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Corriere della Sera

Solo il ministro italiano ha contestato le dichiarazioni, pronunciate nel 17° anniversario della fuga radioattiva più grave

Sfida russa sul nucleare nel giorno di Chernobyl

Intervento al G8 sull' Ambiente: «E' l' energia più pulita». Matteoli si oppone: «Quel disastro non va dimenticato» «Nel nostro Paese c' è stato un referendum popolare che non intendiamo mettere in discussione» Mosca non ratifica il patto di Kyoto sui gas-serra

DAL NOSTRO INVIATO PARIGI - «Il nucleare resta il sistema più pulito per produrre energia senza alterare il clima. La Russia intende impegnarsi a rilanciare questa opzione energetica attraverso la realizzazione di reattori più sicuri, in grado di scongiurare gravi incidenti come quello di Chernobyl». Ieri a Parigi, proprio nella giornata in cui ricorreva il 17° anniversario del più grave incidente nucleare della storia (26 aprile 1986), la signora Irina Osokina, ministro russo delle Risorse naturali, ha spiazzato tutti i suoi colleghi che partecipano al G8 Ambiente con questa inattesa dichiarazione. Molti dei ministri presenti, compreso l' italiano Altero Matteoli, hanno confessato che quando la Osokina ha preso la parola si aspettavano l' atteso annuncio che la Russia avrebbe ratificato il Protocollo di Kyoto, così come aveva invocato l' anno scorso al vertice di Johannesburg il presidente dell' Unione europea, Romano Prodi. Dopo la defezione degli Stati Uniti, infatti, affinché il sofferto trattato per la riduzione dei gas-serra entri in vigore, manca solo il sì di Mosca. Macché, ancora nessun impegno sulla data di ratifica del Protocollo, solo una vaga rassicurazione che prima o poi il parlamento russo l' approverà. E, intanto, riecco comparire il fantasma del nucleare russo. «Silenzio assoluto al tavolo del G8 dopo l' inaspettato annuncio della Osokina - ha raccontato ieri mattina il ministro Matteoli, uscendo dalla storica sede di tanti negoziati internazionali in Avenue Kleber -. Solo io ho preso la parola per ricordare che Chernobyl è stato un disastro ambientale di enorme portata, i cui effetti perdurano ancor oggi. E che proprio in conseguenza di quell' incidente, l' Italia è uscita dal nucleare con un referendum popolare che non intendiamo rimettere in discussione». Un giudizio netto quello del ministro dell' Ambiente Matteoli, che appare difforme da quello espresso da altri esponenti del governo Berlusconi i quali, proprio negli ultimi giorni, non hanno escluso una futura riapertura dell' opzione energetica nucleare in Italia, date le difficoltà di ridurre significativamente l' uso dei combustibili fossili e, di conseguenza, le emissioni dei gas-serra. Tutto questo mentre le aziende italiane ottengono il permesso di partecipare alla progettazione e alla realizzazione di centrali nucleari all' estero, in particolare nei Paesi dell' Est europeo. «Non credo che si possa proibire alle imprese italiane di partecipare a lavori per la realizzazione di centrali nucleari all' estero, soprattutto tenuto conto della difficile congiuntura economica - replica Matteoli -. Su questo argomento c' è stata una precisa volontà espressa dal parlamento, non possiamo opporci». Durissimo il giudizio dei rappresentanti di Legambiente, presenti numerosi a Parigi per partecipare al contro-vertice organizzato da numerose associazioni ambientalistiche nella cittadina di Angers: «Stiamo assistendo a una vera e propria roulette russa - commenta Roberto Della Seta -. Rimandando sine die la ratifica dell' accordo per la riduzione dei gas-serra e promuovendo nuove Chernobyl, Mosca mette una seria ipoteca sulla possibilità di uno sviluppo energetico sicuro e sostenibile. L' Ue deve fare sentire la sua voce facendosi carico della necessità russa di trovare nuove forme di approvvigionamento energetico e spingendo affinché si promuovano le rinnovabili e si ratifichi il Protocollo di Kyoto». Nell' Europa dei 25 il rischio di incidenti nucleari sta aumentando, invece che diminuire, ha denunciato ieri Legambiente presentando una mappa delle centrali-rottame ancora in funzione nell' Est. Destano molte preoccupazioni, in particolare, due reattori esistenti a Ignalina (Lituania) e altri due a Bohunice (Slovacchia), tutti classificati ai più bassi livelli nella scala di sicurezza elaborata dall' Istituto di Ecologia di Vienna. Ma il panorama complessivo e ben lungi da quella «sicurezza intrinseca» a cui aspirano i fautori del nucleare. «È vero che il nucleare è un processo energetico privo di emissioni riscaldanti come l' anidride carbonica - aggiunge Alberto Fiorillo di Legambiente -, tuttavia rimangono ancora irrisolti i problemi della sicurezza, degli incidenti che possono portare alla fusione del nocciolo, e quelli della gestione e dello stoccaggio di rifiuti radioattivi che conservano la loro pericolosità per migliaia di anni». A questi limiti strutturali si aggiungono ora, sottolineano gli ambientalisti, le preoccupazioni legate al terrorismo internazionale, che minaccia di scegliere gli impianti nucleari come obiettivi di disastrose azioni dimostrative, tanto che negli Stati Uniti è stato introdotto il divieto di sorvolo negli impianti da parte dei velivoli di qualunque tipo. Ancora, c' è il rischio che lo sviluppo del nucleare civile in paesi politicamente instabili, diventi un paravento per la produzione di materiale fissile da utilizzare come armamento. «Insomma, molto meglio forzare i tempi per sviluppare il nuovo sistema energetico basato sull' idrogeno - conclude Fiorillo - che, secondo l' autorevole parere di illustri scienziati, è sicuro e privo di emissioni». Franco Foresta Martin LA TRAGEDIA 1 26 APRILE 1986 Disastro in Ucraina Nella notte del 26 aprile 1986, all' 1.23, a 100 chilometri dalla capitale dell' Ucraina, Kiev, nel reattore del quarto blocco della centrale atomica di Cernobyl (foto) avviene un' esplosione. I morti sono 28 2 26 APRILE 1996 Oltre 10 mila morti Dieci anni dopo l' Oms calcola oltre 10 mila vittime e un inquinamento radioattivo 200 volte superiore a quello registrato a Hiroshima e Nagasaki (nella foto i soccorsi) 3 15 DICEMBRE 2000 La centrale chiude Il 15 dicembre 2000 viene spento l' ultimo reattore attivo (nella foto il «sarcofago»). Il bilancio è di 15 mila morti, 50 mila invalidi e 3,5 milioni di contaminati in Ucraina I patti di Kyoto 1997 L' ANNO in cui viene firmato il Protocollo di Kyoto: stabilisce la riduzione del 5% delle emissioni dei gas serra nel pianeta entro il 2012 55 I PAESI responsabili delle emissioni di CO2 che devono ratificare il protocollo di Kyoto per garantirne l' entrata in vigore 34 I PAESI che insieme rappresentano il 55% delle emissioni di CO2. Per raggiungere il quorum è però necessaria la firma della Russia 36,1 PER CENTO è la quantità di gas prodotta soltanto dagli Stati Uniti, che però considerano il Protocollo «inefficace e insostenibile»

Foresta Martin Franco

Pagina 14
(27 aprile 2003) - Corriere della Sera

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