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Roberto Previtali


 
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Benvenuto nel Sito ufficiale di Roberto Previtali!

Innanzitutto colgo l’occasione per ringraziare Paolo mio fedele amico e non a caso testimone di nozze per la realizzazione del mio sito internet.

La mia storia calcistica parte da quando sono nato: nella culla i miei zii Paolo e Mirco non mi facevano mai mancare un pallone e mi hanno detto che gia lì iniziavo a fare i primi miei palleggi!! Quando poi cominciai a muovere i primi passi, avendo una famiglia amante del calcio, mi cercarono di inculcare la stessa passione e credo proprio che ci siano riusciti. I tiri nel cortile di mia nonna Virginia erano l’apice della felicità, soprattutto la domenica dopo pranzo: allora non c’erano ancora le partite trasmesse da SKY, così con mio padre e miei zii si andava a fare i cosiddetti “DUE TIRI”. Si rideva tutti assieme vedendo un ragazzino che con grinta cercava di tirare il pallone più forte che poteva in porta ( il garage ) con un esito sempre uguale…. parata!!!! Solo mio nonno era meno felice, nonostante il suo nome, Felice, perché spesso capitava che il pallone andasse sui fiori piantati nelle aiuole. Questi sono stati i miei primi calci e sicuramente i più belli in assoluto!!!!

All’età di 7 anni cominciai a giocare per una squadra, la mia prima squadra “POLISPORTIVA LAGO DI ENDINE”. Non c’era la categoria dei pulcini c’era solo quella degli esordienti: alcuni miei compagni avevano già 10 anni, però nonostante fossi il più piccolo mi divertivo tantissimo a rincorrere e toccare ogni tanto quella sfera. Durante le partite non c’era ne tattica, ne moduli, ne parolacce, c’erano 22 bambini che correvano, giocavano e si divertivano; sulla fascia sinistra ce n’era uno più piccolo degli altri con il cordino di pantaloncini in bocca: quello ero io. Un’ ala sinistra, ma non perché veloce o dotato di un buon piede mancino (sono destro), ma perché quelli piccolini li mettono sempre in fascia. Mi divertivo da matti andare all’allenamento e non vedevo l’ora che arrivasse il lunedì e il mercoledì per tornare al campo. Tra i miei compagni Simone F, Omar, Matteo, Davide, Simone S. tutti del mio paese Ranzanico

A 9 anni cominciai, come spesso si fa a quell’età, a fare i primi provini: PRIMO: Atalanta, Campo Militare, domenica mattina, 22 bambini si trovano e fanno una partita, 44 parenti sugli spalti a osservare il proprio figlio con la maglia dell’Atalanta, 10 allenatori che guardano la partita e commentano: “è bravino però e un po’ piccolo lo riporti il prossimo anno”. Io ero non ero tanto dispiaciuto, non volevo lasciare i miei amici per andare all’Atalanta sembrano tutti già dei professori. SECONDO: Brescia!! No!!!!! Io sono dell’Atalanta non posso andare a provare al Brescia mi prenderanno in giro i miei amici!!!! Brescia, domenica mattina, centro San Filippo, campo centrale, i soliti 21 bambini che scalpitano perché vogliono indossare la maglia del Brescia, 1 no!! IO!! Però Il campo era bellissimo tutto in erba soffice la tribuna era grandissima e a malapena distinguevo mio papà e mia mamma. La partita andò benissimo tanto che alla fine dopo la doccia l’allenatore il signor Clerici ci disse : “ tecnicamente è un mostro!!!! È un po’ piccolino, ma sappiamo come tirargli le gambe, ci vediamo presto!!!” La battuta mi piacque, ma quel ci vediamo presto non mi fece impazzire; non mi avranno mica preso vero? I miei amici se vado a giocare nel Brescia mi massacrano!!!!

Cominciai i primi di settembre, accompagnato da mio papà. Il mio allenatore si chiamava Roberto Clerici, un’istituzione del calcio bresciano: sotto di lui sono cresciuti giocatori come Corini e Pirlo su tutti. Il mister all’interno del campo era uno molto severo e cacciava dei rimproveri traumatizzanti per me abituato a qualche piccolo richiamo; invece fuori il mister si trasformava, diventando amico di tutti. Nella mia squadra si intravedeva giovani di grandi capacità calcistiche su tutti un certo Roberto Guana: magro e secco con una grande tecnica di base, già a 10 anni tutti lo davano come predestinato alla serie a e così è stato. Faticavo a inserirmi nel gruppo e il viaggio diventava sempre più insostenibile decisi dopo in mese di allenamenti di non andare più e tornare alla mia ex squadra. L’esperienza di Brescia ,seppur di solo un mese, si rivelò molto importante per il proseguimento di crescita calcistica.

