Tra gli esseri umani ci sono molti modi strani di relazionarsi, e quello tra Christine e Antoine fu uno di questi.
Ci sono vari livelli in cui un rapporto può stabilirsi, ma questo li contenne per lo più tutti o nessuno, in maniera casuale così come la natura aveva disposto petali viola che entrambi cercavano incosciamente e quasi inutilmente di non calpestare camminando.
Nonostante la stagione fosse al di là del suo culmine rimanevano nell'aria splendidi odori misti a forse un po' meno splendidi starnuti che si diffondevano violenti per il vialetto. Ma era un pomeriggio irrinunciabile e lui lo sapeva fin troppo bene.

Ufficialmente erano in giro a fare delle fotografie. Quasi non si sfioravano, le orme non combaciavano, sembrava che i loro sguardi non s'incrociassero affatto, neanche mentre dialogavano: la vita dopo l'amore è difficile, per lo meno agli inizi della sua fine. Eppure erano lì soltanto per delle fotografie. Una telefonata ormai senza batticuori, senza apparenti motivi celati. Le cose erano talmente chiare che non c'era bisogno di chiarire nulla, quasi nulla.
C'era infatti qualcosa nella mente di Christine che lei non riusciva a mandar via; neanche stupide canzoni da bambina poterono:
"hai dimenticato di farmi gli auguri"
"non mi dirai che ci tenevi"
"ma se tu ci sei rimasto male quando ho dimenticato il tuo onomastico"
"beh, sì, ma era diverso. e comunque non li ho dimenticati. no, dico, in questa situazione era meglio di no"
"e perché allora? cosa ne sai se mi avrebbe fatto piacere o no?"
"cosa ne potevo sapere?"
"avresti potuto rischiare per una volta, non credi?"
"boh"
"sei sempre lo stesso, tu coi cambiamenti sei bravo soltanto a parole".

Si aggiustò i pantaloni, gli cadevano abbondantemente. "Ma quanto sei dimagrito?" voleva quindi chiedere lei, ma poi preferì "e tu da quand'è che fumi?" più sorpresa da quella sigaretta che in un momento di distrazione lui si era portato alla bocca e ora tentava senza successo di accendere, col solito vento che c'era in quella stradina; vento che per di più gli scombinava i capelli creando ciuffi al limite dell'assurdo. Appariva un poco buffo per il contrasto che scaturiva con la sua imperante serietà che ne caratterizzava gli sguardi e le movenze, più aggraziate che serie, a dire il vero. Due occhi dipinti che ti fanno dubitare della non esistenza di dio o più modestamente ti fanno apprezzare il lavoro della genetica e la sua costante ironia nel dotare un corpo abbastanza mediocre di due scherzi chiaramente niente male.
"Ho cominciato da qualche mese e fumo così poco che non riesco a smettere sul serio", rispose.

Prese la macchina fotografica per il laccetto e la fece vorticare un paio di volte, sempre più ampiamente, e le chiese: "Posso scattarti una foto? Vorrei che il giorno in cui la memoria si sarà dimenticata di questo momento ci sia questa foto ad imboccarla almeno con un'immagine".
Lei non disse niente né si mosse percettibilmente, almeno per chiunque l'avesse osservata in quel momento tranne che lui, che invece capiva bene tutto quello che risiedeva dietro il suo sguardo. C'era anche qualche goccia di tristezza perché nella richiesta lui aveva parlato di memoria, dimenticanza e ricordi, e queste cose la facevano sempre sentire triste.
"A proposito di foto: conservo ancora due foto in cui si vede chiaramente che qualcosa di molto grosso mi è entrato in entrambi gli occhi o che ho pianto abbastanza da potermi etichettare adolescente. In quei momenti dovevano farmi ricordare che potranno volerci mesi, ma ci sarà sempre anche solo un momento in cui sei stramaledettamente tentato di tornare indietro, anche se: il segreto sta nel non cascarci"
"non sai proprio niente sull'amore"
"forse hai ragione".

si rividero più?
no, o forse sì, non importa.

e la foto?
la foto... nella foto sono rimasti i particolari dell'ambiente, minuzie dimenticabili nonostante fosse tutto delizioso alla vista, quel pomeriggio. dico che sono rimasti perché la figura è andata via, o meglio, non è mai andata via dalla memoria, e non le serve alcun aiuto se a rimanere impressionato è stato anche il cuore.
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