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Storia del paese dei pastori

Pastori roaschiesi ad Asti
Pastori roaschiesi con commercianti
in piazza San Carlo ad Asti (anni 1930-32)

Con il nome Roaschia, Ruas-cia nella parlata locale, compresa nell’area linguistico-culturale occitana, viene individuata la località nella Valle Gesso che, secondo gli storici, si identifica come il “luogo dei rovi” dal termine latino rubus o dal termine locale ruà, piccolo paese.
Sorto probabilmente nel XII secolo, diviene possedimento dell’Abbazia di Pedona, ma è a lungo conteso con il Marchesato di Saluzzo, fino ad essere compreso nel distretto di Cuneo nella seconda metà del secolo successivo, seguendo prima il dominio angioino poi quello sabaudo.
Roaschiese venditore di ricotta
Roaschiese venditore di ricotta
con la tipica bicicletta (anni 1930)
[da Fantino Mario “Grièt”]
Non mancano le liti secolari con il limitrofo Comune di Roccavione per contendersi il Vallone di Brignola, che cessarono solo verso la metà del XVIII secolo.
Nel 1663 il principe Tommaso di Savoia infeuda Roaschia alla famiglia Birago, già feudataria di Limone Piemonte e di Roccavione.
Dopo la grande peste del 1631, solo nel XIX secolo la popolazione di Roaschia ha un notevole incremento che raggiunge il massimo storico nel 1911 con 2000 abitanti.
Con il periodo fascista, nel 1928, Roaschia viene aggregata a Roccavione, di cui diviene la frazione maggiore, ma alla fine della seconda guerra mondiale nel 1946, riacquista l’attuale autonomia amministrativa.
Da sempre è il paese dei pastori transumanti, che abitualmente si spostavano con le greggi e la famiglia sul tipico carro detto cartùn, sui pascoli montani in estate ed in autunno verso la pianura padana.
Questa specificità attitudinale che solo agli inizi del secolo scorso vantava oltre 200.000 capi della tipica razza frabosana – roaschina,Pastore roaschiese con ariete
Pastore roaschiese con ariete al pascolo
[da Viale Bruno]
ottima produttrice di latte, particolarmente apprezzata per la sua frugalità, soprattutto nel secondo dopoguerra si è progressivamente indebolita, con un impoverimento dell’economia del paese che ha determinato un significativo movimento emigratorio dovuto anche alla marginalità del territorio.

Se negli ultimi decenni lo sfruttamento dei giacimenti di calcare ha assicurato una buona risorsa economico-finanziaria, l’apprezzabile flusso turistico estivo, attratto dalla tranquillità e salubrità dei luoghi, ha subìto un decremento costante.
Oggi il Comune di Roaschia, compreso nella Comunità Montana Valli Gesso e Vermenagna, con 163 abitanti, è il più piccolo paese delle due vallate alpine.

Antagonismo e Cooperazione: contributo scientifico del ricercatore di Antropologia culturale presso l'Università di Genova - Marco AIME - di famiglia roaschiese (su gentile concessione dell'autore).

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