Le cose a Endine erano un po’ cambiate: si erano aggiunti degli altri ragazzi provenienti da Fonteno e Solto Collina. Tra questi ce n’era uno che era molto in gamba che giocava da attaccante: Paolo. Nei primi giorni sembrava ci fosse un po’ di diffidenza da parte dei nuovi arrivati nei miei confronti forse perché venivo da Brescia e pensavano che mi ero montato la testa, ma dopo pochi allenamenti mi inserii alla grande nel gruppo nuovo; anzi proprio con Paolo nacque una forte amicizia condivisa anche dai miei e suoi genitori. In quel campionato finalmente potavamo lottare per vincerlo e così fu: arrivammo primi a pari merito con il Seriate Rossi, ma venimmo eliminati subito dalle finali provinciali. Oltre ai compagni di Ranzanico si inserirono Massi, Manuel, Capoferri, il Balì, Icio, e naturalmente Paolo.

A fine stagione arrivarono ancora i periodi dei provini. Questa volta però non ero più solo con me a provare c’era anche Paolo e le cose andarono assolutamente meglio. Provammo all’Atalanta con esito negativo e poi di nuovo a Brescia: anche questa volta andò bene sia per me che per Paolo così essendo in due e non più da solo ci riprovai.

A Brescia incontrai ancora mister Clerici, ma questa volta non fu lui il nostro allenatore, ma un certo mister Mussa. Siccome facevamo un campionato provinciale vincemmo tutte le partite alcune anche con molti gol di scarto. Verso marzo però arrivava il bello: i tornei. Tra questi i più belli furono a Toscolano Maderno, a Verona e a La Louviere in Belgio. Quest’ultimo fu in assoluto il più bello di tutti: io, Paolo e altri due ragazzi Leoni Ermanno e Alessio Ghidini, fummo scelti da una squadra della provincia di Brescia, il Cellatica, per giocare questo torneo in Belgio. Nonostante fossimo rispetto alle altre squadre un anno più piccoli, arrivammo secondi battuti solo da un gol nei tempi supplementari.

Nonostante però l’organizzazione del viaggio a Brescia fosse migliore, i kilometri erano tanti e il tempo tolto allo studio era parecchio. Così si decise di cambiare squadra avvicinandosi a casa. Un amico di mio padre ci consigliò di provare a Cenate Sotto dove c’era un allenatore Francesco Trovenzi che era un osservatore dell’Atalanta. A settembre cominciammo con la nuova squadra. Il nuovo allenatore era una persona molto particolare, si muoveva sempre con il suo pulmino e capitava spesso che la domenica dopo la partita portasse 5 – 6 ragazzi con lui a giocare in qualche campo. Eravamo una buona squadra e quell’anno l’inserimento mio di Paolo e di altri nuovi giocatori portò degli esiti positivi. Non si era ai livelli di Brescia però nei tornei di fine anno ci prendemmo le nostre soddisfazioni tra cui la vittoria delle biciclette a torneo di Lovere. Tra i compagni di squadra c’erano anche ragazzi che tutt’oggi sono miei amici come Gigi, Mago, Matteo, Piddu, Omar, Gnole, Gianluca, Vava e Daniel.

Giocai nel Cenate Sotto per due anni poi la squadra si spaccò 2 giocatori andarono al Leffe, uno all’Alzano Virescit, alcuni alla Grumellese, ma la parte più consistente insieme all’allenatore si trasferì a S. Paolo d’Argon. Qui incontrai un mio amico del mio paese che giocava già li Omar Torri ma dopo poco mi abbandonò perché ceduto al Leffe. A S. Paolo il direttore della prima squadra era Giancarlo Finardi una persona squisita che nel proseguo della mia carriera è sempre stato punto di riferimento. Il primo anno con Francesco vincemmo il nostro girone, ma nel torneo Ciatto (il torneo principale della categoria Giovanissimi a livello provinciale) venimmo eliminati dall’Albinese di Tom Astolfi con un secco 7-1. Quell’anno spesso la Domenica andavo anche a giocare con gli allievi regionali allenati dal mister Trovesi Danilo: pur essendo il più piccolo capitava spesso che mi facesse giocare con dei buoni risultati. Addirittura entrai anche nella finale del torneo Cassera ( stessa valenza del torneo Ciatto solo che per la categoria Allievi) che si giocò allo stadio di Bergamo. Perdemmo quella finale per 2-0 con l’Alzano Virescit ma per me giocare nello stadio di Bergamo era come una vittoria di coppa del mondo. Tra i compagni c’erano Bobo, Pozzi, i Gemelli, Bubi, Ghana, Gallo con gli allievi Ricky, Manuel, Omar A, Pellizza, Tinti, Viti per i giovanissimi. Cominciai a essere convocato con la rappresentativa bergamasca allenata da mister Bugada dove ebbi la possibilità di giocare contro le altre rappresentative e conoscere e apprezzare quei ragazzi che durante l’anno erano miei avversari.

