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Pooh, ora della pensione? - Dopo l'addio di D'Orazio il gruppo non sa se avrà "la forza di continuare". Giusto: largo ai giovani
Notizia del 17 aprile 2009 - 14:37

Pooh, ora della pensione?

Dopo l'addio di D'Orazio il gruppo non sa se avrà "la forza di continuare". Giusto: largo ai giovani

di Daniele Passanante

"Ancora una notte insieme", dopo basta però. Il titolo dell'ultimo brano dei Pooh è da oggi in radio e potrebbe essere davvero l'ultimo. Poi "Chi fermerà la musica"? Per ora l'ha fatto definitivamente Stefano D'Orazio, l'infaticabile batterista ha detto stop. Ma la band storica, una delle più longeve al mondo, che ha cantato per anni "Piccola Katy" e "Uomini soli" ha già vissuto duri momenti con l'addio di Riccardo Fogli nel 1972. I quattro rimasti insieme da allora (Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Stefano D'Orazio) devono essersene fatta una ragione se hanno continuato fino al 2009. Ora però è innegabile: sono più soli di prima senza batterista.

Saranno "Giorni infiniti" senza Stefano, voce e batteria dal 1971? Forse. Quel che è certo è che i Pooh stanno per iniziare l'ultima tournée nella formazione completa (D'Orazio compreso), senza specifiche prospettive per il futuro. Il primo concerto sarà il 24 luglio dalla Piazza del Duomo di Brescia e proseguirà per tutta l'estate per concludersi a settembre con le date di Roma (Palalottomatica, 19 settembre) e Milano (Mediolanum Forum, 28 settembre). «La scelta di Stefano va rispettata -, hanno detto i Pooh nel corso di una conferenza stampa di presentazione del disco in uscita per l'8 maggio - ma se ci si lascia oggi con la propria moglie, non si può andare il giorno dopo con un'altra. Ora abbiamo una priorità: vivere insieme a Stefano questo momento importantissimo della nostra storia. Non siamo in condizione di avere certezze anche perché se decideremo di continuare dovremo fare qualcosa di ancora più forte. È difficile immaginare in questo momento di ridisegnare un nuovo percorso. Molto probabilmente se decideremo di andare avanti saremo in tre».

Sono stati "Anni senza fiato" questi dal 1966 al 2009, un'intera "Vita". E c'è da dire che è stata davvero "Brava la vita" con loro. D'Orazio rassicura i fans di non essere né stanco né malato e in una lettera di commiato scrive: «Non è facile decidere di dire basta quando tutto va alla perfezione, quando il successo con la esse maiuscola non sembra essere ancora stanco di accompagnarti, non è stato facile per me e so per certo che non lo è stato neanche per i miei "Amici per sempre", ma ho sentito l'irrefrenabile bisogno di mettere un punto alla mia vita e voltare pagina. Il mio futuro non è più così lontano e tutte le "altre" cose che "prima o poi" mi ero promesso di fare pretendono di essere fatte». Oggi anche ha spiegato che la scelta di lasciare il gruppo dopo 38 anni di attività è "di carattere interiore".

Poi, durante la presentazione dell'ultimo album ha confessato: «Mi sono reso conto che ho dedicato tutta la mia vita soltanto a questo bellissimo viaggio e ho sentito il bisogno di guardare anche oltre. Ho voglia di annoiarmi, di inventare un futuro in maniera diversa. Ho un sacco di cose nel cassetto: devo finire di scrivere un libro, ho scritto qualche musical e qualcuno mi dice di andare avanti, mi piacerebbe raccontare ai ragazzi come si fa a vivere da musicisti e mi piacerebbe girare il mondo, magari le stesse città dove abbiamo suonato e di cui ho visto soltanto palazzetti dello sport, teatri o alberghi». D'Orazio chiarisce di non avere idee precise ("non so cosa sarà da settembre in poi, né cosa mi capiterà"), ma di aver conquistato una consapevolezza legata all'età: «Non mi sento vecchio - conclude - ma sento che dovrei cominciare a mettere la testa a posto. Quando ho spento 60 candeline, mi sono reso conto che avevo qualche anno di troppo per continuare a suonare il tamburo». (Libero News)