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 PASQUINO - LA STORIA



LE PASQUINATE




  • DA NICCOLO' V (1447-55) A PAOLO III 1534-49)
  • DA GIULIO III (1550 - 55) A URBANO VIII (1623 - 44)
  • DA INNOCENZO X (1644-55) A PIO IX (1846 - 78)
  • SU CARDINALI
  • SU PERSONE
  • SU EVENTI
  • SUI CONCLAVI





  • DA GIULIO III (1550 - 55) A URBANO VIII (1623 - 44)

    Giulio III - Giov. Maria Ciocchi Dal Monte ( 1550 - 1555)

    Nomina di un diciassettenne a custode della scimmia

    Ama Dal Monte con uguale ardore
    la scimmia e il servitore.
    Egli al vago e femmineo garzoncello
    ha mandato il cappello;
    perché la scimmia, a trattamento uguale,
    non fa pur cardinale?

    Paolo IV - Gian Pietro Carafa (1555 - 1559)

    Figli, meno giudizio
    e più fede, comanda il Sant'Uffizio.
    E ragionate poco,
    ché contro la ragione esiste il foco.
    E la lingua a suo posto,
    ché a Paolo IV piace assai l'arrosto.


    Epitaffio

    Morto è il gran voltaggio, popul di Marte,
    quel ch'ha ingannato sempre tutto il mondo,
    hora ch'è andato fin giù nel profondo
    fa che di sé scriva in marmo e in carte.


    E ancora

    Caraffa in odio al diavolo e al cielo è qui sepolto.
    Col putrido cadavere, lo Spirito Erebo ha accolto.
    Odiò la pace in terra, la prece ci contese,
    ruinò Chiesa e popolo, uomini e cielo offese;
    infido amico, supplice ver l'oste a lui nefasta...
    Di più ne vuoi saper? Fu papa! e tanto basta.

    Pio IV - Giovan Angelo de Medici (1559 - 1566)

    Per la chiusura del Concilio di Trento

    Marforio: - Dopo tanto scalpore
    che s'è levato a Trento
    Pasquin, che s'è concluso?
    Pasquino: - Come piacque al Signore
    restammo al mille e cento:
    tutto secondo l'uso.
    Marforio: - Ma dunque?... La riforma?...
    Pasquino: - Zitto; pare che dorma!

    Pio V - Antonio Ghisleri (1566 - 1572)

    Fece costruire con gran pompa una latrina in Vaticano

    Papa Pius Quintus, ventres miseratus onustos,
    hocce cacatorium nobile fecit opus.
    - Papa Pio V, mosso a compassione dei ventri sovraccarichi,
    eresse un eccelso monumento: questo cacatoio. -


    Per l'abbruciamento di Antonio Paleario

    Quasi che fosse inverno
    Brucia cristiani Pio siccome legna
    per avvezzarsi al caldo dell'inferno.


    Per l'abbruciamento di Nicolò Franco

    Brucia, impicca, buon Pio,
    brucia in nome di Dio.
    Con tutti i tuoi tormenti,
    a me non mi spaventi;
    con tutto il tuo potere,
    non mi fai tacere.
    Io son duro, di sasso;
    Te sfido, o Satanasso!


    Parla Lucifero

    Se chi ha gran fiamme accese
    ha diritto al posto e titolo di Santo,
    io mi dichiaro offeso.
    Io che nel foco ci ho sofferto tanto,
    Cristo ti dico in viso
    che rivoglio il mio posto in Paradiso!

    Sisto V - Felice Peretti (1585 - 1590)

    Per i suoi umili natali

    Pontefice e sovrano,
    Sisto ognora sarò frate e villano.


    Per la sua ferocia

    Dov'era il Santo Spirito
    il dì che i cardinali
    elessero il pontefice?
    Per Dio! che fosse in estasi
    in quelle ore fatali
    che scelsero il carnefice?


    Per aver ordinato che alla statua della Minerva fosse messa in mano la croce

    In latino, in volgare ed in vernacolo,
    gridatelo per tutto:
    Sisto ha fatto un miracolo!
    Ha convertito Pallade pagana
    e l'ha fatta cristiana!


    Per aver sposato due nipoti a Colonna ed Orsini
    N.B Il papa proveniva da una famiglia di porcari

    Or sopra la Colonna e accanto all'Orso
    innesteremo il porco!


