N.Ħ 680

 

 

CARLO ALBERTO

Per la grazia di Dio

RE DI SARDEGNA, DI CIPRO E DI GERUSALEMME,

ecc. ecc. ecc.

 

       Dopo aver stabilito le basi del Governo rappresentativo, fu Nostra prima cura di affrettare il momento in cui, radunate le Camere, il Nostro popolo fosse chiamato ad usare in beneficio della patria di tutte le libertˆ che gli abbiamo assicurato. e perchŽ a ci˜ era anzi tutto necessaria la legge che doveva regolare le elezioni dei Deputati, abbiamo tosto dato le disposizioni opportune, affinchŽ quella Ci venisse nel pi breve termine proposta, senza aspettare che fossero raccolte tutte le notizie di fatto, la cui cognizione poteva forse riuscire opportuna per fissare le condizioni dei diritti elettorali. Cos“, senza frapporre alcun indugio, prese in seria considerazione le condizioni politiche in cui si trova la Nostra Patria, pieni di confidenza nel senno e nella virt del Nostro Popolo, Ci siamo indotti per una parte a partecipare il dritto di eleggere a quel maggior numero di cittadini che fosse compatibile colle condizioni di un Governo sinceramente rappresentativo, ed abbiamo lasciato per lĠaltra appieno libera agli elettori la scelta dei Deputati.

       Portiamo ferma fiducia che venendo per tal modo liberamente e pienamente espresse tutte le opinioni e i desiderii della Nazione, il concorso della Camera elettiva, cogli altri poteri dello Stato, varrˆ a perfezionare e rassodare quegli ordini costituzionali, sui quali debbe fondarsi la prosperitˆ della Patria, la sicurezza della nostra Corona, la libertˆ dei cittadini.

       Per questi motivi, sulla relazione del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari interni, sentito il parere del Nostro Consiglio dei Ministri, abbiamo ordinato ed ordiniamo quanto segue:

 

TITOLO PRIMO

delle condizioni per essere elettore, e del domicilio politico.

 

       Art. 1. Ad essere elettore  richiesto il concorso delle seguenti condizioni:

            1.Ħ Di godere per nascita, o per origine dei diritti civili e politici nei Regii Stati. Quelli che nŽ per lĠuno, nŽ per lĠaltro degli accennati titoli appartengono ai Regii Stati, se tuttavia Italiani, parteciperanno anchĠessi alla qualitˆ di elettori, sol che adempiano quanto si ricerca dallĠart. 26 del Codice civile per acquistare il suo godimento dei diritti civili.

            I non Italiani potranno solo entrare nel novero degli elettori, ottenendo la naturalitˆ per legge.

            NellĠammettere i cittadini allĠesercizio dei diritti elettorali non si ha riguardo alle disposizioni speciali relative ai diritti civili o politici, di cui taluno possa essere colpito per causa del culto che professa.

            2.Ħ Di essere giunto allĠetˆ dĠanni 25 compiti nel giorno dellĠelezione.

            3.Ħ Di saper leggere e scrivere.

            4.Ħ Di pagare un annuo censo non minore di lire quaranta nuove di Piemonte.

            Per le provincie della Savoia, e per quelle di Nizza, Oneglia, S. Remo, Genova, Chiavari, Levante, Novi, Savona, Albenga e Bobbio basta il censo di lire venti.

       2. Il censo elettorale si compone di ogni specie dĠimposta diretta, e cos“ tanto dellĠimposta prediale, quanto della personale e mobiliare, delle prestazioni fisse e proporzionali che si pagano per le miniere e fucine, dei diritti di finanza imposti per lĠesercizio dĠufficii e professioni, e di ogni altra imposta diretta di simil genere. dove per lĠesercizio degli ufficii e professioni siasi pagato al Regio Governo un capitale, glĠinteressi del medesimo saranno computati come finanza.

            Al Regio tributo prediale si aggiunge il provinciale, non il comunale.

       3. Sono ammessi allĠelettorato, indipendentemente da ogni censo:

            1.Ħ I membri effettivi, residenti e non residenti, delle R. Accademie di scienze, lettere e belle arti, la cui nomina sia approvata dal Re.

            2.Ħ I Professori tanto insegnanti, che emeriti, ed i Dottori di Collegio delle diverse facoltˆ componenti le Universitˆ degli studi.

            3.Ħ I Professori insegnanti ed emeriti nelle Regie Accademie di belle arti di Torino e Genova.

            4.Ħ I Professori insegnanti od emeriti delle scuole Regie fuori delle Universitˆ.

            5.Ħ I Professori insegnanti od emeriti delle scuole provinciali di metodo.

            6.Ħ I membri inamovibili dei Magistrati e Tribuanli.

            7.Ħ I membri delle Camere di agricoltura e di commercio, delle R. Accademie di agricoltura e di medicina, e della Direzione dellĠAssociazione agraria, ed i Direttori dei Comizii agrarii.

            8.Ħ Gli Uffiziali giubilati di ogni milizia s“ di terra che di mare il cui grado non sia inferiore a quello di Capitano.

            9.Ħ GlĠimpiegati civili in riposo godenti a tal titolo di annua pensione non minore di lire mila dugento.

                       Son computati come parte della pensione gli assegnamenti annessi agli ordini equestri del Regno.

       4. Sono altres“ ammessi allĠelettorato alla condizione che paghino la metˆ dellĠannuo censo fissato allĠarticolo primo del presente Editto; o la metˆ del fitto stabilito alli articoli 5 ed 8.

            1.Ħ Tutti coloro che hanno conseguito il supremo grado accademico di laurea, od altro equivalente in alcuna delle facoltˆ componenti le Universitˆ del Regno.

            2.Ħ I Notai esercenti ed i Causidici collegiati presso i Magistrati e tribunali.

            3.Ħ Gli Ufficiali giubilati delle Regie Truppe di terra e di mare.

            4.Ħ GlĠImpiegati civili in riposo godenti a questo titolo di una pensione dalle L. 600 alle 1200.

       5. Gli esercenti commercianti, arti, ed industrie godranno del dritto di essere elettori, con che il valore locativo dei locali da essi occupati nel Comune, nelle cui liste vogliono essere iscritti, per la loro casa dĠabitazione, e per gli opifizii, magazzini, o botteghe del loro commercio, arte, ed industria, ascenda alla misura determinata nella tabella A annessa alla presente legge.

