1861
1862 - 1914
1915 - 18
1919 - 39
1940 - 43
1943 - 45
1946 - 47
1948 - 54
1955 ad oggi
 


UFFICIO STORICO
Il Risorgimento nella produzione libraria dell'Ufficio Storico dello SME

CHI C'ERA

Stato Maggiore dell'Esercito

Comando Regione Militare Nord
Comando Militare Esercito "Veneto"

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Corpo d'Armata di Reazione Rapida

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1° Comando Forze di Difesa

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Brigata meccanizzata "Aosta"

Brigata meccanizzata "Granatieri di Sardegna"

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La Storia > 1861
Centocinquant'anni fa


Le importanti riforme attuate dallo Stato Maggiore di Vittorio Emanuele II per riconvertire la vecchia Armata Sarda nel primo Esercito Italiano, iniziarono appena conclusa la seconda guerra di indipendenza, alla fine del 1859. Il piccolo esercito regionale del Re di Sardegna non era più sufficiente ad assolvere i complessi compiti che invece avrebbe dovuto affrontare il nuovo esercito a base nazionale.

Le operazioni di riunione, di tutte le forze militari disponibili nel paese iniziarono negli ultimi mesi del 1859 concludendo una prima fase organizzativa nel marzo del 1861; infatti fu allora che, con nota n. 76 del 4 maggio 1861, il Ministro Fanti ''rende noto a tutte la Autorità, Corpi ed Uffici militari che d'ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l'antica denominazione d'Armata Sarda''.

Prima che anche i due restanti eserciti preunitari, il Borbonico ed il Garibaldino, venissero integrati, 1'Esercito presentava una struttura basata su cinque Corpi d'Armata dei quali quattro erano formati ognuno da tre divisioni, ciascuna con due brigate di Fanteria, due battaglioni Bersaglieri e tre batterie d'Artiglieria, più una brigata di Cavalleria su 3 reggimenti.
Fuori dai corpi d'armata c'era un'altra divisione di Cavalleria con quattro reggimenti e due batterie a cavallo. I cinquanta reggimenti di Fanteria e i diciotto di Cavalleria erano rispettivamente ordinati su quattro unità di livello battaglione/squadrone ciascuno.

L'Artiglieria comprendeva un totale di otto reggimenti di cui il 1° era di pontieri e operai, il 2°, 3° e 4°, appartenevano all'artiglieria da piazza, su 12 compagnie ciascuno, il 5°, 6°, 7° ed 8°, erano "da campagna" con 12 batterie ciascuno. Le batterie a cavallo erano parte del 5° reggimento.

Il Genio venne ordinato su due reggimenti di 16 compagnie ciascuno.







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