia ed il contemporaneo calo dei prezzi delle esportazioni di acciaio. Una forte crescita delle importazioni, legata alla crescita dei redditi e degli investimenti, contribuirà a questo trend.
Tuttavia l’Ucraina dovrebbe essere ancora in grado di controbilanciare il deficit della bilancia commerciale attraverso il surplus delle partite invisibili, in modo da contenere il deficit delle partite correnti entro il 5% del PIL per tutto il biennio 2007-2008. Invece, un maggiore surplus dovrebbe essere raggiunto nello scambio dei servizi, per via dei maggiori prezzi praticati alla Russia per il transito dell’energia esportata su larga scala verso l’Europa occidentale. Anche il surplus dei trasferimenti si prevede rimanga sostanzioso per via delle crescenti rimesse degli emigranti. La combinazione dei surplus dei servizi e dei trasferimenti dovrebbe raggiungere circa il 6% del PIL tra il 2007 ed il 2008.
  2007 2008
Tasso di crescita reale (%) 6,0 6,2
Tasso di crescita degli investimenti fissi lordi 9,5 10,2
Tasso di crescita della produzione industriale 6,0 6,5
Tasso di disoccupazione 2,9 3,3
Inflazione (media; %) 10,0 8,0
Bilancia Commerciale (miliardi di US$)
Esportazioni f.o.b. 41,9 43,6
Importazioni f.o.b. 51,9 54,1
Saldo commerciale -10,0 -10,5
Debito estero (fine anno; mld US$) 35,7 40,2
Tasso di cambio UAH/US$ (media) 5,10 5,18
Tasso di cambio UAH/€  (fine anno) 7,06 6,84
Fonte: EIU, Economist Intelligence Unit: Country Report ottobre 2006

Settori produttivi
L’Ucraina ha ereditato dal passato sovietico una struttura economica basata sull’industria pesante e sulla tecnologia, largamente superata ad occidente. La principale sfida dell’Ucraina indipendente è stata quella di diversificare l’economia rispetto alle tradizionali industrie – acciaio, chimica, costruzione navale, carbone, macchinari ed armi – che dipendevano dai sussidi governativi e che sono diventate ancora più critiche dopo il collasso dei tradizionali mercati di esportazione.
La ristrutturazione comunque, è stata ostacolata dagli interessi costituiti sia burocratici che economici, contrari a modificare il sistema di pianificazione centrale. Il risultato è stato un processo di diversificazione molto graduale e, nonostante la crescita di settori con minore interferenza statale, come quello della trasformazione alimentare, il peso di queste industrie nell’economia nazionale è ancora meno importante rispetto ai settori più tradizionali. Anche la privatizzazione e gli investimenti esteri hanno avuto un andamento molto lento rispetto ad altri Paesi ex-comunisti, come Polonia ed Ungheria.
Le maggiori difficoltà che l’Ucraina si trova a fronteggiare restano legate al completamento del processo di privatizzazione e ristrutturazione del settore industriale, alle dimensioni del deficit pubblico e alla dipendenza del paese dalle fonti energetiche esterne.
L’Ucraina è divisa in due parti: quella di lingua russa ed industrializzata (regioni meridionali ed orientali) e quella di lingua ucraina e rurale (regioni centrali ed occidentali). Tra le regioni più avvantaggiate economicamente ci sono quelle di Dnepropetrovsk e Zaporizhzhya ad est, dove le industrie di acciaio e prodotti chimici dell’era sovietica hanno trovato subito mercati di esportazione.
Kiev ha anche beneficiato dell’attività finanziaria occidentale e dell’attività del governo, concentrata soprattutto nella capitale.
Lo stipendio medio a Kiev all’inizio del 2004 era superiore alla media nazionale di quasi due terzi.
Le regioni produttrici di carbone nel Donbass (regioni di Donetsk e Luhansk) sono state le più colpite dal collasso economico del paese, poiché le miniere sono state costrette a chiudere in seguito al taglio dei sussidi ed al minore costo delle importazioni. Tuttavia, la forte base industriale della regione è stata ben sfruttata dall’inizio dell’indipendenza ed ha compensato la crisi dell’industria del carbone. Il livello degli stipendi nella regione di Donetsk, per esempio, è secondo solo a quello di Kiev. La repubblica autonoma meridionale di Crimea è ricca di risorse ricreative ed ha registrato un certo revival economico, grazie al flusso crescente di turisti (specie russi) negli ultimi anni.
Contributo dei diversi settori alla formazione del PIL (%)
Settore 2001
Agricoltura 23,4
Industria 41,5
Servizi 35,1
Fonte EIU, Economist Intelligence Unit: Country Report ottobre 2006