       6. Per lĠesercizio dei diritti elettorali saranno considerati come commercianti i Capitani marittimi e i capi direttori di un opificio, o stabilimento industriale qualunque, con che esso abbia a costante giornale servizio almeno trenta operai, senza distinzione di sesso.

            GlĠindividui contemplati in questĠarticolo saranno elettori, se pagheranno la metˆ del censo o la metˆ del fitto fissato pei commercianti del comune della presente legge.

       7. Chiunque darˆ prova di possedere al punto della da lui chiesta iscrizione sulle liste elettorali, e dĠaver posseduto per anni cinque anteriori senza interruzione, unĠannua rendita di L. 600 sul debito pubblico dello Stato, sarˆ elettore.

       8. Chi non potrˆ o non vorrˆ giovarsi delle disposizioni sovra indicate per essere elettore, avrˆ diritto ad essere iscritto sulle liste elettorali, purchŽ dimostri di pagare per la sola sua casa di abitazione abituale il fitto stabilito fra case, botteghe, ed opificii pei commercianti dalla Tabella A annessa alla presente legge. Gli individui contemplati dallĠart. 4 basterˆ che per la sola loro casa di abitazione abituate paghino la metˆ del fitto surriferito.

       9. Il tributo prediale Regio, giuntovi il provinciale, sĠimputa nel censo elettorale a favore di chi abbia la piena proprietˆ dello stabile; dove la nuda proprietˆ trovisi separata dallĠusufrutto, lĠimputazione si fa a profitto dellĠusufruttuario, qualunque sieno le condizioni sotto le quali siasi stabilito lĠusufrutto.

            Al fittaiuolo di poderi rurali che faccia valere personalmente ed a proprie spese lĠaffittamento sĠimputa nel censo elettorale il quinto di tale imposta, purchŽ la locazione sia fatta per atto pubblico, e duri non meno di 9 anni, senza che il quinto medesimo debba detrarsi dal censo elettorale computabile al proprietario.

       10. Le contribuzioni imposte per beni enfiteutici saranno per la computazione del censo elettorale attribuite per quattro quinte parti allĠenfiteuta, e pel restante quinto al padrone diretto: quelle invece cadenti sui bei concessi in locazione perpetua o di 99 anni, saranno divise in eguali porzioni fra locatore e locatario, benchŽ in entrambi i casi esse fossero per patto pagate dal locatario, o dallĠenfiteuta, o dal padrone diretto, o proprietario.

       11. I proprietarii di stabili, temporariamente per legge esenti dallĠimposta prediale, potranno fare istanza onde siano a loro spese apprezzati, per lĠeffetto di accertare lĠimposta, che pagherebbono quando cessasse lĠesenzione; di tale imposta loro si terrˆ conto immediatamente per farli godere del dritto elettorale.

       12. Nel comporre la massa delle imposte necessarie per costituire il censo elettorale si computeranno tutte quelle che si pagano in qualsiasi parte dei Regii Stati.

            Al padre si terrˆ conto di quelle che si pagano pei beni della sua prole dei quali esso abbia il godimento. Al marito di quelle che paga la moglie, eccettoch siasi fra loro pronunziata la separazione di corpo.

       13. Le contribuzioni pagate da proprietari indivisi, o da una societˆ commerciale, saranno pel censo elettorale ripartite per egual parte fra i soci.

            LĠesistenza della Societˆ di commercio sĠavrˆ per sufficientemente comprovata merc di un certificato del Tribunale di Commercio indicante il nome degli associati.

            Dove lĠuno dei compartecipi pretendesse ad una quota superiore alla virile nella cosa comune o sociale, sia perchŽ gli spetti una parte maggiore sulla proprietˆ degli stabili, sia per qualsivoglia altro titolo, dovrˆ giustificare il suo assunto con esibire titoli che il comprovino.

       14. I fitti pagati per beni inservienti a Societˆ in accomandita; od anonima, e le contribuzioni sui beni spettanti a tale Societˆ, saranno imputati nel censo dei gestori, o direttori fino a concorrenza della loro partecipazione nellĠasse sociale, della quale dovrˆ constare nel modo sovra indicato.

       15. Le imposte prediale, personale, e mobiliare non sono computate nel censo elettorale, se lo stabile non siasi posseduto, e fatta la locazione anteriormente alle prime operazioni dellĠannuale revisione delle liste elettorali.

            Questa disposizione non si applica al possessore a titolo di successione, o per anticipazione dĠereditˆ.

       16. Le imposte dirette pagate da una vedova o dalla moglie separata di corpo dal proprio marito saranno computate pel senso elettorale a favore di quello dei suoi figli, e generi di primo e secondo grado da lei designato.

            Parimenti il padre che paghi imposte dirette in diversi distretti elettorali potrˆ in quello dĠessi, ovĠegli non eserciti il suo dritto elettorale, delegare ad uno deĠ suoi figliuoli da lui nominato, per farlo godere dellĠelettorato, le imposte cui soggiacciono gli stabili che dovrˆ specificamente indicare.

            La delegazione non potrˆ farsi che per atto autentico.

            Entrambe le suddette due delegazioni saranno rivocabili.

       17. Niuno pu˜ esercitare altrove il dritto di elettore che nel distretto elettorale del suo domicilio politico.

            Ogni individuo sĠintende avere il suo domicilio politico nello stesso luogo in cui  domiciliato per riguardo allĠesercizio dei dritti civili.

            Pu˜ tuttavia trasferirsi il domicilio politico in qualsivoglia altro distretto elettorale dove si paghi contribuzione diretta, o per riguardo ai commercianti, ed industriali dove abbiano uno stabilimento commerciale, od industriale, con che se ne faccia la dichiarazione espressa tanto davanti al Sindaco del luogo di attuale domicilio politico, quanto innanzi al Sindaco del luogo dove si verrˆ trasferirlo. Questa dichiarazione dopo la prima convocazione dei Collegi elettorali, non produrrˆ alcun effetto, se non sarˆ fatta sei mesi prima della revisione delle liste.

