Oasi naturalistica di Alviano      

 
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OASI DI ALVIANO

nei Comuni di:
Alviano
Guardea
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Oasi di Alviano
Oasi di Alviano

Cartina
Cartina

Capanni avvistamento
Capanni avvistamento

Il fatto che uno sbarramento di un fiume come il Tevere, soprattutto se finalizzato alla produzione di energia elettrica, possa dare origine ad una zona paludosa, è un evento piuttosto raro.
Ad Alviano questo è avvenuto, semplicemente perché l'Endesa sfrutta due volte l'acqua già utilizzata con il bacino a monte: quello di Corbara.
L'evento ha prodotto più di 500 ettari di palude, lago, acquitrini, bosco igrofilo, cioè un ecosistema adatto alla riproduzione ed alla sosta di circa 150 specie di uccelli acquatici. L'area è una importante stazione di rifornimento alimentare di uccelli rari come le gru, le oche selvatiche o il falco pescatore.
Per godere di questi uccelli occorre essere fortunati, capitare nei giorni in cui, durante la migrazione hanno deciso di sostare all'Oasi di Alviano, concepita proprio per loro. Una porzione dell'Oasi è stata pensata anche per gli uomini perché possano godere di questi spettacolari eventi. L'ingresso all'area protetta si trova a Madonna del Porto, nel comune di Guardea, lungo la S.P. Alviano Scalo-Baschi.
Da qui partono due percorsi natura, per un totale di circa quattro chilometri.
Sono ben attrezzati con capanni per il "birdwatching", di torri, di passerelle e perfino di un'aula scolastica all'aperto, proprio in mezzo alla palude.
In uno di questi affascinanti percorsi, volendo, è possibile sostare anche per un'intera giornata.
Nascosti all'interno dei capanni è possibile godere di indimenticabili suggestioni, come se si fosse all'interno di uno splendido documentario.
A molti può sembrare impossibile che tutto ciò possa accadere a due passi da una città come Roma.
Se si è bravi fotografi, con un teleobiettivo neanche tanto potente, si possono riportare immagini, qualche volta, anche straordinarie.
Gli operatori del WWF, che hanno il compito di tutelare l'area, sono sempre disponibili perché la fruizione possa essere godibile senza procurare disturbo.
Perciò accompagnano i meno esperti ad osservare eventi o particolari che altrimenti sfuggirebbero.
Gli uccelli della palude sono disponibili tutto l'anno, ma sono privilegiati i periodi in cui è massima la disponibilità di cibo. In autunno ed in inverno è possibile osservare le grandi masse di folaghe e di anatre selvatiche proprio perché questi uccelli si nutrono delle piante che si sono moltiplicate durante l'estate.
Nei mesi di ottobre e novembre non è difficile vedere specchi d'acqua che brulicano di uccelli, quando in tutta l'area se ne possono contare fino a settemila.

 

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