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Nel 2006 movimentate quasi 50 milioni di tonnellate. L´incremento è stato del 3,7 per cento

Porti, Taranto sorpassa Trieste

Ilaria Ficarella
Secondo scalo per le merci. Arrivano investitori cinesi
Brindisi Il governo ha indicato Giuseppe Giurgiola
 
È il secondo porto in Italia. I dati sul volume dei traffici nel 2006 confermano che lo scalo di Taranto è riuscito a scalzare quello di Trieste e a posizionarsi immediatamente dopo quello di Genova. Un risultato, commenta il commissario uscente dell´autorità portuale ionica Luigi Lobuono, «che conferma le grandi potenzialità del porto e che è merito degli operatori e dei concessionari che vi operano». Nel 2006 il porto di Taranto ha movimentato 49,4 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 3,7 per cento rispetto al 2005 e del 46 per cento rispetto al 2000, anno in cui venne avviata l´attività di movimentazione dei container.
Gli imbarchi sono aumentati del 4,7 per cento, gli sbarchi del 3,2. Nel settore delle merci varie il traffico è salito a 17,7 milioni di tonnellate (pari a un più 6,2 per cento) grazie al netto aumento dei container, attestatisi a 6,2 milioni di tonnellate (23,2 per cento) per una movimentazione di 892.303 teu (24,5 per cento). Spiega l´autorità portuale tarantina: «Il traffico dei contenitori ha raggiunto il suo massimo storico da quando è operativo nel porto di Taranto il terminal container». In particolare, a raggiungere questo risultato ha contribuito il fatto che negli ultimi due mesi del 2006, sul terminal ha cominciato ad operare, in aggiunta al concessionario taiwanese Evergreen, anche la Msc il cui apporto è stato del 6 per cento rispetto al totale di traffico. In flessione, anche se abbondantemente compensata, risulta invece la movimentazione delle merci convenzionali, scese a 11,4 milioni di tonnellate. Diminuiti anche i container movimentati per ferrovia, che sono stati 29.447 teu, con una perdita del 15 per cento. Altalenanti infine i risultati sul fronte delle rinfuse: sono state complessivamente 31,8 milioni le tonnellate movimentate. Per le rinfuse liquide, petrolio e prodotti raffinati hanno fatto registrare una crescita anche fino a 11 punti percentuali (da Taranto sono passati quasi tre milioni di tonnellate di petrolio e oltre quattro di raffinati), mentre cala dell´11,2 per cento il traffico di altre merci. Le rinfuse solide sono invece in netto decremento: scende soprattutto la movimentazione del carbone che ha perso quasi il cinque per cento rispetto allo scorso anno. Nel 2006 le navi partite e arrivate in porto sono state 5.231 (più 0,6 per cento).
I risultati conseguiti l´anno scorso, che fanno di Taranto il secondo porto italiano, potrebbero essere determinanti nella scelta che alcuni investitori cinesi e non sono starebbero per fare nel Mediterraneo, secondo quanto confermato anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Enrico Letta. Fondamentale in questo senso diventa anche la possibilità di gestire i fondi per l´ampliamento dei fondali, sbloccati dal governo Prodi e resi agibili dall´ultima legge finanziaria che ha semplificato le procedure. Ma resta ancora aperta la questione del cambio al vertice dell´autorità portuale di Taranto. I ministri per i Trasporti e le Infrastrutture, Alessandro Bianchi e Antonio Di Pietro, hanno indicato Michele Conte per la presidenza dell´ente tarantino che dovrebbe così uscire dalla lunga fase di commissariamento. Stessa situazione si sta profilando per il porto di Brindisi. I ministeri hanno già espresso la propria preferenza per Giuseppe Giurgola, ex direttore generale del ministero dei Trasporto che peraltro ha già ricoperto in passato l´incarico di commissario dell´autorità portuale brindisina. Anche sul nome di Giurgola è attesa per le prossime ore la decisione del presidente della Regione Puglia.
(01 febbraio 2007)
 
 
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