Interscambio
Le relazioni commerciali tra Italia ed Ucraina si sono intensificate negli ultimi anni. Secondo i dati parziali dei primi quattro mesi del 2006, il saldo commerciale continua ad essere negativo per l'Italia, rispetto allo stesso periodo del 2005; infatti nonostante una lieve variazione delle importazioni (5,16%), le esportazioni continuano ad essere consistenti e superare le importazioni, registrando una variazione del 32,91%. C'è da notare che si tratta di un trend che ha caretterizzato gli ultimi quattro anni, a partire dal 2002.
Riguardo alla composizione merceologica dell’interscambio commerciale italiano c'è stato un notevole cambiamento: le importazioni dall’Ucraina non sono più dominate da prodotti petroliferi raffinati e dai metalli, i quali hanno registrato una graduale diminuzione tra il 2003 e il 2005; bensì da prodotti della siderurgia, argilla e caolino e, una notevole aumento si è registrato per i comparti; "Tubi senza saldatura"; "cereali (incluso riso)", e "carbon fossile". Sono in calo invece le seguenti voci: "Oli grezzi da semi oleosi"; "Calzature, suole e tacchi in gomma e plastica"; e "Carburanri per motori, combustibili minerali e gassosi (escluso gas naturale)".
Le principali voci dell’export italiano risultano essere gli elettrodomestici, "macchine per la dosatura, la confezione e l'imballaggio"; e si riconferma l'export di accessori per l'abbigliamento e "indumenti esterni". Inoltre continuano a crescere le esportazioni di rubinetti e valvole; pompe, compressori e sistemi idraulici; e radiatori e caldaie per il riscaldamento centrale.

Interscambio commerciale

Interscambio Italia - Ucraina
Trend 2005-2004-2003
2005
valore in €
2004
valore in €
2003
valore in €
Esportazioni
1.281.216.514
1.099.592.395
865.993.156
Importazioni
1.873.229.837
1.704.082.241
1.244.666.531
Saldo
-592.013.323
-604.489.846
-378.673.375
Fonte dati Istat Gen-Dic 2005 (agg. 01/06/2006)

Principali trattati

Convenzione per evitare la doppia imposizione fiscale Convenzione firmata il 26 febbraio 1997 ed entrata in vigore il 25 febbraio 2003 (in GU n. 70 del 25 marzo 2003)
Accordo tra il Governo italiano ed il Governo dell’Ucraina sulla promozione e protezione degli investimenti Accordo stipulato a Roma il 2 maggio 1995 (in GUCE n. 100 del 2 maggio 1997)


Informazioni di viaggio
Prefissi internazionali
00 380 prefisso per il Paese;
44 Kiev;
322 Lvov;
482 Odessa.

Fuso orario
2 ore avanti rispetto al Meridiano di Greenwitch; 1 avanti rispetto all’Italia (stesso orario con l’ora legale)

Documenti e visti
Per entrare in Ucraina è necessario il passaporto ed il visto rilasciato dal servizio consolare ucraino. Il visto potrebbe essere ottenuto direttamente ai posti di frontiera o all’aeroporto, tuttavia è escluso il rilascio del visto alla frontiera per coloro che provengono da Paesi in cui esistono rappresentanze diplomatiche ucraine, pena il rifiuto d’ingresso nel paese.