       18. LĠelettore il cui domicilio politico  distinto dal civile, cambiando questo non sĠintenderˆ mutare il primo, e non sarˆ dispensato dalla doppia dichiarazione avanti prescritta per lĠeffetto di riunire lĠun domicilio allĠaltro.

       19. GlĠindividui chiamati ad un impiego potranno usare il loro diritto elettorale, nel distretto dove adempiono il loro uffizio, senza che siano dispensati dallĠobbligo dellĠaccennata doppia dichiarazione per trasferire il loro domicilio politico nel luogo dove debbono sostenere la carica.

 

TITOLO SECONDO.

 

Capo I. – Della prima formazione delle liste elettorali.

 

       Art. 20. Appena pubblicato il presente Editto, i Consigli comunali inviteranno per mezzo di pubblici avvisi tutti coloro che potranno essere chiamati dalla presente legge allĠesercizio dei diritti elettorali perchŽ si presentino a fare al comune la dichiarazione che dovrˆ essere sottoscritta dai medesimi:

            1.Ħ Della loro etˆ.

            2.Ħ Del censo che pagano.

            3.Ħ Di riunire le condizioni di cittadinanza, e di domicilio fissate dagli articoli 1, 17 e seguenti.

            4.Ħ Della professione che esercitano.

            5.Ħ Della pigione che pagano quando siano nel caso previsto dagli articoli 5 e 8. A questa dichiarazione eglino uniranno i documenti dimostrativi, e daranno inoltre tutte le indicazioni dirette a provare quanto non risultasse da titoli. Richiedendolo essi, sarˆ loro data ricevuta della fatta dichiarazione, e dei documenti che avranno presentati.

       21. Non sarˆ pi ricevuta alcuna dichiarazione dopo il giorno 7 aprile prossimo.

       22. Appena saranno pubblicati gli avvisi di cui allĠart. 20 i Consigli comunali dovranno riunirsi per esaminare le dichiarazioni, e per intraprendere immediatamente la formazione per doppio originale delle liste degli elettori.

       23. I Consigli comprenderanno nelle liste anche coloro che non avranno fatto alcuna dichiarazione, nŽ presentato alcun titolo, quando sia notorio che riuniscono i requisiti voluti per essere elettori.

       24. I Consigli dovranno star riuniti tutto il tempo necessario perchŽ la formazione delle liste sia terminata nel giorno 9 di aprile.

            Essi potranno dividersi in sezioni non minori di tre membri, ciascuna delle quali avrˆ gli stessi poteri dellĠintiero Consiglio.

       25. I Consigli e le sezioni decidono a maggioranza di voti, secondo il dettame della loro coscienza, se abbiano a farsi le iscrizioni nelle liste, e contemplano nelle liste quei soli che la maggioranza avrˆ ammessi.

     26. I Consigli possono sciegliere quel numero di probi cittadini che credono necessario, ed incaricarli di esaminare nei casi dubbi e dare il loro sentimento sul vero valore locativo degli alloggi, botteghe, officine, di cui  cenno agli articoli 5 e 8.

     Nelle cittˆ ove  stabilitˆ una Camera di agricoltura, e di commercio, od un Consolato, od un Tribunale di commercio, i Membri delle Camere istesse, ed i Giudici appartenenti al commercio interverranno al commercio interverranno al Consiglio civico, e concorranno col medesimo sia alla scelta dei probi uomini, sia alla decisione.

27. Uno degli originali della lista formata dal Consiglio comunale sarˆ affisso allĠalbo pretorio per tre giorni consecutivi, cio il 10, 11, 12 aprile, durante i quali chiunque avrˆ dei richiami a proporre dovrˆ presentarli alle Amministrazioni comunali.

28. I doppi Consigli pronunzieranno comĠ stabilito allĠart. 25 sui richiami, e staranno riuniti tutto il tempo necessario perchŽ la revisione sia terminata nel giorno 14 aprile.

     Essi potranno dividersi in sezioni non minori di cinque membri.

29. Le liste per tal modo formate dai Consigli ordinari e rivedute dai Consigli doppi passeranno in cosa giudicata per la prima elezione, nŽ potrˆ pi farvisi alcuna variazione.

30. Il giorno 15 aprile i Sindaci trasmetteranno una delle due liste originali al Presidente provvisorio del Collegio elettorale al quale  aggregato il comune loro.

     Nel giorno istesso ed in quello successivo lĠaltro originale della lista resterˆ affisso allĠalbo pretorio del comune.

31. Le liste composte in questo modo saranno conservate per le future elezioni in conformitˆ di quanto dispone il capo seguente.

I richiami cui esse potessero dar luogo dovranno deferirsi dopo le prime elezioni ai Magistrati dĠappello, in conformitˆ di ci˜ che prescrive il capo seguente, e le rettificazioni che fossero dai detti Magistrati ordinate gioveranno per le future elezioni.

 

Capo II. – Della revisione annua delle liste elettorali.

 

32. Le liste degli elettori sono permanenti, salve le cancellazioni, e le addizioni che puonno seguire al tempo dellĠannuale loro revisione.

     La revisione seguirˆ in conformitˆ delle seguenti disposizioni.

33. LĠAmministrazione di ciascun comune dei Regii Stati farˆ ogni anno nella sua riunione ordinaria di primavera la revisione delle liste dei cittadini del suo comune, i quali, secondo il disposto della presente legge, riuniscono le condizioni richieste per essere elettori.

     A questĠeffetto un esemplare dei ruoli delle imposte dirette, certificato conforme allĠoriginale dal Percettore, sarˆ spedito senza costo alle Amministrazioni comunali.

Queste Amministrazioni formeranno le liste, e le faranno pubblicare nella domenica seguente.

34. Le liste rimarranno affisse durante dieci giorni, e conterranno lĠinvito ad ognuno che credesse aver richiami a farvi, dĠindirizzarsi a tal uopo alle Amministrazioni comunali entro dieci giorni quindici a partire dalla data del manifesto di pubblicazione, nel quale dovrˆ esprimersi il giorno in cui spirerˆ il divisato termine.

35. Nelle liste si porranno a riscontro del nome di ciascun individuo:

     1.Ħ Il luogo ed il giorno della sua nascita, e se occorre la data della concedutagli naturalitˆ.

     2.Ħ LĠindicazione dei circondarii di percezione in cui sono allogate le imposte o proprie, o delegate, sino alla misura del censo elettorale.

