RASSEGNA STAMPA

18 AGOSTO 2000
LUIGI DELL'AGLIO
Manuali? Ciò che manca è il metodo
Dopo l'inchiesta di "Gymnasium" il genetista Sermonti attacca le imposture scientifiche dei libri di testo
"Vince lo "scientifically correct", una mentalità che sotto sotto nega la trascendenza nelle cose"
"Resta la pretesa di poter spiegare ogni fenomeno"
"Tutti i manuali di scienza per le scuole partono da una premessa (o addirittura da una vecchia mitologia) scientista, cioè dalla convinzione che la scienza sia in grado di dare una risposta a tutti i problemi. In tal modo si nega o si nasconde che la scienza si aggira nel mistero e che ogni sua scoperta apre un nuovo mistero".
Giuseppe Sermonti, ordinario di genetica all'università di Palermo e di Perugia, commenta la clamorosa indagine condotta da Gymnasium e dall'Osservatorio permanente dei libri di testo pubblicata ieri dal nostro giornale. Questa indagine documenta numerosi casi di disinformazione nei manuali scientifici destinati ai ragazzi delle medie inferiori e superiori. L'informazione "scorretta" e ideologicamente ispirata contrasta con quello che è lo scopo della scuola: sviluppare nei giovani lo spirito critico.
"Non è forse una sciocchezza insostenibile", dice il professor Sermonti, "quella copertina che in molti libri di testo, per spiegare l'origine del genere umano, ci mostra uno scimmione che lentamente si erge fino a diventare un Homo Sapiens?
L'immagine, tanto diffusa, è uno sproposito dal punto di vista scientifico. Se non altro perché - come sanno i paleontologi - gli scimmioni (che hanno alle spalle appena 100 mila anni, circa) sono molto più recenti dell'uomo (comparso sulla Terra milioni di anni fa)".
Qual è il difetto centrale di buona parte dei manuali di scienza per le scuole?
"Ignorano che il vero insegnamento che ci viene dalla scienza è il metodo (non l'informazione sui risultati, che cambiano sempre più rapidamente). E il metodo consiste nel considerare ogni teoria come ipotesi, e di contrapporre fra loro almeno le teorie principali, in modo che lo studente possa compiere le proprie opzioni".
L'indagine di "Gymnasium" rivela che tutti i manuali, indistintamente, adottano la teoria evoluzionista. Lei, che ha pubblicato l'anno scorso il saggio "Dimenticare Darwin" (edito da Rusconi- Bompiani), può spiegarci con quali teorie scientifiche andrebbe invece messa a confronto?
"Sarebbe fuori posto contrapporle un creazionismo letterale. Ci sono invece le teorie strutturaliste e organiciste. Secondo queste teorie, la realtà non si forma per caso ma seguendo certe configurazioni che la natura già contiene in sé. "Dio geometrizza sempre" (cioè lavora secondo certe regole, non a caso), scrive negli anni Venti D'Arcy Thompson, il primo e più prestigioso degli scienziati anti-Darwin, nella sua opera Crescita e forma.
Quest'opera dimostra che le forme nascono immediatamente come espressione di formule matematiche. Fra le teorie strutturaliste, la più moderna è la teoria dei frattali (da una figurina elementare e da regole di accrescimento, è possibile derivare magnifiche figure che si stagliano nello spazio, imitando formazioni naturali e viventi)".
Dunque, presentando ai giovani esclusivamente la teoria di Darwin, i testi di scienza per le scuole sacrificano fior di teorie della fisica moderna...
"Non solo. Questi testi, dando un'informazione parziale, escludono una problematica ricca di significati, anche morali. E' come se la scienza fosse ridotta a procedura meccanica per esplorare una realtà priva di senso".
Che cosa dovrebbero spiegare, più obiettivamente, sul darwinismo, i manuali di scienza?
"Il darwinimo e il neodarwinismo negano qualunque legge che non sia l'evoluzione. E questa è frutto del braccio di ferro tra il caso (cioè le mutazioni) e la selezione naturale, la quale esercita una censura sui prodotti del caso. Inoltre, i principii del darwinismo (mutazione, selezione e sessualità) sono tutti principii conservativi o riduttivi o addirittura distruttivi. E non è possibile spiegare la costruzione della realtà , della vita, con la demolizione.
Ma, a parte tutto questo, io ritengo sbagliato lo stesso criterio con il quale i libri scolastici parlano di scienza".
Dov'è l'errore?
"Prima vengono formulati i principii generali, poi viene presentata la realtà come applicazione di quei principii. Esempio classico: prima si parla del Dna e poi dell'organismo. Invece la realtà del mondo vivente dovrebbe precedere i principii che servono a interpretarla. In questo modo, i manuali scientifici per la scuola lasciano fuori come "abusiva" la parte più importante della realtà. Cioè il mondo dell'amore, della bellezza, l'ordine della realtà, tutta la sua sacralità. Diceva il biologo Jean Rostand (figlio di Edmond, l'autore del Cyrano): "Non so se l'uomo riuscirà a sopravvivere a questo clima così rigido che la scienza gli impone"".
Altro argomento su cui l'informazione dei testi scolastici è carente o distorta: la cosiddetta "bomba demografica".
"Mi sembra un'infamia fondare un progetto di futuro sullo slogan: meno siamo, meglio stiamo. Oltretutto è una stupidaggine. Si considera soltanto l'aspetto consumo, si professa una filosofia dell'egoismo. Io sono abbastanza indispettito nei confronti di certi demografi: fino a venti anni fa, ci hanno detto che eravamo troppi, ora ci tirano per il bavero perché stiamo scomparendo, come europei e come italiani, e invece che all'esplosione, assistiamo all'implosione demografica".
Scientismo e "politically correct" sembrano lo stile anche dei manuali migliori.
"Mi pare che ognuno di questi testi pretenda di essere una specie di bibbia laica. E con il loro "scientifically correct", finiscono tutti, in qualche modo, per diventare testi di ateismo, magari molto garbato".
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vedi anche
Filosofia e scuola