Piano geo-politico di Mussolini sulla Georgia caucasica

Posted on 24 luglio 2012.

* NEL 1941 LA GEORGIA CAUCASICA DOVEVA DIVENTARE UN PROTETTORATO ITALIANO

Secondo documenti top secret, recentemente declassificati, è emerso un piano geo-politico che riguardava le aspirazioni imperiali dell’ Italia mussoliniana. La Georgia, una nazione posta ai piedi del Caucaso, doveva diventare un protettorato italiano.
Ma andiamo con ordine.
Gli stati dell’ Intesa, fin dal 1919, alla fine della guerra vittoriosa contro gli Imperi Centrali, avevano proposto all’ Italia un mandato fiduciario sulla Georgia, uno stato del Caucaso già facente parte dell’ impero russo degli Zar. Anche se in seguito non se ne farà nulla.
Poi negli anni venti del XX secolo, il consigliere di Mussolini sulle questioni caucasiche, Enrico Insabato, aveva cercato in tutti i modi di creare una corrente politica filo-italiana sull’emigrazione georgiana, attirandoli nei vantaggi sul modello del corporativismo fascista.
In effetti, il partito georgiano “Tetri Guiorgui”, creato nel 1925, si ispirerà proprio al fascismo italiano e verrà finanziato da Roma. Da considerare che l’Italia, dal 1937, finanzierà una miriade di partitini fascisti e/o conservatori, vicini politicamente a Roma.
Poi a partire dal 1939, dopo aver annesso l’Albania, l’Italia si sforzava ulteriormente nell’esercitare una influenza dominante sui circoli di destra dell’emigrazione georgiana. Il governo italiano inoltre accordava alle organizzazioni fasciste georgiane di Berlino, di Praga e di Varsavia, la possibilità di convocare un congresso nella città eterna.
A seguito di questi fatti, J. Davrichvili, uno dei capi del partito dei socialisti-federativi georgiani in Francia, indirizza un memorandum al governo di Vichy, datato 28 aprile 1941, dove, tra l’altro, riferiva testualmente che “…..gli italiani si appoggiavano all’organizzazione georgiana “Tetri Guiorgui”; un pretendente al trono della Georgia era stato designato nel principe Bagrationi”. Poi nell’aprile del 1942 veniva convocata, dal conte Friedrich Werner von der Schulenburg del Ministero degli esteri tedesco, una conferenza all’ Hotel Adlon.
Questo perché già dall’inizio della primavera di quell’anno, la volontà del governo italiano di rivendicare un’influenza in Georgia si manifestava ancora più nettamente.
Inoltre il comando militare italiano esaminava seriamente la possibilità di formare una “legione georgiana” reclutata tra i prigionieri di guerra catturati dalle unità dell’ 8^ Armata italiana (ARMIR) sull’ala sud del fronte orientale.
Parallelamente Roma aveva iniziato a utilizzare i dirigenti filo-italiani dell’organizzazione georgiana “Tetri Guiorgui” o “Tetri Giorgi” (* vedi NOTA). Questo perché si pensava di far entrare tale legione in Georgia nel momento della sua liberazione dal dominio stalinista. Ma le proteste immediate di Berlino misero fine a tale possibilità. E i prigionieri di origine georgiana catturati dagli italiani furono trasferiti e messi a disposizione della Wehrmacht. Così riferivano documenti declassificati e trovati negli archivi del Ministero degli esteri francesi a Parigi, serie seconda guerra mondiale 1939-1945; Vichy; Z. 863. F. 323.3.
Comunque si è venuto a conoscenza che l’Italia, nel caso della conquista del Caucaso da parte delle forze armate dell’ Asse, aveva l’intenzione di mettere sul trono di tale nuova nazione il principe Irakli Bagrationi-Moukhranéli, sostenuto dal monarchico georgiano Chalva Maglakelidzé. Quest’ultimo dichiarava all’epoca, sulla rivista “Kartlossi”, del ritorno all’indipendenza della Georgia, con l’introduzione della monarchia e la creazione di uno stato fascista e corporativista, sul modello dell’ Italia mussoliniana.
Bagrationi aveva inoltre sposato la contessa Maria Pasquini che aveva relazioni con la casa Savoia. Inoltre la contessa era un’amica di Edda, che era la figlia di Mussolini e la moglie di Ciano, il Ministro degli Esteri italiano. E fu proprio Ciano a convincere von Ribbentropp ad accettare la candidatura di Bagrationi in qualità di futuro Presidente del “Comitato nazionale georgiano” a Berlino. Ma con la caduta di Mussolini e l’armistizio dell’ 8 settembre 1943, gli appetiti italiani sulla Georgia terminavano definitivamente.