     3.Ħ Il quanto e la specie di tali imposte per ciascun dei circondarii.

36. Le liste conterranno egualmente a lato del nome di ciascun individuo la data, e natura del titolo, od il genere di commercio o di professione che gli conferiscono il dritto elettorale, non meno che il luogo dove esercita il commercio, lĠindustria o la professione, o dove tengono la loro abitazione.

37. La pubblicazione prescritta dallĠart. 33 terrˆ luogo di notificazione per rispetto aglĠindividui, dei quali si sarˆ decretata lĠiscrizione sulla lista elettorale.

38. Ogni volta che le Amministrazioni comunali toglieranno dalla lista elettorale i nomi dĠelettori che vi erano inscritti nellĠanno antecedente, saranno in obbligo di darne loro avviso per iscritto, ed al loro domicilio non pi tardi dĠore 48 a contare dal giorno in cui la lista venne pubblicata, con dar loro ragguaglio dei motivi della cancellazione od ommessione dei loro nomi nella lista pubblicata.

39. Lo stesso avviso sarˆ dato nellĠeguale spazio di ore quarantotto dalla data della decretazione definitiva della lista alle persone che figuravano nella lista antecedentemente pubblicata, i cui nomi ne furon tolti per opera dellĠamministrazione comunale al tempo della definitiva decretazione della lista anzidetta.

     Queste notificazioni seguiranno senza costo per opera dĠagenti comunali.

40. I nomi degli elettori ammessi dalle Amministrazioni comunali al tempo della decretazione definitiva delle liste che non erano portati in quella giˆ stata pubblicata, saranno resi noti al pubblico con nuovo manifesto da affiggersi nello stesso  termine di 48 ore dalla definitiva decretazione.

     Il manifesto esprimerˆ che ogni occorrente richiamo sarˆ recato dinanzi lĠIntendente Generale a mente dellĠart. 33 della presente legge.

41. Dopo spirato il termine prefisso per richiamarsi contro le liste, le liste ed un esemplare dei ruoli, non che tutte le carte, titoli, e documenti, merc dei quali le persone inscrittevi avranno comprovati i loro diritti allĠelettorato, o che avranno dato luogo ad operatesi cancellazioni, dovranno nello spazio di ore 24 trasmettersi allĠIntendente della Provincia.

     Un esemplare della lista sarˆ serbato nella Segreteria del comune.

     Si farˆ constare della trasmissione mediante ricevuta spedita dallĠIntendente.

     Questa ricevuta sarˆ inviata allĠAmministrazione comunale nelle ventiquattrĠora dallĠarrivo della lista allĠUfficio dĠIntendenza.

     Se ne farˆ immediatamente apposita menzione in un registro speciale vidimato in ciascun foglio dallĠIntendente.

42. LĠIntendente fra giorni cinque al pi tardi dal d“ che avrˆ ricevuto le carte, dovrˆ trasmetterle in un colle sue osservazioni allĠIntendente Generale.

43. Ognuno potrˆ vedere ed esaminare le liste, cos“ nella Segreteria del Comune, come nellĠUfficio dĠIntendenza Generale. Potrˆ pure ciascuno vedere ed esaminare lĠesemplare dei ruoli e le altre carte summentovate.

44. Ogni individuo stato erroneamente inscritto, od indebitamente omesso, escluso, ed altrimenti pregiudicato, le cui reclamazioni non saranno state accolte dallĠAmministrazione comunale, potrˆ rivolgersi allĠIntendente Generale unendo al suo ricorso le carte che danno appoggio al suo richiamo.

45. LĠIntendente Generale entro i dieci giorni successivi a quello in cui ricevette le carte e le osservazioni dellĠIntendente, procederˆ alla disanima generale delle liste.

     Egli vi aggiungerˆ quei cittadini che riconoscerˆ aver acquistate le qualitˆ dalla legge richieste, e quelli che fossero stati antecedentemente omessi,

     Egli ne stralcierˆ:       

     1.Ħ GlĠindividui che si resero defunti.

     2.Ħ Quelli, la cui iscrizione nella lista stata annullata dalle Autoritˆ competenti. Indicherˆ come doventi essere esclusi:

     1.Ħ Coloro che avranno incorso la perdita delle volute qualitˆ.

     2.Ħ Quelli che gli appariranno esservi stati indebitamente inscritti, con tutto che la loro inscrizione non sia stata impugnata.

46. Le rimozioni e le aggiunte fatte dallĠIntendente Generale alle liste elettorali stese dalle Amministrazioni comunali a tenore dei precedenti articoli saranno nel pi breve termine possibile pubblicate, ed affisse nel Capo-luogo dellĠintendenza Generale e nel Comune.

     E quando lĠIntendente Generale avesse riconosciuto esservi luogo a cassare dalla lista stesa dalle Amministrazioni comunali persone che vi erano portate, la decisione provvisoria da lui data dovrˆ essere nei dieci giorni successivi notificata aglĠindividui aventi interesse al loro domicilio effettivo, od a quello per essi eletto nel circondario elettorale. In difetto di domicilio la notificazione verrˆ fatta alla casa comunale del domicilio politico.

47. Sarˆ aperto nella Segreteria dellĠIntendenza Generale un registro vidimato in ciascun foglio dallĠIntendente Generale, nel quale si noteranno per ordine di data della loro presentazione, e seguendo un ordine numerico progressivo, tutte le reclamazioni concernenti il tenore delle liste. Queste reclamazioni saranno soscritte dal reclamante, o da un suo mandatario.

     LĠIntendente Generale spedisce ricevuta di ciacun richiamo, e delle carte che gli stanno a corredo.

     La ricevuta enunzia la data, ed il numero della seguitane registrazione.

48. GlĠindividui che stimassero potersi lagnare dĠessere stati erroneamente inscritti, omessi, esclusi, od altramente pregiudicati nelle liste elettorali, potranno far valere le loro doglianze innanzi lĠIntendente Generale che pronunzierˆ sentito il consiglio dĠIntendenza.

     Ma non potrˆ pi darsi ascolto ai loro richiami dove il ricorso, e le carte che vi deggiono andar unite, fossero presentate dopo trascorsi giorni dieci dalla data dellĠultima pubblicazione accennata nellĠart. 46 della presente legge e dalla notificazione ivi menzionata.

