IL PORTO NAVILE

La sistemazione di un porto sul Navile fu un'attività a cui furono dedicate molte energie.

Solo nel 1288 il porto, era già cosa fatta, servito di stadere pubbliche e da vie tenute ben sgombre e inghiaiate, con un bel ponte di legno largo 20 piedi (= m 7,60), e il collegamento con il Campo del Mercato.

Esso era stato realizzato allargando il canale stesso che misurava così 11,4 m di larghezza per 76 m di lunghezza, in grado quindi di ospitare tre barche affiancate. Sulla sponda destra vi era l'edificio della dogana, l'abitazione del custode del porto, le stalle per cavalli e buoi e un ampio piazzale per il movimento dei carri. Sulla riva sinistra del porto vi era uno spiazzo, detto " prato di Magone", dove venivano accatastati gli abeti in transito o in arrivo.

Era l'unico luogo in cui potevano giungere le merci provenienti dal Ferrarese, anche se le difficoltà non dovevano mancare, sia per la ristrettezza dei luoghi, che non consentivano l'attracco a tutte le imbarcazioni, sia alla penuria d'acqua sempre in agguato. In presenza quindi di stazze troppo elevate rispetto al pescaggio, soprattutto a pieno carico, a valle del porto si facevano trasbordare le merci su navi più piccole, oppure, se l'acqua era così poca che neanche quelle potevano navigare, su carri per essere condotte fino al Maccagnano e di lì in città per la via delle Pugliole..