Economia

Recessione, il 2012 parte sotto zero

15 febbraio 2012

Disastro del Pil nel quarto trimestre dell’anno scorso

Nel quarto trimestre  del 2011 il Pil dell’Italia ha registrato una contrazione pari a -0,7% rispetto al trimestre precedente. Un numero peggiore delle stime degli analisti che si attendevano un calo tra -0,5%/-0,6%. Si tratta della seconda contrazione congiunturale consecutiva del Pil, dopo quella del terzo trimestre (-0,2%), e dunque certifica l’entrata in recessione del paese. Pessimo l’effetto trascinamento sul 2012.

DECRESCITA, DECRESCITA - Per quest’anno, nell’ipotesi di variazioni nulle del Pil, il paese parte zottozero, con una crescita (‘decrescita’) acquisita pari a -0,6%. Nel terzo trimestre, invece, c’è stato un -0,2% congiunturale e un +0,3% tendenziale. Il quarto trimestre dell’anno scorso ha avuto tre giorni lavorativi in meno nel confronto con i tre mesi prima e due giorni lavorativi in meno rispetto a ottobre-dicembre 2010. Nello stesso periodo, aggiunge l’istituto di statistica, il Pil su base trimestrale è aumentato dello 0,7% negli Stati Uniti ed è diminuito dello 0,2% nel Regno Unito e dello 0,6% in Giappone. Rispetto al quarto trimestre 2010, invece, il Pil è cresciuto dell’1,6% negli Usa e dello 0,8% in Gran Bretagna, mentre è calato dell’1% in Giappone. L’Italia torna quindi in recessione dopo poco piu’ di due anni, l’ultimo periodo di recessione era terminato dopo il secondo trimestre del 2009. Lo rileva l’Istat.

2 commenti a Recessione, il 2012 parte sotto zero

  1. vilcoijote

    Eppure quer gran cojone de arcore, ancora insisteva che la crisi e la recessione…era nà ‘nvenzione…dei communisti….quanno erano propio i communisti a esse ‘na invenzione!!!!!!

  2. Ter LAN

    Eppure, caro “vilcoijote”, sta tranquillo che alle prossime elezioni politiche (e non) ci sarà ancora un gran numero di “cojoni” che vorranno il pedonano e i suoi dipendenti al potere. Spero solo, in una siffatta sciagurata ipotesi, che l’Europa e chiunque altro abbia a cuore l’Italia, rompa gli indugi (e non solo le palle) e dica chiaramente quello che ci sarà da dire….: vattinne piezz’ e mmerd!

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