49. La ragione di reclamare davanti le Amministrazioni comunali, e lĠIntendente Generale, lĠiscrizione di un cittadino omesso sulla lista elettorale, o la cancellazione del nome di chiunque siavi stato indebitamente compreso, non meno che la riparazione di qualunque altro errore incorso nello stendere le liste elettorali, apparterrˆ ad ogni cittadino godente del dritto elettorale nello stesso Collegio, con che tale diritto non si eserciti dopo spirati i giorni dieci a partire dallĠultima pubblicazione accennata nellĠart. 46 della presente legge.

50. Niuna delle domande accennate nellĠantecedente articolo sarˆ ammessa, se proposta da un terzo, salvo il reclamante vi unisca la prova di averla fatta notificare alla parte che vi ha interesse, la quale avrˆ dieci giorni per rispondervi a contare da quello della notificazione.

51. lĠIntendente Generale, sentito il Consiglio dĠIntendenza, pronunzierˆ sulle domande menzionate allĠart. 47 e seguenti nei cinque giorni che verranno dopo quello del loro ricevimento, qualora esse siano proposte dallĠindividuo stesso che vĠha interesse, o dal suo mandatario; e nei cinque giorni dopo spirato il termine prefisso dallĠart. 50 dove siano formate da terzi: le decisioni saranno accompagnate dalle considerazioni che le dettarono.

     Le carte rispettivamente prodotte sulle quistioni e contestazioni da risolversi saranno, senza spostarle, comunicate alla parte che vĠha interesse, ed il richiede.

52. Le decisioni che portano rifiuto dĠiscrizione, o pronunziano cancellazioni, saranno notificate nei giorni cinque dalla loro data aglĠindividui la cui iscrizione, o cancellazione sarˆ stata richiesta o da loro stessi o da terzi.

     Quelle che rigettano domande di cancellazione, o di rettificazione saranno nello stesso termine notificate tanto al reclamante, quanto allĠindividuo la cui iscrizione avrˆ costituito il soggetto della controversia.

     La pubblicazione della tabella delle rettificazioni addottate dallĠintendente, sentito il Consiglio, terrˆ luogo di notificazione aglĠindividui, la cui iscrizione sarˆ stata ordinata, o rettificata.

53. Immediatamente dopo che si sarˆ soddisfatto alle disposizioni dei precedenti articoli, lĠIntendente Generale procederˆ alla decretazione definitiva delle liste con far pubblicare, ed affiggere il suo decreto, e la tabella delle rettificazioni state approvate.

54. LĠelezione dei Deputati in qualunque periodo dellĠanno segua, si farˆ unicamente dalle persone comprese nelle liste elettorali, come avanti decretate.

     Sino alla revisione dellĠanno successivo non potranno farsi a tali liste altre variazioni fuori quelle che fossero ordinate in virt di decreti proferiti nelle forme stabilite negli articoli che seguono, od in conseguenza del decesso di elettori, o per causa di perdita per essi incorsa dei diritti civili, in virt di sentenza passata in giudicato.

55. Chiunque si creda fondato a contraddire ad una decisione pronunziata dallĠIntendente Generale in Consiglio dĠIntendenza, od a lagnarsi di denagata giustizia, potrˆ promuovere la sua azione avanti il Magistrato dĠappello con produrre i titoli, che danno appoggio alla sua lagnanza.

     La domanda dovrˆ a pena di nullitˆ notificarsi fra giorni dieci, qualunque sia la distanza deĠ luoghi, cos“ allĠIntendente Generale, come alle parti aventi interesse.

     Dove la decisione avesse rigettata una domanda dĠiscrizione sulla lista elettorale proposta da un terzo, lĠazione non potrˆ intentarsi che dallĠindividuo, del quale si sarˆ promossa lĠiscrizione nella lista.

56. La causa sarˆ decisa sommariamente, ed in via dĠurgenza, senza che sia dĠuopo del ministero di Causidico, e sulla relazione, che ne verrˆ fatta in udienza pubblica dallĠuno dei Consiglieri del Magistrato, sentita la parte, od il suo difensore, non che il pubblico Ministero nelle sue conclusioni orali.

57. LĠIntendente Generale sulla notificazione che gli verrˆ fatta della profferita sentenza, farˆ nella lista la prescritta rettificazione.

58. Se vi  ricorso in cassazione, il Magistrato provvederˆ sommariamente in via dĠurgenza, come innanzi al Magistrato dĠappello.

59. LĠappello introdotto contro una decisione per cui un elettore sia stato cancellato sulla lista, ha un effetto sospensivo.

60. I Ricevitori delle contribuzioni dirette saranno tenuti di spedire su carta libera ad ogni persona portata sul ruolo lĠestratto relativo alle sue imposte, e ad ognuna delle persone indicate allĠart. 49 i certificati negativi, ed ogni estratto dei contribuenti.

     Non potranno a tal titolo riscuotersi dai Ricevitori che 5 centesimi per ogni estratto di ruolo concernente il medesimo contribuente.

61. Dovrˆ darsi comunicazione delle liste annuali, e delle tavole di rettificazione ad ogni stampatore che voglia prenderne copia.

     Sarˆ loro facoltativo di metterle a stampa in quel sesto che meglio stimeranno, ed esporle in vendita.

62. Gli elettori riceveranno dal Sindaco, nei tre giorni che precedono quello fissato per la riunione dei Collegi elettorali, un certificato comprovante lĠiscrizione loro sulle liste dellĠanno.

 

TITOLO TERZO

dei collegii elettorali.

 

63. Ogni Collegio elettorale elegge un solo Deputato.

     Il numero totale dei Deputati  di 204.

64. La distribuzione dei Collegi elettorali  regolata nel modo apparente dalla Tabella B annessa alla presente legge, e che fa parte di essa.

65. I Collegi elettorali sono convocati dal Re. Gli elettori convengono nel luogo del distretto elettorale, od amministrativo, che il Re stabilisce: essi non potranno occuparsi dĠaltro oggetto, che dellĠelezione dei Deputati: ogni discussione, ogni deliberazione loro  formalmente interdetta.

