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Corriere della Sera

Inchiesta per corruzione e comparaggio, le Fiamme gialle puntano a risalire ai medici. La difesa: « L' azienda non è coinvolta »

Ricette in cambio di regali, perquisita la Pfizer

La Finanza negli uffici della casa farmaceutica al Labaro. Tra gli indagati l' ex direttore delle vendite. Le accuse.

Le voci erano insistenti. Gli indizi raccolti grazie ad accertamenti e riscontri incrociati avviati già da un paio d' anni sempre più numerosi. E poi c' erano i precedenti: almeno due maxi inchieste partite dalla Puglia, con diramazioni in varie città italiane, su regali di ogni genere ( dal televisore al plasma ultima generazione al viaggio ai Tropici per tutta la famiglia) fatti dalle case farmaceutiche a medici compiacenti, in cambio della prescrizione su larga scala dei loro prodotti. Un giro di milioni di euro, con centinaia di persone coinvolte. E adesso, per la prima volta, lo scandalo arriva nella capitale: è stata la Guardia di finanza di Roma, con una raffica di perquisizioni eseguite nelle scorse ore, ad aprire il nuovo fronte d' indagine. L' inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Angelo Racanelli, è agli inizi: nel mirino è finita la Pfizer, azienda farmaceutica leader nel mercato mondiale. La sede romana della società, che si trova in via Valbondione, al Labaro, è stata visitata più volte: ieri gli 007 delle Fiamme gialle hanno trascorso l' intera mattinata negli uffici del modernissimo palazzone di vetro, a pochi metri dal Raccordo anulare, scelto come quartier generale dalla « Pfizer Italia srl » . Sei i dipendenti finiti sul registro degli indagati: si tratta di dirigenti, capi area incaricati delle vendite o semplici impiegati della multinazionale. Due, almeno per ora, le ipotesi di reato: associazione a delinquere finalizzata da un lato alla corruzione e, dall' altro, al comparaggio, che è esattamente quella pratica per cui medici, farmacisti o altri operatori sanitari accettano denaro, premi e donazioni varie in cambio di prescrizioni « mirate » . Le indagini finora sono andate avanti nel massimo riserbo per non compromettere gli inevitabili sviluppi, vale a dire il coinvolgimento dei medici che avrebbero accettato regali in natura o pacchetti vacanza. Tra i cadeau maggiormente apprezzati, quelli ad alto contenuto tecnologico: tv a schermo ultrapiatto, videoregistratori, computer portatili. Ma si sospetta anche che alcuni dottori preferissero il pagamento in contanti, nell' ordine del 10 12% del prezzo di ogni medicinale segnato nella ricetta. Il personaggio centrale tra gli indagati, stando alle prime informative delle Fiamme gialle al magistrato, è Mario Ceriati, direttore generale delle vendite della Pfizer Italia ( « National sales director » secon do il sito Internet della multinazionale) fino al mese scorso, quando si è dimesso. Stringata la reazione della casa farmaceutica. « Siamo al corrente che c' è un' inchiesta in corso dicono alla Pfizer Italia ma precisiamo che l' azienda non è coinvolta. Le indagini rigurdano ex dipendenti o figure marginali » . Sarebbe stato proprio Ceriati a tenere le fila di quella sorta di organizzazione piramidale che si irradiava sul territorio attraverso capi area, venditori e informatori scientifici, con l' obiettivo di contattare medici di base o ospedalieri per « promuovere » i loro farmaci. Quali le confezioni più sponsorizzate? Di ogni genere, dagli antinfluenzali agli antibiotici, ma con un occhio di riguardo ai salvavita, visto il costo molto elevato. Non è la prima volta che gli uffici della Pfizer in Italia finiscono sotto inchiesta. Nel luglio del 2002 i carabinieri del Nas e del comando provinciale di Bari arrestarono 22 persone e ne indagarono altre 170 nell' ambito di un' analoga inchiesta sulle « ricette facili » ( intestate anche a defunti) ottenute in cambio di regali o mazzette. Non più di due mesi fa, sempre in Puglia, sono inoltre scattati 60 arresti di medici, farmacisti, capi area di case farmaceutiche e informatori scientifici. E' lo stesso sito www. informatori. it ( che contiene la « Rivista telematica per l' informazione sul farmaco » ) ad informare in tempo reale sugli sviluppi delle indagini: ad aprile a finire nei guai erano stati tre informatori pugliesi della Pfizer, assieme ai colleghi parigrado e ad alcuni capi area di aziende come la Glaxo, la Bristol Myers Squibb, la Recordati, la Pharmacia, la Bracco, la Astra Zeneca e a un dirigente della Biofutura. Oggi, al contrario, uno dei primi passi dell' inchiesta romana ha portato al coinvolgimento in prima persona di una figura di spicco, il direttore delle vendite. Segno che gli investigatori puntano in alto: individuare, se esiste, una regia unica del meccanismo di corruzione dell' intera rete in Italia. Fabrizio Peronaci fperonaci@ corriere. it Le accuse L' inchiesta della Guardia di finanza sul traffico di ricette mediche in cambio di viaggi o regali si basa per ora su due ipotesi di reato. CORRUZIONE L' art. 319 del codice penale prevede la « Corruzione per un atto contrario ai doveri d' ufficio » . Il pubblico ufficiale ( in questo caso un medico della Asl) che « per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa » , è punito con la reclusione da due a cinque anni. COMPARAGGIO Si tratta di una forma particolare di corruzione, prevista dall' art. 170 del Testo unico delle leggi sanitarie: « Il medico o il veterinario che ricevano, per sé o per altri, denaro o altra utilità allo scopo di agevolare, con prestazioni mediche o in qualsiasi altro modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico, sono puniti con l' arresto fino a un anno » . Il secondo comma precisa che la « la pena è sempre dell' arresto nel caso di recidiva » . Inoltre « la condanna all' arresto importa la sospensione dall' esercizio della professione per un periodo pari alla durata della pena inflitta » .

Peronaci Fabrizio

Pagina 53
(17 giugno 2005) - Corriere della Sera

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