L’anno seguente passai per età nella categoria degli allievi, lasciai Francesco Trovesi e ebbi come allenatore Danilo Trovasi: che spettacolo!! Come mi sono divertito quell’anno non credo succederà mai più. Il campionato regionale che disputammo non fu eccezionale, ma ci prendemmo una grossa soddisfazione nel Cassera. Quell’anno fummo proprio noi a vincerlo battendo in finale allo stadio di Bergamo la squadra che qualche anno prima ce ne aveva rifilati 7. Quel giorno cambiò la mia vita calcistica infatti lo stesso giorno venni premiato come miglior giocatore del torneo e fui invitato il giorno dopo a disputare un torneo con l’Atalanta a Lecco. Tutto troppo alla svelta!!!! Il quadrangolare andò bene lo vincemmo, ma che spettacolo giocare con certi ragazzi, Donati e Dalla Bona su tutti. Al contrario delle altre prove questa volta l’Atalanta mi richiamò a fare un altro torneo a Treviglio. Era la prova del nove, se avessi giocato bene probabilmente ad agosto avrei cominciato ad andare a Zingonia al centro dell’Atalanta. E così fu: disputai un buon torneo nonostante l’emozione e la consapevolezza di che era l’ultimo treno per entrare nella squadra dei record.

Finalmente ero a Zingonia dopo tanti anni di prove avevo quasi perso la speranza, ma il difficile doveva ancora arrivare. La preparazione cominciò primi di agosto l’allenatore era Eugenio Perico, uno che quando urla lo si sente a Treviglio, e la squadra in cui andavo a giocare era la squadra dei record. Infatti aveva fatto 102 partite consecutive senza mai perdere, lasciando immaginare quindi quanti tornei aveva vinto. I primi mesi sono stati molto difficili: nel 1 torneo il “Torneo delle Valli” non giocai nemmeno una gara e ci volle un po’ di tempo prima di disputare una partita da titolare. Nel mio ruolo c’erano ragazzi come Longhi Matteo, Balacchi Fabio e Donati Massimo e cercare di trovare spazio era ogni volta un’impresa. Gli allenamenti mi davano possibilità di migliorarmi ed infatti nella seconda parte di stagione riuscii a giocare molto di più rispetto alla prima parte; supplivo alle mie discrete qualità tecniche ( che comunque avevo molto migliorato) con la voglia e l’agonismo che ancora oggi ho. Alla fine dell’anno si doveva passare alla primavera ma solo 12 passavano nuova squadra: io non facevo parte di questa selezione, così il signor Favini mi disse che mi avevano acquistato dal San Paolo d’Argon e che potevo scegliere tra alcune squadre che disputavano il campionato Nazional Dilettanti oppure alcune beretti. Scelsi l’Alzano Virescit. Negli squadra degli allievi c’erano anche Paolo, Racca, Togni, Diego, Presso, Cristian, Nico, Guzzinelli, Fiore, Gadau, Mauro e Matteo Mine e altri ottimi giocatori.