NOTA: Organizzazione “ Tetri Guiorgui o Giorgi “

L’organizzazione “Tetri Giorgi” (Georgia bianca) era una organizzazione politica formata nel 1924 da emigranti georgiani. Fondatori e leaders principali dell’organizzazione “Tetri Giorgi” furono: Mikheil Tsereteli, Leo Kereselidze, Shalva Maglakelidze, Alexander Manvelishvili, Grigol Robakidze, Viktor Nozadze, Kalistrate Salia e altri famosi rappresentanti dell’emigrazione politica georgiana. Il principale scopo dell’organizzazione era la liberazione della Georgia dall’occupazione societica. Durante la seconda Guerra mondiale l’organizzazione collaborerà con la Wehrmacht. Nel 1926 una ramificazione di tale organizzazione verrà fondata a Tbilisi. Nell’agosto del 1937, il KGB arresterà il leader di tale ramificazione, Evgen Gvaladze (1900-1937), e molti altri membri.

* ULTERIORI SVILUPPI SULLE MIRE MUSSOLINIANE SULLA GEORGIA

I menscevichi dissidenti della Georgia, gli Azeri e gli Armeni attendevano, dopo l’inizio dell’ Operazione Barbarossa nel giugno 1941, l’arrivo di un grosso contingente italiano, 230.000 uomini che avrà il compito di garantire la ricostituzione della Repubblica Transcaucasica Federata e tutelarne i confini dalle pretese sovietiche. Queste genti contano sull’ARMIR per realizzare il loro sogno di autonomia e indipendenza dalla tirannia staliniana. Un sogno che durava da vent’anni. Nel 1919 infatti queste stesse popolazioni, costituita la federazione, attesero invano che l’Italia garantisse loro un protettorato con la spedizione in Georgia degli 85.000 uomini del Generale Giuseppe Pennella, che aveva ottenuto approvazione e appoggio dalla stessa Corona e dal Governo inglese di Sua Maestà. [questo punto l’approfondiremo in un altro e successivo articolo]
I nostri soldati dello CSIR e dell’ARMIR, che avevano assegnati compiti di pattugliamento e controllo delle regioni sovietiche meridionali a maggioranza mussulmana, e anche quello di garantire la costituzione e la sopravvivenza della Federazione delle Repubbliche Transcaucasiche, come la Georgia, l’Armenia e l’Azerbajdjian, si trovarono a dover affrontare lungo la linea del Don soverchianti forze nemiche dotate di mezzi corazzati e caccia bombardieri di produzione americana, che risultarono alla fine determinanti nel successo sovietico.
Ma i veri compiti dell’ ARMIR sarebbero stati ben altri. Infatti, da vari documenti recentemente declassificati e portati alla ribalta, possiamo affermare che l’ ARMIR italiana avrebbe dovuto partecipare alla conquista della Georgia e puntare decisamente alla conquista di Tbilisi, la sua capitale, e sostenere gli indipendentisti georgiani contro il regime dei soviet. Inoltre c’era un piano parallelo che doveva portare all’occupazione da parte italiana del porto di Batumi sul Mar Nero. Importante porto di notevole interesse strategico in quanto era lo scalo sul Mar Nero dei flussi di petrolio che venivano estratti dal Mar Caspio e dell’ Iraq. Quindi c’era in Mussolini la volontà di realizzare tali piani, che doveva portare, in definitiva, alla costituzione del Protettorato di Georgia, sotto forma di Regno e facente parte dell’Impero italiano già proclamato con la conquista dell’Abissinia. Da come si vede, la questione georgiana assumeva una grande importanza e costituiva un notevole obiettivo per il futuro dell’ Italia per quanto riguardava l’acquisizione di un prodotto di natura strategica come era il petrolio.
Oggi, col senno del poi, possiamo ipotizzare, sempre grazie a recenti documenti declassificati, che il piano italiano per la Georgia avrebbe facilitato la soddisfazione delle esigenze petrolifere italiane attraverso la via del petrolio del porto di Batumi sul Mar Nero e in territorio georgiano. E’ utile qui sottolineare il fatto che Mussolini aveva ricevuto l’offerta, dietro aiuti finanziari e militari fatti al Gran Muftì di Gerusalemme e con Rashid El Gailani, già capo degli indipendentisti iracheni che nel maggio 1941 si era sollevato ma era stato sconfitto dagli inglesi, dello sfruttamento dei pozzi petroliferi di Quayara, nella regione di Mossul. Petrolio che doveva poi arrivare a Batumi, il principale porto situato in territorio georgiano.(*)
Quindi la questione georgiana era direttamente collegata a quella irachena, in quanto celavano prospettive italiane per l’acquisizione del petrolio.