Dal 31 marzo 2005, i cittadini dei Paesi membri dell`Unione Europea, della Confederazione Svizzera e del Principato di Liechtenstein possono entrare in Ucraina senza visti, per una permanenza massima di 90 giorni .
Il regime di visti rimane in vigore anche per tali cittadini nei due casi che seguono:
1) in caso di ingresso per motivi quali ricongiungimento familiare, studi, soggiorno permanente, assunzione al mercato di lavoro ucraino, lavoro presso le rappresentanze diplomatiche o consolari accreditate in Ucraina;
2) in generale, quando la durata della permanenza in Ucraina sia superiore a 90 gg.

Settimana lavorativa
UFFICI E BANCHE: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.00/9.00 alle ore 17.00/18.00 con intervallo dalle ore 13.00 alle ore 14.00
NEGOZI: alimentari dalle ore 8.00 alle ore 19.00 con intervallo dalle ore 13.00 alle ore 14.00; Negozi di beni di consumo e altri prodotti non commestibili dalle ore 10.00 alle ore 19.00 con intervallo dalle ore 14.00 alle ore 15.00

Principali festività:
1° gennaio (Capodanno);
7 gennaio (Natale ortodosso);
8 marzo (Festa della donna);
Venerdì Santo;
Lunedì di Pasqua;
3 maggio (Festa del Lavoro – posticipato rispetto alla data tradizionale del 1° maggio);
10 maggio (Anniversario della vittoria nella guerra contro la Germania nazista - posticipato rispetto alla data tradizionale del 9 maggio);
Santa Trinità;
28 giugno (giorno della Costituzione)
24 agosto (Indipendenza).

Principali indirizzi utili


Ambasciate e Consolati in Italia

Ambasciata d’Ucraina
Ambasciatore: Heorhij Cherniavskij
Via Guido d’Arezzo, 9 - 00198 Roma
Tel. +39 06 8412630/8413345 Fax +39 06 8547539
posta@amb-ucraina.com
amb-ucraina.com

Consolato Generale a Milano
Via M. Teresa, 8 20123 Milano
Tel. 0286995789 0286998814 - Fax 0286984863
Circoscrizione Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Veneto , Liguria
Console Generale VOLODYMYR YATSENKIVSKYI ( Exequatur 18 maggio 2006)

Sezione consolare
Primo Segretario: Ruslan Semenchenko
Via Palestro 30, 00185 Roma
Tel. +39 06 44700172 / 44700174 Fax +39 06 44700181
Circoscrizione Tutto il territorio della Repubblica Italiana


Ambasciate e Consolati all'estero

Ambasciata d’Italia
Ambasciatore: Fabio Fabbri
Vulitsa Yaroslaviv Val, 32-B 01901 Kiev
Tel. (+380 44) 2303100 / 1 / 2 - Fax (+380 44) 2303103
ambital.kiev@utel.net.ua, visaital.kiev@utel.net.ua (Ufficio Visti)
sedi.esteri.it/kiev/


Camera di Commercio Italiana




Istituto Nazionale per il Commercio Estero - I.C.E

PASOLSTVO ITALII VIDDIL ROZVYTKU (ICE) c/o Ambasciata d’Italia - Ufficio Commerciale (I.C.E.)
Responsabile : LAURI, LAURA
Shovkovychna 42/44 9° piano - 01004 Kiev
Tel. (+380 44) 4903930/1/2/3 Fax. 4903937
kiev.kiev@ice.it
www.ice.it/estero2/kiev/defaltuff.htm


Rappresentanza Unione Europea

Delegation of the European Commission in Ukraine
Capo della delegazione: Ian Boeg
Kruglouniversitetska Street, 10 - Kiev
Tel: 00380 44 253-30-20. Fax : 00380 44 230-23-90. Fax locale di Kiev: 253-45-47
delegation-ukraine@cec.eu.int
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