Ad Alzano venne con me un mio compagno Marco Garavelli; li incontrai altri ragazzi che avevano già giocato con me perciò fu facile inserirsi subito nel gruppo. L’allenatore era Giancarlo Snidaro aveva una ottima squadra: era una mista giocatori nati nell’80 e nell’81 e spesso si aggragavano anche dei ragazzi che si allenavano con la prima squadra che quell’anno disputava il campionato di C1. Il campionato andò benissimo giocai quasi tutte le partite, vincemmo il girone purtroppo però, a venimmo nelle finali per lo scudetto dalla Pro Sesto . Ebbi anche la fortuna di essere convocato alcune volte ( 6 ) con la prima squadra che proprio quell’anno vinse il campionato e salì in serie B. Ricordo come se fosse ieri il mio primo ritiro con una prima squadra: giocavamo ad Arezzo e mi misero in camera con Armando Madonna un’istituzione del calcio bergamasco, perché il suo solito compagno Giacomo Ferrari era squalificato. La vigilia della mia prima partita nel calcio vero la passai vedendo il film “Il ciclone”. Ora gioco con il figlio Nicola e lui allenatore della primavera dell’AlbinoLeffe è un amico e consigliere delle mie scelte. Alla fine della stagione nonostante l’Alzano aveva cercato di tenermi, l’Atalanta mi volle di nuovo a Zingonia così tornai a giocare con i neroblu. Nella Berretti ricordo con piacere Sotto, Longhi, Biava, Fena, Gaffu, Sassi, Maycol, Omar M, Force, Bono e il Conca .

La prima squadra era in serie B e Giovanni Vavassori era il suo nuovo allenatore, così venne nominato un nuovo allenatore della primavera: Giancarlo Finardi. Oltre a me anche altri ragazzi vennero reinseriti nella primavera tra cui Cristian Raimondi reduce da una splendida stagione all’AlbinoLeffe. Il mister mi conosceva bene e mi diede molta fiducia fino dall’inizio: il ragazzo alle prime armi arrivato due anni prima era cresciuto molto e infatti conquistai un posto da titolare grazie anche al fatto che Donati era titolare in prima squadra e Samuele Dalla Bona si era trasferito al Chelsea. Quell’anno vincemmo la coppa Italia di categoria contro il Napoli che però poi si vendicò eliminandoci dalle fasi finali del campionato. A fine stagione i dirigenti mi dissero che erano molto contenti di me e nonostante avessi delle richieste da parte di squadra di serie C mi dissero che volevano farmi partire nella nuova stagione in ritiro con la prima squadra.

Le cose non andarono proprio come stabilito. Siccome la società non riuscì a piazzare certi giocatori partii ancora in ritiro con la primavera. Nella squadra erano saliti i ragazzi degli allievi tra cui giocatori come Rolando Bianchi, Gianpaolo Pazzini oltre alla conferma di tanti ragazzi dell’anno precedente. Il campionato andò bene: feci anche 5 goal tra cui uno al Brescia con un cucchiaio alla Totti, ma la nostra passione era la coppa Italia che vincemmo a Bari contro la squadra della città. Quella volta feci il Capitano e ebbi la fortuna di alzare la coppa, ma non fu la sola emozione della stagione. Infatti accadde che durante quell’anno l’Atalanta, che stava facendo un bellissimo campionato, vennero squalificati alcuni giocatori per il calcio scommesse. Questo permise a me e altri miei compagni di squadra come Vinicio Espinal e Mauro Minelli di allenarci e di essere convocati con la prima squadra. Contro il Lecce nel Salento in una giornata piovosa feci la mia panchina con una vittoria per 0 – 2 con goal di Ventola e Morfeo. Poter allenarsi con giocatori così bravi era uno spettacolo e tutti i giorni c’era qualcosa da imparare sia nel campo che fuor dal campo. Dopo altre panchine con Bologna, Parma, e Inter ( la partita del motorino lanciato dagli spalti) andammo a Perugia. Non avrei mai creduto di giocare quella partita, ma accedde che Paganin ebbe un infortunio all’ultimo minuti liberando un posto negli 11. Il mister con degli spostamenti tattici di alcuni giocatori mi schierò nel mio ruolo più congeniale davanti alla difesa. Feci proprio la partita della vita peccato solo per il risultato, un 2 - 2 per colpa del famoso coreano Haan che pareggiò nei minuti di recupero. Purtroppo una nuova sentenza revocò la squalifica ai giocatori dell’Atalanta e così non venni più convocato eccetto l’ultima di campionato con la Juventus dove ebbi la fortuna di parlare a fine gara con il Zidane.

I programmi per la nuova stagione erano stabiliti: si era deciso di andare a giocare nel Lumezzane in C1. Non era una squadra di città ma i proprietari erano molto ambiziosi e avevano allestito un gruppo molto competitivo. Da li è cominciata la mia carriera nel calcio vero che mi ha portato prima all’Alzano, poi allo Spezia e all’Albinoleffe dove tutt’ora gioco.

Saluto con affetto tutti i miei ex compagni di squadra anche quelli che non ho citato personalmente perché altrimenti l’elenco sarebbe stato lunghissimo!!!!!!!!


 
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