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15 Seconds
LUNEDÌ, 06 OTTOBRE 2008
 
 
Repubblica Pagina 31 - Esteri
 
Patrocinato dal Parlamento Europeo il "mini film" diretto da Petrazzi sarà proiettato anche a Montecitorio La breve opera è seguita da novanta minuti di interviste a scrittori e politici a sostegno della Moratoria
 
UNDICI MINUTI CONTRO LA PENA DI MORTE, L'EUROPA LANCIA IL CORTO DI RAOUL BOVA
 
 
"Quante volte ho letto la notizia di un´esecuzione. Ma è giusto uccidere chi ha ucciso?"
"Una miriade di gente oggi viene condannata come ai tempi dell´Inquisizione"
 
SILVIA BIZIO
LOS ANGELES

"Ieri mattina all´al- ba un´iniezione letale ha posto fine ai tre anni di battaglia legale per salvare la vita di…". «Quante volte, sfogliando il giornale, mi sono imbattuto in queste notizie e mi sono chiesto: è giusto uccidere chi ha ucciso?» Così racconta Raoul Bova, riflettendo sul soggetto della pena di morte che lo ha spinto a produrre, insieme alla moglie Chiara Giordano, il cortometraggio di 11 minuti intitolato "15 secondi", che verrà presentato al Parlamento Europeo a Bruxelles domani in occasione della "Giornata Europea contro la pena di morte".
È la prima volta che il Parlamento Europeo, grazie anche alla volontà della sua vice presidente Luisa Morgantini, patrocina e proietta in seduta plenaria un film, realizzato per appoggiare la Moratoria universale contro la pena di morte approvata il 18 dicembre 2007 dall´Assemblea generale dell´Onu. Il 10 ottobre il film sarà proiettato anche a Montecitorio.
Nel cortometraggio, scritto e diretto da Gianluca Petrazzi, un detenuto (Bova) viene prelevato dalla cella e dopo aver percorso in catene un lungo corridoio viene portato nella stanza della sedia elettrica, mentre il "pubblico" lo guarda da dietro un vetro. Parte la corrente e il protagonista James si sdoppia. La sua mente viaggia oltre le mura del carcere mentre il suo corpo continua a contorcersi, in un alternarsi di primi piani sul pubblico le cui espressioni incarnano vari stati d´animo: interesse, pietà, indifferenza. Dall´esterno, voci di manifestanti chiedono la grazia.
Mentre James muore, un commento fuori campo dello scrittore Erri De Luca che include brani della Bibbia accompagna delle immagini raccapriccianti tratte da reali esecuzioni avvenute in tutto il mondo. Oltre a Raoul Bova il cast include attori come Jane Alexander, Enrico Lo Verso, Claudia Pandolfi, Giorgio Pasotti, Claudio Santamaria e Gianmarco Tognazzi, che hanno aderito gratuitamente al progetto. Il corto è seguito da 90 minuti sulla genesi e la realizzazione del corto, con interviste a Emma Bonino, rappresentante dell´associazione contro la pena di morte Nessuno tocchi Caino, Erri De Luca, il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, il Sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi, Luisa Morgantini, Romano Prodi, lo scrittore Sandro Veronesi, Moni Ovadia e Yunis Tawfiq.
«Avevo conosciuto Raul Bova nella fase finale della campagna che anche grazie al governo italiano e al forte impegno di D´Alema ha portato alla risoluzione dell´Onu per la Moratoria» spiega Emma Bonino al telefono da Bruxelles. «Raoul ha accettato di farci da testimonial e poi ha avuto l´iniziativa del corto. Abbiamo sempre avuto l´appoggio di attori, o di fotografi come Toscani che ha scattato in vari bracci della morte in giro per il mondo, ma è la prima volta che qualcuno in Italia si fa promotore di un progetto cinematografico. La vittoria della campagna sulla Moratoria è solo una tappa verso l´abolizione della pena di morte. C´è ancora molta strada da fare».
Secondo i dati di Nessuno tocchi Caino, 148 nazioni hanno abolito la pena di morte e il numero di paesi che ne hanno fatto effettivamente ricorso è sceso da 28 nel 2006 a 26 nel 2007. Ma nei 49 stati in cui le esecuzioni sono ancora legittime, il loro numero è aumentato a 5.851 nel 2007 (contro le 5.494 nel 2005). L´escalation riguarda soprattutto l´Iran (pene capitali salite di un terzo) e l´Arabia Saudita, dove le sentenze di morte sono quadruplicate. In Asia le esecuzioni sono state 5.000 circa mentre negli Usa - unico paese delle tre Americhe ad avere la pena capitale - hanno toccato quota 42. Nei paesi arabi poi non ne sono esenti i minori di 18 anni.
«E questi sono solo i numeri ufficiali» continua Bova. «Quando ti documenti, ti rendi conto che una miriade di persone oggi vengono uccise come ai tempi dell´inquisizione. Magari perché hanno un´idea politica o religiosa diversa, o perché hanno tradito il marito e vengono lapidate. Quando ho incontrato Emma Bonino ho capito che tutti noi possiamo fare qualcosa, altrimenti diventiamo complici. Nel corto le immagini del "pubblico" che assiste indifferente alla morte del detenuto rappresentano la nostra società. Ci piacerebbe fare anche un lungometraggio, ma dopo "Dead Man Walking" è difficile ripetersi con un altro film sulla pena di morte».
«L´Italia è uno dei paesi più avanzati al mondo nell´impegno contro la pena di morte» conferma Tim Robbins, regista di quel film con Sean Penn. «L´Associazione Nessuno Tocchi Caino guida la strada per tutti noi. Qui in America siamo al quarto anno del progetto Dead Man Walking: con Sister Hellen, che aveva scritto il libro, abbiamo adattato il copione al palcoscenico e lo portiamo in giro per le università, chiedendo in cambio lezioni sulla pena di morte. Film come "15 secondi" sono importanti, perché toccano lo spettatore a livello viscerale».