66. Gli elettori non possono farsi rappresentare. Essi si riuniscono in una sola assemblea in quei Collegi elettorali dove il loro numero non oltrepassa i quattrocento: eccedendo gli elettori di un Collegio il numero di quattrocento, il Collegio si divide in sezioni. Ogni sezione comprende duecento elettori almeno, e concorre direttamente alla nomina del Deputato, che il Collegio ha da scegliere.

67. Ogni sezione sarˆ formata di comuni, o frazioni di comuni i pi vicini fra loro: sarˆ assegnato un luogo distinto per lĠadunanza degli elettori di ciascuna sezione. Sarˆ lecito, dove il numero delle sezioni lĠesiga, di convocare gli elettori di due, non per˜ mai di tre sezioni, in diverse sale facienti parte di un medesimo fabbricato.

68. Avranno la presidenza provvisoria dei Collegi e sezioni elettorali sino alla nomina elettiva dei loro Presidenti, nei luoghi dove risiede un Magistrato dĠappello, i Presidenti e Consiglieri del Magistrato per ordine di anzianitˆ;

     Nei luoghi che non sono sede di un Magistrato dĠappello, ma di un Tribunale di Prefettura, il Prefetto, e dopo di lui i Vice-Prefetti, gli Assessori effettivi od aggiunti per ordine di anzianitˆ;

     Negli altri luoghi, il Sindaco, i Vice-Sindaci, ed i Consiglieri comunali anche per ordine di anzianitˆ.

     Riunendosi nel luogo medesimo pi Collegi, o pi sezioni di Collegio si terrˆ per la presidenza provvisoria la stessa regola: al Collegio elettorale, od alla sezione pi numerosa presiederanno i superiori di grado, o pi anziani fra i pubblici Uffiziali superiormente indicati.

     I due elettori pi avanzati in etˆ ed i due pi giovani faranno le parti di Scrutatori provvisorii.

     LĠUfficio composto del Presidente, e dei quattro Scrutatori provvisorii nominerˆ il Segretario, che non avrˆ se non voce consultiva.

69. La lista degli elettori del distretto dovrˆ rimanere affissa nella sala dellĠadunanza durante il corso delle operazioni del Collegio, o sezione di Collegio elettorale.

70. Il Collegio o la sezione elegge a semplice maggioranza di voti il Presidente e gli Scrutatori definitivi, e lĠufficio cos“ definitivamente composto nomina il Segretario pur definitivo non avente anchĠesso se non voce consultiva.

71. Se il Presidente di un Collegio ricusa od  assente, resta di pien diritto Presidente lo Scrutatore che ebbe maggior numero di voti il secondo Scrutatore diventa primo, e cos“ successivamente; e lĠultimo Scrutatore sarˆ colui che nelli esclusi dal risultato dello scrutinio ebbe maggiori suffragi. La stessa regola si osserverˆ in caso di rinunzia odi assenza di alcuno fra gli Scrutatori.

72. Il Presidente del Collegio, o della sezione  incaricato egli solo della polizia dellĠadunanza. Niuna specie di forza armata pu˜ senza la sua richiesta collocarsi nella sala della stessa adunanza, o nelle vicinanze.

     Le Autoritˆ civili, ed i Comandanti militari saranno tenuti di ottemperare alle sue richieste.

     Tre Membri almeno dellĠUfficio dovranno sempre trovarsi presenti.

73. LĠUfficio pronunzia in via provvisoria sopra tutte le difficoltˆ che si sollevano in riguardo alle operazioni del Collegio o della sezione.

     Si farˆ menzione nel verbale da stendersi di tutte le reclamazioni insorte e delle ragionate decisioni profferite dallĠUffizio: le note o carte relative a tali reclamazioni saranno munite del paraffo dei Membri dellĠUffizio ed annesse al verbale.

     é riserbato alla Camera dei Deputati di pronunciare sulle reclamazioni giudicio definitivo.

74. Chi con finto nome avrˆ dato il suo suffragio in un Collegio elettorale in cui non dovesse intervenire, incorrerˆ nella pena di uno o due anni di carcere, e ci˜ senza pregiudizio delle pene speciali, che in conformitˆ del Codice penale gli potessero essere inflitte, ovĠegli si fosse giovato di falsi documenti: gli sarˆ inoltre vietato per sempre lĠesercizio dĠogni dritto politico.

     Le stesse pene saranno inflitte a chi con simulate, o false locazioni avrˆ ottenuto dallĠAmministrazione comunale la sua definitiva iscrizione sulle liste elettorali.

75. Chiunque sia convinto di avere al tempo delle elezioni causato disordini, o provocati assembramenti tumultuosi accettando, portando, inalberando, od affiggendo segni di riunione od in qualsiasi altra guisa sarˆ punito con una multa da cinquantuna a duecento lire, e se insolvibile, col carcere da dieci giorni ad un mese.

76. Chiunque non essendo nŽ elettore, nŽ membro dellĠUfficio sĠintrodurrˆ durante le operazioni elettorali nel luogo dellĠadunanza, sarˆ punito con una multa dalle lire cinquantuna alle duecento.

77. Accadendo che nella sala dove si fa lĠelezione, uno o pi degli assistenti diano in palese segno dĠapprovazione, o di disapprovazione, od altrimenti eccitino tumulto il Presidente richiamerˆ allĠordine, e non cessando la perturbazione, inserirˆ menzione  nel verbale del fatto richiamo, sulla cui esibizione i delinquenti saranno puniti dĠuna multa da lire cinquantuna alle duecento.

78. I Presidenti dei Collegi o sezioni elettorali sono incaricati di prendere le necessarie precauzioni onde assicurare lĠordine e la tranquillitˆ nel luogo dove si fa lĠelezione, e nelle sue adiacenze.

     Il presente articolo e gli articoli 74 e seguenti saranno affissi alla porta della sala delle elezioni in caratteri maggiori e ben leggibili.

79. Niun elettore pu˜ presentarsi armato allĠadunanza elettorale.

80. Niuno  ammesso ad entrare nel locale delle elezioni se non presenta volta per volta il certificato di cui allĠart. 62.

81. Niuno  ammesso a votare sia per la formazione dellĠUfficio definitivo, sia per lĠelezione del Deputato, se non trovasi inscritto nella lista degli elettori affissa nella sala, e rimessa al Presidente.