    Si vociferava che un crocefisso Sanguinasse. Il papa se lo fece portare, prese una scure e lo spaccò a metà dicendo: "Come Cristo ti adoro, come legno ti spacco". E si trovarono dentro delle spugne intrise di liquido rosso. Da cui Pasquino

    Papa Sisto non la perdona nemmeno a Cristo.

    E il Belli

    Fra tutti quelli c'hanno avuto er posto
    de vicari de Dio, nun z'è mai visto
    un papa rugantino, un papa tosto,
    un papa matto , uguale a papa Sisto.

    E nun zolo, è da d' che dessi er pisto
    a chiunqu'uomo che j'annava accosto,
    ma nun la perdonò neppure a Cristo
    e nemmeno lo roppe d'anniscosto.

    Aringraziamm' Iddio c'adesso er guasto
    nun po' succede più che venghi un fusto
    d'arimette la Chiesa in quell'incastro,

    perché nun ce po' esse tanto presto
    un antro papa che je piji er gusto
    de méttese pe' nome Sisto Sesto.


    Per rimpinguare le casse dello stato e quelle di famiglia, il papa mise il dazio su qualunque cosa cauSando un forte aumento dei prezzi.

    Marforio e Pasquino:
    - Come si potrà vivere, Pasquino, con le vettovaglie tanto rincarate per le gabelle imposte da Sisto?
    - E chi ti ha detto che si debba vivere sotto Sisto? Un po' per volta non si dee morire tutti impiccati?

    Marforio:
    -Cosa metti ad asciugare, Pasquino, a quest'ora?
    - Non vedi? la mia camicia
    - Aspetta domattina
    - No, perché mi toccherebbe pagare la tassa sul raggio di sole!


    In morte del papa (si dice che sia morto un mercoledì)

    Furti, dazi, gabelle, odi, rapine
    bolle, riforme, bandi, assalti e torti,
    carceri, esili e mille ingiuste morti,
    per la morte di Sisto, ebbero fine.


    Il mercoledì fu sempre rispettato
    e fu esente dal solito impiccato,
    perché il destino aveva già previsto
    d'impiccar quel giorno papa Sisto!

    Requie il diavolo accordi a papa Sisto,
    al diavolo fedel, ostile a Cristo.

    Clemente VIII - Ippolito Aldobrandini (1592 - 1605)

    Per l'assoluzione di Enrico IV di Francia

    Enrico era acattolico
    e per amor del regno, eccolo pronto
    a diventar cattolico apostolico.
    Se gliene torna conto
    Clemente, che è pontefice romano,
    donani si farà turco o luterano.

    Paolo V - Camillo Borghese (1592 - 1605)

    Per l'arricchimento del suo casato ai danni delle casse pontificie.

    Dopo i Caraffa, i Medici e i Farnese
    or si deve arricchir casa Borghese.

    Urbano VIII - Maffeo Barberini (1623 - 1644)

    Detto dal popolino "Papa Gabella, fu l'artefice della famosa spoliazione delle travi bromzee del Pantheon per procurare il bronzo necessario al baldacchino di San Pietro

    Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini

    Per la pesantezza delle gabelle

    - Ohimé, non ho un quattrino:
    tutto il mio l'ha Barberino


    Frati, preti e polli
    non sono mai satolli


    Urbano ottavo dalla barba bella,
    finito il giubileo impone gabella


    In occasione della costruzione della Fontana di Trevi

    Urban poi che di tasse aggravò il vino
    ricrea coll'acqua il popol di Quirino.


    E ancora

    Or che la grave tassa non ci fa beve il vino
    pensa a donarci l'acqua, l'ottimo Barberino.


    Per protestare contro le guerre del papa (sullo stemma dei Barberini compaiono 3 api).

    Pasquino:
    - Api, che il ciel mandò nel roman suolo
    per isfiorar quanto di bel vi era,
    mostrate homai la cera,
    si gusti il dolce miel che fatto avete. -
    Le api:
    - Avidi, che volete?
    Barbara cera e miel vi sia la guerra
    e il Sangue per noi si sparge in terra -


    Per il suo nepotismo

    Urbano ottavo celebre sarà fra gli altri papi,
    ché pascé male il gregge ma nutrì le api.


    Questo d'Urban si scriva al monumento
    ingrassò l'api e scorticò l'armento.


    Per le ripetute scomuniche

    Mi pare assai credibile
    che il fulmine terribile
    della Santa scomunica papale
    non possa fare all'uom
    né ben né male.








     


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