 

DAL SITO DEL PARLAMENTO EUROPEO

 

Raoul Bova per "15 secondi": Nessuno ha il diritto di uccidere
Diritti umani - 08-10-2008 - 13:27 
Dura 15 secondi la scossa mortale della sedia elettrica
Alla vigilia della giornata europea contro la pena di morte e l'anniversario per i sessant'anni della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, il Parlamento europeo ha preso ancora una volta posizione contro questa pratica crudele presentando il lancio di "15 secondi", il cortometraggio di Gianluca Petrazzi che fa riflettere sull'assurdità della pena capitale, richiamando la necessità di applicare la moratoria contro la pena di morte nel mondo stabilita dalle Nazioni Unite.

L'evento è stato organizzato dalla vicepresidente del Parlamento europeo, l'eurodeputata italiana Luisa Morgantini del gruppo confederale della sinistra unitaria europea (GUE/NGL), che presentando il mini film ha dichiarato: "Questa iniziativa rappresenta uno strumento di educazione alla giustizia, non alla vendetta".
 
Ecco cosa ci ha confidato Raul Bova, attore principale e coproduttore di "15 secondi".

Raoul Bova e Luisa Morgantini



 

Perchè proprio il Parlamento europeo per il lancio del "corto"?
 
"É il luogo più importante per diffondere il nostro messaggio, qua lavorano molti deputati che si battono per questa causa, come Luisa Morgantini. La moratoria internazionale ha rappresentato un importante passo avanti, una speranza per il futuro, anche se siamo ancora lontani dall'abolizione totale di questa pratica crudele. Ma é certamente uno strumento prezioso per dialogare con quei paesi che ancora oggi si ostinano ad applicare la pena capitale. É assurdo che uno Stato sia così crudele, e si arroghi il diritto di decidere sulla vita o sulla morte di un suo cittadino"
 

Pena di morte
Nel 2007, 49 paesi hanno ricorso alla pena di morte, uccidendo almeno 5.851 condannati.

Cosa ti ha spinto a organizzare in prima persona questo progetto?
 
"Semplicemente perchè odio la gente che parla e basta, e non agisce…come quelli che si dichiarano contro la pena di morte ma non fanno nulla in concreto! Tutti noi abbiamo il diritto e dovere di fare qualcosa, non si tratta solo di appoggiare una causa perchè è trendy al momento…Personalmente ho investito molto in questo lavoro, senza pensare a un ritorno personale, mi piace considerarlo semplicemente 'il mio piccolo contributo'. Non possiamo sempre aspettare che qualcuno risolva le cose per noi, tutti i cittadini debbono agire".
 
Nel filmato non si scopre mai se il condannato a morte è veramente colpevole. Ritieni ci sia una differenza fra un serial killer e una possibile vittima innocente?
 
"Certamente è orribile condannare una vittima innocente, ma in generale siamo tutti contro la pena di morte tout cour. Semplicemente non è giusto condannare qualcuno alla pena capitale, innocente o colpevole che sia". 
 
 
Il 18 dicembre 2007 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astensioni la risoluzione per una moratoria internazionale.