     Il Presidente e gli Scruttatori dovranno tuttavia dare accesso nella sala, ed ammettere a votare coloro, che si presenteranno provvisti di una sentenza di Magistrato dĠappello, con cui si dichiari chĠessi fanno parte di quel Collegio, e coloro che dimostreranno di essere nel caso previsto dallĠart. 59.

82. Ogni elettore dopo di aver risposto alla chiamata, riceve dal Presidente un bollettino spiegato, sopra il quale scrive, o fa scrivere da un altro elettore di sua scelta il suo voto: piegato poscia il bolletino lo consegna a mani del Presidente, che lo pone nellĠurna a tal uso destinata.

     La tavola a cui siede lĠelettore scrivendo il voto,  separata da quella dellĠUfficio: questĠultima, cui siedono il Presidente, gli Scrutatori, ed il Segretario  disposta in modo che gli elettori possano girarvi attorno durante lo squittinio dei suffragi.

83. A misura che gli elettori van deponendo i loro voti nellĠurna, uno degli Scrutatori, ed il Segretario ne farˆ constare, scrivendo il proprio nome a riscontro di quello di ciascun votante sopra un esemplare della lista a ci˜ destinata, che conterrˆ i nomi e le qualificazioni di tutti i membri del Collegio o della sezione.

84. Ad unĠora dopo il mezzod“ si procederˆ ad una seconda chiamata degli elettori che non risposero alla prima onde diano il loro voto. QuestĠoperazione eseguita, la votazione dichiarasi dal Presidente compiuta.

85. Aperta quindi lĠurna, e riconosciuto il numero dei bollettini, uno degli Scruttatori piglia successivamente ciascun bollettino, lo spiega, lo consegna al Presidente, che ne dˆ lettura ad alta voce, e lo fa passare ad un altro Scruttatore.

     Il risultato di ciascun squittinio  immediatamente reso pubblico.

86. Tosto dopo lo squittinio dei suffragi i bollettini sono arsi in presenza del Collegio, salvo quelli su cui nascesse contestazione, i quali saranno uniti al verbale, e vidimati almeno da tre dei componenti lĠUfficio.

87. Nei Collegii divisi in pi sezioni lo squittinio dei suffragi si fa in ciascuna sezione. LĠUfficio della sezione ne dichiara il risultato mediante verbale soscritto daĠ suoi Membri. Il Presidente di ciascuna sezione lo reca immediatamente allĠUfficio della prima sezione, il quale in presenza di tutti i Presidenti delle sezioni procede alla ricognizione generale dei voti dellĠintero Collegio.

88. I bollettini  neĠ quali il votante sarebbesi fatto conoscere sono nulli.

89. Sono altres“ nulli i bollettini contenenti pi di un nome, e quelli che non portino sufficiente indicazione della persona eletta.

90. LĠUfficio pronunzia sopra la nullitˆ, come sopra ogni altro incidente, salve le riclamazioni.

91. I bollettini dichiarati nulli non verranno computati nel determinare il numero dei votanti.

92. Alla prima votazione niuno sĠintende eletto, se non riunisce in suo favore pi del terzo delle voci del total numero dei Membri componenti il Collegio, e pi della metˆ dei suffragi dati dai votanti presenti allĠadunanza.

93. Dopo la prima votazione, dove niuna elezione sia seguita, lĠUfficio in persona del Presidente proclama i nomi dei due Candidati che ottennero il maggior numero deĠ suffragi, e si procede ad una seconda votazione nel modo avanti espresso.

     In questa votazione i suffragi non potranno cadere se non sopra lĠuno o lĠaltro dei due or detti Candidati.

     La nomina seguirˆ in capo a quello dei due Candidati che avrˆ in suo favore il maggior numero dei voti validamente espressi.

94. A paritˆ di voti il maggiore dĠetˆ fra i concorrenti otterrˆ la preferenza.

95. Non pu˜ esservi che una sola adunanza, ed un solo squittinio in ciascun giorno. Dopo lo squittinio lĠadunanza verrˆ sciolta immediatamente, eccettoch siansi proposte reclamazioni intorno allo squittinio medesimo, sulle quali dovrˆ essere statuito dallĠUfficio prima che sciolgasi lĠadunanza in cui ebbe luogo.

96. I membri dellĠUfficio principale stenderanno il verbale dellĠelezione prima di sciogliere lĠadunanza, e lo indirizzeranno al Ministro dellĠInterno nei giorni otto dalla sua data.

     Ne rimarrˆ un esemplare alla Segreteria del Tribunale di Prefettura sedente nel capo-luogo di provincia del distretto elettorale.

     Questo esemplare sarˆ certificato conforme allĠoriginale dai membri dellĠufficio.

 

TITOLO QUARTO

dei deputati.

 

97. Chiunque pu˜ essere eletto Deputato purchŽ in esso concorrano i requisiti voluti dallĠart. 40 dello Statuto.

98. Non possono essere eletti Deputati:

     1.Ħ I funzionari stipendiati ed amovibili dellĠordine giudiziario.

     2.Ħ I membri del corpo Diplomatico in missione.

     3.Ħ GlĠIntendenti Generali di Divisione, glĠIntendenti di provincia, ed i Consiglieri dĠIntendenza.

     4.Ħ GlĠImpiegati stipendiati dellĠordine amministrativo che esercitano un impiego di grado inferiore a quello dĠIntendente Generale, ad eccezione degli Uffiziali del Genio civile e delle miniere, non inferiori al grado dĠIngegnere capo, e degli Uffiziali sanitari che siano membri del Protomedicato, e dei Consigli di sanitˆ.

     5.Ħ Gli Ecclesiastici aventi cura dĠanime, o giurisdizione  con obbligo di residenza.

     6.Ħ Gli Uffiziali di qualunque grado non potranno essere eletti nei distretti elettorali sui quali esercitano un comando.

99. Ogni funzionario e impiegato Regio in aspettativa  assimilato a quello in attivitˆ.

100. Non si potrˆ ammettere nella Camera un numero di funzionarii o dĠimpiegati regii stipendiati  maggiore del quarto del numero totale dei Deputati. Ove questa proporzione sia superata, la Camera estrarrˆ a sorte il nome di coloro la cui elezione deve essere annullata.

     Quando il numero deglĠimpiegati sia completo, le elezioni nuove dĠimpiegati saranno nulle.