(*) all’epoca c’erano 122 raffinerie di petrolio, di cui 67 a Baku, 43 a Grozny e 12 a Batumi.

Queste le fonti esaminate:

* “Oro da Mosca” di Valerio Riva, Mondatori, 1999
* “Carteggio segreto Churchill – Mussolini” di Fabio Andriola, Sugarco Edizioni, 2007
* “Mussolini e il petrolio iracheno” di Mauro Canali, Einaudi, 2007
* “The prize. The epic quest for oil, money & power” di Daniel Yergin, Free Press, 1991
* “Il ruolo dell’ ARMIR in Russia”, intervista di Giorgio Vitali all’autore di “Alpini del Don”, Gian Paolo Pucciarelli, su “Rinascita” di sabato 9.5.2009
* LETTERA venuta alla luce nel 2008 e inviata a Mussolini il 28.4.1941 dal capo del partito socialista federativo georgiano, esule in Francia, J. Dagrachvili, tramite il governo di Vichy, dove si chiedeva al Duce un sostegno finanziario in favore dell’ Organizzazione indipendentista georgiana che, in lotta da decenni con il regime dei soviet, offriva in cambio all’ Italia mussoliniana il protettorato della Georgia.
* DOCUMENTO declassificato e trovato negli archivi del Ministero degli esteri francesi a Parigi, serie seconda guerra mondiale 1939-1945; Vichy; Z. 863. F. 323.3.
* RAPPORTO del NKVD dell’ URSS n. 4749/al Comitato Centrale del VKP(b) esponeva le informazioni raccolte dall’agente segreto col nome in codice “Omeri”, sulla situazione in Turchia e nelle repubbliche turchesche dell’ URSS, e sull’attività dell’emigrazione georgiana e caucasica in Europa. 5.11.1940. In “Organi gosoudarstvennoj bezopasnosti SSSR v Velikoj Otecestvennoj vojne. Sbornik dokumentov. Nakanoune (nojabr 1938 g. – dekabr 1940 g.).” Moscou, “Kniga i biznes”, 1995. Vol. I. Sec. I. p. 274.
* ARTICOLO di A. Manvelichvili. “L’activité de l’émigration géorgienne pendant la guerre”. In: “Manvelichvili A. Noveaux articles”. Arvada. l’édition de l’auteur, 1991. p. 14 – 16.
* ARTICOLO di Chalva Maglakelidze: “Vers la restauration du Royaume de Georgie” In: “Tetri Giorgi”, nr. 99, Parigi, 1936
* ARTICOLO di Chalva Maglakelidze: “De l’unité des peuples du Caucase”. In: “Kartlossi: Organe du nationalisme intégral géorgien”. Parigi, 1939, nr. 16-18. p. 234 (in georgiano)
* Opera di G. von Mende “Die kaukasische Vertretungen in Deutschland waehrend des Zweiten Weltkrieges”, p. 19





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    Direttore scientifico Gabriele ZAFFIRI – Ricercatore, scrittore, giornalista pubblicista, critico cinematografico.

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