101. Il deputato eletto da varii Collegi elettorali sarˆ tenuto di dichiarare alla Camera, tra otto giorni, dopo che esso avrˆ riconosciute valide le elezioni, quale sia il collegio di cui esso intenda di esercitare la rappresentanza.

     In difetto di opzione in questo termine, la Camera procederˆ per estrazione a sorte alla designazione del Collegio che dovrˆ eleggere un nuovo Deputato.

102. La Camera dei Deputati ha essa sola il diritto di ricevere le demissioni dei suoi membri.

103. Quando un Deputato riceva un impiego regio stipendiato, od un avanzamento con aumento di stipendio, cesserˆ in sullĠistante dĠessere Deputato; potrˆ nondimeno essere rieletto, salvo il disposto dallĠart. 100.

     In questo caso e quando per qualsiasi causa resti vacante il posto di un Deputato, il Collegio sarˆ convocato nel termine di un mese.

 

TITOLO QUINTO

disposizioni generali.

 

104. Non possono essere nŽ elettori, nŽ eleggibili, nŽ esercitarne i diritti, coloro che furono condannati a pene criminali; coloro che sono in istato di fallimento dichiarato, o dĠinterdizione giudiziaria; coloro che hanno fatto cessione dei beni, finchŽ non abbiano integralmente soddisfatto i loro creditori; coloro che furono condannati per furto, truffa, od attentato ai costumi.

 

TITOLO SESTO

disposizione particolare per lĠisola di capraia.

 

105. Il Consiglio municipale dellĠIsola di Capraia potrˆ a sua scelta mandare cinque elettori al 1.Ħ Collegio elettorale di Genova.

 

Disposizioni provvisorie per le provincie dellĠOssola e Valsesia ed i mandamenti e comuni di Gozzano ed Orta ora immuni dalle contribuzioni.

 

106. Oltre le persone contemplate nella categoria dellĠart. 5 della legge generale, saranno elettori tutti coloro che hanno unĠabitazione, la cui annua pigione si possa valutare a L. 200.

107. NellĠabitazione sono compresi i magazzini, opifizi, botteghe e rustici ad essa attinenti.

108. Le persone contemplate nella categoria dellĠart. 4 godranno dei dritti elettorali, purchŽ abitino un alloggio la cui annua pigione possa valutarsi a L. 100.

109. Le presenti disposizioni speciali escludono lĠapplicazione del N.Ħ 4 dellĠart. 1 e correlativi, e degli articoli 5 e 8 della presente legge, fermo rimanendo il disposto di tutti gli altri.

 

Disposizioni provvisorie per lĠIsola di Sardegna sino allĠeffettiva assimilazione della medesima al sistema generale di Terraferma.

 

110. Saranno elettori tutti coloro che hanno unĠabitazione, la cui annua pigione si possa valutare a L. 400 per le cittˆ di Cagliari e di Sassari, e a lire 200 per tutti gli altri siti dellĠIsola.

111. NellĠabitazione sono compresi i magazzini, opifizi, botteghe ed edifizi rustici situati nello stesso comune.

112. Sono inoltre ammessi ai diritti elettorali indipendentemente dal fitto delle loro abitazioni.

     1.Ħ I membri della Societˆ agraria di Cagliari, e della Camera dĠagricoltura, di commercio e dĠarti di Sassari, compresi i corrispondenti ordinarii.

     2.Ħ I Professori e Dottori di Collegio, Presidenti alla Biblioteca, Direttori deĠ Musei alle R. Universitˆ.

     3.Ħ I Professori di nomina Regia.

     4.Ħ I Magistrati civili inamovibili.

     5.Ħ I membri delle amministrazioni comunali.

     6.Ħ I membri del Magistrato del Protomedicato.

     7.Ħ GlĠImpiegati civili in ritiro godenti di pensione non minore di L. 600.

     8.Ħ I militari in ritiro di grado non minore a quello di Capitano.

     9.Ħ I laureati, o approvati in alcuna facoltˆ, esercenti a proprio nome la loro professione.

     10.Ħ I Notai e Procuratori esercenti la loro professione.

113. Sono ammessi ai diritti elettorali, purchŽ abbiano una abitazione di valore rispettivamente metˆ di quello prescritto allĠart. 110:

     1.Ħ GlĠImpiegati civili godenti di pensione in ritiro non minore di L. 300.

     2.Ħ Gli Uffiziali in ritiro di grado inferiore a quello di Capitano.

     3.Ħ Coloro che hanno sub“to alle Regie Universitˆ lĠesame del Magistero.

     4.Ħ Tutti i Professori di nomina dellĠautoritˆ civile, compresi quelli delle scuole elementari, e normali.

114. Gli elettori dĠogni provincia si riuniscono nel Capo-luogo della provincia.

     A questĠeffetto glĠIntendenti riuniranno in una sola lista generale alfabetica i nomi di tutti gli elettori della provincia, e divideranno poi la stessa lista generale in tante parti, eguali in numero, quanti sono i Deputati da eleggere.

     Questa divisione sarˆ fatta nello stesso ordine alfabetico, col quale la lista generale  compilata.

     Ogni porzione di lista formerˆ un Collegio, per modo che il primo Collegio si comporrˆ degli elettori il cui nome comincia con le prime lettere dellĠalfabeto, e gli altri Collegi saran composti degli elettori il cui nome incomincia con le lettere successive.

     Ogni Collegio eleggerˆ un Deputato.

115. Le presenti disposizioni speciali alla Sardegna escludono lĠapplicazione dei numeri 3 e 4 dellĠart. 1 e correlativi, e degli articoli 3, 4, 5 e 8 della presente legge, fermo rimanendo il disposto di tutti gli altri.

 

- omissis -

 

Mandiamo ai Nostri Ministri, Magistrati ed Ufficiali di osservare e fare eseguire il presente Editto che sarˆ inerito negli atti del Governo, volendo che alle copie impresse ecc. si presti la stessa fede che allĠoriginale.

Torino add“ diciasette del mese di marzo lĠanno del Signore mille ottocento quarantĠotto e del Regno Nostro il decimo ottavi.

 

CARLO ALBERTO

 

V. Sclopis. – V. Di Revel.

Vincenzo Ricci.